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martedì 16 luglio 2013

Ennesimo imbarazzo per Tel Aviv: un altro drone sionazista si "perde" e deve venire distrutto a distanza!

I vantati prodotti dell'industria bellica sionista funzionano soltanto quando vengono impegnati contro bersagli inermi incapaci di reagire come la popolazione civile di Gaza, fatta di donne, vecchi, bambini...come ha già più volte dimostrato Hezbollah, contro avversari in grado di rispondere a tono i 'rambo' di Tel Aviv perdono molta se non tutta la loro burbanza e la stessa cosa, puntualmente, capita anche alle loro macchine da guerra.

Lo ha dimostrato ancora una volta un drone senza pilota 'Hermes 450', inviato da Tel Aviv a spiare il confine con l'Egitto, che a un certo punto ha smesso di rispondere ai comandi impartiti a distanza e ha iniziato a puntare decisamente verso l'Egitto.

Piuttosto che farlo cadere in mano ai militari del Cairo gli operatori sionisti hanno preferito distruggerlo facendo esplodere una carica detonante collocata apposta a bordo della carlinga, sperando che i rottami cadessero per la maggior parte al di qua del confine.


martedì 25 settembre 2012

Le guardie rivoluzionarie iraniane trovano uno strumento di spionaggio piazzato dagli "ispettori" IAEA vicino al sito nucleare di Fordow!

Un sofisticato sistema di spionaggio elettronico 'mascherato' da roccia. Questo inusuale oggetto, più degno di una puntata di 'Mission: Impossible' che delle colonne di cronaca internazionale é stato individuato dai militi della Guardia Rivoluzionaria iraniana intorno al sito nucleare di Fordow.

L'hardware era dotato di una carica esplosiva che, proprio come i messaggi che riceveva Peter Graves nel telefilm americano, lo ha autodistrutto quando i membri dell'IRGC hanno cercato di muoverlo. I resti dell'apparecchiatura, comunque, sono stati recuperati e inviati a un laboratorio scientifico che li analizzerà attentamente per cercare di dedurne potenzialità e origine.

La Repubblica Islamica sta seriamente pensando di inoltrare un formale reclamo all'Agenzia Atomica Internazionale, covando il giustificato sospetto che tale impianto sia stato collocato lo scorso agosto durante il periodo di "ispezione" degli osservatori IAEA, molti dei quali provenienti da paesi imperialisti contrari al pacifico programma nucleare di Teheran.

Se la buona volontà iraniana di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la natura pacifica del proprio nucleare viene presa a pretesto dalle potenze arroganti per lasciare strumenti di spionaggio (e forse anche di sabotaggio) non si capisce cosa spinga l'Iran a rimanere entro i firmatari del Trattato di Nonprofilerazione.
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