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mercoledì 2 novembre 2011

Adesso altre quattordici organizzazioni internazionali sono pronte ad accettare la Palestina come loro membro!


A seguito dell'ammissione della Palestina come membro a tutti gli effetti dell'UNESCO, agenzia ONU per la difesa e la diffusione della Scienza, della Cultura e dell'Educazione l'attenzione del mondo é ora polarizzata sull'esito delle omoleghe richieste di ammissione ad altri corpi delle Nazioni Unite; in particolare prossimamente la Palestina potrebbe venire ricevuta nella WHO (World Health Organization), nell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, e nella IAEA, l'Agenzia Atomica Internazionale. Sono quindici, in totale, le organizzazioni e le agenzie internazionali a cui é stato chiesto di inserire fra i propri membri il nuovo stato, che presto, a maggioranza, entrerà nell'Assemblea Generale ONU come membro non votante.

Il responsabile dell'Anp Kholoud Diabes, con giurisdizione sulle attività archeologiche, storiche e culturali, ha dichiarato che l'ammissione all'UNESCO é significativa tanto per ragioni ideali che pratiche: ideali in quanto, ammettendo la Palestina, la comunità internazionale ha implicitamente riconosciuto il ruolo della Storia e della Cultura palestinese come parte integrante del retaggio dell'Umanità e, dal punto di vista pratico per la possibilità di difendere siti archeologici, religiosi e naturali dalle mire distruttive sioniste, che mirerebbero a coprire l'intera Palestina con una fasulla patina di 'giudaizzazione forzata'.


Israele, i cui sforzi dissuasivi in fase di dibattito e votazione hanno prodotto la ridicola miseria di 14 voti 'no' contro 107 favorevoli ha subito sguinzagliato la lobby a sei punte, costringendo gli Stati Uniti ad annunciare il ritiro del loro sostegno finanziario all'UNESCO. Dignitari e rappresentanti dell'agenzia internazionale non si sono scomposti più di tanto: "Mille volte meglio avere meno soldi e una dignità, che accettare con ignominia finanziamenti da chi vuole distruggere l'eredità culturale altrui, o da chi condanna tali azioni e tali atteggiamenti".
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martedì 17 maggio 2011

Il giorno dopo le stragi l'ONU condanna senza appello la condotta delle truppe israeliane!


Nella giornata di lunedì le Nazioni Unite hanno fermamente e irrevocabilmente condannato l'uso israeliano della forza militare contro le folle di manifestanti disarmati, definendolo "Una condotta sproporzionata e letale". I "moralissimi" soldati dell'IDF hanno aperto il fuoco contro profughi palestinesi presso il villaggio libanese di Maroun al-Ras e quello druso sulle alture del Golan di Majdal Shams, uccidendo almeno 22 persone e ferendone altre dozzine.

"Sono scioccato dal numero delle morti provocate da Israele e dallo sproporzionato uso di forza militare che le ha causate, segno certo che le truppe dello Stato ebraico si sono fatte prendere dal panico e hanno iniziato a sparare alle cieca"; queste le parole del Coordinatore delle Attività ONU per il Libano, Michael Williams.(foto sopra)

"Reitero fortemente la necessità che tutte le parti in causa esercitino responsabilità e cautela per prevenire il ripetersi di tale violenza e per il totale e completo rispetto della risoluzione 1701", Williams si riferisce alla Risoluzione ONU che pose fine all'aggressione sionista contro il Libano nell'estate 2006, quando le truppe di Hezbollah costrinsero l'IDF a una umiliante ritirata senza che avessero raggiunto nessun obiettivo apprezzabile.

Intanto, nei campi profughi palestinesi di Sidone e Tiro, si sono già tenute le cerimonie funebri per i caduti del 15 maggio, le prime vittime della Terza Intifada, le vittime sulla strada del "Diritto al Ritorno".

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