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mercoledì 12 giugno 2019

L'Asse della Resistenza é solido e inflessibile: "NO" alla conferenza dei servi di Sion!


L'Irak non parteciperà ad una imminente conferenza in Bahrain che è pronta a lanciare il cosiddetto piano di svendita della Palestina ai sionisti partorito dai lobbisti a sei punte che manovrano il Presidente statunitense Donald Trump, noto anche come "accordo del secolo".

"Non siamo interessati a questa conferenza e non parteciperemo", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri irakeno Ahmad al-Sahaf all'agenzia turca Anadolu.

mercoledì 27 marzo 2019

Il Leader di Hezbollah commenta in un discorso le recenti azioni di Trump e Pompeo!

Il Segretario Generale di Hezbollah, Sua Eccellenza Hassan Nasrallah ha risposto alle recenti iniziative politico diplomatiche di Donald Trump e Mike Pompeo, come analizziamo nel video sul nostro seguitissimo Canale Youtube.

Il Segretario Generale di Hezbollah, Sua Eccellenza Sayyed Hassan Nasrallah ha pronunciato ai microfoni di Al-Manar un discorso nel quale ha criticato intensamente le recenti azioni di Donald Trump e del suo Segretario di Stato Mike Pompeo.

venerdì 9 novembre 2018

Aoun reitera la smentita delle speciose accuse di Tel Aviv in un colloquio con inviato dell'ONU!!

Il Presidente libanese, Generale Michel Aoun, ha accolto questo venerdì il Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Pernille Dahler Kardel, che ha detto che "le accuse sioniste sull'esistenza di fabbriche di armi illegali e nascondigli segreti in un certo numero di luoghi libanesi sono infondate “.

"I membri del corpo diplomatico in Libano hanno accompagnato il ministro degli Esteri Gebran Bassil in un tour durante il quale sono stati rassicurati sull'inesistenza di queste accuse. Inoltre, il comando UNIFIL ha negato l'esistenza di qualsiasi arma nell'area di operazione, ha detto al suo ospite.

mercoledì 24 ottobre 2018

Aoun convoca alla Baabda il Generale Del Col per esprimere le sue ferme proteste di fronte alle provocazioni sioniste!


Il Presidente libanese Michel Aoun ha respinto le accuse del regime di Tel Aviv sui presunti "siti di armi segrete" del movimento Hezbollah nei pressi dell'Aeroporto internazionale di Beirut come speciose e infondate, affermando che tali affermazioni fanno parte della strategia dei funzionari israeliani di intensificare la tensione nella parte meridionale del suo paese.

In un incontro con il capo della missione e comandante della forza delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), il Maggior Generale Stefano Del Col, al Palazzo della Baabda a Beirut martedì, Aoun ha detto che le dichiarazioni israeliane sono state confutate dopo che il Ministro degli Esteri Gebran Bassil ha guidato un tour di diplomatici e giornalisti stranieri sul luogo dei presunti siti missilistici all'inizio di questo mese.

giovedì 4 ottobre 2018

Deputati di Hezbollah visitano il Presidente Aoun, lo ringraziano per le dichiarazioni contro le menzogne sioniste!


Il capo del blocco parlamentare di Hezbollah, deputato Mohammad Raad, ha visitato ieri il Presidente Michel Aoun per ringraziarlo per le sue "recenti dichiarazioni" che confermano la sovranità del Libano, e ha assicurato che il blocco "rimarrà sempre a fianco del Capo dello Stato ".

Il giorno prima, Aoun ha ritenuto che le accuse del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulla presenza di nascondigli segreti creati da Hezbollah per i suoi missili vicino all'Aeroporto di Beirut erano "senza fondamento", ha riferito il quotidiano libanese francofono OLJ.

Raad ha visitato il Palazzo della Baabda a capo di una delegazione del blocco parlamentare "Lealtà alla Resistenza", e ha trasmesso i ringraziamenti del Segretario Generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah per le sue "posizioni prese recentemente, in particolare davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e durante i suoi incontri con i media ".

martedì 2 ottobre 2018

Il Ministro degli Esteri libanese Gebran Bassil porta dozzine di diplomatici a visitare l'inesistente "base di Hezbollah" citata da Netanyahu!

