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giovedì 18 marzo 2021

Il vecchietto sclerotico "Joe Bidone" si adonta dell'intesa Russia-Hezbollah! Interverrà la badante di colore Kammella Herrys?


 Un funzionario di Hezbollah assicura che la “liberazione totale del territorio siriano” è un obiettivo comune tra il movimento libanese e la Russia.

“Completare la liberazione del territorio siriano e la ricostruzione di questo paese è il punto centrale concordato da [da Hezbollah e dalla Russia]” , ha sottolineato Amar al-Musawi, capo degli affari esteri del Movimento di resistenza islamica del Libano (Hezbollah) Martedì, in una conferenza stampa al termine della visita di una delegazione di Hezbollha in Russia.

In effetti, Al-Musawi ha sottolineato che Hezbollah e Russia condividono lo stesso approccio nel tentativo di riconquistare la sicurezza in Siria e combattere il terrorismo in questo paese.

Lunedì il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha discusso della situazione in Siria, Libano e nella regione dell’Asia occidentale con una delegazione di Hezbollah, arrivata a Mosca (la capitale russa) lo stesso giorno in visita ufficiale.

Dopo l’incontro, il capo del blocco parlamentare di Hezbollah, Muhammad Raad, che ha guidato la delegazione, ha annunciato che entrambe le parti hanno discusso di come “rafforzare la stabilità in Libano e Siria, così come i risultati che hanno ottenuto contro i terroristi” .

venerdì 12 marzo 2021

Delegazione ufficiale di Hezbollah in viaggio verso il Cremlino! Il Partito di Nasrallah riconosciuto da Putin come "perno" della politica libanese!

Già un anno fa il vostro modesto ma sempre affidabile anfitrione geopolitico segnalava l'approfondimento dei rapporti ufficiali tra la Russia di Putin e il movimento di liberazione libanese Hezbollah.

Una delegazione di alto rango del Movimento di Resistenza Hezbollah si recherà a breve a Mosca su invito di funzionari russi.

Alcune fonti locali libanesi hanno riferito che una delegazione di alto livello di Hezbollah, guidata da Mohammad Raad, capo della fazione Lealtà al blocco della Resistenza, sarebbe partita per Mosca a metà di questo mese, ha riferito Raialyoum Daily.

giovedì 4 ottobre 2018

Deputati di Hezbollah visitano il Presidente Aoun, lo ringraziano per le dichiarazioni contro le menzogne sioniste!


Il capo del blocco parlamentare di Hezbollah, deputato Mohammad Raad, ha visitato ieri il Presidente Michel Aoun per ringraziarlo per le sue "recenti dichiarazioni" che confermano la sovranità del Libano, e ha assicurato che il blocco "rimarrà sempre a fianco del Capo dello Stato ".

Il giorno prima, Aoun ha ritenuto che le accuse del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulla presenza di nascondigli segreti creati da Hezbollah per i suoi missili vicino all'Aeroporto di Beirut erano "senza fondamento", ha riferito il quotidiano libanese francofono OLJ.

Raad ha visitato il Palazzo della Baabda a capo di una delegazione del blocco parlamentare "Lealtà alla Resistenza", e ha trasmesso i ringraziamenti del Segretario Generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah per le sue "posizioni prese recentemente, in particolare davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e durante i suoi incontri con i media ".

martedì 23 agosto 2011

Il Libano rifiuta le accuse pretestuose e le prese di posizione del tribunale-canguro di Usa e Israele!

 In una attesissima conferenza stampa tenutasi poche ore fa il capo della delegazione parlamentare di Hezbollah Mohammad Raad (a destra nella foto sopra), insieme al noto legale Salim Jreissati ha articolato di fronte a un parterre gremito di rappresentanti della stampa locale e regionale i motivi per cui le speciose accuse e le istanze del cosiddetto 'Tribunale speciale per il Libano' sono assolutamente irricevibili, in quanto non basate su un minimo standard accettabile di equanimità, indipendenza di giudizio e certezza procedurale. "Questo tribunale" ha spiegato Raad "prima ha sposato una tesi, dopodiché si é messo a cercare puntelli con cui sostenerla, non importa quanto distaccati dalla realtà dei fatti".


"Oggi, di fronte a un'accusa lanciata contro quattro membri della Resistenza, le forze parlamentari e governative libanesi hanno seriamente considerato la questione sotto diversi punti di vista e non hanno potuto se non considerare lo scenario proposto dal Tribunale come nullo e vuoto, destituito di ogni creibilità, infarcito di invenzioni, circostanze tendenziose e politicamente faziose; non vi é bisogno di alcuno sforzo per considerare tale organismo un attentato all'autonomia e alla libertà del nostro Paese".

"Come cinque anni fa la Resistenza difese militarmente il Libano dall'attacco sionista, oggi deve difendere la sua indipendenza dalle macchinazioni delle potenze imperialiste e dalle loro quinte colonne all'interno del Paese, la nostra esperienza ci rende certi che sarà anche questa volta pari alla sfida che le si presenta: non si sottometterà ai desideri dei nemici della Patria e con fermezza e volontà patriottica pari a quelle espresse in battaglia, sconfiggerà i loro tentativi e negherà ai cospiratori gli obiettivi che si propongono di raggiungere".

Jreissati, continuando il discorso da un punto di vista strettamente legale ha fatto notare come, muovendosi in un campo privo di precedenti il Tribunale speciale avrebbe dovuto rifarsi alle procedure della legge libanese, ma ha preferito non farlo perché in quel caso non avrebbe potuto lanciare accuse contro Hezbollah e la Resistenza in mancanza di prove certe e inoppugnabili, che ovviamente non era in grado di produrre, preferendo quindi il "limbo" circostanziale e indiziario dove le deboli e fasulle evidenze costruite all'uopo potevano, nela penombra, dare l'impressione di essere ciò che non erano.

Questi fatti, uniti ad altre evidenti negligenze, come per esempio il ripetuto e ostinato rifiuto di Bellemare e Cassese di investigare la "pista israeliana", che punta a un omicidio via drone, compiuto grazie a un missile sperimentale tedesco, così come il rifiuto di coinvolgere nell'inchiesta i responsabili della penetrazione israeliana nel network di comunicazione libanese, mostrano l'insincerità e la parzialità degli inquirenti.
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