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lunedì 21 aprile 2014

Il Principe Saoud al-Faisal sul punto di venire 'pensionato' dal suo ruolo di Ministro degli Esteri?

Con 39 anni di carriera sotto la cintura il Principe Saoud al-Faisal (é infatti in carica dal 1975) é certamente il Ministro degli Affari Esteri più di lungo corso al mondo, eppure anche per lui si prospetta il pensionamento, secondo quanto vanno preconizzando voci "credibili" provenienti dal palazzo reale d Riyadh.
L'avvicendamento a capo del Ministero (a cui succederebbe uno dei figli di Re Abdullah), seguirebbe il licenziamento da Capo dei Servizi Segreti del Principe Bandar bin Sultan e farebbe parte di un generale rinnovamento delle alte cariche saudite in previsione della morte del vecchio Re, apparentemente malato di cancro a cui non resterebbero più di 4-6 mesi di vita.

Vedremo nei prossimi giorni se le voci si riveleranno veritiere e se il licenziamento del Principe-Ministro avverrà concertatamente tramite dimissioni 'volontarie' o sarà eseguito d'imperio.

giovedì 13 marzo 2014

Si intensifica la crisi tra gli Emiri sunniti; adesso Riyadh minaccia di isolare da terra il Qatar!!

A meno di una settimana dal ritiro degli ambasciatori di Arabia Saudita, UAE, Kuwait (e poco dopo anche di quello egiziano) dalle sedi diplomatiche a Doha, la Casa regnante di Riyadh alza la posta e per bocca del suo stesso Ministro degli Esteri, Principe Saudi al-Faisal, minaccia di chiudere il collegamento terrestre tra l'Arabia e l'Emirato del Golfo.

Con questa escalation di rappresaglie e minacce affonda del tutto il piano americano di "subappaltare" il sostegno a Israele e il "contenimento" dell'Asse della Resistenza a potenze conservatrici locali (nominalmente, Qatar e Arabia Saudita) che con Doha e Riyadh impelagate nella loro piccola "guerra fredda" sta generando riallineamenti prima impensabili.

Riyadh é sempre più in sintonia con Tel Aviv, e questo ormai é un dato di fatto, mentre, messo progressivamente con le spalle al muro, il piccolo emirato del Qatar si guarda intorno e non vede altri possibili modi di togliersi dall'angolo se non avvicinandosi a Teheran...mossa che sconvolgerebbe profondamente gli equilibri mediorientali.

Non precorriamo i tempi; nonostante analisti lungimiranti come Messyan ed Escobar abbbiano già preconizzato la rottura del "fronte del Golfo" con la creazione di una inedita partnership Doha-Teheran ancora nessuna mossa sembra essere stata fatta in tal senso, inoltre rimane l'incognita di come la Repubblica Islamica accoglierebbe aperture in tal senso fatte da Al-Thani Jr.