mercoledì 13 giugno 2018

I Martiri di Campo Speicher non sono periti invano, dal loro sacrificio il popolo irakeno ha capito che doveva mobilitarsi o perire!

Come abbiamo scritto ieri il Massacro di Campo Speicher é stata senza il benché minimo dubbio la peggiore atrocità commessa dall'ISIS.

Eppure, ha costituito anche un punto di svolta che, in prospettiva, ha contribuito alla sconfitta e alla distruzione del regno del sedicente "califfato" in Mesopotamia.
Proprio per la sua enormità.

Proprio per la sua crudeltà.

Infatti il 14 giugno 2014 venivano formate, proprio sull'onda dell'orrore per gli eventi di sangue occorsi in Provincia di Tikrit, le unità di Mobilitazione Popolare, anche dette Hashd al-Shaabi.

Gli irakeni sciiti, yazidi, cristiani, ma anche moltissimi sunniti non estremisti capirono che con l'ISIS non si poteva convivere, bisognava mobilitarsi, in massa oppure perire o diventare esuli.

Se l'ISIS avesse offerto un modello di tirannia più "accettabile", meno estremo forse una parte di popolazione irakena, fiaccata da oltre 30 anni di guerre, embargo, bombardamenti, invasione, occupazione...avrebbe potuto cercare un modus vivendi coi takfiri.

Invece no, la loro stessa crudeltà ha messo in moto le ruote che infine li hanno schiacciati...a Tikrit, a Fallujah, a Mosul...fino ad Al-Qaim.

Il popolo irakeno, come il popolo sovietico di fronte a Hitler, ha trovato la forza di muoversi in massa e schiacciare lo spettro che ne minacciava la stessa esistenza.

1 commento:

  1. Mi chiedo, leggendo questo articolo, quando e se mai il popolo "Ialiano", (la G la metterò solo quando saremo degni di questo aggettivo-qualificativo), si risveglierà dall'ignoranza e dal servilismo. Tutto ciò premesso: Sit Romana potens Itala virtute propago. (D'Italica forza possente sia la stirpe di Roma)

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