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giovedì 1 novembre 2018

Il Golan Occupato è paralizzato dallo sciopero generale, dopo che i cittadini siriani hanno completamente fatto naufragare le fasulle 'elezioni' sioniste!


La gente nel Golan occupato dai sionisti ha condotto uno sciopero generale per protestare contro le misure aggressive di Tel Aviv dopo che il piano degli occupanti di costringere i residenti del Golan a prendere parte a elezioni municipali locali è fallito, ha riferito mercoledì l'agenzia stampa SANA di Damasco.

SANA ha riferito che i residenti del Golan occupato nella provincia di Quneitra nelle piccole città di Majdal Shams, Baqa'atha, Ma'adah ed Ein Qaniyah hanno fatto uno sciopero generale mercoledì per dimostrare la loro ferma volontà di resistere alla giudaizzazione della regione.

Ha inoltre affermato che i residenti del Golan hanno sottolineato il loro impegno per l'identità siriana, dicendo che non accetteranno mai l'annessione della loro regione al regime ebraico.

Nel frattempo, il quotidiano libanese Al-Akhbar ha sottolineato la sollevazione popolare e il divieto delle elezioni locali israeliane da parte dei siriani a Majdal Shams, Baqaatha, Maadah ed Ayn Qaniyah negli ultimi giorni e ha detto che la gente ha portato il piano elettorale sionista nel fallimento completo.

sabato 27 giugno 2015

Il leader Druso Wahhab visita la Siria, loda gli abitanti di Majdal Shams per la loro Resistenza!

Wiam Wahhab, leader druso libanese capo del Partito dell'Unificazione sta facendo del suo meglio per tenere unita la propria comunità sotto la bandiera della Resistenza e della Dignità, mentre il PSP di Jumblatt, invece, si umilia nella sua connivenza con i terroristi.

Ieri egli ha attraversato il confine con la Siria, incurante del pericolo dei combattimenti che infuriano tra Sweida e Daraa, per visitare la comunità drusa di Hadar, sulle pendici del Monte Hermon, per portare di persona un messaggio di speranza e dignità agli abitanti della zona.

mercoledì 19 marzo 2014

Un sionista morto e tre feriti nel Golan occupato: jeep di Tel Aviv salta su una mina probabilmente collocata da Hezbollah!

Uno dei grandi "atout" guadagnati dalla milizia sciita libanese di Hezbollah grazie al proprio intervento in Siria a soccorso del legittimo Governo di Bashir Assad é la possibilità di avere libero accesso alla fascia delle Alture del Golan, illegalmente occupata dal regime ebraico in conseguenza della sua vigliacca aggressione del 1967.

Commando di Hezbollah, penetrati segretamente nel Golan negli scorsi giorni hanno seminato le vie di comunicazione più trafficate dai veicoli militari sionisti di mine e congegni esplosivi uno dei quali é stato fatto detonare nel week-end e un secondo, nei pressi di Majdal Shams, ha causato la morte di un occupante e il ferimento grave di altri tre, oltre alla completa distruzione del loro mezzo.

Hezbollah ha già dimostrato di poter infiltrare la Palestina del Nord occupata dai sionisti e di saper efficacemente difendere il confine libanese. Grazie alla sua presenza in Siria adesso la lotta per la liberazione delle Sheba Farms, di Kfar Shouba e di Ghajar si unirà a quella per la liberazione del Golan e infine di tutta la Palestina: sionisti, attenti!!


martedì 24 maggio 2011

Human Rights Watch: "Serve un'inchiesta internazionale sui massacri del 15 maggio!"


L'organizzazione non governativa 'Human Rights Watch' ha raccomandato, in un recente comunicato stampa, l'apertura di una pronta, approfondita e indipendente indagine internazionale sulla strage di manifestanti disarmati compiuta dalle truppe sioniste due settimane fa ai confini libanese, siriano e nella West Bank occupata. Almeno quattordici persone (e probabilmente molte di più) morirono il 15 maggio scorso durante la cosiddetta "Giornata della Nakba".

