mercoledì 22 febbraio 2017

Software House moscovita produce wargame per computer sull'aggressione alla Siria!

"Voci e Luci dalla Siria" ha una versione di questo articolo anche in lingua inglese.
"Cats who Play" é uno studio di progettazione e realizzazione di videogiochi della capitale russa; ultimamente esso ha rilasciato, pubblicandolo sul noto portale di vendita "Steam", di proprietà della Valve Software, un innovativo RTS chiamato "Syrian Warfare".

Qualcuno potrebbe pensare che un videogioco che parli di un conflitto in corso possa essere "diseducativo" oppure "di cattivo gusto", ma coloro che la pensano in questo modo non capiscono come funziona la moderna società dei media.


Facendo gli intellettuali snob con la puzza sotto il naso, barricati nella propria torre d'avorio si commette un grave errore e, soprattutto, si concede campo aperto e piena libertà alla vulgata sionista e atlantista che regolarmente pubblica videogiochi ambientati in Irak o in Afghanistan dove al giocatore viene chiesto di interpretare l'ennesimo 'rambo' a stelle (di davide) e strisce.

Syrian Warfare mette il giocatore nei panni del comandante di una piccola unità siriana, alle prese con un nemico vigliacco e sfuggente che attacca a tradimento da posizioni nascoste, usando mine, bombe e altre trappole esplosive.

L'identificazione col punto di vista del combattente siriano é intensa e trascinante e siamo certi che tale videogioco farà molto per informare i giovani sulla natura dell'aggressione terroristica contro questo millenario paese, forse molto di più dei nostri stessi articoli che, in definitiva, sono mirati a un pubblico già edotto e interessato all'argomento.

Ci vorrebbero più di questi giochi, anche ambientati in Irak contro l'ISIS o con protagonisti gli Hezbollah e le loro numerose lotte, che avrebbero la capacità, divertendo, di svolgere una funzione intensamente educativa.

7 commenti:


  1. PUTIN NON SCHERZA PIÙ. PERSA LA SPERANZA IN TRUMP.

    Il netto cambiamento di tono ha un motivo preciso, secondo diversi osservatori: per settimane, Putin e Lavrov hanno subìto ed accettato sorridendo, anche dei veri e propri insulti e minacce (il senatore Graham, compare di McCain: “Il 2017 sarà l’anno che daremo il calcio in culo alla Russia” in attesa che Trump mettesse in atto quella politica di distensione con la Russia che tanto vocalmente lasciato credere, e vincesse la sua guerra civile interna con lo stato profondo. Persino il Foreign Policy aveva notato il 13 febbraio che “Putin è divenuto ostaggio della sopravvivenza e del successo di Trump. Questo restringe gravemente le opzioni geopolitiche della Russia”. Orbene, questa volontaria auto-limitazione è giunta alla fine. Putin e Lavrov hanno capito che Trump non può attuare una politica filo-russa, premuto com’è dai suoi nemici interni. Quando lo hanno sentito ventilare l’idea di formare in Siria “zone di sicurezza”, secondo il vecchio progetto saudita-israeliano e di Erdogan, hanno posto fine all’attesa, che stava erodendo la posizione strategica russa in Medio Oriente,il suo prestigio e la sua influenza. Da quel momento, dice DEBKA, “è stato ordinato alla nave-spia SSV 175 Viktor Leonov di posizionarsi davanti alla costa del Delaware, e i Su-24 hanno cominciato a fare il pelo all’incrociatore USS Porter nel Mar Nero”.

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    1. debka è una fogna sionista, articoli come questo sono polpette avvelenate per cercare di mettere un cuneo tra Putin e Trump

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    2. Mi preme far notare che quanto postato da Ferrarini è un breve estratto dall'articolo (non è di Debka che viene solo citato) dell'eccellente Maurizio Blondet che trovi qui: http://www.maurizioblondet.it/putin-non-scherza-piu-persa-la-speranza-trump/

      e detto per inciso, alla luce dei recenti sviluppi, come al solito quanto riporta Blondet non fa una piega.

      Il fatto che i russi inizino a rispondere per le rime senza farsi (diplomatiche) illusioni è un fatto che accolgo con enorme soddisfazione. Gli yankee (indipendentemente dall'accerchiato Trump) conoscono solo un linguaggio, quello della forza. E d'ora in avanti con la rinata Russia di Putin +Cina +Iran (oltre ai nuovi amici presenti e futuri) cominceranno con i primi assaggi del pane amaro fatto ingoiare a forza a coloro che non potevano difendersi adeguatamente.

      Per i bovari è finita l'epoca del "Ti piace vincere facile?!". Ed era ora!
      (prometeo)

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    3. Senza considerare la partecipazione all'aggressione allo Yemen che con Trump si è fatta più intensa e la paventate azione di terra per la "lotta" all'Isis. In più c’è la grave provocazione alla Cina con il dispiegamento di una flotta nel mare cinese. Hanno ragione Paul Craig Roberts, William Engdahl e Pepe Escobar la Russia farebbe un errore imperdonabile a fidarsi di Trump. Gli americani hanno capito l'antifona, il fronte Russia-Cina-Iran e più forte militarmente. Quindi devono prendere tempo per rafforzare l'esercito e intanto dividere il fronte nemico con ogni mezzo, questo è il mandato del nuovo presidente. Per quanto riguarda il gioco credo che il nuovo mondo che verrà fuori da quest'ultimo confronto debba cancellare dall'animo umano ogni aggressività e sostituirla, come dice Putin, con l'idea del rispetto e della collaborazione. Intanto è giusto combattere l'impero e la sua mondializzazione ma contrapponendo eroismo e umanità alla loro strategia tesa a rendere l'individuo fin da piccolo avvezzo alla violenza e all'orrore.

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  2. C'è anche il gioco special force 2 prodotto da Hezbollah ambientato sulla guerra in Libano, Hezbollah è in lotta su tutti i fronti anche quelle mediatiche, gli americani utilizzano questi mezzi per passare le loro ideologie in modo mascherato

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  3. C'è anche il gioco special force 2 prodotto da Hezbollah ambientato sulla guerra in Libano, Hezbollah è in lotta su tutti i fronti anche quelle mediatiche, gli americani utilizzano questi mezzi per passare le loro ideologie in modo mascherato

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  4. Bello ed interessante !
    Fabio

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