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mercoledì 11 aprile 2012

Lo Sceicco Salah torna in Palestina: vinta la lobby sionista inglese si prepara a nuove lotte col regime ebraico di occupazione!


Rilasciato con la completa caduta di ogni accusa ed addebito contro di lui dopo la lettura della sentenza di appello contro la decisione del Ministro dell'Interno Theresa May di domandarne l'arresto e la detenzione (scelta motivata dalle campagne di fango e diffamazione ai suoi danni scatenate dalla lobby sionista per impedire il suo 'tour' inglese di discorsi e conferenze) dopo nove mesi di permanenza in Inghilterra lo Sceicco Raed Salah, leader della Fratellanza Musulmana in Israele é ripartito alla volta della Palestina occupata dal 1948, dopo avere istruito i suoi legali di imbastire la richiesta di risarcimento per danni morali e materiali a carico del Ministro May e di tutto il Dicastero dell'Interno.

Il sito "Palestinians 1948" ha dichiarato che la Fratellanza Musulmana in Israele sta preparando "un benvenuto trionfale" allo Sceicco, che, decidendo di rimanere all'estero piuttosto che espatriare furtivamente una volta liberato dalla carcerazione (ove era stato trattenuto di nuovo senza nessuna motivazione razionale) ha voluto essere vendicato fino in fondo riguardo alla liceità e irreprensibilità delle proprie azioni, dimostrando all'Inghilterra e al mondo intero quanto bassi, meschini, inaccettabili e illegali siano gli stratagemmi sionisti per cercare di mettere in cattiva luce gli attivisti per i Diritti della Palestina e dei Palestinesi!

Secondo l'avvocato Zahi Nujaidat che ha seguito tutte le fasi della vicenda, dall'originario arresto di Salah alla sua definitiva liberazione da ogni accusa o sospetto, la vicenda é stata "un caso esemplare" di come la lobby sionista internazionale manipoli false informazioni, menzogne e illazioni e, nel diffuso clima di islamofobia razzista coltivato dai media generalisti, riesca a trarne (almeno temporaneamente) risultati favorevoli alle sue politiche e ai suoi interessi. Esemplare é stata anche la tenacia e la determinazione dello Sceicco che ha considerato che tornare in patria senza avere confutato le speciose accuse sioniste sarebbe stato più dannoso alla causa e all'immagine internazionale della Palestina che non prolungare volontariamente il suo 'esilio' fino a un verdetto definitivo.
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domenica 8 aprile 2012

Lo Sceicco Raed Salah ottiene soddisfazione dai tribunali inglesi: "Illecite tutte le misure prese contro di lui!"

Diversi mesi fa vi avevamo informato di come lo Sceicco Raed Salah, figura autorevole della Fratellanza Musulmana in Israele, ispiratore di mille campagne non violente contro l'arroganza e l'Apartheid del regime ebraico, chiamato in Inghilterra dal forum Middle East Monitor per una serie di conferenze e discorsi fosse stato illegalmente arrestato dopo una campagna di diffamazione condotta dalla ricca e potente lobby sionista britannica che ormai ha in mano la totalità dei media generalisti e comanda a bacchetta i vertici dei partiti Laburista, Conservatore e Liberale. Salah, abituato agli arresti arbitrari e alle detenzioni, avendone subito molte da parte degli occupanti sionisti, dopo essere stato scarcerato (avendo l'autorità giudiziaria ritenuto illegittima la sua custodia in carcere) ha deciso di rimanere nel paese e combattere fino a provare l'illiceità del suo originario arresto.

Finalmente lo Sceicco ha ricevuto, da parte del Tribunale Superiore per l'Immigrazione, la comunicazione che le sue richieste di appello sono state "accolte su tutta la linea" e che il suo fermo e arresto, ordinato dalla responsabile degli Interni, la filosionista Theresa May, é stato 'ab ovo' arbitrario e illegale. La notizia, subito trasmessa al Quartier Generale inglese della PSC - Palestine Solidarity Campaign, ha fatto il giro del mondo, dimostrando come "Il Governo britannico abbia agito in base alle ubbìe e alle menzogne di una piccola minoranza interessata, comportandosi in maniera vergognosa". Così ha commentato Sarah Colborne, Direttrice della PSC.

