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venerdì 16 maggio 2014

Messaggio di Hezbollah ai terroristi presenti in Siria: "Noi siamo il Partito di Dio, voi servite il Demonio!!"

Il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah ha emanato un comunicato senza firma (che quindi va inteso come espressione diretta di tutta l'organizzazione) indirizzato ai militanti mercenari che ancora si trovano in Siria per attaccare con atti terroristici il Governo legittimo e la popolazione civile, ne presentiamo qui la traduzione più accurata che siamo riusciti a ottenere. 

UN CHIARO MESSAGGIO A TUTTI I TAKFIRI DEL MONDO

Ascoltate!
Tiranni ed eretici della Terra!
Maometto e Alì sono i nostri condottieri e l'Imam Hussein é il nostro ideale.
Il Martirio é nel nostro sangue e lo abbiamo ereditato da essi.
La differenza tra voi e noi é che noi combattiamo per la causa di Dio e voi uccidete civili innocenti per i vostri Padroni e burattinai.
Le mani benedicenti di Fatima Zahra e di Zeinab sono su di noi.
Voi siete i seguaci del Demonio e noi, Hezbollah, siamo il Partito di Dio.
Non ci ritireremo mai dalla Siria e le nostre armi rimarranno puntate su di voi fino a quando i vostri calzari impuri rimarrano sulla sua polvere.
Dite ai vostri Padroni che i vostri giorni sono numerati e che vi faremo assaggiare la sconfitta e vi uccideremo, e vi disperderemo e vi esorcizzeremo e falceremo le vostre schiere se anche solo alzerete lo sguardo con rabbia verso i luoghi sacri e i santuari di questa terra e del suo popolo!!

sabato 8 febbraio 2014

Soldato di Hezbollah in Siria difende una Chiesa cristiana dalla minaccia takfira wahabita!

Diciamocelo, un uomo armato in un luogo di culto religioso non é un'immagine comune; in particolare in Medio Oriente potrebbe far tornare alla mente scatti dei reporter dalla Guerra Civile libanese quando chiese e moschee, invase da milizie di fede opposte, venivano trasformate in trincee e avamposti senza riguardo al loro significato spirituale.

Lungi da tutto questo, l'immagine che vi proponiamo oggi é quella di un militante di Hezbollah in Siria che, stazionato in una Chiesa cristiana osserva con interesse le statue mariane che grazie alla sua presenza non verranno profanate dai mercenari takfiri pagati da Usa, Nato, Israele e reami reazionari del Golfo.

Quest'uomo, questo giovane, é uno sciita e dai commentatori della CNN e della FOX verrebbe certamente definito "un fondamentalista" eppure non ha alcun problema a difendere i suoi vicini siriani di altra fede, e come mostra il suo sguardo attento, non ha nessun problema a comprendere come questi possano essere devoti alla figura di Miriam, madre di Issa, non tanto perché quest'ultimo sia riverito anche dall'Islam come Profeta, ma perché per gli Sciiti é normale, oltre ai Profeti, onorare e persino adorare altri santi e figure di culto anche femminili (si pensi soltanto allo splendido santuario di Sayyida Zeinab).

E' da questo sforzo, da questa mobilitazione che ha visto cittadini libanesi e irakeni muoversi in Siria per difendere la Storia di convivenza e tolleranza reciproca di quel paese che nascerà il Nuovo Medio Oriente ed esso nascerà e si svilupperà in barba ai complotti e ai tranelli tesi dall'imperialismo angloamericano e sionista per mezzo delle marionetta takfire e wahabite, da sempre asservite agli interessi di Londra e Washington.


lunedì 4 novembre 2013

Onore al martire Mohammed Jamali Zadeh, già ufficiale dell'IRGC recatosi in Siria a difendere il santuario di Sayyida Zeinab!

Ancora una volta ci troviamo a tessere l'elogio di un valoroso che ha immolato la propria esistenza all'altare della lotta contro la Barbarie, l'Ignoranza, la Mostruosità del wahabismo takfiro, bestemmia contro le religioni di Gesù e di Mohammed, strumento di Tel Aviv e di Washington nel loro folle tentativo di destabilizzare e disarticolare l'Asse della Resistenza.

Mohammed Jamali Zadeh, già comandante della Guardia Rivoluzionaria di Kerman, veterano della 'Guerra Imposta' del 1980-88 contro l'Irak di Saddam Hussein, aveva una coscienza che non gli permetteva di rimanere tranquillo a casa, con la sua famiglia, mentre gli Sciiti siriani lottavano giorno e notte per difendere i loro luoghi sacri contro gli orchi dell'internazionale salafita finanziata dalle monarchie retrograde del Golfo, per lui non era sufficiente partecipare a eventi di solidarietà, raccolte di fondi, incontri di preghiera...poteva fare di più e sentiva che doveva farlo.

