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lunedì 16 aprile 2018

Gli Emirati Arabi Uniti si ritirano dalla Somalia, dove arruolavano disperati africani per mandarli a morire in Yemen!

Sapevate che da diversi anni una "missione militare" degli Emirati Arabi Uniti era presente in Somalia?

Bene, adesso che lo sapete (nel caso) aggiungete a questa nozione il fatto che non vi sarà più, visto che in seguito a una serie di tesi incidenti aeroportuali, il Governo degli Emirati ha deciso di terminare le sue attività e farla rientrare in patria il prima possibile.

Ma cosa ci facevano gli Emiratini in Yemen?

Bé, fondamentalmente due cose.

domenica 1 aprile 2012

Robot-assassino del 'Nobel per la Pace' Barack Obama fa una strage a Mogafiscio: diciotto civili massacrati!


Almeno diciotto civili sono stati uccisi dall'ultima incursione di un robot-assassino volante sopra il distretto di Daynile, nella parte occidentale di Mogadiscio, nella giornata di ieri, sabato 31 marzo; l'ennesimo attacco condotto alla cieca contro la popolazione della martoriata capitale somala dimostra una volta di più quanta ipocrisia sfacciata e arrogante si celi sotto le pretese di "umanitarietà" e "democrazia" sciorinata a ogni pié sospinto dalla Casa Bianca e dal campo imperialista occidentale, in realtà soltanto interessato a piegare i paesi e i popoli dell'Africa agli interessi economici e strategici dei parassiti delle elite che controllano mercati e politica del Nord del Mondo.

 Il 'Nobel per la Pace' Obama, non ha alcuno scrupolo a condannare a morte dozzine di innocenti pur di insinuare i tentacoli a stelle e strisce nel Corno d'Africa, strategica porta di accesso alle ricchezze agricole e minerarie dell'Africa Centrale e punto di controllo privilegiato per il traffico di merci e petrolio che da Asia Orientale e Golfo Persico si avviano verso il Mar Rosso e il Canale di Suez. L'ONU ha più volte criticato gli attacchi con droni senza pilota che gli Usa impiegano in Pachistan, Afghanistan, Irak, Yemen e, appunto, Somalia, ma senza ottenere alcun risultato.

La Somalia, priva di un Governo nazionale ormai da ventuno anni, ha cercato più volte di protestare contro i bombardamenti compiuti dai droni assassini Usa e contro le continue operazioni militari montate sul suo territorio da parte delle truppe Keniote ed Etiopi, ma inutilmente.
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giovedì 1 marzo 2012

Drone-assassino di Obama prima massacra dozzine di civili in una baraccopoli somala, poi si schianta al suolo vicino a una base militare!


Un drone assassino della Casa Bianca, "regalo umanitario" del Presidente di colore USA "tanto vicino" alle popolazioni del Sud del Mondo da mandare i suoi robot-killer a visitarle e massacrarle sempre più spesso, ha ucciso dozzine di persone bombardando coi suoi razzi e con le sue bombe guidate una baraccopoli a Sud di Mogadiscio, la capitale della Somalia, secondo quanto riportato dagli inviati dell'emittente iraniana PressTV.

Poche ore dopo, un velivolo senza pilota, non é chiaro se lo stesso responsabile della strage di civili di poco prima (anche se pare probabile) si é schiantato presso la base militare di Halane, sempre a Sud della capitale somala. L'incidente, che si ricollega a una vera e propria "strage" di droni verificatasi alcuni mesi orsono a causa di 'virus' informatici diffusisi nei loro software di navigazione e all'impiego di avanzate contromisure elettroniche, che qualcuno vorrebbe portate nel paese da emissari iraniani, é stato confermato dall'Ufficio Informazioni dell'Esercito governativo.

Il 'Governo' somalo controlla poco più della capitale e delle province immediatamente circostanti; il resto della Somalia é preda dell'anarchia, dell'arbitrio di Signori della Guerra, clan di Pirati, milizie locali e truppe di invasione straniere come quelle etiopiche e kenyote, sostenute da Usa, Israele, Francia e altre arroganti potenze imperialiste che vogliono trarre il massimo vantaggio dal caos e dalla sofferenza della popolazione locale, perseguitata anche dagli effetti di siccità e carestia che solo di recente sono state "downgradate" dal livello di "emergenza umanitaria", ma rimangono comunque una grave e dolorosa realtà.
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lunedì 13 febbraio 2012

Fondazione umanitaria iraniana inaugura a Mogadiscio istituto di formazione per ragazze orfane e indigenti!


La Fondazione Umanitaria Imam Khomeini ha aperto una nuova istituzione educativa e formativa nella capitale somala di Mogadiscio, per aiutare le giovani donne e le ragazze del paese africano ad appropriarsi di conoscenze importanti per una vita lavorativa e familiare all'insegna della sicurezza e dell'affermazione; l'istituto, situato nel quartiere Hamar Wayne é ben dotato di materiali didattici e tecnici e può ospitare senza problemi settanta studentesse per turno.