Hezbollah non ha creato alcun sito missilistico vicino all'aeroporto di Beirut, ha detto il ministro degli Esteri libanese, Gebran Bassil, in risposta alle speciose accuse del criminale Netanyahu all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il ministro, che milita nel partito cristiano Libero Movimento Patriottico, alleato politico di Hezbollah dal 2006, ha guidato dozzine di ambasciatori in un tour dell'area vicino all'aeroporto internazionale Beirut screditando completamente le affermazioni del sionista Netanyahu.

giovedì 12 luglio 2018

I vendipatria yemeniti "protestano", "accusando" Nasrallah di sostenere gli Houthi! Nasrallah ed Hezbollah appoggeranno SEMPRE chi RESISTE!

"Chi non ha dignità non se la può dare".

Ci perdoni Alessandro Manzoni per avere storpiato un suo motto, ma il nocciolodella questione é tutto qui.
Chi ha fatto dell'asservimento e della codardia il proprio stile di vita vede volare sopra di sé coloro che hanno una dignità e,percependoli piccoli, pensa di poterli affrontare.

domenica 19 novembre 2017

Il Ministro libanese Bassil a Russia Today: "Siamo completamente certi di poter sconfiggere ogni aggressione sionista!"

Parlando ai microfoni dell'emittente Russia Today il Ministro degli Esteri Gebran Bassil ha messo in guardia il regime ebraico di occupazione della Palestina dallo scatenare aggressioni militari contro il Paese dei Cedri, dichiarando che i Libanesi sono assolutamente certi di poter mantenere vittoriosamente la propria indipendenza.

Può suonare bizzarro ascoltare una simile dichiarazione dal Ministro di un paese che non dispone se non di pochi pezzi d'artiglieria, pochissimi carri armati, nessun jet e nessun missile antiaereo moderno.

martedì 14 novembre 2017

Al-Rai e Bassil si mobilitano per la liberazione di Saad Hariri dalla sua prigionia saudita!

Nella giornata di ieri il Patriarca della Chiesa Maronita Cardinal Bechara al-Rai é, come si vede nella foto di apertura, arrivato in Arabia Saudita, dove cercherà di avere un confronto con Saad Hariri e tenterà di convincere i Sauditi a lasciarlo tornare in Libano.

Hariri come si sa é sequestrato in Arabia Saudita dal 3 novembre, ha fatto un breve viaggio negli UAE ma é ormai chiaro che non ha libertà personale, l'intervista rilasciata al canale tv della sua famiglia Mustaqbal TV si é risolta in una performance degna di un film di Cronenberg, con un angosciato 'ostaggio' davanti alla telecamera, esausto, probabilmente confuso da sedativi, che guardava costantemente una minacciosa presenza incombente dietro la sua intervistatrice.

mercoledì 8 novembre 2017

Nasrallah incontra il Ministro degli Esteri Gebran Bassil per discutere degli sviluppi libanesi e regionali degli ultimi avvenimenti!

Il Segretario Generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah nella serata di lunedì ha conferito con il Ministro degli Esteri libanese Gebran Bassil (che vediamo nella foto in tenuta particolarmente informale) riguardo alle ripercussioni dell' "affaire" Hariri e agli sviluppi regionali dell'erratico comportamento saudita, ivi comprese le dichiarazioni "di guerra" recentemente pronunciate dal titolare di un ministero minore del Governo di Riyadh.

sabato 6 dicembre 2014

Bogdanov (in visita in Libano) fa anticipazioni sui colloqui di Mosca tra Siriani e 'oppositori'!

Nel corso di una sua recente visita in Libano che conferma l'attivismo diplomatico russo nei confronti del Paese dei Cedri (che noi avevamo già da tempo notato e portato in risalto), il Viceministro degli Esteri di Putin, Mikhail Bogdanov  ha incontrato il titolare del Dicastero Esteri dell'Esecutivo di Tammam Salam, Gibran Bassil.