Il Ministero dell'Interno di Theresa May ha rilasciato una nota in cui si dice "indispettito" dalla decisione del Tribunale. L'inchiesta ha dimostrato che il Ministero si é mobilitato contro Salah solo dopo pressioni ricattatorie da parte dei membri più ricchi e influenti della lobby inglese filosionista; prima di quel momento se le autorità di polizia e immigrazione avessero ritenuto lo Sceicco come una minaccia alla sicurezza avrebbero avuto numerose occasioni (i legali di Salah ne avevano indicate almeno sei) per poterlo bloccare prima del suo ingresso ufficiale nel Regno Unito.
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mercoledì 22 febbraio 2012

Riunione organizzativa a Londra per preparare la "Marcia Globale verso Gerusalemme!"


Organizzazioni filopalestinesi di diverse nazioni europee hanno aperto ieri un meetin londinese per discutere le modalità di organizzazione ed esecuzione di una marcia globale su Gerusalemme/Al-Quds occupata, che dovrebbe avvenire il 36 anniversario della "Giornata della Terra Palestinese". Rappresentanti di organizzazioni impegnate in merito sono arrivati dalla Germania, dall'Austria, dall'Italia, dall'Olanda per stabilire punti e tappe di avvicinamento a questo grande evento che segnerà un punto di svolta una volta per tutte nella lotta per la liberazione della Città Santa occupata.

I partecpanti intendono arrivare al Nobile Santuario di Al-Aqsa, in sé stesso simbolo materiale della volontà di Resistenza ostinata e caparbia contro gli spietati piani sionisti di pulizia etnica, persecuzione e giudaizzazione forzata, che intenderebbero sradicare millenni di identità cristiana e musulmana della Gerusalemme araba per sostituirli con la rozza impostura 'hollywoodiana' di una città mai esistita salvo che, forse nelle scenografie di cartapesta di Ben Hur e simili sandaloni.

Sarah Colborne, Direttrice esecutiva della PSC, Campagna di Solidarietà con la Palestina ha dichiarato che la marcia sarà un importante momento di lotta contro l'Apartheid sionista e che manifestanti in tutto il mondo si raduneranno davanti alle ambasciate del regime sionista di occupazione per far capire ai suoi governanti che abusi e attacchi contro la Cultura e il Retaggio storico e archeologico palestinese non saranno più tollerati. Comitati nazionali per la marcia su Gerusalemme sono stati formati in Giordania, Egitto, Libano, Sudafrica, Australia, Indonesia, Malesia, Pachistan, Usa, Iran, India, Siria e molti altri paesi del mondo.
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giovedì 31 marzo 2011

Centinaia di londinesi manifestano contro il criminale di guerra Shimon Peres in visita a Chatham House!


Oltre cento manifestanti pro-palestinesi, riuniti dalle associazioni PSC - Palestine Solidarity Campaign e BMI - British Muslim Initiative, hanno picchettato Chatham House, dove oggi il criminale di guerra Shimon Peres, attualmente Presidente dello Stato ebraico, stava 'celebrando' sessant'anni di relazioni diplomatiche fra quest'ultimo e la Gran Bretagna.

Secondo quanto riportato dal cronista Paddy Maguffin la folla era molto vivace e attiva, inalberando cartelli contro il Muro dell'Apartheid, l'assedio di Gaza e le nuove leggi razziste recentemente proclamate in Israele, ha fatto sentire la sua voce e la sua opinione in maniera democratica. La portavoce del PSC, Sarah Colborne ha dichiarato: "Peres era Presidente di Israele durante l'aggressione militare a Gaza di due anni fa, il sangue di oltre 1400 civili é sulle sue mani, perché lui ha autorizzato gli attacchi, dovrebbe essere portato davanti a un tribunale, non in visita ai nostri governanti".

