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martedì 30 settembre 2014

Abbas Shuman di Al-Ahzar condanna e 'scomunica' ufficialmente l'ISIS e la sua ideologia!

Il cosiddetto 'Stato Islamico di Irak e Levante', altrimenti noto come ISIS/Daash, è nelle parole del Vice-gran mufti della Moschea di Al-Azhar, una delle istituzioni religiose più autorevoli della galassia sunnita, un movimento che “non appartiene alla religione islamica. L’ISIS e le altre organizzazioni terroristiche a esso collegate sono gruppi barbari e criminali, contro la cui ideologia ci siamo già espressi in passato e continueremo a farlo fin quando esisteranno”.

In un’intervista ad Aki-Adnkronos International, Abbas Shuman ha parlato anche dei metodi di proselitismo dell’ISIS, mettendo in guardia i giovani dal rischio di imbattersi sul web nei militanti del gruppo estremista. “I giovani – spiega il numero due di Al-Azhar – devono mostrare saggezza e accogliere solo quelle idee che corrispondono al vero Islam, rifiutando l’ideologia estremista”.

“I giovani che vogliono la pace e cercano il vero Islam devono allontanarsi dalla propaganda promossa da questa organizzazione che nulla ha a che vedere con il Jihad, ma solo con gli spargimenti di sangue che sono un grave peccato”, prosegue il religioso.

Nella lotta all’ISIS – ha poi aggiunto – possono avere un ruolo di primo piano le comunità e i musulmani che vivono in Occidente e che si “devono impegnare per diffondere i veri principi dell’Islam, che sono la tolleranza, il rispetto e l’accettazione dell’altro”.

mercoledì 17 aprile 2013

Marzouk al Cairo si scaglia contro John Kerry e contro ogni prospettiva di 'trattativa' col Regime Ebraico!

Il dr. Moussa Abu Marzouk, vicsegeretario del Politburo di Hamas e noto 'ingegnere' del tradimento con cui il già 'Movimento di Resistenza' si é venduto ai desiderata sauditi e qatarioti allontanandosi da Siria, Iran ed Hezbollah, é intervenuto a una kermesse organizzata in suo onore dall'Università di Al-Azhar che ha coinvolto i rappresentanti del Corpo Discente dell'Ateneo, la Coalizione per il Sostegno ad Al-Quds Occupata e l'Accademia di Palestina e Bayt al-Maqdis.

Nel corso della "soirée" il leader di Hamas si é scagliato a più riprese contro i recenti tentativi del Segretario di Stato John Kerry di far "ripartire" i negoziati tra Autorità Nazionale Palestinese (o meglio quel che ne rimane, il moncone cisgiordano egemonizzato da Fatah) e il regime ebraico di occupazione della Palestina. "Kerry" ha denunciato Marzouk "vuole vendere sogni e illusioni a quei Palestinesi ancora abbastanza ingenui da credere che si possa ottenere qualcosa sedendosi a un tavolo con gli occupanti sionisti".

Marzouk ha correttamente indicato che, iniziati per durare 5 anni, i 'colloqui di pace' con Israele sono arrivati a durarne 17 senza che alcuna delle questioni che avrebbero dovuto venire risolte da essi (confini, acqua, status dei rifugiati e status di Al-Quds occupata) sia stata anche solo sfiorata da un barlume di soluzione; in compenso in questi 17 anni Israele ne ha approfittato per annettersi sempre più terra con insediamenti illegali, rubare sempre più acqua e risorse naturali e fare di tutto per evitare di discutere un serio ritiro oltre i confini del 1967.

Se Marzouk ha un'idea così chiara della futilità di trattative con Israele allora ci domandiamo, come mai ha voluto asservire il proprio movimento a quegli Stati che DA SEMPRE sono i migliori alleati e servitori dei desideri israeliani (basta vedere la situazione in Siria)??

Aspettiamo una spiegazione.

martedì 22 gennaio 2013

Wahabismo (sunnismo estremista) e sciismo estremista: l'Islam diviso che piace allo Zio Sam

Riprendiamo un interessante e illuminante articolo dal sito-web italiano di IRIB.
Yaser Yahia Abdollah Al Habib, è una sorta di telepredicatore sciita, di origini kuwaitiane, attivo da qualche tempo in Inghilterra, conosciuto in un certo ambiente come il "nemico numero uno del wahabismo". Ora, una persona dotata di intelletto, che conosce come stanno le cose nel mondo, sa benissimo che la corrente wahabita (secondo alcuni una sorta di sunnismo estremista) all'interno dell'islam è quella più reazionaria e conservatrice, antisunnita e antisciita, spesso tra le altre cose, intima collaboratrice degli interessi coloniali occidentali nel mondo islamico. Quindi uno potrebbe pensare: "se il sig. Al Habib è nemico dei reazionari, allora è un rivoluzionario autentico antimperialista".

Ma le cose non stanno affatto così, anzi.

Questo presunto religioso sciita, a cui mancano del tutto le severe credenziali teologiche che un vero sapiente sciita deve possedere, attraverso messaggi mediatici svolge una funzione del tutto particolare (e preoccupante). Egli è molto giovane, per un periodo breve finì in carcere in Kuwait, e poi, grazie alle "strane" pressioni degli inglesi fu liberato e portato a Londra, dove risiede tutt'ora. In poco tempo, grazie evidentemente alla collaborazione delle autorità di Sua Maestà, è riuscito a fondare un canale satellitare e delle riviste religiose e politiche.

Questo baldanzoso giovanotto di trentasei anni, è diventato famoso qualche anno fa, quando in una cerimonia in Inghilterra, insultò pubblicamente Aisha, una delle mogli del profeta Muhammad. Il risultato di tali insulti fu che alcuni musulmani sunniti, che hanno molto rispetto per Aisha, lo hanno ferocemente criticato, lanciandosi anche in acrimoniosi commenti contro gli sciiti, facendo di ogni erba un fascio.
A gettare acqua sul fuoco allora ci pens l'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione Islamica iraniana con una fatwa, nella quale egli diceva apertamente che insultare le mogli dei profeti, ed in particolare del profeta Muhammad, era islamicamente inaccettabile e condannabile. Questa fatwa presto si diffuse in tutto il mondo, e le emittenti dei paesi arabi e islamici la pubblicarono. Anche le guide di Al Azhar in Egitto, principale centro dell'islam sunnita, accolsero l'editto con favore.

Ovviamente Al Arabya, la voce del governo wahabita saudita censurò la fatwa che toglieva argomenti agli estremisti sunniti per i loro attacchi contro la Shia e gli sciiti, che invece erano facilitati dal messaggio irriguardoso del sedicente 'sapiente' sciita londinese. Ciò dimostra da un lato la, nel migliore dei casi, stoltezza del telepredicatore sciita a Londra, se non la sua vera e propria complicità con gli agenti del colonialismo (questa ipotesi è molto più plausibile).

D'altro canto tutto ciò ci aiuta a capire che la linea dell'Ayatollah Khamenei è l'unica, sostenuta anche da altri grandi sapienti, che possa portare ad una politica di unità tra musulmani, in antitesi da certi sciiti estremisti, che in modo consapevole o meno, vogliono fare la stessa cosa che fanno gli wahabiti, creare scompiglio tra i musulmani, per applicare la politica colonialista del divide et impera. Wahabismo (sunnismo estremista) e sciismo estremista, sono due facce della stessa medaglia, quella medaglia che l'imam Khomeini chiamava "islam americano".
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