Parlando con lui Bogdanov si é lasciato 'sfuggire' qualche calcolata anticpazione sui prossimi colloqui di 'riconciliazione nazionale' tra la delegazione siriana del Governo legittimo e i cosiddetti 'oppositori moderati', il recente vertice di Sochi tra Walid Moallem, Putin e Lavrov é servito proprio a dirimere i dettagli di questa iniziativa, che poi é stata confermata sia da Damasco che da Mosca tramite le affermazioni di Bouthaina Shaaban e Aleksandr Lukashevic.

Dopo aver concluso l'incontro Bogdanov si é rifiutato di rispondere alle domande dei cronisti che gli chiedevano se la sua presenza in Libano fosse collegata con uno sforzo russo per aiutare a sciogliere l'impasse dell'elezione del nuovo Presidente di Beirut.



mercoledì 12 novembre 2014

Il Ministro degli Esteri libanese dichiara: "La Resistenza non ha bisogno dei permessi di nessuno!!"

"La Resistenza non ha bisogno, né deve chiedere, giustificazioni o permessi a chicchessia; se comincia a farlo, allora ha smesso di essere una Resistenza. Speriamo tutti di poter diventare combattenti della Resistenza, da una parte combattendo l'entità sionista, dall'altra lottando per l'affermazione del Libano indipendente e sovrano!".

Una potentissima affermazione di un Ministro del Governo in carica a Beirut a favore della Resistenza nazionale libanese (cioé di Hezbollah, SSNP, Amal e altre formazioni tese a combattere l'occupazione sionista e le minacce alla libertà e alla sovranità del Paese dei Cedri) é stata pronunciata nel corso della recente visita di Gebran Bassil nella Bekaa occidentale.

Bassil é titolare del Ministero degli Esteri, non certo di quello delle Politiche Agricole (con tutto il nostro rispetto al suo collega che si occupa della produzione agraria e zootecnica del Verde Libano) quindi le sue frasi hanno un peso specifico molto alto e, come tutto quello che accade sulla scena politica del piccolo paese mediorientale, non sono certo state dette a caso.


giovedì 29 maggio 2014

Gebran Bassil ad Algeri: "Il Libano é in prima linea nella lotta contro il terrorismo estremista!"

Il Ministro degli Esteri del Governo Salam, Gebran Bassil, intervenendo ad Algeri a un meeting dei Paesi Non-Allineati ha dichiarato che Beirut é attualmente "in prima linea" nella lotta contro l'estremismo wahabita: "Combattiamo per la nostra Pace, la nostra Sicurezza, ma anche per la vostra", ha articolato il titolare degli Esteri.
Le affermazioni di Bassil sono giustificate dal fatto che molti estremisti takfiri presenti in Libano provengono da altri paesi, veicolati tramite le reti dell'integralismo di marca saudita e qatariota foraggiato dalla CIA e dalla NATO per gli interessi delle potenze imperialiste e che, se costoro non venissero adeguatamente contrastati e combattuti in terra libanese (così come anche in Siria, in Irak, etc...) tornerebbero presto in patria per destabilizzare anche le nazioni di loro provenienza.

Bassil ha chiesto aiuto e sostegno ai Paesi Non-Allineati per condannare e chiedere conto a Tel Aviv delle sue continue violazioni della tregua in vigore dal 2006, per un più stringente ruolo di rilevamento e contrasto delle stesse da parte dell'UNIFIL e un appoggio concreto all'Armee Libanaise che "ogni giorno lotta contro il terrorismo e l'estremismo che minacciano tutti noi".

lunedì 10 marzo 2014

Il Ministro libanese Bassil dichiara: "Abbiamo tutto il diritto di difenderci contro Tel Aviv e di recuperare i territori occupati!"

Il neoministro degli Esteri libanese Gebran Bassil parlando alla Lega Araba riunita al Cairo ha dichiarato che Beirut, il suo Governo e il suo Popolo hanno tutto il diritto di resistere a ogni attacco, minaccia o ingerenza proveniente dal regime di occupazione della Palestina  e ha ripetuto che il pericolo del terrorismo settario di matrice takfira finanziato dall'Estero non é ancora del tutto sconfitto.