"Per ora i laboratori sono centrati sull'informatica, l'economia domestica, il cucito e la sartoria; sono programmi mirati a ragazze orfane o provenienti da famiglie a basso e bassissimo reddito", dichiara Abdul Zahar Alsaidi, dirigente della Fondazione, a latere della cerimonia di inaugurazione, che ha riunito parlamentari e ministri del Governo centrale somalo. E' previsto che alla fine del corso e al superamento dell'esame finale alle studentesse venga affidata una borsa sufficiente a mettere in piedi un piccolo business, in maniera da instaurare un circolo virtuoso di formazione e lavoro indipendente.

Il Parlamentare Mohamed Omar Dalha, ha lodato l'impegno iraniano nel suo paese che si é articolato su vari piani, da quello puramente e strettamente emergenziale, con gli aiuti alimentari e sanitari per i profughi causati dalla siccità e dalla carestia fino a iniziative come queste e come i centri di istruzione e diffusione del Corano.
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mercoledì 8 febbraio 2012

Deputati somali dichiarano: "La condotta dell'Inglese Hague gravemente offensiva, apprezziamo molto più l'Iran!"


Nel corso della sua breve visita in Somalia avvenuta la scorsa settimana sono bastate poche ore al Ministro degli Esteri britannico William Hague per inanellare una gaffe dopo l'altra e compromettere gravemente il prestigio britannico nel paese e nella regione.

Se il buon giorno deve vedersi dal mattino già il discorso tenuto all'inizio della visita, durante il quale il capo di quella che una volta era la famosa diplomazia britannica é arrivato a definire il paese ospitante: "Lo Stato più fallito del mondo" non é stato esattamente un buon auspicio.

Più avanti poi Hague ha passato più tempo presso gli acquartieramenti delle truppe straniere stanziate in Somalia sotto la bandiera AMISOM (missione militare dell'Unione Africana) piuttosto che in compagnia dei Ministri e dei Deputati locali.

Per tutti questi motivi i Parlamentari Hassan Abdi Warsame e Abdullahi Mohamed Sheikh hanno dichiarato ieri che, a fronte del goffo tentativo di "reapprochement" di Londra verso una zona di cui si é totalmente disinteressata dal 1956 in poi essi considerano il disinteressato e sostanzioso coinvolgimento iraniano negli affari somali come molto più importante e fruttifero, esprimendo fiducia specialmente in un nuovo 'round' di dialogo per la riconciliazione nazionale che Teheran ha mostrato intenzione di voler ospitare nei suoi confini.
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martedì 7 febbraio 2012

La Mezzaluna Rossa iraniana riceve ringraziamenti per gli sforzi in Somalia e progetta la prossima fase degli interventi necessari!


Il Presidente della Società somala per la Mezzaluna Rossa, Ahmad Mohammad Hassan nel corso di un incontro ufficiale ha espresso "profonda gratitudine" per il significativo contributo iraniano all'aiuto umanitario che ha permesso di contenere disagi e sofferenze per la popolazione nel corso della carestia seguita alla grave siccità del 2011, che ha colpito tutto il Corno d'Africa.

"La Mezzaluna Rossa iraniana ha giocato un ruolo molto importante nel controllare la fame e le epidemie conseguite alla siccità, sono stati i primi ad arrivare, con i loro convogli, coi loro campi profughi prefabbricati, con le loro cliniche modernamente attrezzate e gestite da personale qualificato, non hanno lesinato sforzi nel tentativo di recarci aiuto".

Nonostante gli sforzi siano riusciti in ultimo a far degradare lo stato di calamità da "carestia" a "grave emergenza umanitaria" tuttavia centinaia di migliaia di persone sono state ridotte al rango di rifugiati e tuttora alloggiate in campi di fortuna, specialmente attorno alla capitale, Mogadiscio e appena oltre i confini con stati meno gravemente colpiti come l'Etiopia o il Kenya.

Tuttavia la Mezzaluna Rossa iraniana non ritiene affatto di aver terminato il suo lavoro in Somalia, come confermato dal suo Presidente Abolhassan Faqih: "Credo che la profilassi sanitaria sia il campo dove concentrare i nostri sforzi ora, senza dimenticare che la gente beneficia di più da programmi di aiuto che letteralmente la 'aiutino ad aiutarsi', quindi attraverso la creazione di possibilità di istruzione, formazione, lavoro".

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domenica 5 febbraio 2012

Drone assassino di Barack Obama si schianta in un campo profughi di Mogadiscio, gli 'askari' dell'AMISOM cacciano i rifugiati per recuperarlo!