Le forze di polizia locali, forse temendo che i manifestanti potessero intercettare il convoglio di Peres una volta lasciata la zona, hanno cercato di mantenere i dimostranti sul posto anche dopo che la conferenza di Chatham House era terminata, violando il loro diritto alla pubblica circolazione. "E' bizzarro che un gruppo di manifestanti che chiedono che venga resa giustizia secondo i termini del Diritto venga accerchiato e bloccato dalla polizia, quando invece un assassino seriale che dovrebbe finire davanti a un tribunale internazionale viene scortato via con tutti gli onori".

Come cantavano i Clash 34 anni fa: "If Adolf Hitler flew in today, they'd send a limousine anyway", verrebbe da dire.

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martedì 18 gennaio 2011

Boicotta, disinvesti, sanziona! Anche John Lewis dà lo sfratto ai cosmetici Ahava, frutto dell'Apartheid!


Questa settimana l'importante distributore britannico John Lewis ha comunicato il proprio rifiuto a continuare a ospitare i prodotti cosmetici della ditta Ahava, unendo il nome del proprio business alla ormai sempre più lunga lista delle catene che hanno dato l'ostracismo ai "fanghi del Mar Morto" prodotti negli insediamenti ebraici illegali di Mitzpe Shalem e Kalia.

La decisione di John Lewis rappresenta un grandissimo successo per la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro l'Apartheid israeliano che, nei sei anni trascorsi dal suo inizio, ha raccolto sotto le sue bandiere un numero sempre crescente di attivisti (ormai arrivati a vari milioni, presenti in tutto il mondo) e ha persuaso centinaia di operatori economici ad abbandonare la distribuzione di prodotti derivati dalle pratiche sioniste di occupazione ed esproprio di terra palestinesi, così come ha convinto numerosi governi a mettere sotto accusa le compagnia israeliane e internazionali che profittano da tali crimini.

Nella lettera rivolta al movimento BDS britannico il Direttore esecutivo della catena John Lewis, Andy Street, ha scritto: "Come operatori socialmente responsabili, alla John Lewis prendiamo molto seriamente la questione del trattamento dei lavoratori coinvolti nella produzione degli articoli da noi stoccati; ci aspettiamo che tutti i nostri fornitori non solo rispettino le leggi in merito, ma operino in maniera rispettosa delle leggi, degli interessi e del welfare dei loro impiegati, delle loro comunità e dell'ambiente. In relazione alle vostre richieste riguardo la compagnia Ahava posso confermarvi che la John Lewis ha smesso di stoccare i suoi prodotti poco dopo l'inizio del 2011".

Sarah Colborne, direttrice delle campagne operative del gruppo PSC (Palestine Solidarity Campaign), ha così replicato al messaggio di Street: "Al PSC abbiamo accolto con grande gioia l'annuncio della John Lewis, i continui attacchi dello Stato ebraico contro la popolazione palestinese, sia quella costretta a vivere sotto la stretta dell'assedio economico, sia quella sottoposta all'occupazione in Cisgiordania o quella languente sotto l'oppressiva cappa dell'Apartheid nella Palestina occupata nel '48, stanno portando a un graduale ma continui "slittamento tellurico" nell'opinione pubblica, con il movimento per la pace e la giustizia che sta guadagnando sempre più sostegno e supporto a livello internazionale".

Mitzpe Shalem e Kalia, gli insediamenti ebraici illegali in cui vengono prodotti i cosmetici della Ahava, sono solo due colonie in una galassia di avamposti di occupazione ed esproprio israeliano di terra palestinese; comunità affidate ai più violenti e radicali rappresentanti dell'integralismo religioso e nazionalista giudaico, dove vivono oltre mezzo milione di individui, che si fanno notare per le loro continue aggressioni e violenze ai danni dei palestinesi, fra cui contano pestaggi, incendi di campi, distruzione di alberi da frutto, roghi di case e di edifici sacri (moschee, chiese), vandalismi di cimiteri e molto latro ancora.