Siamo in grado di continuare ad aggiornare i nostri lettori sull'evoluzione delle operazioni anti-terrore nella Provincia irakena dell'Anbar iniziate la settimana di Natale per ordine del Premier di Bagdad Nouri al-Maliki. Almeno una sessantina di militanti wahabiti sono stati eliminati in una grande imboscata delle forze armate durante la quale sono stati abbattuti due tra i massimi dirigenti locali dell'ISIL, Abdul al Rahman Baqdadi (di cui abbiamo disponibile la foto della salma) e Abu Ayub Ansari per cui dobbiamo accontentarci di un'immagine di repertorio.
Speriamo di poter presto intervenire con ulteriori aggiornamenti e approfondimenti.
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sabato 4 gennaio 2014
Altri due 'capoccia' di Al-Qaeda cadono sotto i colpi dell'Esercito irakeno, continua senza soste il repulisti nell'Anbar!
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venerdì 3 gennaio 2014
Prove visive del successo della campagna irakena anti-wahabita! Morto a Ramadi capo dell'ISIL, sventato attentato a Fallujah!
Siamo molto felici di poter pubblicare, per quanto crude, le foto che corredano questo articolo: perché esse testimoniano nei fatti il continuo crescente successo della campagna anti-terrore lanciata a Natale dal Governo irakeno di Nouri al-Maliki e perché esse rispondono a tono alle fanfaluche filosaudite che volevano gli estremisti a libro paga di Riyadh avere "conquistato" le città di Ramadi e Fallujah.
Nella prima foto vediamo il dirigente terrorista dell'ISIL Shaker Vahib al Fahdavi ridotto a un mucchio di carne morta dal fuoco dell'Esercito di Bagdad, a Ramadi; la seconda mostra l'ingloriosa fine di un aspirante 'uomo bomba' che a Fallujah é stato abbattuto prima ancora di poter attivare il suo corpetto esplosivo.
Auguriamo agli uomini delle forze armate e di sicurezza mesopotamiche di poterci presto fornire altre immagini simili e di schiantare una volta per tutte la rete terrorista che fa capo a Riyadh, liberando il Medio Oriente dall'influenza della senescente e corrotta dinastia saudita.
Nella prima foto vediamo il dirigente terrorista dell'ISIL Shaker Vahib al Fahdavi ridotto a un mucchio di carne morta dal fuoco dell'Esercito di Bagdad, a Ramadi; la seconda mostra l'ingloriosa fine di un aspirante 'uomo bomba' che a Fallujah é stato abbattuto prima ancora di poter attivare il suo corpetto esplosivo.
Auguriamo agli uomini delle forze armate e di sicurezza mesopotamiche di poterci presto fornire altre immagini simili e di schiantare una volta per tutte la rete terrorista che fa capo a Riyadh, liberando il Medio Oriente dall'influenza della senescente e corrotta dinastia saudita.
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giovedì 2 gennaio 2014
Rinforzi in arrivo per le forze militari irakene impegnate contro i wahabiti nella Provincia dell'Anbar!!
In seguito all'aggiornamento arrivato ieri sugli sviluppi della situazione militare e di sicurezza nella provincia irakena dell'Anbar alcuni outlet mediatici disinformati o interessati a disinformare si sono messi a ciarlare di una inesistente "ritirata" di Al-Maliki, come se la decisione di far lasciare Ramadi in mano alle forze di polizia significasse una inversione di rotta rispetto al contegno assunto con l'inizio dell'operazione antiterrorismo di Natale.
Annunci propagandistici rimandati da fonti vicine ai terroristi filosauditi riguardo la presunta "conquista" di Fallujah o addirittura di Ramadi non valgono nemmeno la pena di venire commentati, tanto sono lontani dalla realtà.
Il Governo di Al-Maliki, che per tutto il 2013 ha affrontato una massiccia offensiva terrorista di matrice takfira, ha deciso di iniziare questo nuovo anno mettendo gli estremisti a libro paga dei principi di Riyadh con le spalle al muro.
Annunci propagandistici rimandati da fonti vicine ai terroristi filosauditi riguardo la presunta "conquista" di Fallujah o addirittura di Ramadi non valgono nemmeno la pena di venire commentati, tanto sono lontani dalla realtà.
Il Governo di Al-Maliki, che per tutto il 2013 ha affrontato una massiccia offensiva terrorista di matrice takfira, ha deciso di iniziare questo nuovo anno mettendo gli estremisti a libro paga dei principi di Riyadh con le spalle al muro.
mercoledì 1 gennaio 2014
Maliki consolida i suoi successi contro il terrorismo wahabita: l'esercito lascia Ramadi in mano alla polizia e si concentra ai confini!