Un drone 'Predator', robot-assassino dell'Impero americano, é precipitato ieri in Somalia, cadendo dritto in mezzo a un capo profughi dove si affollavano i disperati in fuga dalle regioni più duramente colpite dalla peggiore siccità degli ultimi 60 anni, che ha scatenato in questi mesi una carestia i cui effetti solo ora cominciano a farsi meno drammatici.

Il campo in questione, di nome Badbado, nel distretto di Dharkenley é stato prontamente invaso dalle truppe AMISOM (la 'missione' in Somalia dell'Unione Africana, una delle molte leve di ingerenza imperialista nel paese, africani che fanno da 'bachi bozouk' per gli americani e altri sfruttatori) che, con la violenza, lo hanno sgombrato dagli occupanti per poter recuperare il rottame dell'UAV.

L'inquilino nero della Casa Bianca Barack Obama sta ricevendo sempre più critiche per il suo "eccessivamente disinvolto" uso di droni teleguidati in zone come il Pachistan, lo Yemen e la Somalia, che ha portato di recente a vere e proprie debacle come la perdita di almeno una dozzina di velivoli senza pilota nel Corno d'Africa e di tre o quattro sull'Iran, ultimo dei quali l'avanzatissimo e ritenuto "invisibile" RQ-170 della Northrop.
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domenica 20 novembre 2011

E' invasione! Da Nord e da Sud truppe Etiopi e Keniote entrano in Somalia per conto dell'imperialismo Us-raeliano!


Ancora una volta l'arroganza imperialista americana e sionista ha trovato in terra d'Africa servi sciocchi disposti, per un tozzo di pane, a diventare schiavi degli interessi altrui: é di queste ore la notizia che contingenti di "diverse centinaia di soldati" sono entrati in territorio somalo a Nord attraverso il confine etiope e a Sud tramite quello keniota. L'agenzia France Presse ha riportato la testimonianza di Abdi Ibrahim Warsame, anziano del villaggio di Gurel, nella regione di Galgudud, che ha descritto come gli invasori etiopi siano arrivati a bordo di camion e mezzi blindati; l'anziano Ahmed Liban, da parte sua, ha confermato che gli Etiopi avrebbero già raggiunto Beletweyne, 30 chilometri nell'interno.

L'Esercito etiope aveva già occupato la Somalia alcuni anni fa, arrivando persino a Mogadiscio, ma era stato ricacciato indietro con gravissime perdite dalla guerriglia musulmana, che aveva utilizzato contro gli occupanti stranieri, con enorme successo, le tecniche di lotta utilizzate in Afghanistan e in Irak contro l'occupazione americana e occidentale. Cosa faccia credere ai generali di Addis Abbeba che questa volta l'esito possa essere diverso non lo sappiamo, ma sappiamo per certo che ogni volta che vi sono occupanti stranieri la popolarità dei guerriglieri musulmani tocca i suoi vertici.

A Sud invece é il Kenya a intensificare la sua presenza armata in Somalia, in verità già iniziata ormai da settimane; ieri circa 400 militari di Mombasa hanno attraversato il confine dalla cittadina di Liboi marciando verso Afmadow, accompagnati da elicotteri e aeroplani, secondo quanto riportato dalla Associated Press. Solo la scorsa settimana i guerriglieri Al-Shabaab hanno eliminato 30 soldati kenioti in una imboscata che avrebbe reso orgogliosi gli Hezbollah libanesi.
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lunedì 5 settembre 2011

Un altro drone americano precipita in Somalia vicino alla cittadina di Merka!


Mentre la Somalia si dibatte tra l'instabilità politica che dura ormai da due decenni e le ben più recenti (ma ugualmente catastrofiche) conseguenze della peggior siccità degli ultimi 60 anni, c'é chi, anziché mobilitarsi per tentare di prestare aiuto umanitario a questa terra sfortunata, come ha fatto recentemente la Repubblica iraniana, preferisce continuare a utilizzarla come 'palestra' per le proprie macchine assassine comandate a distanza, i famigerati droni 'Predator' che tante vittime (per la maggior parte civili innocenti) hanno già fatto in Afghanistan, in Pachistan, in Yemen, Irak e, più recentemente, anche in Libia.

Siccome é noto che di tanto in tanto la farina del diavolo vada in crusca ogni tanto qualche robot-terminator fa cilecca e precipita al suolo, come é successo l'altra sera nella bassa regione dello Shabelle, vicino alla cittadina di Merka, a Sud di Mogadiscio, ben al di là del ristretto raggio dell'autorità 'governativa' ufficiale (che si limita appunto a controllare la capitale e una breve fascia di territorio attorno ad essa), in una zona controllata dai guerriglieri di Al-Shabaab.

