La Repubblica Islamica dell’Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania hanno raggiunto dopo estenuanti trattative un accordo definitivo sulla questione del nucleare civile di Teheran.
Termina una querelle annosa e totalmente ingiustificata, motivata unicamente dalla capacità del mondo occidentale di accusare, senza particolari prove, un paese aderente al NNPT, che ha più volte reiterato la propria intenzione di perseguire lo sviluppo dell’atomo unicamente per scopi civili, in primis per diversificare il proprio mercato energetico.
Punto fondamentale dell’accordo, la rimozione di ogni tipo di sanzione economica da parte dei paesi occidentali. A quanto filtrato finora queste saranno dapprima ‘congelate’ fino alla fine dell’anno e poscia completamente annullate. Tuttavia é chiaro a tutti i contraenti che la possibilità che esse vengano re-applicate é praticamente nulla e l’arzigogolo diplomatico serve solo come ‘schermo’ per rendere meno evidente la vittoria negoziale di Teheran, che su questo punto ha tenuto duro contro ripetuti tentativi da parte degli USA di legare la rimozione delle sanzioni a cessioni di sovranità, come ad esempio ispezioni “improvvise” non previamente concordate, o intrusioni straniere nei siti legati alla difesa nazionale.
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martedì 14 luglio 2015
Iran e 5+1 sono arrivati all'accordo: sanzioni 'congelate' fino a fine anno, poi totalmente rimosse!
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venerdì 3 aprile 2015
Perché l'accordo nucleare iraniano è un trionfo per Teheran (e per Mosca)
Come sapere su "PALAESTINA FELIX" non si pappagallano le notizie che si possono facilmente trovare sui media generalisti, ma si cerca di dare un'informazione 'scomoda' su argomenti che altri tralasciano, oppure si aprono punti di vista e di riflessione 'anomali', da prospettive inusuali e similmente trascurate dalla vulgata dei mass-media imperialisti.
Sulla questione dell'accordo nucleare raggiunto in Svizzera dopo estenuanti round di colloqui e trattative i grandi media si trovano in imbarazzo profondo: alcuni cercano di presentare la cosa come una 'vittoria' di Obama (uno che riuscirebbe a strappare sconfitte dalle fauci anche dei più cristallini trionfi), altri tentano di accreditare l'idea che "le sazioni abbiano funzionato", visto che l'Iran accetta ispezioni internazionali e controlli sul suo programma nucleare.
L'accordo nucleare in realtà é un TRIONFO per Teheran, innanzi tutto perché le sanzioni non hanno mai funzionato (erano pensate per 'ridurre alla fame' la Repubblica Islamica, a imitazione di quanto codardamente fatto con l'Irak dal 1991 al 2003, cosa che non é per niente accaduta grazie ai numerosi sbocchi alternativi del petrolio di Teheran in questo mondo ormai multipolare) e vengono rimosse perchè l'Occidente (specie l'Europa) ha DISPERATO bisogno del petrolio iraniano.
Sulla questione dell'accordo nucleare raggiunto in Svizzera dopo estenuanti round di colloqui e trattative i grandi media si trovano in imbarazzo profondo: alcuni cercano di presentare la cosa come una 'vittoria' di Obama (uno che riuscirebbe a strappare sconfitte dalle fauci anche dei più cristallini trionfi), altri tentano di accreditare l'idea che "le sazioni abbiano funzionato", visto che l'Iran accetta ispezioni internazionali e controlli sul suo programma nucleare.
L'accordo nucleare in realtà é un TRIONFO per Teheran, innanzi tutto perché le sanzioni non hanno mai funzionato (erano pensate per 'ridurre alla fame' la Repubblica Islamica, a imitazione di quanto codardamente fatto con l'Irak dal 1991 al 2003, cosa che non é per niente accaduta grazie ai numerosi sbocchi alternativi del petrolio di Teheran in questo mondo ormai multipolare) e vengono rimosse perchè l'Occidente (specie l'Europa) ha DISPERATO bisogno del petrolio iraniano.
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lunedì 9 maggio 2011
Mishaal raccomanda alla gioventù rivoluzionaria egiziana: "Cambiamento, Unità, Tolleranza"!
Il Leader supremo del Movimento musulmano di Resistenza Hamas, Khaled Mishaal, si é incontrato ieri sera con una delegazione della gioventù egiziana che é stata nucleo propulsore e detonatore delle massicce proteste di piazza che in febbraio hanno portato alla caduta di Hosni Mubarak, l'autocrate asservito a Washington e a Israele e al disfacimento del suo corrotto regime.
Mishaal ha passato in rassegna davanti ai suoi ospiti i punti salienti dell'accordo di riconciliazione con Fatah, raggiunto grazie alla mediazione e all'impegno determinate del Cairo, reso a sua volta possibile proprio dalla rivoluzione anti-Mubarak.
Il Leader di Hamas ha raccomandato alla gioventù egiziana di insistere principalmente su tre punti durante questa delicata fase di transizione dalla tirannide filo-occidentale alla Democrazia.
In primis, la gioventù rivoluzionaria deve insistere sullo spirito di cambiamento ed esercitare pressioni perché tutti i lasciti del vecchio regime vengano dismessi e cancellati in ogni ambito: politica, economia, media, cultura.
Secondo: Mishaal ha raccomandato ai giovani egiziani di rimanere coinvolti nella fase dei cambiamenti in maniera di monitorare da vicino l'operato della Giunta transizionale guidata dal Maresciallo Tantawi e da poter intervenire nel caso che qualche elemento nostalgico o compromesso col regime cerchi di implementare un velleitario ritorno al passato.
In terzo luogo: bisogna insistere sullo spirito di tolleranza e sul non-settarismo dei cambiamenti in atto, in modo da tacitare per sempre quegli ipocriti che affermano per interessi di parte che l'Egitto si stia "islamizzando" o "iranizzando"; l'Egitto si sta semmai "de-israelizzando" e "de-americanizzando".
Il Leader di Hamas ha sottolineato come, una volta implementati saldamente questi tre punti sarà possibile stilare un piano strategico grazie al quale l'Egitto ritornerà alla sua tradizionale posizione di preminenza in Nordafrica e Medio Oriente, grazie a un regime democratico specchio della volontà popolare, a un'economia produttiva, a un settore scientifico e culturale in crescita e a una credibile forza militare.
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