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venerdì 4 marzo 2016

Renzi sull’orlo della palude libica; gli Usa (via ‘W.S. Journal’) lo spingono dentro!

Il quotidiano newyorchese “Wall Street Journal”, citando non meglio specificate ‘fonti della Casa Bianca’, dichiara che l’Italia è pronta a guidare la missione in Libia; il livello di pianificazione delle operazioni sarebbe a un livello molto avanzato, tanto che a Roma sarebbe già stato creato il centro di coordinamento tra gli alleati che parteciperanno all’azione.

Nella ‘coalizione dei volenterosi’ che si appresterebbero a mettere i piedi nel pantano di instabilità e terrorismo che un tempo fu il più sviluppato stato del Nordafrica il Wsj enumera oltre a Italia e Usa, anche Francia e Regno Unito: come a dire, l’ex-potenza coloniale, la potenza coloniale che domina l’ex-potenza coloniale e i due paesi-pirata che nel 2011, esattamente come a Suez nel ’56, si imbarcarono con un regime-canaglia nell’aggressione a uno Stato sovrano per i loro personali interessi di bottega. Nel 1956 compare e complice dei “Ladri di Pisa” parigini e londinesi fu il regime sionista di Tel Aviv, nel 2011 quello neo-ottomano di Erdogan e Davutoglu, ansioso di ristabilire l’autorità turca sull’ex-provincia del Sultano di Costantinopoli.

mercoledì 23 luglio 2014

Il parlamentare britannico David Ward: "Se fossi un abitante di Gaza anche io lancerei razzi e combatterei!"

I nostri lettori lo sanno benissimo, se c'é una nazione europea per cui abbiamo poco rispetto e simpatia é sicuramente l'Inghilterra, per tanti e giustificati motivi: per avere oppresso e sfruttato la metà e passa del mondo, per aver definito e glorificato il razzismo alla base di tale sfruttamento, con una 'operazione culturale' che é servita come 'base ideologica' per il Sionismo e per l'Hitlerismo (l'assunto Kiplingian-Rhodesiano che certi popoli avessero il 'diritto' di occupare e sfruttare le terre altrui), per aver nutrito e coccolato i mercanti ebrei di schiavi negri che compirono uno dei più grandi genocidi della storia e aver fatto lo stesso con i mercanti ebrei di droga che avvelenarono la Cina nell'800 con le Guerre dell'Oppio e la umiliarono con i Trattati Ineguali, per aver fatto passare personaggi vili e schifosi come il razzista Winston Churchill come delle specie di 'eroi', per essere stata, infine, responsabile prima delle sofferenze del Popolo di Palestina.

Tuttavia, di tanto in tanto, esiste qualche Inglese di spirito nobile che si alza al di sopra della mediocrità paludosa e 'borghese' dei suoi compatrioti e, in quel caso, noi siamo i primi a riconoscere ed applaudire a tali eccezioni, l'abbiamo fatto in passato e continueremo a farlo in futuro. Questa volta il nostro omaggio va al rappresentante dei Comuni David Ward che, pur essendo iscritto a un partito sfacciatamente filosionista come quello Liberaldemocratico ha avuto il coraggio di dichiarare che, se lui fosse un abitante di Gaza, di fronte all'assedio, allo strangolamento e all'aggressione armata dello Stato sionista anche lui si schiererebbe con la Resistenza e lancerebbe razzi oltre il confine.

Apriti cielo! Il Moloch sionista che innerva e incancrenisce la scena politica d'Albione si é svegliato assetato di sangue come al solito e chiede ruggendo a gran voce il 'sacrificio' dell'eresiarca che ha osato dire la pura e semplice verità; apprendiamo adesso che Ward non era 'nuovo' a tali 'affronti', visto che lo scorso luglio era stato "pubblicamente censurato" dal suo partito per avere affermato (di nuovo, semplicemente registrando la verità dei fatti), che durante i periodi di 'tregua' il regime sionista continua a cecchinare, bombardare, aggredire con droni e artiglierie il ghetto costiero palestinese.

Mister Ward, dalle pagine di PALAESTINA FELIX, le inviamo i nostri saluti e la nostra ammirazione; keep telling how it is, History will prove you right.

mercoledì 5 giugno 2013

Naufraga il tentativo inglese di far dichiarare Hezbollah 'gruppo terrorista' dall'Unione Europea!

Intrappolati nella spirale digradante della loro nazione (un tempo superbo impero, oggi piccola isoletta che vive di 'ceraunavolta', gossip e cibo-spazzatura) i politicanti inglesi dei principali schieramenti politici sono tutti alfieri di un filosionismo sclerotico e inattuale che testimonia con quanta virulenza la pasciuta 'Lobby a Sei Punte' sia riuscita ad affondare i tentacoli nel sistema di finanziamenti elettorali e nei media, ormai tutti allineati nella vulgata pro-Tel Aviv.

Per questo motivo il Ministro degli Esteri Hague si era incaricato di far inserire dall'UE il partito sciita Hezbollah nella lista delle 'organizzazioni terroriste' prendendo a pretesto l'attentato dell'anno scorso in Bulgaria contro un pullman di sionisti, attentato che, é bene ricordarlo, non ha mai trovato rivendicazioni, ma che Netanyahu per i suoi tornaconto politici, ha subito 'accollato' a Nasrallah e seguaci.