Gli Al-Shabaab contribuirono a dare alla Somalia la più lunga 'pausa' di ordine e legalità mai intervenuta nel corso della sua tormentata storia recente, quando, alcuni anni fa, riuscirono a prendere il controllo della capitale e di una vasta zona del territorio nazionale, imponendosi come guardiani della pace e stabilendo la legge delle Corti musulmane su regioni rimaste per anni preda dell'arbitrio del più forte. Ovviamente le ipocrite potenze occidentali gridarono all' "islamismo" e ad "al-qaeda" e convinsero la confinante Etiopia a invadere il paese per riprecipitarlo nella guerra civile.
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venerdì 26 agosto 2011

Due droni americani precipitano su Mogadiscio ieri notte, si parla di nuove ECM cinesi in grado di abbatterli!


Due droni Predator, robot assassini dell'Impero, sono precipitati in Somalia, tutti e due nella zona di Mogadiscio. Mentre chi ha a cuore le sorti della popolazione civile si sta mobilitando in questi giorni per cercare, con progetti di aiuto e sostegno, di porre un argine alla marea di sofferenza e disperazione generata dalla più grave siccità in sessant'anni, altri stati continuano a considerare la Somalia (e in generale tutta l'Africa) come nient'altro che una scacchiera per i loro giochi di egemonia imperialistica globale, come per esempio gli Usa, che ormai da anni hanno riempito il cielo del Corno d'Africa con le loro macchine omicide guidate a distanza.

Ma proprio la teleguida potrebbe costituire il 'tallone d'achille' dei terminator di Washington giacché sembra che i due droni schiantatisi al suolo (uno nei pressi dell'aeroporto internazionale di Aden Adde mercoledì sera, uno addirittura nel bel mezzo di Florenza Street, durante la notte) non siano rimasti vittime di guasti o di fuoco da terra ma invece abbiano avuto i delicati apparati elettronici di navigazione "fritti" dall'impulso di una contromisura elettronica, di origine cinese.

Di solito non é costume di questa testata azzardare ipotesi non confermate (non siamo mica Debkafile!) ma, crediamo opportuno ricordare ai nostri lettori come poco tempo fa diversi droni Usa abbiano fatto la stessa fine sopra l'Iran (i rottami vennero anche mostrati a una delegazione di tecnici russi in cambio di non meglio precisate 'contropartite') e, proprio in questi giorni, delegazioni ufficiali iraniane siano presenti nella capitale africana. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
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martedì 23 agosto 2011

Il Ministro degli Esteri iraniano arriva in Somalia con 25 tonnellate di aiuti umanitari, mentre a Teheran si preparano altri tre convogli di cibo e medicine per Mogadiscio!


Il Ministro degli Esteri iraniano, Ali Akbar Salehi, é arrivato in queste ore nella capitale somala, Mogadiscio, per rendersi personalmente conto delle necessità locali e della situazione umanitaria, nel paese africano devastato dalla carestia e dalle epidemie che a essa si sono accompagnate. Mentre i paesi occidentali e imperialisti, veri responsabili della tragedia del Corno d'Africa, non sanno fare di meglio che parlare e parlare della questione, oppure cercare di prenderla come scusa per una nuova occupazione militare del paese, la Repubblica iraniana non ha esitato a inviare sul campo uno dei suoi policymaker di punta, insieme a una delegazione della Mezzaluna rossa iraniana, per interfacciarsi direttamente con le autorità locali e prendere iniziative concrete di aiuto umanitario.

Il capo della diplomazia di Teheran visiterà i campi profughi dove si ammassano gli sfollati dalle regioni più colpite dalla siccità e supervisionerà gli sforzi della Mezzaluna rossa nell distribuzione di aiuti alimentari e sanitari. Nella giornata di ieri il quarto convoglio di aiuto iraniano, compendente 25 tonnellate di riso e cereali é stato consegnato alle autorità somale e ai gruppi umanitari già operanti nel paese. La Repubblica islamica ha già inviato oltre 120 tonnellate di cibo e medicinali nell'ex-colonia italiana.

Il capo della Mezzaluna rossa iraniana, Abolhassan Fakih ha dichiarato che il quinto e il sesto convoglio di aiuti stanno venendo preparati all'aeroporto militare di Payam, 40 chilometri a Ovest di Teheran, dopodiché un settimo convoglio, questa volta navale e consistente in ben cinquemila tonnellate di aiuti, partirà alla volta del Corno d'Africa. La peggiore siccità in 60 anni, più grave anche di quella che colpì la regione negli anni '80, ha coinvolto circa 12 milioni di persone tra Etiopia, Kenya e Somalia. La Repubblica iraniana é convinta che aiutare la Somalia a uscire dall'emergenza umanitaria prima, e a trovare una sua stabilità politica poi, sia la via maestra anche per risolvere problemi come quello della pirateria nelle acque del Golfo di Aden e nell'Oceano Indiano occidentale.
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