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martedì 29 gennaio 2019

La Situazione libica: Haftar è in vantaggio, ma ha bisogno di un alleato affidabile

Nuovo lungo e dettagliato video, corredato da immagini accuratamente selezionate, per il nostro sempre più frequentato Canale Youtube.

Un ringraziamento a tutti coloro che nella giornata di ieri, hanno fatto lievitare il "minutaggio" delle visualizzazioni a OLTRE DUEMILA MINUTI!
"Suleiman Kahani" si avvia a diventare il più importante canale youtube italiano dedicato alle questioni mediorientali...e tutto grazie a voi!

Il video di oggi, dedicato alla delicata situazione libica, é il modo in cui il vostro sempre amabile ed affabilissimo Caporedattore vi vuole ricompensare!
Buona visione!

venerdì 27 aprile 2018

I giornalisti-cialtroni che avevano dato Khalifa Haftar per morto sbugiardati dal suo rientro a Bengasi, lucido e in salute!

"Le notizie riguardanti alla mia morte sono state leggermente esagerate".

Così si dice che Sam Clemens (più noto come Mark Twain) abbia celiato dovendo smentire la voce incontrollata riguardo un suo presunto decesso.

La stessa cosa é successa a Khalifa Haftar, il Generale libico che vuole restaurare una nazione portata sull'orlo dell'abisso dall'aggressione imperialista Franco-American-Qatariota (quando il Qatar voleva rimodellare il Mondo Arabo tramite l'Ikhwan) del 2011.

sabato 27 gennaio 2018

In Libia le forze del Generale Haftar iniziano l'offensiva contro lo 'stato moncone' di Tripoli e il suo imbelle 'premier' Sarraj!

Ringraziamo calorosamente l'amico GUIDO BENNI per averci segnalato questa importantissima notizia,

L'esercito nazionale libico, sotto il comando di Khalifa Haftar, con l'appoggio di Egitto e Algeria, ha lanciato un'offensiva sulla capitale dello stato, Tripoli; dalla parte di Haftar, sono in guerra anche i sostenitori di Gheddafi.

giovedì 6 luglio 2017

Il Generale Haftar festeggia un'importante vittoria: Bengasi é completamente sotto il controllo delle sue truppe!

A poco più di tre anni dal lancio dell' "Operazione Dignità" le forze dell' Esercito Nazionale Libico, al comando dell'Ex-Capo di SM di Gheddafi, Generale Khalifa Haftar, possono festeggiare un'importantissima vittoria con la conquista totale di Bengasi, del suo porto e delle zone circostanti.

Finora, pur controllando saldamente la maggior parte della seconda città libica, milizie e forze irregolari puntualmente sorgevano a contestare il completo dominio dell'area alle forze del Generale.
Adesso con la sconfitta delle bande che ancora occupavano la zona orientale di Sabri. Haftar può a buon diritto dichiararsi padrone dell'area.
Ed é precisamente quello che ha fatto, in un breve messaggio televisivo lanciato nella serata di ieri.
Il Generale Haftar era stato inviato da Gheddafi in Ciad per sostenere il partito filo-libico e le milizie a esso collegate nella seconda metà degli anni '80.
La spedizione tuttavia era finita tragicamente, con una disfatta che aveva ingoiato la parte migliore delle forze armate del rais tripolino e in seguio alla quale lo stesso Haftar era stato catturato ed era rimasto imprigionato a lungo in un carcere di N'Djamena.

Le foto che accompagnano questo servizio si riferiscono a una parata tenuta lo scorso maggio durante la quale Haftar ha passato in rassegna reparti delle forze a lui fedeli. Sono stati messi in mostra carri armati T-62 e T-72, jet MiG-21, artiglierie a razzo Bm-21 'Grad', mostrando come il Generale possa fare affidamento su una forza ragionevolmente moderna e certamente più potente di quelle schierate in campo dall'ISIS o dal governo di Tripoli, tenuto in scacco dalle milizie islamiste.

mercoledì 24 febbraio 2016

Ecco spiegata la fretta Usa di intervenire in Libia: i fedeli di Gheddafi si sono alleati coi militari di Haftar!

Ecco, ecco spiegato il motivo per cui gli Usa erano così ansiosi di piegare i pieghevolissimi Renzi e Gentiloni sulla questione di Sigonella e come mai (fonte la sionistissima 'Repubblica') oggi cominciano a emergere 'Piani B' secondo i quali Usa e NATO vorrebbero abbandonare al suo destino il Parlamento (legittimo) di Tobruk e schierarsi invece cogli islamisti filo-Ikhwan (e in fondo filo-ISIS) di Tripoli.


