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giovedì 19 settembre 2013

Il martire Abu Hajer cade eroicamente in azione nello stesso giorno della vittoria di Shabaa! Onore a lui e ai Battaglioni Zulfiqar!!

Il combattente sciita si immola generosamente e quasi con gioia quando sa che la propria morte va a costruire un futuro di gloria per i suoi fratelli e per le sue sorelle di fede e più in Generale per tutti gli Oppressi della Terra, egli non si sottrae allo scontro, alla battaglia che sa può anche essere l'ultima, anzi la cerca come si cerca l'abbraccio di un'amante profumata, anche quando egli é un capo, anche quando la sua posizione potrebbe facilmente e non senza giustificazione evitargli le insidie della battaglia.

Tale é stato anche Abu Hajer, nome di battaglia di Fazel Sobhi, Vicecomandante dei Battaglioni Zulfiqar composti da volontari sciiti accorsi a difendere non solamente i numerosi santuari della loro fede ma a proteggere la tradizione siriana di tolleranza e accettazione di tutte le fedi e tutte le sette che l'hanno arricchita nel corso della sua storia millenaria. Proprio nel giorno in cui l'Esercito Arabo Siriano vinceva la battaglia per Shabaah ristabilendo in maniera sicura i contatti con il Sacrario di Sayyida Zeinab, Abu Hajer si immolava sul campo, diventando a tutti gli effetti un Eroe della Fede, un Testimone che ha dato tutto per la Causa.
Dietro di lui, in preghiera commossa, si stringono le colonne senza fine dei militanti dei 'Liwa Zulfiqar', pronti a vendicarne la morte in ogni angolo della Siria e non solo, in ogni provincia, in ogni terra dove il serpente wahabita, gonfio del veleno di Sion e di Washington, possa alzare la sua testa solo perché il tacco dei Credenti lo rischiacci nella polvere.