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giovedì 23 novembre 2017

Vertice egiziano tra tredici partiti e organizzazioni palestinesi trova un accordo per elezioni entro il 2018!

Le fazioni palestinesi i cui rappresentanti si sono riuniti al Cairo nella giornata di ieri hanno raggiunto un accordo per tenere elezioni politiche a Gaza e in Cisgiordania entro la fine dell'anno venturo. Nel comunicato conclusivo del loro meeting si lodano gli sforzi fatti da tutte le entità coinvolte per superare contrasti e veti incrociati.

Il meeting del Cairo é durato due giorni e conferma come l'Egitto voglia giocare un ruolo da "battitore libero" sulla scena politica mediorientale, rifiutando il ruolo di 'lacché' di Casa Saoud.

mercoledì 4 marzo 2015

Meeting al Cairo tra Ramadan Shallah della Jihad Islamica e Moussa abu Marzouk di Hamas!!

All'inizio della settimana una delegazione del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, guidata dallo stesso Segretario Generale Ramadan Shallah é arrivata nella capitale egiziana e si é incontrata con il leader anziano di Hamas, Moussa Abu Marzouk.
Lo stesso fatto che Marzouk, uno degli ingegneri del tentativo di 'inversione a U' di Hamas nel 2012 e di avvicinamento alle posizioni dell'Ikhwan, della Turchia e del Qatar, si trovi attualmente al Cairo e vi conduca meeting ufficiali dimostra che la situazione tra Hamas e il Governo di Al-Sisi é molto più sfaccettata e complessa di una semplice ostilità reciproca, come alcune recenti prese di posizione giudiziarie avrebbero potuto suggerire.

lunedì 9 febbraio 2015

Sisi e Putin stanno discutendo l'abbandono totale del dollaro nei loro commerci? Gli indizi ci sono tutti!

"La possibilità di abbandonare definitivamente il dollaro americano nei commerci bilaterali russo-egiziani é parte viva e attiva dell'agenda che discuterò col Presidente Al-Sisi", questa dichiarazione-bomba rilasciata da Vladimir Putin prima della sua partenza alla volta del Cairo ha lanciato nella frenesia analisti politicie ed economici. La misura aprirebbe prospettive del tutto nuove per il commercio e gli investimenti tra Mosca e Il Cairo, rafforzando e rendendo le loro economie impermeabili ad attacchi valutari.

Putin al Cairo incontra Al-Sisi: le relazioni russo-egiziane torneranno quelle degli anni '60??

Entro poche ore Vladimir Putin si troverà al Cairo per una importantissima due giorni ufficiale che lo vedrà parlare vis-a-vis col Presidente Al-Sisi. Tra gli argomenti in agenda la situazione in Siria, l'evolversi della crisi in Libia e altri importanti sviluppi della situazione mediorientale, in Yemen, in Irak, ma anche nel Sinai.

venerdì 3 ottobre 2014

Mahmoud Zahar dichiara: "Le incomprensioni tra Egitto e Gaza sono state superate!"

Con una estenuante, lunghissima e faticosa trattativa segreta il Governo egiziano patrocinato dal nuovo Presidente Al-Sisi e i rappresentanti della Striscia di Gaza sono finalmente riusciti a comporre diffidenze, incomprensioni ed equivoci che finora avevano caratterizzato le relazioni tra l'Egitto post-Ikhwan e il ghetto palestinese assediato.

Il fondatore e leader storico di Hamas Mahmoud Zahar, di madre egiziana, é stato al centro di questo negoziato ed é venuto allo scoperto solo ieri, dichiarando ai media che esso é avviato a concludersi positivamente: gli effetti si avranno sull'atteggiamento egiziano nei confronti dei tunnel del Sinai (i "Tunnel della Vita" che garantiscono l'arrivo a Gaza di beni essenziali) e anche sulle aperture del varco di frontiera di Rafah.