Libya | 2/4 | The Libyan Army together with Gaddafist Forces have taken control of several points in Benghazi that were in the hands of terrorists._ _ _ _ _ Libia | 2/4 | El Ejército Libio en conjunto con Fuerzas Gaddafistas han tomado el control de varios puntos en Bengasi, que estaban en manos de los terroristas.
Posted by TC Press on Tuesday, February 23, 2016
Il motivo sta nel fatto che le forze gheddafiane, che come ricorderanno i nostri lettori più attenti, non sono mai sparite veramente dalla scena libica, sono tornate a farsi vedere e stavolta hanno unito le forze coi militari di Haftar, ottenendo un'importante vittoria a Bengasi.

martedì 12 maggio 2015

Attacco libico a mercantile turco filo-ISIS al largo della Cirenaica: i retroscena!

Fin dall'anno scorso il Governo libico internazionalmente riconosciuto ha dichiarato aziende, organizzazioni, rappresentanti turchi a qualunque titolo e livello come NON GRADITI nel paese, per i loro chiari, evidenti, innegabili legami con l'Ikhwan, le milizie di Fajr Libya e la branca locale dell'ISIS.

Quindi, che cosa ci faceva un mercantile turco al largo di Derna, località notoriamente popolata proprio da quest'ultimo genere di 'fauna' estremista?

Ovviamente, cercava di sbarcare armi e munizioni per i locali aderenti del Daash nella speranza che questi mettano in difficoltà le truppe del Generale Haftare nel suo stesso retrofronte, indebolendo o sviando le sue operazioni contro la Tripolitania e altre roccheforti ikhwanite e ISIS-ine.

giovedì 26 marzo 2015

In Libia é 'Tutti contro tutti': ISIS contro Fajr Libya, Fajr Libya contro Governo; morti a Bengasi e a Sirte!

Un'autobomba ad alto potenziale é esplosa nel quartiere bengasino di Al-Laithi causando sette morti tra i militari governativi che ormai controllano il capoluogo cirenaico; il bilancio del vigliacco attentato, che ha causato anche gravi danni materiali, é stato confermato in una dichiarazione del comandante militare della città, Fadl al-Hasi.

mercoledì 18 marzo 2015

Il Generale Haftar promette: "Presto la riconquista di Bengasi sarà completata una volta per tutte!"

Il Generale Khalifa Haftar, da poco diventato Capo di SM dell'Esercito Libico ha annunciato, in uno dei suoi primi atti ufficiali, che le forze sotto il suo comando completeranno la riconquista del capoluogo cirenaico di Bengasi entro metà aprile.

Il Generale, che ha stabilito il proprio comando operativo ad Al-Marj, a 100 Km a Nord-Est di Bengasi ha dichiarato che la presenza di miliziani islamisti sostenuti dalla Turchia e dal Qatar nella città, specialmente nella zona portuale, é molto limitata e che il lasso di tempo stimato per il loro definitivo sradicamento é dovuto soprattutto al desiderio di non infliggere troppi danni collaterali a quella che rimane comunque la seconda città della Libia.

mercoledì 18 febbraio 2015

Il Presidente egiziano Al-Sisi chiede all'ONU di assumere posizione chiara sulla crisi libica!

Il Presidente egiziano Abdelfatah Al-Sisi, dimostrando ben più decisione e chiarezza di vedute dei nostri pavidi governanti, ha chiesto alle Nazioni Unite di assumere tramite i loro organi una posizione chiara sula crisi in corso in Libia. Sisi  ha espresso il suo invito dopo avere inviato i suoi jet militari a bombardare la cittadina di Derna, in Cirenaica.

martedì 17 febbraio 2015

IMMAGINI ESCLUSIVE dei bombardamenti congiunti di Haftar ed Al-Sisi contro le basi dell'ISIS a Derna!

Ecco uno degli scatti esclusivi che ci sono stati inviati a testimonianza dei "raid" parallelamente (ma di comune accordo) compiuti contro Derna dai jet a disposizione del 'Warlord' filo-governativo Generale Haftar e dall'Aviazione egiziana su espresso ordine del Presidente Al-Sisi, furente per l'uccisione di ventuno cittadini egiziani da parte dei miliziani wahabiti che si ispirano all'ISIS e che hanno preso il controllo del piccolo centro della Cirenaica.

sabato 20 dicembre 2014

Altri 25 morti in combattimenti al porto di Bengasi: "Ormai gli islamisti sono circondati!"

Arriva sulla soglia dei 500 morti il bilancio dei combattimenti per la conquista di Bengasi, dopo che un ultimo 'round' di bombardamenti e sparatorie intorno alla strategica zona portuale ha causato altre 25 vittime negli ultimi due giorni.