Così, a titolo puramente privato e personale, Zadeh si é recato in Siria, offrendo il suo contributo alla lotta diretta contro il takfirismo, fino a ieri, quando ha trovato la morte. La sua scomparsa sarà pianta a lungo dai Siriani, dagli Iraniani e da tutti gli Sciiti, ma mostra, come anche il martirio di Hassan Shateri, che gli Iraniani non esitano un attimo a mettersi in gioco là dove sono più richiesti i loro talenti, per la Resistenza o per la ricostruzione, anche quando il prezzo della loro dedizione é la loro stessa vita.

Onore a Mohammed Jamali Zadeh!

giovedì 19 settembre 2013

Il martire Abu Hajer cade eroicamente in azione nello stesso giorno della vittoria di Shabaa! Onore a lui e ai Battaglioni Zulfiqar!!

Il combattente sciita si immola generosamente e quasi con gioia quando sa che la propria morte va a costruire un futuro di gloria per i suoi fratelli e per le sue sorelle di fede e più in Generale per tutti gli Oppressi della Terra, egli non si sottrae allo scontro, alla battaglia che sa può anche essere l'ultima, anzi la cerca come si cerca l'abbraccio di un'amante profumata, anche quando egli é un capo, anche quando la sua posizione potrebbe facilmente e non senza giustificazione evitargli le insidie della battaglia.

Tale é stato anche Abu Hajer, nome di battaglia di Fazel Sobhi, Vicecomandante dei Battaglioni Zulfiqar composti da volontari sciiti accorsi a difendere non solamente i numerosi santuari della loro fede ma a proteggere la tradizione siriana di tolleranza e accettazione di tutte le fedi e tutte le sette che l'hanno arricchita nel corso della sua storia millenaria. Proprio nel giorno in cui l'Esercito Arabo Siriano vinceva la battaglia per Shabaah ristabilendo in maniera sicura i contatti con il Sacrario di Sayyida Zeinab, Abu Hajer si immolava sul campo, diventando a tutti gli effetti un Eroe della Fede, un Testimone che ha dato tutto per la Causa.
Dietro di lui, in preghiera commossa, si stringono le colonne senza fine dei militanti dei 'Liwa Zulfiqar', pronti a vendicarne la morte in ogni angolo della Siria e non solo, in ogni provincia, in ogni terra dove il serpente wahabita, gonfio del veleno di Sion e di Washington, possa alzare la sua testa solo perché il tacco dei Credenti lo rischiacci nella polvere.

domenica 9 giugno 2013

Tra le rancorose menzogne di 'Le Monde' e i trionfi dell'Esercito di Assad, quale futuro in Siria per Hezbollah??

"Le Monde" é lo straccio da stampa francese che meglio si avvicina, per la sua falsità, per la sua supina prostrazione all'hasbara filoisraeliana, per il suo progressismo liberaloide d'accatto che tanta presa fa sul Ceto Medio Semicolto d'Oltralpe alla sentina settica della "presse" italiana che é 'Repubblica'. Nella giornata di ieri i redattori di Le Monde sono riusciti a surclassare i colleghi-rivali a libro paga di De Benedetti (sionisti perfetti!) con un 'pezzo' maleodorante e verminoso intitolato sensazionalisticamente: "LA SIRIA CADE IN MANO A IRAN ED HEZBOLLAH!".

Di fronte a una simile 'asineria a mezzo stampa', lo confessiamo da subito, la tentazione di fare 'BUM!' con la bocca come i bambini delle elementari di fronte a frottole troppo grosse per venire credute, ci ha colto con forza dirompente. Ma, anziché sdegnarsi, invitiamo i nostri lettori a ragionare un attimo con noi. Chi abbia messo insieme un simile titolo (e articolo annesso) dimostra, in primo luogo, di non avere AFFATTO CAPITO la natura dello scontro attualmente in corso in Siria e il molteplice livello del confronto tra le forze in campo, che coiinvolge, dalla parte dell'Asse della Resistenza, non soltanto l'Esercito e l'Intelligence siriana ma anche Hezbollah, l'Iran tramite l'IRGC e la 'Niruye Qods', ma anche, oltre il confine orientale dell'Anbar, l'Irak di Maliki, e poi Mosca, Pechino, fino anche agli stati della Latinoamerica, sia pure solo dal punto di vista politico e diplomatico.

Oversemplificando rozzamente l'intervento Hezbollah in Siria come un tentativo "di prendere il controllo del paese" l'autore dello sciagurato articolo si scorda di considerare che Hezbollah non é solamente un partito politico o una milizia armata...Hezbollah é prima e soprattutto un MOVIMENTO SCIITA e le ragioni dell'intervento in Siria sono tanto religiose e di 'Weltanschauung' quanto politiche e militari, anzi, in certi rispetti addirittura la dimensione religiosa e ideale supera e anticipa ogni motivazione prosaica e pragmatica.