Hamas ha riconosciuto l'importanza essenziale di mantenere buoni rapporti con il Governo egiziano, chiunque lo guidi e qualunque siano le sue posizioni in politica regionale e internazionale. Lo 'svarione' gravissimo dei dirigenti come Mishaal, Marzouk e in parte anche Ismail Haniyeh che avevano cercato di rendere Hamas un'organizzazione pro-Qatar schierata con la Fratellanza Musulmana al potere in Egitto durante il regime di Mohammed Mursi aveva causato un backlash devastante nel momento in cui il Generale Al-Sisi rispondendo alle invocazioni della piazza esasperata dagli abusi dell'Ikhwan lo aveva deposto.

Ulteriori incontri per dirimere i dettagli degli accordi si terranno sempre in Egitto dopo la festività dell'Eid al-Adha.

martedì 30 settembre 2014

Abbas Shuman di Al-Ahzar condanna e 'scomunica' ufficialmente l'ISIS e la sua ideologia!

Il cosiddetto 'Stato Islamico di Irak e Levante', altrimenti noto come ISIS/Daash, è nelle parole del Vice-gran mufti della Moschea di Al-Azhar, una delle istituzioni religiose più autorevoli della galassia sunnita, un movimento che “non appartiene alla religione islamica. L’ISIS e le altre organizzazioni terroristiche a esso collegate sono gruppi barbari e criminali, contro la cui ideologia ci siamo già espressi in passato e continueremo a farlo fin quando esisteranno”.

In un’intervista ad Aki-Adnkronos International, Abbas Shuman ha parlato anche dei metodi di proselitismo dell’ISIS, mettendo in guardia i giovani dal rischio di imbattersi sul web nei militanti del gruppo estremista. “I giovani – spiega il numero due di Al-Azhar – devono mostrare saggezza e accogliere solo quelle idee che corrispondono al vero Islam, rifiutando l’ideologia estremista”.

“I giovani che vogliono la pace e cercano il vero Islam devono allontanarsi dalla propaganda promossa da questa organizzazione che nulla ha a che vedere con il Jihad, ma solo con gli spargimenti di sangue che sono un grave peccato”, prosegue il religioso.

Nella lotta all’ISIS – ha poi aggiunto – possono avere un ruolo di primo piano le comunità e i musulmani che vivono in Occidente e che si “devono impegnare per diffondere i veri principi dell’Islam, che sono la tolleranza, il rispetto e l’accettazione dell’altro”.

mercoledì 20 agosto 2014

Israhell rompe la tregua prima del termine: tre morti e dodici feriti, ma la Resistenza risponde a tono!


Poche ore prima della sua scadenza a mezzanotte di ieri il regime ebraico di occupazione della Palestina ha fatto saltare la tregua stabilita come prolungamento di quella durata per gli otto giorni precedenti grazie alle trattative indirette condotte con la mediazione egiziana.

Anche questa volta però Tel Aviv si é limitata agli attacchi aerei, avendo "esaurito" il suo stomaco per le battaglie terrestri sotto il cumulo di oltre centocinquanta soldati invasori eliminati dalla coraggiosa resistenza delle Brigate palestinesi.

Finora si contano tre Palestinesi morti e dodici feriti che si aggiungono agli oltre 2000 morti e 10200 feriti finora causati dalla macchina di morte sionazista  scatenata su Gaza. Comunque la risposta del ghetto assediato non si é fatta attendere e i lanci di razzi di rappresaglia sono ripresi con puntualità.


martedì 19 agosto 2014

A Gaza la tregua estesa fino a mezzanotte, ma le Brigate della Resistenza sono pronte alla lotta!

L'Agenzia France Presse dal Cairo ha comunicato che, tramite le trattative indirette condotte con la mediazione egiziana l'entità sionista e la delegazione palestinese si sono accordate su un prolungamento del cessate il fuoco almeno fino alla mezzanotte di oggi aggiungendo così un nono giorno agli otto che, ultimamente, hanno consentito alla popolazione civile del ghetto assediato di tirare un respiro di sollievo.

L'Egitto aveva proposto un più sostanzioso prolungamento dell'armistizio per trenta giorni in attesa di un nuovo vertice nel quale stabilire le condizioni per una pace duratura ma a causa dell'irragionevolezza di Tel Aviv che insiste su richieste irricevibili (come il disarmo della Resistenza) questo obiettivo si é rivelato irraggiungibile.

