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giovedì 19 settembre 2013

Il martire Abu Hajer cade eroicamente in azione nello stesso giorno della vittoria di Shabaa! Onore a lui e ai Battaglioni Zulfiqar!!

Il combattente sciita si immola generosamente e quasi con gioia quando sa che la propria morte va a costruire un futuro di gloria per i suoi fratelli e per le sue sorelle di fede e più in Generale per tutti gli Oppressi della Terra, egli non si sottrae allo scontro, alla battaglia che sa può anche essere l'ultima, anzi la cerca come si cerca l'abbraccio di un'amante profumata, anche quando egli é un capo, anche quando la sua posizione potrebbe facilmente e non senza giustificazione evitargli le insidie della battaglia.

Tale é stato anche Abu Hajer, nome di battaglia di Fazel Sobhi, Vicecomandante dei Battaglioni Zulfiqar composti da volontari sciiti accorsi a difendere non solamente i numerosi santuari della loro fede ma a proteggere la tradizione siriana di tolleranza e accettazione di tutte le fedi e tutte le sette che l'hanno arricchita nel corso della sua storia millenaria. Proprio nel giorno in cui l'Esercito Arabo Siriano vinceva la battaglia per Shabaah ristabilendo in maniera sicura i contatti con il Sacrario di Sayyida Zeinab, Abu Hajer si immolava sul campo, diventando a tutti gli effetti un Eroe della Fede, un Testimone che ha dato tutto per la Causa.
Dietro di lui, in preghiera commossa, si stringono le colonne senza fine dei militanti dei 'Liwa Zulfiqar', pronti a vendicarne la morte in ogni angolo della Siria e non solo, in ogni provincia, in ogni terra dove il serpente wahabita, gonfio del veleno di Sion e di Washington, possa alzare la sua testa solo perché il tacco dei Credenti lo rischiacci nella polvere.

lunedì 21 marzo 2011

Il popolo di Bahrein risponde al tiranno Al-Khalifa partecipando in massa ai funerali dei martiri di Piazza delle Perle!

Coerentemente col costume musulmano, i riti funebri di una persona devono tenersi poche ore dopo il suo trapasso; purtroppo, a volte ciò non é immediatamente possibile, come ad esempio nel caso delle sessanta persone andate disperse durante la sanguinosa e violenta repressione della pacifica protesta di "Piazza delle Perle" a Manama, capitale dell'isola di Bahrein, iniziata lo scorso mercoledì per mano delle fanatiche truppe sunnite leali alla dinastia Al-Khalifa e ai 'rinforzi' mandati da Re Saoud di Riyadh, timoroso che il movimento di riscatto per la democratizzazione delle retrograde monarchie petrolifere del Golfo Persico (portato avanti soprattutto dalle fasce sciite della popolazione) si estendesse al suo medievale dominio.

Issa Abdali Rabih, ritrovato e identificato dopo il picco delle violenze, ha avuto l'onore, come un vero e proprio "shaheed", un 'testimone' (col suo martirio) della Causa dell'Uguaglianza e del trionfo degli Oppressi, di vedere le proprie esequie trasformate in un colossale evento di massa, partecipando al quale il popolo del Bahrein ha fatto capire al suo corrotto monarca e alla sua famiglia di non essere stato affatto messo in soggezione o intimidito dall'esplosione di insensata violenza della settimana scorsa.

Sono immagini che parlano da sole.






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venerdì 25 febbraio 2011

La Jihad islamica onora il martire Adel Jandiya, caduto sotto l'ennesimo attacco israeliano non provocato


Un nuovo nome si é aggiunto ieri alla lunghissima lista di coloro che sono caduti, versando il proprio sangue, militando per la Causa nazionale palestinese nelle fila della Resistenza armata. Adel Jandiya, membro dell'ala militare del Movimento per la Jihad islamica in Palestina, é stato proclamato morto nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo che le ferite che aveva ricevuto in un attacco israeliano nel pomeriggio del 23 febbraio si erano criticamente aggravate.

Secondo il tradizionale costume arabo e palestinese le esequie si sono svolte nel giro di poche ore dopo la morte, con la salma del giovane, avvolta in un bianco sudario su cui spiccava il vessillo nero e oro della Jihad, che é stata portata a spalle per le strade del suo quartiere natio, con la folla che si accalcava attorno alla spoglia del nuovo "Shaheed" ('martire') per toccarla o carezzarla.

Un portavoce delle Brigate Al-Quds, di cui Adel faceva parte, ha giurato che il gruppo non lascerà invendicata la sua morte, avvenuta durante l'ennesimo bombardamento non provocato da parte delle forze armate israeliane contro la Striscia di Gaza, uno dei molti modi sornioni e vigliacchi con cui i generali sionisti stanno 'approfittando' della massiccia distrazione dell'opinione pubblica internazionale, fissa su Tripoli e i fatti di Libia, per portare avanti la loro agenda di aggressione e persecuzione contro i Palestinesi.

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