L'autore dell'articolo non pensa possibile che Hezbollah sia entrato in Siria per semplici ragioni ideali e quindi deve costruire una giustificazione politica (controllare la Siria) che spieghi la mossa ai suoi occhi miopi, non ricorda, egli, che Hezbollah non ha mai avuto paura di affrontare sfide ben più impegnative e pericolose (vedi la Resistenza contro l'occupazione sionista del Sud-Libano, vedi l'attacco sionista del 1996 oppure quello del 2006) solo per affermare nel reame dell'azione pratica quelli che prima erano "soltanto" precetti religiosi e motivazioni ideali.

Per il militante Hezbollah la difesa del sacrario di Sayyida Zeinab é tanto importante quanto il blocco del traffico di armi tra Qusayr ed Hermel o quanto spezzare i contatti tra i takfiri che infestano i dintorni di Zabadani e quelli rintanati ad Arsal. Chiunque avesse occhi per vedere e cervello per pensare non poteva che immaginare (con ragione) che il vero motivo della visita ufficiale del vice di Sergei Lavrov Mikhail Bogdanov a Beirut a fine aprile (durante la quale il numero 2 della diplomazia di Mosca passò esattamente IL DOPPIO DEL TEMPO con rappresentanti di Hezbollah di quanto non ne avesse speso coi vertici dello Stato libanese) fosse quello di concordare modi e tempi dell'intervento diretto dell'Esercito sciita libanese in Siria.

Ovviamente Hezbollah non pensa, una volta aiutati i militari locali a ottenere gli obiettivi immediati di distruzione dei terroristi takfiri, di levare completamente le tende dalla Siria, rimarrà, ma rimarrà a fare quello che sa fare meglio, costituire una rete integrata di militanza sciita tra i villaggi di confine e gli altri centri dove si concentra la minoranza religiosa in Siria in maniera che la capacità complessiva del paese di resistere a nuove aggressioni sia migliorata e potenziata ma NON per improbabili 'colpi di stato' ma semplicemente nel quadro del necessario rafforzamento di uno snodo dell'Asse della Resistenza che il complotto internazionale NATO-sionista-wahabita ha comunque messo a dura prova.

Esattamente come in Libano dopo avere cacciato israhell dal Sud Hezbollah non si é per niente rivolta contro le istituzioni politiche dello Stato, ma anzi, le ha rafforzate col suo prestigio e la sua autorevolezza, così in Siria non pensa MINIMAMENTE di spodestare Assad ma, se mai, di rendere il suo futuro come leader della Siria più saldo e sicuro, il tutto, sia pure con l'incredulità di 'Le Monde' e dei suoi imbrattacarte hasbarofili, per motivi di dedizione religiosa e di spinta ideale.


venerdì 15 marzo 2013

Nonostante le sparate anglo-franco-americane l'insorgenza terrorista in Siria é sfibrata e sul punto di collassare!

Ogni giornale, ogni rivista, ogni telegiornale pubblicato o trasmesso in Europa e in Nordamerica negli ultimi giorni ha fatto del proprio meglio per dare l'idea che, i Governi di Usa, Francia e Inghilterra si stiano mobilitando per fornire ai terroristi mercenari attivi in Siria, collusi con le più impresentabili sigle del wahabismo internazionale (Al-Nusra, Jundullah...) 'aiuti' di ogni genere che dovrebbero servire per prendere finalmente il sopravvento su un Governo siriano che, contando quasi esclusivamente sulle proprie forze e sulla solidarietà politica di pochi, fedeli alleati, é finora riuscito per oltre 2 anni a negare agli infiltrati stranieri qualunque 'vittoria' significativa.

Ovviamente, nel gioco di fumi e specchi di propaganda che é il mondo dei media occidentali e imperialisti, nulla di più lontano dalla verità riguardo alla Siria si potrebbe immaginare; dopo avere buttato letteralmente 'nel water' miliardi e miliardi di dollari i paesi del Golfo si sono stufati di nutrire un pozzo senza fondo senza vedere risultati e gli 'interventi' occidentali, lungi dall'essere necessari per garantire (o comunque consentire una vittoria) sono disperatamente attesi per evitare una catastrofe e una rotta rovinosa.

Come ha rimarcato anche il Viceministro iraniano degli Esteri con delega speciale per gli Affari Arabi ed Africani, Hossein Abdollahian, nel corso della sua recente visita in Algeria: "L'insorgenza qaedista in Siria é ai suoi ultimi respiri, le forze militari e di sicurezza di Assad hanno prevenuto con successo ogni sua mossa, evitando che in qualsivoglia Provincia del paese si creasse la 'zona franca' necessaria alla NATO per intervenire direttamente nel paese, l'afflusso di combattenti stranieri é al minimo e le armi per loro sono cronicamente insufficienti".

Ancora oggi nei press di Al-Sayyeda Zainab le forze regolari siriane hanno individuato e confiscato un enorme deposito di missili anticarro di fattura israeliana, altre armi anticarro di diversa origine, giubbotti antiproiettile, munizioni e sistemi di comunicazione satellitare. L'arsenale é stato abbandonato intatto dai terroristi che lo avevano accumulato, che non hanno avuto modo di trasportarlo con loro quando sono stati ricacciati indietro dalle controffensive di Assad