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giovedì 14 giugno 2012

Adesso nelle galere dell'occupazione sionista anche ragazzi e adolescenti palestinesi entrano in sciopero della fame!

Venti ragazzi e giovani palestinesi, tutti di età inferiore ai 18 anni, arrestati e detenuti dall'occupazione sionista senza motivo, hanno iniziato, nella galera di Hasharon, uno sciopero della fame a oltranza per protestare contro le inumane condizioni di detenzione e la negligenza dell'amministrazione carceraria nel considerare i loro reclami e porvi un qualche rimedio.

Come confermato dal diciassettenne Ahmed Lafi, uno dei portavoce della protesta, in una rara comunicazione con gli ufficiali del Ministero per gli Affari dei Prigionieri del legittimo Governo palestinese, i venti giovani sarebbero pronti a portare avanti la loro protesta senza considerazione per le conseguenze sulla loro incolumità fisica, dimostrando lo stesso coraggio e la stessa determinazione dello Sceicco Adnan, di Hana'a Shalabi, di Bilal Dhiab e Thaer Halhleh.

Lafi ha anche rivelato che "L'amministrazione carceraria sionista continua a impiegare torture e maltrattamenti nei confronti dei detenuti adolescenti e minorenni, anche dopo l'accordo siglato per far cessare lo sciopero della fame di massa qualche settimana addietro". L'uso di pratiche di tortura verso minorenni é un abominevole esempio della malvagità e della corruzione morale del regime ebraico.

Attualmente i ragazzi palestinesi sotto i 18 anni nelle galere sioniste é di 190 e a essi non viene risparmiato nessuno dei maltrattamenti inflitti agli altri detenuti politici.
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venerdì 6 gennaio 2012

"La morte di Zakariah Issa dimostra oltre ogni dubbio la totale negligenza medica in cui Israele abbandona i detenuti palestinesi!"


Il Centro palestinese per la Difesa dei Detenuti politici ha dichiarato che la tragica morte di Zakariah Issa, piegato dal cancro che aveva sviluppato durante gli anni di prigionia nelle galere sioniste e che era stato lasciato libero di invadere e minare il suo corpo prova "oltre ogni ragionevole dubbio" la natura colpevole e criminale della gestione sanitaria nelle carceri dell'occupazione.

Chiamando Issa "Martire dei prigionieri" il Centro ha puntato il dito contro la totale negligenza dei suoi carcerieri nell'approntare financo le più cursorie e superficiali terapie del caso, aggiungendo che la negazione di ogni protocollo di cura per coloro che soffrono di malattie croniche e invalidanti (diabete, disturbi cardiaci e renali e molte altre ancora) é "una costante" nell'esistenza quotidiana dei prigionieri politici, che a volte vengono sottoposti a ricatti morali affinché diventino delatori e informatori a danno dei loro compagni di prigionia, con la promessa di cure e medicinali.

Il Centro si é appellato a tutte le istituzioni internazionali affinché effettuino pressioni nei confronti dell'occupazione sionista e la costringano a seguire le necessità cliniche dei suoi detenuti; un appello parallelo é stato lanciato verso i media affinché tengano alta l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale su questo argomento.
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mercoledì 4 gennaio 2012

Hamas piange la morte di Zakariah Issa, martire a causa della negligenza medica subita nelle galere sioniste!


Dopo essere entrato in coma nella giornata di lunedì il leader di Hamas e della sua ala armata Zakariah Issa (foto) é venuto a mancare ieri in seguito al tumore che, contratto durante il suo periodo di prigionia nelle carceri dell'occupazione ebraica, si era esteso dal cervello alla schiena e al fegato. Nativo del villaggio di Khader, presso Betlemme, Issa aveva soltanto 43 anni.

Liberato grazie alla grande vittoria di Hamas nel braccio di ferro indiretto con il Governo razzista di Benji Netanyahu, Issa era stato portato nella West Bank e in Giordania dove era stato sottoposto a terapie d'urto nella speranza di forzare il suo cancro in remissione. Purtroppo tutti gli sforzi sanitari profusi dalla sua famiglia e dai suoi compagni di Hamas non sono riusciti a ribaltare una situazione che era già molto critica al momento del suo rilascio.