La delegazione palestinese, conscia della situazione sul tavolo ha dichiarato: "Le nostre richieste restano e non verranno modificate al ribasso, siamo in grado di negoziare da una posizione di forza e fidiamo che alla fine avremo la meglio".

giovedì 14 agosto 2014

Nuovo Canale di Suez e investimenti per miliardi; Putin e Al-Sisi escono dal vertice sempre più "Soci"!!!!


Per Abdel Fattah al-Sissi, questa è stata la prima visita in Russia in qualità di presidente egiziano. Al contrario dei suoi predecessori ha preferito effettuare la sua prima visita, dopo le elezioni in giugno, in Russia e non negli Stati Uniti.
L’incontro di Sochi era incentrato più sul commercio e l’economia, che sulle questioni internazionali. Cosa che non sorprende in questo contesto di « guerra di sanzioni », imposta a Mosca da Washington e Bruxelles.
Nel mese di agosto cade l’anniversario dell’apertura ufficiale delle relazioni fra i due paesi. E ora Mosca e Il Cairo si apprestano a riempire questo anno di contratti fruttuosi, congelatisi durante la primavera araba. Nel corso degli ultimi due anni, il commercio fra i due paesi è aumentato del 70%, arrivando a 3,5 miliardi di dollari nel 2012.
Le negoziazioni hanno portato a due sensazioni: l’Egitto e la Russia creeranno una zona di libero scambio; il Cairo ha invitato Mosca a partecipare ai lavori del nuovo canale di Suez, la cui costruzione deve cominciare l’anno prossimo. Il presidente Vladimir Putin ha affermato, durante la conferenza stampa, che l’Egitto e la Russia si sono accordati, per prima cosa, sulla creazione di una zona di libero scambio per aumentare il commercio sulle fonti energetiche, gas e petrolio compresi, e sull’ampliamento della cooperazione tecnico-militare:
«I nostri paesi stanno cooperando attivamente nel settore dell’agricoltura. L’Egitto è un grande consumatore di grano russo. I nostri partner si sono interessati alle opportunità di esportazione di questo anno. Per l’Egitto non sarà inferiore a 5-5,5 milioni di tonnellate. Forniamo circa il 40% dei cereali consumati in questo paese. I prodotti agricoli costituiscono il 90% delle nostre importazioni dall’Egitto, che ha già aumentato le sue forniture del 30% ed è disposto ad aumentarle ulteriormente in futuro di un altro 30%.»
Lo scambio di opinioni sulle questioni internazionali ha dimostrato non solo che le posizioni del Cairo e di Mosca in riferimento alla risoluzione dei problemi regionali e internazionali sono vicine, ma che coincidono, ha dichiarato il presidente dell’Egitto, aggiungendo che ormai la cooperazione economica e commerciale con la Russia si sviluppa con una particolare intensità:
«Le negoziazioni hanno aperto grandi prospettive nel commercio con l’Unione doganale e l’Unione Eurasiatica, così come nella creazione di una zona industriale russa in Egitto. Avevo già espresso le mie speranze verso una maggiore cooperazione che sarebbe andata ad aggiungersi al nuovo progetto del canale di Suez ».
L’addetto stampa del presidente russo Dmitri Peskov ha comunicato che Mosca è disposta a concedere all’Egitto importanti crediti finanziari. Il Cairo sta negoziando da più di un anno con il FMI un credito di 4,8 miliardi di dollari, ma il FMI trascina per le lunghe le trattative.
Le società russe sono interessate ad investire in Egitto nell’estrazione di petrolio e di gas, nello sfruttamento dei giacimenti di oro, nell’assemblaggio di vetture e materiale industriale. Così il volume di investimenti di Lukoil è stimato a 127 milioni di dollari. Un importante produttore di gas indipendente, Novatek, è pronto a sborsare 70 milioni e il costruttore di auto SMB Ingeneering, 30 milioni di dollari.
Il progetto del nuovo canale di Suez e dell’ammodernamento del vecchio canale è stato reso pubblico il 5 agosto. I lavori dureranno almeno 3 anni e costeranno circa 8 miliardi di dollari. Il progetto prevede la creazione di un canale parallelo lungo 72 km, l’allargamento del canale esistente e la costruzione di un sistema di gallerie stradali e ferroviarie. Tuttavia, il presidente al-Sissi ha proposto di accelerare questo « cantiere del secolo » e di terminarlo in un anno. 17 società civili lavoreranno su questo progetto. L’esercito si occuperò dei lavori di ingegneria civile.
Quest’anno il canale di Suez, lungo 160 km, ha celebrato il suo 145esimo anniversario. Il pedaggio per il suo attraversamento porta annualmente al tesoro egiziano circa 5 miliardi di dollari. Le autorità egiziane si sono poste l’obiettivo di aumentare i profitti del 260 %. Oltre alla creazione di un nuovo canale, l’Egitto costruirà intorno a questo vaste zone industriali, delle quali si occuperà la Russia. Verranno ospitati cantieri navali, fabbriche per la costruzione di container e per l’assemblaggio di vetture.
Secondo le previsioni, la costruzione di una nuova via d’acqua permetterà alle navi di ridurre il tempo di percorrenza da 11 a 3 ore. Il traffico sarà più o meno raddoppiato e si passerà da 49 a 97 navi al giorno.