Ma il tentativo é andato a bagno quando, giustamente, la commissione europea competente ha fatto notare come esistano piste credibile che possono attribuire il fatto a cellule wahabite e qaediste, dello stesso tipo che Hezbollah sta combattendo oggi in Libano e in Siria.

Lo stesso Ministro degli Esteri libanese, Adnan Mansour, aveva annunciato che l'inserimento di Hezbollah nella lista dei 'terroristi' sarebbe stato recepito come un atto ostile al Libano, dove il movimento di Nasrallah é considerato patrimonio nazionale e scudo armato della libertà e dell'autonomia del Paese dei Cedri.

venerdì 1 luglio 2011

Lo Sceicco Raed Salah fa appello alla legge britannica contro il suo arresto: "Rimarrò internato fino a quando una corte non dichiari nulle e invalide le accuse contro di me!"


Ingiustamente e illegalmente arrestato in Inghilterra per effetto delle pressioni della locale lobby sionista lo Sceicco Raed Salah, capo della Fratellanza Musulmana in Israele, é stato trasferito presso il centro di espulsione degli immigrati di Colnbrook, nei pressi dell'aeroporto londinese di Heatrow.

Zahir al-Birawi, portavoce del Forum Palestinese in Inghilterra ha dichiarato all'agenzia di stampa Palestine Information Center che il trasferimento dello Sceicco dovrebbe preludere alla sua deportazione dal paese ma, dando prova della grande fibra e tempra morale che gli ha permesso di emergere vittorioso da sfide ben peggiori il leader musulmano ha chiesto ai suoi patrocinanti di sporgere appello contro l'ingiusto arresto e, a costo di rimanere detenuto per giorni e forse settimane, ha annunciato che si batterà "con tutte le sue forze" per provare l'irregolarità del provvedimento elevato contro di lui.

Salah ha riferito tramite portavoce che, non avendo commesso alcun crimine, ed essendo entrato legalmente e apertamente nell'Arcipelago britannico, qualunque misura di arresto contro di lui deve essere dichiarata "nulla e invalida" da una corte, non accettando egli la presenza di "alcuna macchia" sul suo onore personale e sulla sua reputazione di individuo pacifico e rispettoso delle leggi.
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martedì 18 gennaio 2011

Boicotta, disinvesti, sanziona! Anche John Lewis dà lo sfratto ai cosmetici Ahava, frutto dell'Apartheid!


Questa settimana l'importante distributore britannico John Lewis ha comunicato il proprio rifiuto a continuare a ospitare i prodotti cosmetici della ditta Ahava, unendo il nome del proprio business alla ormai sempre più lunga lista delle catene che hanno dato l'ostracismo ai "fanghi del Mar Morto" prodotti negli insediamenti ebraici illegali di Mitzpe Shalem e Kalia.

La decisione di John Lewis rappresenta un grandissimo successo per la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro l'Apartheid israeliano che, nei sei anni trascorsi dal suo inizio, ha raccolto sotto le sue bandiere un numero sempre crescente di attivisti (ormai arrivati a vari milioni, presenti in tutto il mondo) e ha persuaso centinaia di operatori economici ad abbandonare la distribuzione di prodotti derivati dalle pratiche sioniste di occupazione ed esproprio di terra palestinesi, così come ha convinto numerosi governi a mettere sotto accusa le compagnia israeliane e internazionali che profittano da tali crimini.

Nella lettera rivolta al movimento BDS britannico il Direttore esecutivo della catena John Lewis, Andy Street, ha scritto: "Come operatori socialmente responsabili, alla John Lewis prendiamo molto seriamente la questione del trattamento dei lavoratori coinvolti nella produzione degli articoli da noi stoccati; ci aspettiamo che tutti i nostri fornitori non solo rispettino le leggi in merito, ma operino in maniera rispettosa delle leggi, degli interessi e del welfare dei loro impiegati, delle loro comunità e dell'ambiente. In relazione alle vostre richieste riguardo la compagnia Ahava posso confermarvi che la John Lewis ha smesso di stoccare i suoi prodotti poco dopo l'inizio del 2011".

Sarah Colborne, direttrice delle campagne operative del gruppo PSC (Palestine Solidarity Campaign), ha così replicato al messaggio di Street: "Al PSC abbiamo accolto con grande gioia l'annuncio della John Lewis, i continui attacchi dello Stato ebraico contro la popolazione palestinese, sia quella costretta a vivere sotto la stretta dell'assedio economico, sia quella sottoposta all'occupazione in Cisgiordania o quella languente sotto l'oppressiva cappa dell'Apartheid nella Palestina occupata nel '48, stanno portando a un graduale ma continui "slittamento tellurico" nell'opinione pubblica, con il movimento per la pace e la giustizia che sta guadagnando sempre più sostegno e supporto a livello internazionale".

Mitzpe Shalem e Kalia, gli insediamenti ebraici illegali in cui vengono prodotti i cosmetici della Ahava, sono solo due colonie in una galassia di avamposti di occupazione ed esproprio israeliano di terra palestinese; comunità affidate ai più violenti e radicali rappresentanti dell'integralismo religioso e nazionalista giudaico, dove vivono oltre mezzo milione di individui, che si fanno notare per le loro continue aggressioni e violenze ai danni dei palestinesi, fra cui contano pestaggi, incendi di campi, distruzione di alberi da frutto, roghi di case e di edifici sacri (moschee, chiese), vandalismi di cimiteri e molto latro ancora.