"Se Issa avesse ricevuto cure non dico efficaci ma almeno decenti quando si trovava in mano ai sionisti le sue chance di sopravvivenza sarebbero state molto più alte", é l'unanime commento che si raccoglie tra parenti e clinici in merito alla sua morte. Le prigioni in cui il regime dell'apartheid getta i detenuti politici palestinesi sono vere e proprie segrete medievali dove non solo non sono previste cure per le malattie che essi possono avere o sviluppare nel corso della detenzione: spesso e volentieri i prigionieri le vedono aggravarsi o ne sviluppano di nuove a causa degli esperimenti medici e della somministrazione surretizia di farmaci sperimentali nell'acqua e nel cibo.

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giovedì 11 agosto 2011

Detenuto politico palestinese entra in coma nella prigione di Nafha, "semplice" negligenza o esperimenti medici sionisti?


Zakariah Dawud Issa, prigioniero politico palestinese di 43 anni, originario di Khadar (presso Betlemme), rinchiuso nella prigione di Nafha, nel Negev, é entrato in coma dopo avere passato mesi e mesi privo delle più elementari cure mediche. La notizia, fatta filtrare dai prigionieri tramite i loro colloqui con legali e parenti, conferma come le galere sioniste siano vere e proprie 'caienne' dove i detenuti sono abbandonati a sé stessi, quando non attivamente perseguitati tramite la mancanza delle pur minime garanzie sanitarie e profilattiche.

Secondo quanto riportato dai suoi compagni di prigionia per interi mesi Issa ha sofferto di gravi sintomi che avrebbero richiesto un pronto check-up e terapie da parte dei sanitari del carcere, mentre invece le sue condizioni sono state lasciate libere di aggravarsi e minarne la salute fino a ridurlo l'ombra di sé stesso; innanzi tutto il detenuto ha iniziato a dimagrire paurosamente, riducendosi, dai circa 110 chili del suo peso originario, a 50-55 dal marzo 2011 a oggi, inoltre, episodi di blackout, straniamento e improvvisa perdita di coscienza hanno iniziato a perseguitarlo, accompagnati, infine, da strane crescite di tessuto molle sulla cute e sul collo.

Qualunque persona sofferente di sintomi così gravi sarebbe stata immediatamente trasferita in una struttura ospedaliera, mentre per Zakariah Issa é stato portato al Centro Medico Soroka soltanto dopo essere caduto in un coma da cui non si é ancora ripreso. Il Direttore degli Affari Mediatici Riyad al-Ashkar e il Ministro degli Affari dei Prigionieri di Fatah Atallah Abu Sabah hanno invitato le autorità israeliane a sospendere la pena dell'uomo in coma per consentirgli di ricevere le cure del caso. Alcuni osservatori non escludono che Issa sia caduto vititma di esperimenti medici israeliani, che spesso, esattamente come accadeva nei lager di Hitleriana memoria, prendono di mira i detenuti palestinesi come comode e disponibili 'cavie umane',
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martedì 7 giugno 2011

Il Governo di Gaza rivela: "A maggio Israele ha rapito 370 Palestinesi, sempre critica la situazione dei detenuti!"


Un rapporto preparato dal Ministero degli Affari dei Prigionieri del Governo Hanyieh rivela che, nel corso del solo mese di maggio 2011 ben 370 cittadini palestinesi sono stati arrestati e/o rapiti dalle forze sioniste di occupazione; fra di loro si contano 40 minori, cinque donne, due parlamentari palestinesi e, inoltre, anche 20 attivisti e volontari stranieri.

In particolare le attività repressive israeliane si sono concentrate attorno ad Al-Khalil, che ha visto arrestati 75 tra i suoi residenti. Sempre nel corso di maggio i Palestinesi detenuti in sei diverse carceri israeliane sono entrati in sciopero della fame tentando di protestare contro la disumana politica di isolamento, come riporta il Direttore dei Media Riyadh al-Ashkar.

