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martedì 8 novembre 2011

Precipita un altro drone americano in Africa Orientale; le truppe di Nairobi si spingono addentro ai confini Somali!


Un altro drone senza pilota americano si é schiantato al suolo a sud della Somalia (ormai diventata un vero e proprio cimitero per questi velivoli telecomandati, da quando nei loro cervelli elettronici hanno iniziato a insinuarsi virus e malware di sospetta origine cinese), precisamente nei pressi del confine tra l'ex colonia italiana e quella ex-britannica del Kenya.

L'apparecchio, probabilmente decollato proprio dall'ex possedimento di Sua Maestà britannica, sarebbe precipitato nei dintorni del porto di Kisimayo, secondo quanto confermato indirettamente da un ufficiale dell'Esercito somalo. Pare che il drone stesse agendo in sostegno alla presenza militare keniota al di là del confine. I militari di Nairobi, infatti, sono da tempo diventati la nuova 'longa manus' dell'imperialismo angloamericano nell'area, sostituendo gli Etiopi che anni addietro, dopo un disastroso periodo di occupazione militare del vicino paese (una volta rivale per la supremazia nel Corno d'Africa, ai tempi di Menghistu e di Siad Barre), batterono in ritirata a causa delle gravi perdite inflitte loro dai guerriglieri musulmani.

Tuttavia, forse memore di quanto la presenza militare etiope avesse alienato al "Governo centrale" le simpatie della popolazione il Presidente somalo (pure appoggiato dalle potenze imperialiste) Sheik Sharif Ahmed ha dichiarato più volte la propria contrarietà alla presenza militare keniota su suolo somalo. Tuttavia, come i nostri lettori possono bene immaginare, il mezzo keniota Obama se ne fa assai delle opinioni e delle preferenze del Presidente Ahmed.
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venerdì 26 agosto 2011

Due droni americani precipitano su Mogadiscio ieri notte, si parla di nuove ECM cinesi in grado di abbatterli!


Due droni Predator, robot assassini dell'Impero, sono precipitati in Somalia, tutti e due nella zona di Mogadiscio. Mentre chi ha a cuore le sorti della popolazione civile si sta mobilitando in questi giorni per cercare, con progetti di aiuto e sostegno, di porre un argine alla marea di sofferenza e disperazione generata dalla più grave siccità in sessant'anni, altri stati continuano a considerare la Somalia (e in generale tutta l'Africa) come nient'altro che una scacchiera per i loro giochi di egemonia imperialistica globale, come per esempio gli Usa, che ormai da anni hanno riempito il cielo del Corno d'Africa con le loro macchine omicide guidate a distanza.

Ma proprio la teleguida potrebbe costituire il 'tallone d'achille' dei terminator di Washington giacché sembra che i due droni schiantatisi al suolo (uno nei pressi dell'aeroporto internazionale di Aden Adde mercoledì sera, uno addirittura nel bel mezzo di Florenza Street, durante la notte) non siano rimasti vittime di guasti o di fuoco da terra ma invece abbiano avuto i delicati apparati elettronici di navigazione "fritti" dall'impulso di una contromisura elettronica, di origine cinese.

Di solito non é costume di questa testata azzardare ipotesi non confermate (non siamo mica Debkafile!) ma, crediamo opportuno ricordare ai nostri lettori come poco tempo fa diversi droni Usa abbiano fatto la stessa fine sopra l'Iran (i rottami vennero anche mostrati a una delegazione di tecnici russi in cambio di non meglio precisate 'contropartite') e, proprio in questi giorni, delegazioni ufficiali iraniane siano presenti nella capitale africana. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
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giovedì 25 agosto 2011

Gli sporchi traffici di Israele nel Corno d'Africa, tra Mossad e mafia ebraica: bloccato carico d'armi in Eritrea!



Mentre tutta l'Africa Orientale si dibatte in un'emergenza umanitaria di primo livello, con una siccità devastante (ancora più intensa di quella che colpì la regione negli anni '80) che ha ridotto alla fame milioni di persone e spopolato intere regioni; mentre chi ha un cuore e una coscienza si mobilita e cerca di inviare aiuti umanitari e supervisionare la loro equa distribuzione, vi é anche chi, non 'ostacolato' da impicci morali di sorta, si dedica a "trasporti" molto meno lodevoli e molto più redditizi, come ad esempio quelli di armi con cui fomentare instabilità e "guerre dimenticate". Ne sono un esempio Yehud Maoz e Vered Aaronson (foto a fianco), impiegati dell'israeliana 'Aviation Bridge', ex-piloti militari, che sono stati bloccati in Eritrea con un carico di armi automatiche, granate e mortai, evidentemente in attesa di venire ricevute da qualche gruppo terrorista in Darfur o in qualche altra regione che Tel Aviv ha intenzione di destabilizzare.



L'aereo dei trafficanti
Come già segnalato su queste pagine, Israele ha molti interessi nell'Africa sub-sahariana dove, grazie a una profana alleanza tra Mossad (che agisce tramite compagnie "di comodo" fondate da ex-militari, sull'esempio degli Usa ai tempi di 'Air America') e famiglie della mafia ebraica ucraina guidata dal 'capo dei capi' Semyon Mogilevitch prosperano traffici che non hanno niente da invidiare a quelli dei "tempi d'oro" della tratta degli schiavi, dove al posto del rum e dello zucchero ci sono armi in entrata ed emigranti disperati in uscita. Per fortuna ogni tanto il 'traffico' va storto e la notizia riesce a venire a galla, dove chi sa dove e come cercare può riportarla a un'opinione pubblica altrimenti anestetizzata dalle balle dei media mainstream totalmente asserviti alla lobby filosionista.

A riprova del fatto che Maoz e Aaronson agissero per conto del Governo di Tel Aviv e non fossero semplicemente due delinquenti sta il fatto che il Ministero degli Esteri del regime ebraico si é subito attivato per farli rilasciare, evidentemente atterrito dall'idea che i due come si suol dire "vuotassero il sacco" e, spedendo ad Asmara il Ministro Efraim Sneh (foto) sia riuscito a fare espellere dal paese i due, previa assicurazione al Presidente Afewerki che la loro compagnia chiuderà i battenti e che i rei non rimetteranno mai più piede in Eritrea. Ingenuo Afewerki! Compagnie simili possono nascere e morire nello spazio di un mattino! Meglio sarebbe stato sbattere i due in qualche galera di Asmara e poi torchiarli per benino, in modo da avere un quadro più chiaro degli sporchi traffici israeliani in Africa Orientale.
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