Il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha ordinato alle unità dell'Esercito che negli scorsi giorni hanno sgombrato il sit-in sedizioso dei filoqaedisti di Ramadi di lasciare la città, ormai pacificata, alla responsabilità della polizia locale e di proseguire le loro operazioni nella Provincia di Anbar soprattutto lungo i confini.
La dispersione del sit-in sedizioso, durante la quale quattordici terroristi armati sono stati eliminati é un grande successo per il Primo Ministro e a poco sono serviti, per offuscarlo, gli annunci mendaci che la cittadina di Fallujah sarebbe 'controllata' dai mercenari al soldo dell'Arabia Saudita.
In realtà il capo del Governo di Bagdad ha gestito molto bene la situazione agendo da statista nell'interesse dell'unità nazionale e di tutti i gruppi etnici e religiosi del paese, confermando come siano i Principi di Riyadh a voler vedere la Mesopotamia spaccata secondo linee settarie, mentre Maliki combatte per un Irak forte e sovrano.
La dispersione del sit-in sedizioso, durante la quale quattordici terroristi armati sono stati eliminati é un grande successo per il Primo Ministro e a poco sono serviti, per offuscarlo, gli annunci mendaci che la cittadina di Fallujah sarebbe 'controllata' dai mercenari al soldo dell'Arabia Saudita.
In realtà il capo del Governo di Bagdad ha gestito molto bene la situazione agendo da statista nell'interesse dell'unità nazionale e di tutti i gruppi etnici e religiosi del paese, confermando come siano i Principi di Riyadh a voler vedere la Mesopotamia spaccata secondo linee settarie, mentre Maliki combatte per un Irak forte e sovrano.
martedì 31 dicembre 2013
Il "buon anno" di Al-Maliki ai complici di Al-Qaeda: tredici terroristi uccisi a Ramadi, 44 filosauditi fuori dal Parlamento!
Sempre più radicale e salutare il "repulisti" iniziato in Irak la settimana di Natale contro gli elementi wahabiti e qaedisti nella provincia occidentale di Anbar; mentre continuano gli scontri al confine con la Siria, dove sono stati intercettati e distrutti almeno 70 camion carichi di esplosivi, munizioni, armi antiaeree e anticarro, altri scontri si sono avuti a Ramadi dove le forze governative hanno disperso un assembramento sedizioso in atto da diversi mesi che il Premier Al-Maliki aveva già descritto come: "la succursale locale di Al-Qaeda".
Ben tredici terroristi sono stati abbattuti negli scontri seguiti allo sgombero quando, ben lungi dalla falsa narrativa filosaudita che voleva i membri del sit-in come 'pacifici dimostranti', molti di questi hanno tirato fuori le armi e hanno provato ad attaccare i soldati. Il sit-in sedizioso era iniziato come 'protesta' contro l'arresto dell'Ex-ministro sunnita Rafa al-Essawi, colpevole di vari addebiti di terrorismo.
Intanto ben 44 parlamentari filosauditi (e quindi filoterroristi) del blocco Irakyia (già devastato dagli arresti per accuse di omicidio, strage e sobillazione settaria) si sono dimessi "in protesta" contro l'azione del Governo, che essi speravano di mettere alle corde a suon di stragi e attentati contro la comunità sciita per far naufragare il paese nella guerra civile.
In tutto il 2013 i terroristi finanziati da Riyadh hanno ucciso 8000 persone (quasi tutti sciiti) in tutto l'Irak; l'operazione in corso in questi giorni annuncia che nel 2014 le cose andranno molto, molto diversamente.
Ben tredici terroristi sono stati abbattuti negli scontri seguiti allo sgombero quando, ben lungi dalla falsa narrativa filosaudita che voleva i membri del sit-in come 'pacifici dimostranti', molti di questi hanno tirato fuori le armi e hanno provato ad attaccare i soldati. Il sit-in sedizioso era iniziato come 'protesta' contro l'arresto dell'Ex-ministro sunnita Rafa al-Essawi, colpevole di vari addebiti di terrorismo.
Intanto ben 44 parlamentari filosauditi (e quindi filoterroristi) del blocco Irakyia (già devastato dagli arresti per accuse di omicidio, strage e sobillazione settaria) si sono dimessi "in protesta" contro l'azione del Governo, che essi speravano di mettere alle corde a suon di stragi e attentati contro la comunità sciita per far naufragare il paese nella guerra civile.
In tutto il 2013 i terroristi finanziati da Riyadh hanno ucciso 8000 persone (quasi tutti sciiti) in tutto l'Irak; l'operazione in corso in questi giorni annuncia che nel 2014 le cose andranno molto, molto diversamente.
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