Secondo un copione purtroppo già visto molte volte le truppe israeliane, perso il controllo della situazione, non trovarono di meglio che utilizzare forza letale contro folle di manifestanti pacifici che reclamavano il rispetto del loro "Diritto al Ritorno", sancito dalla giurisprudenza internazionale. La Direttrice per il Medio Oriente di HRW, Sarah Leah Whitson (sopra), ha dichiarato che le azioni israeliane del 15 maggio "Mostrano un totale disinteresse per le vite dei manifestanti e si configurano come criminalmente sanzionabili".

Human Rights Watch aggiunge che, siccome le 'inchieste' interne israeliane sono totalmente inaffidabili, dovrebbe essere l'ONU a nominare un pannello inquirente, nonché a costringere Israele a collaborare, assicurandosi che gli investigatori internazionali abbiano accesso a tutti i documenti e i testimoni necessari a portare a termine la loro inchiesta.
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martedì 17 maggio 2011

Il giorno dopo le stragi l'ONU condanna senza appello la condotta delle truppe israeliane!


Nella giornata di lunedì le Nazioni Unite hanno fermamente e irrevocabilmente condannato l'uso israeliano della forza militare contro le folle di manifestanti disarmati, definendolo "Una condotta sproporzionata e letale". I "moralissimi" soldati dell'IDF hanno aperto il fuoco contro profughi palestinesi presso il villaggio libanese di Maroun al-Ras e quello druso sulle alture del Golan di Majdal Shams, uccidendo almeno 22 persone e ferendone altre dozzine.

"Sono scioccato dal numero delle morti provocate da Israele e dallo sproporzionato uso di forza militare che le ha causate, segno certo che le truppe dello Stato ebraico si sono fatte prendere dal panico e hanno iniziato a sparare alle cieca"; queste le parole del Coordinatore delle Attività ONU per il Libano, Michael Williams.(foto sopra)

"Reitero fortemente la necessità che tutte le parti in causa esercitino responsabilità e cautela per prevenire il ripetersi di tale violenza e per il totale e completo rispetto della risoluzione 1701", Williams si riferisce alla Risoluzione ONU che pose fine all'aggressione sionista contro il Libano nell'estate 2006, quando le truppe di Hezbollah costrinsero l'IDF a una umiliante ritirata senza che avessero raggiunto nessun obiettivo apprezzabile.

Intanto, nei campi profughi palestinesi di Sidone e Tiro, si sono già tenute le cerimonie funebri per i caduti del 15 maggio, le prime vittime della Terza Intifada, le vittime sulla strada del "Diritto al Ritorno".

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Il Day After sul confine siriano: i sionisti riparano le barriere infrante dalla furia palestinese mentre a Damasco si onorano i caduti!


Come formichine spaventate dopo che l'uomo ha sollevato la roccia che nascondeva il formicaio i genieri dell'esercito israeliano, la "moralissima" forza armata che apre il fuoco a raffica su folle di manifestanti disarmati, si stanno affrettando a riparare la barriera di confine con la Siria, ventiquattro ore dopo che centinaia di profughi palestinesi, discendenti di coloro che furono cacciati durante la 'Nakba' hanno ricordato al Regime dell'Apartheid ebraico che "Diritto al Ritorno" non sono soltanto tre parole prive di significato, ma quattro milioni e settecentomila persone che hanno tutte le intenzioni di tornare a vivere nella loro patria.

Durante il corso delle manifestazioni di ieri i Palestinesi hanno abbattuto le barriere di separazione penetrando nel Golan e raggiungendo il villaggio druso di Majdal Shams; accolti come eroi dagli abitanti del luogo che si sono prontamente uniti a loro i dimostranti sono quindi stati aggrediti dalle truppe israeliane visibilmente fuori controllo, che hanno iniziato a sparare a casaccio con proiettili di piombo, uccidendo almeno dodici persone e ferendone 30, diverse delle quali gravemente.

Le vittime della violenza israeliana hanno ricevuto ieri sera esequie con tutti gli onori nella capitale siriana Damasco, con una imponente processione che ha seguito i dodici feretri paludati nella bandiera nazionale palestinese dalla Moschea di Al-Wassim, all'interno del Campo Profughi di Yarmouk, fino al Cimitero dei Martiri. Israele conquistò le Alture del Golan con la proditoria aggressione alle spalle del 1967 e se le annetté nel 1981 con una mossa unilaterale che non é stata riconosciuta da alcun membro della Comunità internazionale.

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