mercoledì 11 aprile 2018

Attacco yemenita con droni-bomba contro strutture petrolifere saudite nello Jizan!

Ancora una volta i coraggiosi difensori dello Yemen riescono, col loro ingegno, a mettere nel sacco i Sauditi, tronfi di arroganza, pieni di presunte "super-armi" americane ed europee e costantemente incapaci di piegare un avversario apparentemente molto più debole di loro, ma sostenuto da uno spirito indomito e dalla certezza di essere nel giusto.

Questa volta le installazioni della ARAMCO nella Provincia saudita di Jizan sono state colpite non dalla 'consueta' salva di missili balistici, ma da uno sciame di droni "Qasef" che, volando lentamente e a bassissima quota hanno evitato tutti i radar degli sgherri di Riyadh e si sono poi buttati come tanti 'kamikaze' (fortunatamente senza pilota) contro le strutture petrolifere.

Secondo quanto rivelato i droni Qasef sarebbero gli stessi presentati poco più di un anno fa come nuovi prodotti dell'industria yemenita della difesa, che quindi manterrebbe la capacità di produrre autonomamente veicoli abbastanza sofisticati nonostante i continui bombardamenti sauditi.

Con ogni probabilità laboratori e fabbriche sono state smontate da Sanaa e dintorni (dove si concentravano in modo che Ali Abdullah Saleh potesse tenerle sott'occhio) e riassemblate nelle remote valli dello Yemen del Nord, "regno" degli Houthi di Ansarullah.

2 commenti:

  1. Quanto mi dispiace , tra qualche anno spariranno le sottane medievali saudite !

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  2. Federico Marrash12 aprile 2018 23:29

    Ma quanto è straordinario l'ingegno yemenita? Uno non avrebbe mai detto che il popolo yemenita, fiero e tanto combattivo sì, eppure così sfortunatamente povero di risorse, sarebbe stato in grado di produrre missili e droni di notevole efficacia! Si potrebbe opporre a tale argomentazione che il loro nemico, il cammelliere di Casa Saud, non sia affatto un nemico temibile alla prova dei fatti (mai vista così tanta improvvisazione in un'invasione negli ultimi venti anni) ma ciò non sarebbe comunque sufficiente a spiegare la capacità degli yemeniti di sviluppare in tempi così brevi soluzioni adeguate alle necessità imposte da un conflitto che, è bene ricordarlo, li vede opposti ad un aggressore pur sempre dotato di armi occidentali.

    Viva lo Yemen che resiste e contrattacca!

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