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sabato 12 ottobre 2013

Attentato a Bengasi contro il consolato svedese! "La Libia é a un passo dal caos più completo!"

Come se non bastassero i postumi del 'sequestro-lampo' subito l'altro giorno dal Premier tripolino Ali Zeidan a mantenere tesa e incerta la situazione politica dell'Ex-Jamahryia una potente carica esplosiva collocata in un'automobile in sosta é detonata nel quartiere Al-Fouihet danneggiando gravemente l'edificio del vicino consolato svedese.

Non é la prima volta che rappresentanze diplomatiche straniere vengono attaccate in Libia; poco tempo fa una folla armata aveva cercato di assaltare a Tripoli l'ambasciata russa; sempre nella capitale un'autobomba aveva colpito lo scorso aprile la sede diplomatica francese, mentre in passato, di nuovo a Benghazi, attaccanti rimasti sconosciuti avevano invaso il consolato Usa uccidendo il rappresentante Chris Stevens e causando un enorme imbarazzo politico all'Amministrazione Obama e al suo allora Segretario di Stato (poi dimessosi) Hilary Clinton.

Secondo molti osservatori la Libia é a un passo dal trasformarsi definitivamente in uno Stato-fallito: le milizie armate interferiscono con ogni tentativo di normalizzazione della situazione interna, occupano infrastrutture fondamentali come gli impianti estrattivi di gas e petrolio e li tengono in ostaggio. Intere regioni del paese sono fuori da ogni controllo da parte del Governo centrale.

giovedì 4 novembre 2010

Gli svedesi protestano contro Shaul Mofaz a Stoccolma

Il politico israeliano Shaul Mofaz, appartenente al partito 'Kadima' fondato dal criminale di guerra Ariel Sharon, responsabile del Massacro di Sabra e Chatila, pensava forse di raccogliere una facile messe di applausi presentandosi all'Istituto svedese di Relazioni Internazionali per tenere una conferenza.

Con il Likud e gli ultraoltranzisti al Governo (sostenuti dalla complicità coi Laburisti) é facile per il partito 'Kadima' cercare una patina di "moderazione" e "consenso" assumendo posizioni appena meno razziste e violente di quelle propugnate dall'esecutivo in carica, per esempio raccomandando la ricerca di un 'dialogo' di qualche genere con Hamas e il ritiro delle colonie di fanatici ultraortodossi dalla Cisgiordania.



Ma i cittadini svedesi, che hanno buona cultura e memoria lunga, si sono perfettamente ricordati che Shaul Mofaz faceva parte a pieno titolo del Governo sionista che fra 2006 e 2009 ha scatenato per fini prettamente elettoralistici, di indici di gradimento e proiezioni di voto, ben due sanguinose aggressioni militari: quella contro il Libano e il "pogrom" contro la Striscia di Gaza.

Conseguentemente si sono presentati numerosi e agguerriti davanti al luogo della conferenza di Mofaz, brandendo bandiere palestinesi, vessilli dei partiti della Sinistra e cartelli che invocavano la fine dell'Apartheid sionista tramite l'arma del boicottaggio economico, culturare e anche politico.

La Svezia é uno dei paesi europei più impegnati nella lotta ai crimini del sionismo: lo scorso anno un match di Coppa Davis contro Israele si era tenuto nel paese senza pubblico per timore di scontri e proteste e nei porti svedesi le navi e le merci israeliane ormai non possono più attraccare o sbarcare grazie alla compatta azione di boicottaggio di scaricatori e trasportatori.