Il regime sionista chiede altre 120 ore di tregua; poi attacca Khan Younis a tradimento!!

A dimostrazione della natura mendace e ipocrita del regime ebraico di occupazione della Palestina citiamo quanto avvenuto nelle ultime ore del triduo di tregua che sarebbe scaduto oggi nelle prime ore della mattina: dapprima Tel Aviv, sempre più paralizzata nella scomoda posizione in cui l'inane intransigenza dei suoi governanti l'ha bloccata, ha chiesto un prolungamento del cessate il fuoco per altri cinque giorni.

Ma subito dopo lo ha infranto lanciando un attacco aereo contro la zona di Khan Younis nella fascia meridionale dell'enclave litoranea. Gli attacchi a tradimento si sono consumati senza vittime ma questo nulla toglie alla gravità del gesto.

Il portavoce delle autorità di Gaza, Dr. Fawzi Barhoum ha comunicato che Tel Aviv pagherà per intero le conseguenze di questo suo atto scellerato e irresponsabile. Azzam al-Ahmad, negoziatore di Hamas al Cairo, ha detto che l'accordo per il cessate il fuoco per altre 120 ore é fragile e potrebbe non reggere a ulteriori intemperanze sioniste.

martedì 12 agosto 2014

Al-Sisi impegnato a Sochi in visita a Putin, "Obiettivo: attrarre capitali e turisti russi e discutere le questioni mediorientali!"

Il portavoce della presidenza egiziana, Dr. Ehab Badawy ha annunciato che il capo dello Stato Al-Sisi si tratterà col Presidente russo Putin a Sochi; il viaggio, della durata di due giorni, vuole “approfondire e sviluppare le relazioni russo-egiziane in tutti i campi”, dato che Al Sisi desidera fortificare i legami con “tutte le nazioni amiche che condividono la scelta importante di astenersi dalle ingerenze negli affari interni degli altri Paesi.”

Il presidente egiziano informerà il collega russo sulle riforme attualmente in cantiere al Cairo, specificamente mirate a creare un clima più propizio per le negoziazioni e per attrarre e catalizzare gli investimenti stranieri, specialmente russi, ha aggiunto Badawy in una nota.

Inoltre, esporrà la sua intenzione di attirare un maggior numero di turisti russi, i quali già rappresentano una delle grandi fonti di introiti per l’Egitto.

Nel mentre, i due esamineranno anche gli ultimi fatti avvenuti nella Striscia di Gaza e in Libia, a causa delle loro ripercussioni negative sulle frontiere egiziane, così come la situazione in Irak e in Siria.

giovedì 29 maggio 2014

Al-Sisi "sbanca" le presidenziali egiziane col 92 per cento dei consensi, affluenza alle urne paragonabile alle precedenti elezioni!