Bassil ha aggiunto che é altresì diritto del Libano e di tutti i Libanesi battersi per la liberazione delle Fattorie di Sheba, delle Colline di Kfar Shouba e del villaggio di Ghajar, che rimangono ancora oggi in mano sionista, esattamente come tutti gli altri Stati e Popoli arabi che affrontano oggi un regime di occupazione possono ricorrere a tutti i mezzi legittimi oer ottenere i risultati conformi ai Diritti storici.

Bassil ha concluso sottolineando come l'impegno principale del nuovo Governo Salam sarà quello di affermare i Diritti e le rivendicazioni del Libano nella comunità internazionale e di impedire contemporaneamente che il Paese dei Cedri ceda al settarismo violento dei terroristi stranieri.

mercoledì 3 aprile 2013

Vertice in casa Aoun tra i partner dell'Alleanza 8 Marzo: ospite d'onore il consigliere politico personale di Nasrallah!

Il mondo politico-istituzionale libanese é in pieno fermento per cercare di venire a capo entro i tempi indicati dal Presidente Sleiman alla Crisi di Governo scatenatasi con le dimissioni del Premier ora ad interim Najib Mikati: l'inquilino della Baabda ha detto che vuole affidare un nuovo incarico entro il prossimo sabato e quindi si tengono a ritmo forzato vertici, tavole rotonde e meeting tra i rappresentanti di tutti i partiti e le fazioni del variegato arco costituzionale per cercare di individuare le figure più qualificate al compito di traghettare il Paese dei Cedri verso le nuove elezioni previste entro fine anno.

Uno dei più importanti vertici tenutisi finora ha avuto luogo presso la residenza del Segretario del Libero Movimento Patriottico, ex-Generale ed ex-Premier Michel Aoun, a Rabieh, dove il  leader dei cristiani maroniti progressisti é stato visitato dagli alleati di Hezbollah, il cui 'asse' con Aoun é stata la novità politica che ha permesso all'Alleanza 8 Marzo di sottrarre ai cristiano conservatori e ai loro alleati sunniti filo-sauditi e filo-americani il timone del Governo.

La delegazione di Hezbollah era capeggiata dal consigliere politico personale di Hassan Nasrallah, Haj Hussein Khalil, mentre altri ospiti di riguardo erano Sleiman Franjeh del partito cristiano Marada, l'Ex-ministro dell'Energia Gebran Bassil e il rappresentante del Tashnaq armeno Hagop Pakradounian.

Il confronto tra gli alleati si é svolto in una atmosfera che tutti a posteriori hanno concordato nel definire "rilassata e costruttiva", risolvendosi infine a discutere insieme al Presidente del Parlamento (lo sciita Nabih Berri di Amal) le opzioni enucleate per un possibile nuovo premier adatto alle sfide dei prossimi mesi, che possa portare a termine l'agenda su cui il tycoon delle comunicazioni Mikati si é arenato.

martedì 19 luglio 2011

Hezbollah mette in guardia il regime sionista: "Giù le mani dal gas libanese!"


"All'entità sionista non permetteremo di fare nemmeno un buco profondo un metro nei nostri fondali se la questione dei confini marittimi non verrà risolta secondo le consuetudini della Giurisprudenza Internazionale", ha dichiarato il capo della delegazione parlamentare di Hezbollah alla Camera libanese, Mohammed Raad (foto sotto), ai microfoni dell'Agence France Presse. Da vero stato-fuorilegge qual'é Israele non ha mai comunicato con precisione i suoi confini marittimi, nella speranza di poterli allargare a piacimento con le proprie campagne di aggressione militare e la copertura ipocrita e codarda degli Usa; adesso che sotto il Mediterraneo orientale sono stati scoperti vasti giacimenti di gas e deposti meno consistenti di greggio, Tel Aviv cerca di approfittarne stringendo accordi truffaldini per iniziare lo sfruttamento di tali risorse anche nelle zone di pertinenza dell'Autorità Palestinese e del Libano, sperando di creare un 'fatto compiuto'.

