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mercoledì 9 gennaio 2019

Gruppi per i diritti umani denunciano la GUERRA CHIMICA sionista contro i campi di Gaza

Continuano le vere e proprie aggressioni chimiche sioniste contro il settore agricolo della Striscia di Gaza assediata.
Alcune associazioni per i Diritti Umani hanno promosso un esposto in merito ma sappiamo benissimo che l'unico Diritto Umano che si fa rispettare, al mondo, é quello garantito con la forza delle armi.

mercoledì 10 maggio 2017

A Gaza le primizie dei contadini palestinesi sono avvelenate dai diserbanti lanciati dal regime ebraico!

Più di una volta abbiamo dichiarato che gli occupanti della Palestina che vi hanno installato l'illegittimo regime ebraico hanno la stessa moralità degli avvelenatori di pozzi.

E siamo pronti a ripeterlo.

Del resto, proprio questo è uno dei metodi che usano abitualmente per perseguitare e angariare i legittimi abitanti della terra che hanno invaso.

Ma la propensione dei sionisti al veneficio non si arresta a quella modalità.

giovedì 6 aprile 2017

VOLETE LA GUERRA CHIMICA? CHIEDETE A ISRAHELL CHE BOMBARDA DI PESTICIDI I RACCOLTI DI GAZA!

Gli avvelenatori restano avvelenatori, é la loro natura e non ci si può fare nulla. Oggi per la seconda giornata di fila e per la quarta volta dall'inizio dell'anno un aereo del regime ebraico di occupazione della Palestina ha violato lo spazio aereo della Striscia di Gaza e ha irrorato di erbicida orti e campi dei contadini palestinesi. I sionisti non

venerdì 24 aprile 2015

I sionisti si inventano un razzo lanciato da Gaza per poter bombardare orti e frutteti di Beit Hanoun!

Con l'usuale trita, frusta, insostanziata accusa di "un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza" le forze militari del regime ebraico di occupazione hanno condotto un bombardamento terroristico contro un terreno agricolo nel Nord del ghetto palestinese assediato.

Carri armati e obici corazzati di Tel Aviv hanno sparato decine di granate ad alto esplosivo contro orti e frutteti a Nord di Beit Hanoun causando gravissimi danni ai raccolti e alle infrastrutture della zona, nell'evidente intento di danneggiare la capacità della laboriosa popolazione di Gaza di produrre autonomamente cibo contro gli effetti dello shylockiano strangolamento sionista.

domenica 20 febbraio 2011

La Marina israeliana perseguita i pescatori di Gaza: prima li massacra, ora li rapisce!


Dopo la strage commessa giovedì scorso, in cui tre disarmati e innocui pescatori palestinesi sono stati fatti a brandelli sulla spiaggia di Beit Lahia dalle raffiche di mitragliatrice e di cannoncino esplose a loro segno dalle motovedette della Marina più (im)morale del mondo un nuovo grave abuso colpisce la comunità dei lavoratori della Striscia di Gaza, di cui altri tre membri, sempre pescatori, sono stati rapiti da militari dello Stato ebraico insieme al loro natante e trasportati in una località ignota.

Fonti locali hanno riportato che un'unità della Marina sionista ha rapito i tre pescatori poco dopo che erano scesi in mare con la loro imbarcazione, mentre questa era ancora molto vicina alla spiaggia. Il motivo del rapimento é chiaro: dopo avere ucciso i pescatori sulla spiaggia Israele vuole terrorizzare i loro colleghi in modo da scoraggiarli definitivamente dallo scendere in mare e interrompere così una volta per tutte la pesca, che costituisce una grave "infrazione" allo strangolamento economico di Gaza imposto dai generali sionisti, che può funzionare "adeguatamente" solo se l'enclave costiera é totalmente dipendente dal cibo importato dall'esterno.

In questo senso assumono un senso e una giustificazione tutti i ripetuti e crudeli attacchi contro ogni struttura e ogni categoria di lavoratori di Gaza suscettibili di produrre autonomamente cibo: contadini nei loro campi, pescatori e imbarcazioni e persino il caseificio recentemente bombardato e distrutto dai vigliacchi piloti dell'aviazione israeliana, ormai abituati a fare "tiro a segno" con aerei da centinaia di milioni di dollari contro bersagli civili privi della benché minima difesa.

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