Si squaglia come un gelato sotto la Sfinge anche l'ultima 'profezia' pronunciata dai Fratelli Musulmani e poi ripresa dagli stipendiati dell'OTPOR sorosiana che avevano previsto urne deserte e affluenza sotto il dieci per cento alla chiamata al voto presidenziale, come se gli islamisti a libro paga di Doha e i liberisti ammanigliati con la CIA e la Casa Bianca avessero qualche tipo di 'trademark' sulla Democrazia tale da inficiare e rendere 'antidemocratico' qualunque confronto popolare che li escluda.

Invece, nonostante l'anomala ondata di caldo che ha colpito in Primavera il Nord dell'Egitto (dove si concentra la maggior parte della popolazione) e che ha portato ai picchi massimi di affluenza ai seggi nelle ore serali e notturne (tanto da costringere le autorità a estendere di 24 ore il periodo di votazione), poco meno del cinquanta per cento degli aventi diritto ha partecipato alle elezioni presidenziali.

Le elezioni che sancirono la presidenza di Mohamed Mursi registrarono dati di afflusso identici e possiamo affermare con certezza che, senza bizzarrie del clima (purtroppo sempre più frequenti anche nel bacino Mediterraneo, come anche noi verifichiamo nella nostra vista quotidiana) le percentuali di voto sarebbero state anche più alte.

venerdì 9 maggio 2014

Dopo le menzogne ikhwanite, regolarmente smentite, Al-Sisi incontra cordialmente l'ambasciatore algerino!

Parlando con rappresentanti dei media locali la scorsa settimana l'Ex-generale e ora candidato presidenziale Al-Sisi ha dichiarato che, in caso di necessità, la totalità delle Forze Armate egiziane sarebbe in grado di mobilitarsi per correre in aiuto di paesi come la Tunisia, l'Algeria o il Marocco, in meno di 72 ore.

Prontamente, un outlet di propaganda menzognera al servizio della disciolta Fratellanza Musulmana (e dei suoi sostenitori e finanziatori stranieri) come "Islam.Info", distorse le parole di Sisi pretendendo che egli avesse vantato la capacità egiziana di "INVADERE" Tunisia, Algeria o Marocco...e meschinamente aveva 'lanciato' la news con in primo piano l'Algeria, nel tentativo di rovinare i rapporti tra i due grandi Stati nordafricani attualmente che più fortemente sono impegnati a garantire la laicità delle Istituzioni.

Puntuale arrivò la smentita, come si può leggere su questa stessa pagina-web "Algerie Patriotique", che dimostra come gli stessi media algerini siano stati ansiosi di smentire le fandonie islamiste. Comunque, a riaffermare la mancanza di ogni istinto 'bellicoso' verso la Repubblica Algerina ieri Sisi ha incontrato e discusso a lungo con il suo ambasciatore al Cairo, ribadendo di essere pronto, se verrà eletto Presidente dell'Egitto, a condurra una politica di dialogo e cooperazione verso Algeri: "Combattendo per l'Unità dei Popoli e delle Nazioni arabe!".

mercoledì 23 aprile 2014

20 MiG-35 per l'Aeronautica di Al-Sisi? Obama potrebbe esser 'riuscito' a portare l'Egitto del tutto nel grembo di Putin!!

Nell'accordo da 4 miliardi di dollari per la fornitura di armi russe che sembra ormai 'cosa fatta' tra Mosca e Il Cairo sarebbero compresi anche 24 caccia MiG-35 che proietterebbero l'aeronautica del Cairo immediatamente ai vertici del potere aereo nell'arena mediorientale. Evoluzione del MiG-29, che a fine anni '80 tolse agli F-15 ed F-18 americani il primato aereo che il Pentagono dava per scontato, il MiG-35 é un jet di 4 generazione e mezzo che per diversi parametri si affaccia verso la Quinta, comparabilmente alle ultime versioni di Sukhoi-35.

L'accordo sembra dimostrare come ormai l'Egitto guidato dal Generale Al-Sisi (dimissionario e candidato alla Presidenza nelle prossime elezioni) dia per interrotti i rapporti 'privilegiati' intrattenuti con gli USA a partire dal 1979 in poi, durante i quali Washington ha finanziato con generose elargizioni gli acquisti egiziani di materiale bellico a stelle e strisce.