Ai piani sionisti, che avrebbero trovato un assenso accomodante a Beirut se fosse rimasto al potere Saad Hariri, l'imbelle Renzo Bossi libanese, si é invece opposto decisamente l'esecutivo Mikati, della cui maggioranza parlamentare Hezbollah costituisce una delle forze di riferimento. Raad ha dichiarato che la sovranità libanese sulle risorse naturali della regione non verrà mai abdicata. La controversia ha avuto inizio ai primi di luglio quando il regime sionsita ha svelato un piano di spartizione delle risorse che confligge in pieno con il Diritto internazionale riconosciuto e che il Libano ha denunciato come 'lesivo della sicurezza e della dignità nazionale'.

Gebran Bassil (sopra), Ministro dell'Energia e delle Acque (gabinetto studiato ad hoc dal lungimirante Mikati), ha confermato come Beirut difenderà "con ogni mezzo" le spettanze libanese riguardo a confini marittimi, territoriali, aerei e risorse minerarie e petrolifere. Proprio in questi giorni ricorre il quinto anniversario dell'ultima invasione sionista del Libano, consumatasi nel 2006 e punteggiata da bombardamenti terroristici contro obiettivi civili anche molto distanti dalla zona dei combattimenti, nonostante i quali, tuttavia, le forze della Resistenza sono riuscite a mettere alle corde gli aggressori sionisti facendoli tornare con la coda tra le gambe oltre il confine che avevano violato con incosciente leggerezza.
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giovedì 10 febbraio 2011

Michel Aoun in visita in Siria per la festa di San Marone, patriarca di tre milioni di cristiani d'Oriente


l'ex-Generale ed ex-Primo Ministro libanese Michel Aoun, leader del "Libero Movimento patriottico" libanese, la formazione politica maronita alleata di Hezbollah ed Amal nella coalizione detta "dell'8 marzo", ha passato le giornate di martedì e mercoledì 8 e 9 febbraio in Siria, per stringersi alla comunità cristiana locale in occasione delle celebrazioni di San Maroun, fondatore e patrono della chiesa "sui iuris" che in Medio Oriente raccoglie sotto di sé la non trascurabile cifra di tre milioni di fedeli.

Aoun non ha potuto impedire che la sua visita siriana si trasformasse in un evento pubblico, soprattutto alla luce del grande successo recentemente riportato dalla sua parte politica, che é riuscita a mettere all'angolo gli avversari della coalizione filo-occidentale e filo-israeliana guidata dal giubilato ex-Premier Saad Hariri, al cui posto i leader dell'8 marzo hanno sostituito l'imprenditore delle telecomunicazioni Najib Mikati.

Durante la lettura di un messaggio ai maroniti siriani e dell'intera regione Aoun ha così articolato: "Il nostro obiettivo, la nostra grande aspirazione é quella di ritornare al nostro ambiente originario, alle nostre radici, per trovare rifugio tanto dallo sterile utilitarismo, che uccide l'uomo, ma senza rinchiuderci in noi stessi". Parlando del recente attentato contro i copti egiziani ha poi sintetizzato: "Queste terre, queste nazioni, sono la culla delle più grandi e importanti religioni del mondo perché da sempre sono luoghi di incontro e confronto fra tutte le genti e tutte le culture del mondo, guai, guai a chi cerca di trasformare l'incontro e il dialogo in ostilità e scontro!".

Il riferimento agli ufficiali del corrotto regime di Mubarak, che avevano orchestrato l'attacco 'sotto falsa bandiera' per istigare l'osilità fra cristiani e musulmani, é stato più che esplicito ed evidente. Nonostante gli aspetti religiosi e culturali della sua 'due giorni' Aoun non ha potuto evitare domande a carattere prettamente politico; fra le altre sue dichiarazioni si é distinta quella secondo la quale il suo ultimo incontro col Premier incombente Najib Miqati e con l'ex-Ministro delle Telecomunicazioni ed attuale Ministro dell'Energia Gebran Bassil risalirebbe a poche ore prima della sua partenza per la Siria (quindi a martedì 8 febbraio) e che durante esso si sarebbero "chiarite" alcune "questioni molto delicate".