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domenica 28 ottobre 2012

Gaza esiste! Gaza resiste!! Hamas spreca tempo e denaro a ricevere gli emiri cialtroni il popolo combatte la realtà dell'assedio!

Abbiamo già parlato dell'ingegno operoso degli abitanti del ghetto assediato di Gaza, che si sono istruiti e attrezzati (autonomamente o grazie a progetti di aiuto internazionale) sulle maniere più efficaci di ricavare cibo dai terrazzi e dai giardini delle loro case, per ovviare agli effetti degli attacchi sionazisti contro l'agricoltura e la pesca.
Abbiamo adesso il piacere di annunciare come, grazie a un progetto ONU, gli abitanti della Striscia possano affiancare alla coltura di erbe aromatiche e ortaggi, alla pollicoltura e all'allevamento dei conigli anche la piscicoltura, con vasche di pesci Tilapa che, adeguatamente collegate con i terrari della verdura, concimano gli stessi e riciclano la propria acqua, in un vero e proprio circolo virtuoso.
Naturalmente l'assedio sionazista crea problemi anche a questa lodevole iniziativa: i continui blackout (alla cui frequenza e durata il vergognoso tradimento dei vertici di Hamas per riposizionarsi in senso filosaudita e filoqatariota non ha recato alcun miglioramento) rischia, interrompendo l'ossigenazione delle vasche (necessaria quando la temperatura sale sopra certe soglie) di far soffocare i pesci nelle vasche, perciò i piscicoltori urbani di Gaza si stanno dotando di pannelli fotovoltaici e altri sistemi in grado di generare (anche col movimento) elettricità con cui tenere cariche adeguate 'batterie tampone' da far entrare in funzione durante le interruzioni di corrente.
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lunedì 28 marzo 2011

Immagini esclusive! Cittadini cisgiordani piantano ulivi in onore dei loro congiunti detenuti nelle carceri israeliane


Una campagna di messa a dimora di giovani alberi (prevalentemente ulivi, la pianta più rappresentativa della genuina flora palestinese) ha preso il via nella giornata del 27 marzo, nei Giardini di Samaa, sotto gli auspici del Ministero degli Affari dei Prigionieri, per sostenera la campagna a favore dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. La cerimonia é stata presieduta da Eesa Qaraqa, titolare dello stesso dicastero, e da alcuni altri rappresenanti politici, parlamentari e, soprattutto, congiunti e familiari di Palestinesi incarcerati.

Sono stati naturalmente questi ultimi a costituire il perno della cerimonia, mettendo a dimora un giovane albero per ogni prigioniero, di cui portavano ritratti e fotografie onde dare un segnale concreto che possa smuovere favorevolmente l'opinione pubblica mondiale e testimoniare l'affetto e il ricordo che ne animano le azioni dimostrative in vista di una futura scarcerazione e liberazione dei loro parenti.

Per quanto il trasporto e la sincerità delle famiglie dei prigionieri siano naturalmente sinceri al di sopra di ogni ragionevole dubbio, non possiamo esimerci da notare che la presenza di dignitari della fazione Fatah, attualmente in controllo della parte cisgiordana della Palestina, sarebbe stata leggermente meno ambigua e sicuramente più credibile se l'Autorità dirottata e occupata da Mahmud Abbas e dai suoi sgherri non fosse ancora oggi impegnata in vaste operazioni di rastrellamento, detenzione e tortura di militanti palestinesi della Resistenza.



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