Ovviamente Washington impediva al Cairo di comprare armi che potessero mettere l'Egitto su un piano di parità con il regime sionista, ad esempio tutti i radar dei jet venduti all'aviazione egiziana erano automaticamente settati per "riconoscere" gli apparecchi sionisti come 'amici'...

giovedì 13 marzo 2014

Si intensifica la crisi tra gli Emiri sunniti; adesso Riyadh minaccia di isolare da terra il Qatar!!

A meno di una settimana dal ritiro degli ambasciatori di Arabia Saudita, UAE, Kuwait (e poco dopo anche di quello egiziano) dalle sedi diplomatiche a Doha, la Casa regnante di Riyadh alza la posta e per bocca del suo stesso Ministro degli Esteri, Principe Saudi al-Faisal, minaccia di chiudere il collegamento terrestre tra l'Arabia e l'Emirato del Golfo.

Con questa escalation di rappresaglie e minacce affonda del tutto il piano americano di "subappaltare" il sostegno a Israele e il "contenimento" dell'Asse della Resistenza a potenze conservatrici locali (nominalmente, Qatar e Arabia Saudita) che con Doha e Riyadh impelagate nella loro piccola "guerra fredda" sta generando riallineamenti prima impensabili.

Riyadh é sempre più in sintonia con Tel Aviv, e questo ormai é un dato di fatto, mentre, messo progressivamente con le spalle al muro, il piccolo emirato del Qatar si guarda intorno e non vede altri possibili modi di togliersi dall'angolo se non avvicinandosi a Teheran...mossa che sconvolgerebbe profondamente gli equilibri mediorientali.

Non precorriamo i tempi; nonostante analisti lungimiranti come Messyan ed Escobar abbbiano già preconizzato la rottura del "fronte del Golfo" con la creazione di una inedita partnership Doha-Teheran ancora nessuna mossa sembra essere stata fatta in tal senso, inoltre rimane l'incognita di come la Repubblica Islamica accoglierebbe aperture in tal senso fatte da Al-Thani Jr.

lunedì 10 marzo 2014

Il Ministro libanese Bassil dichiara: "Abbiamo tutto il diritto di difenderci contro Tel Aviv e di recuperare i territori occupati!"

Il neoministro degli Esteri libanese Gebran Bassil parlando alla Lega Araba riunita al Cairo ha dichiarato che Beirut, il suo Governo e il suo Popolo hanno tutto il diritto di resistere a ogni attacco, minaccia o ingerenza proveniente dal regime di occupazione della Palestina  e ha ripetuto che il pericolo del terrorismo settario di matrice takfira finanziato dall'Estero non é ancora del tutto sconfitto.

Bassil ha aggiunto che é altresì diritto del Libano e di tutti i Libanesi battersi per la liberazione delle Fattorie di Sheba, delle Colline di Kfar Shouba e del villaggio di Ghajar, che rimangono ancora oggi in mano sionista, esattamente come tutti gli altri Stati e Popoli arabi che affrontano oggi un regime di occupazione possono ricorrere a tutti i mezzi legittimi oer ottenere i risultati conformi ai Diritti storici.

Bassil ha concluso sottolineando come l'impegno principale del nuovo Governo Salam sarà quello di affermare i Diritti e le rivendicazioni del Libano nella comunità internazionale e di impedire contemporaneamente che il Paese dei Cedri ceda al settarismo violento dei terroristi stranieri.

sabato 8 marzo 2014

Dopo gli Emirati del Golfo anche l'Egitto ritira il proprio ambasciatore dal Qatar!

Dopo Arabia Saudita, UAE e Kuwait anche l'Egitto ha ritirato a tempo indefinito il proprio rappresentante diplomatico dall'ambasciata di Doha, segnalando che la crisi scatenatasi qualche giorno fa non é più limitata agli emirati petroliferi di osservanza filosaudita ma riguarda tutto il Mondo Arabo e i tentativi (apparentemente non esauriti) della dinastia Al-Thani di destabilizzare certe aree a proprio favore per mezzo della Fratellanza Musulmana e di altri gruppi simili.

I media ufficiali del Cairo hanno dichiarato che Doha si trova di fronte a un bivio e può: "O correggere la rotta sui binari del mutuo rispetto e della solidarietà inter-araba oppure persistere nella sua condotta irresponsabile subendone appieno le conseguenze".