Le forze combinate del Generale Haftar e delle unità dell'Esercito fedeli al Governo in esilio nell'Est del paese avrebbero ormai circondato su ogni lato gli ultimi miliziani islamisti sostenuti dalla Turchia e dal Qatar.

Il portavoce di Haftar, Mohammed al-Hejazi, avrebbe dichiarato che ormai la caduta dell'ultimo ridotto islamista nel capoluogo cirenaico: "E' solo questione di tempo". L'85 per cento della città é in mano alle forze lealiste che avrebbero già ripristinato l'ordine e il funzionamento dei servizi pubblici; tuttavia senza il porto la città non può ricevere rifornimenti essenziali.

sabato 13 dicembre 2014

L'Esercito Libico e la polizia cittadina controllano e mantengono l'ordine pubblico a Bengasi (ma non al porto...)

A Bengasi, nella zona riconquistata dopo lunghi e sanguinosi combattimenti dalle forze congiunte del Governo in esilio da Tripoli e dalla milizia dell'Ex-Capo di SM di Gheddafi (il Generale Haftar), la vita é lentamente, parzialmente tornata normale: gli uffici pubblici sono nuovamente in funzione, le forze dell'ordine, parzialmente integrate da uomini dell'Esercito, hanno riaperto commissariati e caserme e compiono regolari pattugliamenti.

Tareq Kharaz, portavoce della Sicurezza bengasina, dichiara: "Stiamo compiendo normale servizio di ordine pubblico e anche lavoro investigativo, membri delle Forze Speciali dell'Esercito accompagneranno i nostri uomini fino a che non sarà recuperata la completa normalità".

Ovviamente la zona del porto rimane off-limits e si attende che una trattativa (o nella peggiore delle ipotesi una ultima spinta offensiva delle forze governative) riesca a restituirla alla piena operatività. Con le banchine e i moli bloccati l'approvvigionamento di beni essenziali per la cittadinanza non può avvenire.

Anche per questo molti profughi che si sono allontanati dal centro abitato durante i combattimenti non hanno ancora fatto ritorno alle loro case, senza porto il capoluogo della Cirenaica é comunque una città mutilata.

venerdì 5 dicembre 2014

Il Governo libico in esilio da Tripoli si dice 'pronto' a riconquistare la capitale del paese, in mano ai miliziani Fajr!

 
Il Governo libico internazionalmente riconosciuto, guidato dal Premier Abdullah al-Thani e attualmente 'esiliato' (pur nei confini nazionali) nella parte orientale del paese, proprio per bocca del Primo Ministro, afferma di avere ormai 'completato' i preparativi per un movimento offensivo verso la Tripolitania, mirato a sconfiggere le milizie islamiste di Fajr Libya e riprendere il controllo della capitale.

Considerando che pur con l'alleanza con il Warlord Generale Haftar e col sostegno dell'Egitto e probabilmente anche degli Emirati Arabi Uniti le forze leali ad Al-Thani e al suo esecutivo non sono riuscite in oltre due mesi a strappare ai militanti islamisti nemmeno Bengasi (il cui strategico porto ancora sfugge al controllo degli assedianti), chi scrive non sa dire quanto di vero ci sia dietro questa dichiarazione e quanto invece non sia solo una mossa diplomatica per invitare i misuratini di Fajr Libya a cercare un accordo.

Del resto, chi ha la forza militare di solito la usa e non c'é uso migliore possibile di scatenarla a sorpresa; non si ricordano episodi in cui Napoleone abbia mandato messaggi allo Zar e all'Imperatore d'Austria prima di Austerlitz dicendo: "Ehi, ho completato i preparativi per la Battaglia dei Tre Imperatori!".

Speriamo solo che sia possibile per la Libia uscire dal caos senza ulteriori distruzioni e stragi.

Ma ci crediamo poco.

lunedì 1 dicembre 2014

Quattrocento i morti a Bengasi dopo sei settimane di battaglia!

Poco dopo il discorso del Generale Haftar in cui l'Ex-capo di SM di Gheddafi rivendicava la conquista da parte dei suoi uomini e dell'Esercito del Governo in esilio da Tripoli di circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, arriva la notizia che, secondo ospedali, cliniche e organizzazioni non governative attive nell'area in questione il numero dei morti in sei settimane di battaglia intermittente avrebbe sorpassato quota 400.

