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giovedì 30 luglio 2015

Delegazione dell'Oman presto a Teheran per finalizzare il contratto da 60 miliardi di $ per l'esportazione di gas verso Muscat!

Ali Reza Kameli, Direttore Generale della Compagnia Nazionale Iraniana per l'Esportazione del Gas, ha dichiarato che "nell'immediato futuro" una delegazione omani visiterà la capitale per finalizzare il contratto stilato poco meno di due anni fa per l'esportazione di 28 milioni di metri cubi di metano all'anno per 15 anni.
L'accordo venne stilato dopo la visita del Sultano Qaboos in Iran, tramite l'accordo prima su un Memorandum d'Intesa, in seguito trasformato in contratto. Secondo gli attuali prezzi del metano sul mercato il valore del contratto si aggira sui 60 miliardi di dollari Usa.

martedì 28 gennaio 2014

Bashir al-Assad votato "Uomo dell'Anno" sul sito di 'Al-Mayadeen'! Nouri al-Maliki terzo classificato!!

Sorprendente il risultato del sondaggio condotto per oltre venti giorni da Al-Mayadeen TV, canale libanese: Il Presidente della Repubblica Araba di Siria Bashar al-Assad  é stato eletto Persona dell'Anno del 2013! Al-Mayadeen TV ha annunciato i risultati della votazione condotta sul suo sito web, durata per tre settimane su 16 personalità arabe e internazionali.

Al-Mayadin ha riferito che il presidente al-Assad ha vinto guadagnandosi 193.404 voti con una percentuale del 37,97% su un totale di oltre 500.000 preferenze espresse. Il Sultano dell'Oman, Qaboos bin Said è giunto secondo e il Premier irakeno, Nouri al-Maliki si é piazzato al terzo posto.

La votazione dimostra che le personalità che più fortemente rifiutano l'ingerenza e i complotti sauditi (Assad e Maliki combattento direttamente l'estremismo e il terrorismo wahabita, il Sultano dell'Oman minacciando di uscire dal GCC se Riyadh insiste a voler 'fagocitare' gli altri emirati arabi del Golfo) ottengono la maggiore popolarità in un Medio Oriente stufo di estremismo eterodiretto e di arroganza imperialista.

mercoledì 27 novembre 2013

Larijani in visita in Oman incontrerà il Sultano Qaboos e i vertici del governo locale

Il Presidente del Parlamento (Majlis) iraniano Ali Larijani ha dato il via ai preparativi per il suo triduo di visita ufficiale in Oman, a capo di una delegazione di deputati della Repubblica Islamica, che prenderà il via il prossimo 4 dicembre, mercoledì.

La visita é frutto di un invito ufficiale ricevuto dal collega e pari grado dell'Oman, Sceicco al-Mawali. Durante i tre giorni Larijani incontrerà il Sultano dell'Oman Qaboos ben Said e i principali dirigenti del paese. Nello scorso maggio i due paesi avevano celebrato il quarantennale dell'apertura di relazioni bilaterali.

L'Oman é sempre stato tra i paesi della Penisola Arabica meglio disposti verso Teheran e si dice che il recente accordo sul nucleare raggiunto a Ginevra sia in buona parte frutto di contatti diplomatici segreti mediati dall'Oman in tempi di apparente "gelo" sulla questione atomica tra l'Iran e i paesi del 5+1. 

sabato 31 agosto 2013

Dopo le inutili 'moine' saudite a Putin gli Usa hanno provato a corrompere anche l'Iran! "Assad e la Siria non sono in vendita!"

Dopo i tentativi di persuasione nemmeno troppo occulta del principotto 'Bandar Bush' bin Sultan al-Saoud nei confronti del Presidente russo Vladimir Putin, che qualche settimana prima dell'inizio della campagna diffamatoria 'chimica' contro Damasco si era sentito proporre di abbandonare il suo più fidato alleato arabo in cambio di garanzie economiche, ricchi contratti di Difesa verso Riyad e un mafioso avvertimento riguardo la 'sicurezza' dei giochi olimpici invernali di Sochi 2014 da "possibili" attentati terroristici ceceni, il campo imperialista si é reso responsabile di un altro faux pas diplomatico cercando nientemeno che di corrompere la Repubblica Islamica Iraniana.

Sembra che con la visita di Jeffrey Feltman nella regione e con la mediazione del Sultano dell'Oman (recentemente ospite a Teheran e apparentemente usato come messaggero - Usa e Iran non hanno relazioni diplomatiche dirette) Washington abbia tentato di convincere Khamenei a tradire Assad in cambio della rimozione delle sanzioni commerciali (unilaterali e illegali) e del riconoscimento dei diritti di Teheran al nucleare civile (che sono dovuti e legittimi in quanto l'Iran é firmatario del Trattato di Nonproliferazione e lo ha sempre rinnovato).

Superfluo e pleonastico menzionare la risposta iraniana a tale disingenuo tentativo americano di persuasione: con tutto il tatto e la diplomazia possibile (essendo il Sultano ben Qaboos uno dei sovrani della Penisola Arabica meglio disposto verso Teheran) fedeli alla massima dell'Ambasciator Non Porta Pena, i vertici della Repubblica Islamica hanno reiterato che l'amicizia e l'alleanza che legano Iran e Siria non sono in vendita.