Il Governo egiziano si é premurato di far notare come i problemi tra Cairo e Doha non siano una semplice questione bilaterale ma si estendano al complesso delle relazioni diplomatiche nell'ambito della Lega Araba e dell'Organizzazione Islamica per la Cooperazione.

giovedì 13 febbraio 2014

Viaggio a Mosca per Nabil Fahmy e il Generale Al-Sisi: si stringono i tempi per il contratto da 2 miliardi di forniture militari!

 Il Generale egiziano Al-Sisi insieme al suo Ministro degli Esteri Nabil Fahmy é atterrato oggi a Mosca dove avrà colloqui bilaterali con il Responsabile della diplomazia del Cremlino, Sergei Lavrov e con il Ministro della Difesa Shoigu.

Il viaggio del leader cairota segue la spedizione degli stessi Lavrov e Shoigu che, in autunno, aveva  sorpreso il mondo rilanciando fortissimamente le relazioni russo-egiziane a livelli che non si erano più visti dai tempi di Khruschev, Nasser e Kosighin.

Nel corso della visita ufficiale dovrebbe essere finalizzato il contratto per l'acquisto di armi russe per 2 miliardi di dollari, con una particolare attenzione ai sistemi missilistici antiaerei avanzati, che colmerebbero una grave mancanza negli arsenali egiziani.

La Russia avrebbe espresso interesse per costruire una base navale permanente ad Alessandria.

mercoledì 25 dicembre 2013

Bomba sventra centrale di polizia in Egitto, l'Ikhwan musulmana, accusata dal Governo viene definita 'ente terrorista'!

Nella giornata di ieri una violenta esplosione ha distrutto il Quartier Generale della polizia di Mansoura, in Egitto, uccidendo quindici uomini delle forze dell'ordine del Cairo; nonostante la pronta rivendicazione di un finora sconosciuto gruppo jihadista che si é detto basato nella Penisola del Sinai il Governo patrocinato dal Generale Al-Sisi ha accusato l'Ikhwan musulmana di essere complice del sanguinoso atto.

In una seduta governativa straordinaria convocata nell'aftermath dell'attacco l'intera organizzazione religiosa egiziana (già messa fuorilegge e coi suoi beni sottoposti a sequestro coatto) é stata defiinita "parte coinvolta" nell'atto di terrore e in precedenti episodi di terrorismo e tutte le sue attività, incluse le manifestazioni pubbliche, sono state proibite.

Il Vicepremier Hossam Eissa e il Ministro della Solidarietà Sociale Ahmed al Borei hanno assicurato che il provvedimentò sarà scrupolosamente applicato; non vi é dubbio che i governanti del Cairo vogliano portare alle estreme conseguenze il loro conflitto con l'Ikhwan, chiudendo qualunque possibile spiraglio a un dialogo o a un tentativo di convivenza.

sabato 7 dicembre 2013

Folla di cittadini egiziani assedia l'ambasciata del Qatar: "Fuori da qui gli inviati di Doha, quinta colonna dell'Ikhwan!"

Un imponente numero di sostenitori del gruppo nazionalista 'Kamel Gemeelak', sostenitori del Generale Al-Sisi che premono per una sua prossima candidatura a Presidente, hanno organizzato ieri una manifestazione anti-qatariota con la quale hanno chiesto ufficialmente la cacciata dell'ambasciatore di Doha e la chiusura della rappresentanza diplomatica.

Ricordiamo che, per le sue note simpatie nei confronti dell'Ikhwan, il passato emiro qatariota Al-Thani aveva apertamente sostenuto il regime di Mursi e dell'FJP arrivando a offrire 7miliardi e mezzo di dollari come finanziamento per i settori più in travaglio dell'economia egiziana.

Adesso invece sono Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabia ad avere promesso finanziamenti  al Cairo proprio in funzione anti-Ikhwan. Nel corso del rally attorno all'ambasciata qatariota numerose bandiere dell'Emirato, nonché effigi dell'attuale regnante Tamim, di suo padre e di suo zio sono altresì state date alle fiamme.