Dopo una più o meno rapida avanzata le forze attaccanti sono ormai da molto tempo bloccate attorno all'area portuale, ultimo ridotto dei miliziani islamisti sostenuti da Turchia e Qatar; tuttavia i bombardamenti aerei, di lanciarazzi multipli e di mortai avrebbero reso inoperabili la maggior parte delle infrastrutture, tagliando anche una delle ultime vie d'approvvigionamento di viveri e beni per la popolazione civile ancora bloccata in città.

Nonostante questo sembra che i combattimenti non debbano arrestarsi e, anzi, potrebbero presto espandersi anche verso l'Ovest del paese e le zone controllate dall'alleanza 'Fajr Libya'.


giovedì 20 novembre 2014

Tacciono le armi a Bengasi per una tregua umanitaria chiesta dall'ONU: verrà prolungata?

Mezza giornata di tregua umanitaria invocata dall'ONU ha permesso a molti abitanti del martoriato capoluogo cirenaico di Bengasi di allontanarsi dai quartieri devastati dai combattimenti tra le milizie islamiste, le unità dell'Esercito fedeli al Governo e le forze del Generale Haftar.

La pausa negli scontri ha inoltre permesso la rimozione dei cadaveri, la raccolta dei mucchi di rifiuti che iniziavano a costituire un grave problema igienico sanitario e il trasporto nelle zone più bisognose di quei magri rifornimenti di cibo e medicine che é stato possibile fare affluire.

"La tregua umanitaria darà alla popolazione civile la possibilità di allontanarsi dalle zone più pericolose della città e contiamo sull'impegno di tutte le parti per il suo rispetto e, eventualmente, per il suo prolungamento ulteriore".

Ormai sono quasi 500 i morti dall'inizio dell'offensiva contro Bengasi; tra questi molte dozzine di civili, presi nel fuoco incrociato o periti sotto i bombardamenti aerei.

domenica 16 novembre 2014

Quasi 400 i morti a Bengasi dall'inizio dell'ultima offensiva contro i miliziani islamisti!!

Più di 350 sono stati i morti nei combattimenti scatenati a Bengasi dall'ultimo tentativo delle milizie del Generale Haftar e delle forze armate fedeli al Governo internazionalmente riconosciuto (attualmente in esilio a Shahat dopo essere stato a lungo a Tobruk) di strappare il capoluogo della Cirenaica  alle milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.

Quindi dopo l'invito degli attaccanti alla popolazione civile ad abbandonare il quartiere portuale di Assabri,  sembra proprio che il ritmo dei combattimenti abbia subito un nuovo stallo. Finora tra i morti nei combattimenti ci sarebbero poco meno di 200 attaccanti e oltre 150 tra difensori e civili.

Lo squilibrio a favore dei difensori rientra nella statistica tra una forza che, pur più armata e in parte meglio addestrata, deve fare i conti con un nemico saldamente trincerato in una zona urbana. Non si hanno notizie di ulteriori interventi dell'aviazione egiziana in favore delle forze anti-milizie. Recentemente un attentato esplosivo aveva colpito l'esterno dell'ambasciata del Cairo in Libia proprio come 'rappresaglia' per questi raid aerei.

domenica 9 novembre 2014

Milizia libica minaccia la 'secessione' della Cirenaica in caso di riconoscimento internazionale delle 'autorità' di Tripoli

Sprofonda sempre più nel caos la disastrata nazione libica; adesso ci si mettono anche le minacce 'secessioniste' dell'ennesimo Signore della Guerra (tale Ibrahim al-Jathran) che ha minacciato la costituzione della Cirenaica in Stato indipendente se la comunità internazionale dovesse voltare le spalle al Governo in esilio a Tobruk e riconoscere invece quello installato a Tripoli dai miliziani di Misurata.

Recentemente la Corte Costituzionale tripolina aveva 'sconfessato' l'esecutivo esule ma esso aveva rigettato la sua sentenza insinuando (non senza elementi di ragionevolezza) che le autorità restate nella vecchia capitale siano 'tenute in ostaggio' dalle milizie di Fajr Libya.

Francamente però non si capisce su che basi Al-Jathran possa dichiarare "L'indipendenza" della Cirenaica visto che la battaglia per il controllo di Bengasi é tuttora in corso.

lunedì 3 novembre 2014

Guerra crudele a Bengasi, colpito l'ospedale pediatrico. L'Esercito: "Civili, abbandonate il quartiere del porto!"

La bestialità della Guerra Civile scatenata in Libia dall'interventismo NATO e dalle mire egemoniche di Ankara e Doha non risparmia nemmeno l'ospedale pediatrico di Bengasi, voluto dal 'Perfido Dittatore' Gheddafi e costruito a beneficio del popolo con i proventi di petrolio e gas che hanno fatto della Libia il più prospero paese africano.