L'isolamento del leader del PFLP Ahmed Saadat è stato rinnovato per altri sei mesi dopo che ha speso gli ultimi due anni in solitudine quasi completa.

Il rapporto aggiunge che i dossier medici di diversi prigionieri gravemente malati della prigione di Ramlah sono stati chiusi nel corso di maggio e le loro terapie bruscamente interrotte dai carcerieri sionisti che, inoltre, si sono segnalati per la loro riottosità a eseguire prontamente e puntualmente gli ordini dei Tribunali riguardanti i detenuti, comportandosi come una specie di 'Stato nello Stato'.
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martedì 10 maggio 2011

Il Ministero dei Prigionieri: "La Croce Rossa si impegni per denunciare gli abusi israeliani contro i detenuti palestinesi!"


Il Ministero palestinese per gli Affari dei Prigionieri ha fatto appello alla Croce Rossa/Mezzaluna Rossa affinché applichi più sforzi nel tentativo di alleviare le sofferenze dei cittadini palestinesi detenuti dall'occupante sionista per motivi politici e per riattivare il programma di visite parentali da Gaza, interrotto per volontà persecutoria del Regime dell'Apartheid.

Il Ministero, in un comunicato stampa rilasciato nella giornata di lunedì 9 maggio in occasione della Giornata internazionale della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa ha ricordato la missione storica dell'organizzazione umanitaria, ricordando come, in tutto il suo lodevole curriculum, manchino esempi di efficace pressione contro lo Stato ebraico, che sembra godere di una "patente" per poter implementare le sue politiche inumane senza suscitare la critica e lo stigma della comunità internazionale.

Il Ministero ha evidenziato come la Croce Rossa/Mezzaluna Rossa sia stata incapace di riavviare il programma di visite da parte dei congiunti dei prigionieri politici di Gaza, interrotto arbitrariamente dagli israeliani dal giugno 2007, quasi quattro anni fa, e che era da questa supervisionato. Ha aggiunto che la Croce Rossa/Mezzaluna Rossa da allora si é persino disinteressata dei bisogni materiali di rifornimento dei prigionieri, accontentandosi, al massimo, di fare da 'postino' consegnando qualche messaggio dei carcerati ai familiari e viceversa.

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lunedì 28 marzo 2011

Immagini esclusive! Cittadini cisgiordani piantano ulivi in onore dei loro congiunti detenuti nelle carceri israeliane


Una campagna di messa a dimora di giovani alberi (prevalentemente ulivi, la pianta più rappresentativa della genuina flora palestinese) ha preso il via nella giornata del 27 marzo, nei Giardini di Samaa, sotto gli auspici del Ministero degli Affari dei Prigionieri, per sostenera la campagna a favore dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. La cerimonia é stata presieduta da Eesa Qaraqa, titolare dello stesso dicastero, e da alcuni altri rappresenanti politici, parlamentari e, soprattutto, congiunti e familiari di Palestinesi incarcerati.

Sono stati naturalmente questi ultimi a costituire il perno della cerimonia, mettendo a dimora un giovane albero per ogni prigioniero, di cui portavano ritratti e fotografie onde dare un segnale concreto che possa smuovere favorevolmente l'opinione pubblica mondiale e testimoniare l'affetto e il ricordo che ne animano le azioni dimostrative in vista di una futura scarcerazione e liberazione dei loro parenti.

Per quanto il trasporto e la sincerità delle famiglie dei prigionieri siano naturalmente sinceri al di sopra di ogni ragionevole dubbio, non possiamo esimerci da notare che la presenza di dignitari della fazione Fatah, attualmente in controllo della parte cisgiordana della Palestina, sarebbe stata leggermente meno ambigua e sicuramente più credibile se l'Autorità dirottata e occupata da Mahmud Abbas e dai suoi sgherri non fosse ancora oggi impegnata in vaste operazioni di rastrellamento, detenzione e tortura di militanti palestinesi della Resistenza.



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