La struttura sanitaria, bombardata più volte, ha dovuto essere evacuata di tutto il personale e i pazienti, ma gli avanzati macchinari (incubatrici etc) sono stati giocoforza abbandonati. Se nei prossimi giorni bambini e neonati libici moriranno si potrà ringraziare l'Alleanza atlantica, la dottrina UE degli 'Interventi Umanitari' e la meschineria e vigliaccheria di Silvio Berlusconi, traditore del trattato di 'Alleanza e Mutua Difesa' siglato con Tripoli e poi convenientemente dimenticato.

Intanto, a smentire le fole dell'ANSA, che ieri blaterava a casaccio di 'Bengasi in mano agli attaccanti', é arrivato il comunicato del portavoce dell'Esercito 'regolare' (nel senso di leale al Governo internazionalmente riconosciuto, ora esiliato nell'Est del paese vicino all'Egitto), Ahmed al-Mesmari che ha invitato tutti i residenti a evacuare il quartiere di Assabri.

Ultima zona della parte orientale di città in mano ai miliziani islamici, Assabri é l'area che controlla il porto bengasino, con le sue strategiche strutture di pompaggio del petrolio e i suoi silos granari; i combattenti di Ansar al-Sharia hanno giurato di difenderla fino all'ultimo e, se necessario, di minarla e farla saltare in aria per negarne l'uso ai loro nemici.

Intanto il conto dei morti dall'inizio dell'offensiva congiunta di Khalifa Haftar e dell'Esercito 'regolare' ha superato le trecento unità.

domenica 2 novembre 2014

Crolla la roccaforte islamista di Bengasi? Ad alto prezzo forze di Haftar e del Governo esiliato conquistano mezza città!

Dopo aver dato l'impressione di essere sul punto di arenarsi, l'offensiva combinata delle unità fedeli all'Ex-capo di SM Khalifa Haftar e di quelle del Governo libico attualmente in esilio nell'Est del Paese sta finalmente dando dei risultati concreti.

Secondo gli ultimi reportage dalla Cirenaica i miliziani sostenuti da Turchia e Qatar hanno perso il controllo dell'intera parte orientale della città, e adesso forze attaccanti starebbero avanzando anche da Sud, rimarrebbe in mano agli islamisti solo la parte occidentale dell'abitato dove un precedente impulso offensivo si era bloccato nelle strade cosparse di macerie.

Nelle ultime ore di battaglia si sarebbero registrate 36 vittime tra combattenti e civili, il che farebbe salire il computo dei caduti finora alla cifra di 254. Di particolare rilevanza, almeno per il morale dei seguaci di Haftar, sarebbe la riconquista del loro ex-Quartier Generale, dal quale erano stati cacciati lo scorso agosto, quando tutte le loro posizioni bengasine (con l'eccezione dell'aeroporto di Benina, nel quale si trincerarono) vennero sopraffatte dai miliziani.

Vi sono notizie di attacchi aerei sul quartiere di Al-Gawarsha, che sarebbe stato trasformato in un 'ridotto' dalle milizie islamiche per un'ultima, disperata resistenza, in questo caso, tuttavia, gli apparecchi non sarebbero arrivati dall'Egitto (come successo precedentemente) ma si tratterebbe di MiG della 'mini-aviazione' controllata da Haftar all'aeroporto di Bengasi.




mercoledì 15 ottobre 2014

Il Generale Haftar annuncia: "I preparativi sono conclusi, siamo pronti a riprendere il controllo di Bengasi!"

Dopo un periodo di 'basso profilo' torna a farsi sentire, nel caotico vortice degli eventi libici, la voce dell'Ex-capo di Stato Maggiore di Gheddafi, Generale Khalifa Haftar, il quale, in un messaggio televisivo ha dichiarato 'ormai concluse' le operazioni di preparazione, rifornimento e addestramento delle unità a lui fedeli e ha annunciato come 'prossima' la ripresa dell'offensiva contro i miliziani estremisti che controllano Bengasi.

Ultimamente le forze di Haftar erano state messe sulla difensiva e, pur respingendo i tentativi di sloggiarle dall'aeroporto di Beinina, dove apparentemente controllerebbero ancora qualche jet e qualche elicottero funzionante, avevano perso tutte le altre basi e caserme che occupavano nel resto della città.

Le milizie estremiste ormai spadroneggiano non solamente nella Cirenaica (di cui Bengasi é capoluogo), ma anche in Tripolitania, essendo riuscite a sloggiare il Governo ufficiale dalla capitale Tripoli (l'esecutivo si é da tempo rifugiato a Tobruk).