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sabato 22 dicembre 2012

Boicotta! Disinvesti! Sanziona! Veolia perde un appalto a Londra per i suoi rapporti con l'Apartheid sionista!

Veolia, la compagnia già oggetto di stigma per la sua partecipazione (poi ritirata) al progetto di metropolitana leggera tra gli insediamenti ebraici illegali in Cisgiordania é finita ancora una volta nel mirino degli attivisti filo-palestinesi che l'hanno costretta a ritirarsi dalla gara per l'assegnazione di un appalto londinese per la costruzione di un termovalorizzatore che producesse energia elettrica dai rifiuti distrutti.

Infatti Veolia continua a profittare di lucrosi contratti con il regime di apartheid sionista, come quello che la vede responsabile della gestione della discarica di Tovlan (si vede che si sentono ad agio tra i rifiuti!) e, per questo motivo, la campagna BDS contro il sostegno e il collaborazionismo economico con Tel Aviv si é scatenata contro la partecipazione all'appalto londinese.
Nella campagna é stato coinvolto anche il Responsabile ONU per il Rispetto dei Diritti Umani a Gaza e nei territori occupati, Richard Falk, che aveva inviato una lettera aperta a fine novembre all'autorità londinese competente raccomandando di non accettare le offerte di Veolia. Ora, in conseguenza di questa vasta e profonda mobilitazione, la multinazionale ha deciso di ritirarsi dalla competizione: segno che la campagna BDS può e deve intensificare i propri sforzi per l'isolamento economico del regime razzista israeiano.
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domenica 30 ottobre 2011

Il Consiglio islamico di Gerusalemme si congratula coi Sauditi per la loro decisione coraggiosa!


L'Alto Consiglio islamico nella Gerusalemme occupata ha accolto con entusiasmo la notizia della coraggiosa decisione presa dal Governo saudita di escludere la compagnia francese Alstom dalla costruzione della linea ad alta velocità Haramanin che unirà le prime due città sante dell'Islam, La Mecca e Medina. Causa della decisione sono stati gli inaccettabili rapporti tra la Alstom e i progetti di occupazione del regime ebraico in Palestina.

Il Capo del Consiglio, Sceicco Ikrima Sabri ha dichiarato alla Quds Press che questa decisione é un utile ammaestramento per tutti coloro che tuttora fanno affari o si lasciano coinvolgere con il regime di occupazione rendendosi così direttamente o indirettamente complici degli attentati che quest'ultimo porta avanti contro la natura araba e musulmana di Al-Quds (Gerusalemme), terza città santa dell'Islam.

Lo Sceicco Sabri ha quindi lanciato un appello alle nazioni arabe affinché prestino particolare attenzione a Gerusalemme e alle sue tribolazioni e facciano sentire la loro voce e il loro sostegno a favore della lotta degli abitanti arabi e musulmani, messi in pericolo dai folli progetti sionisti di "giudaizzazione forzata" della città. La ferrovia ad alta velocità verrà realizzata da una joint venture spagnola-saudita; la Alstom già in passato era incorsa nello stigma per le sue attività a favore del regime ebraico, come la costruzione di una linea ferroviaria su territorio occupato, venendo esclusa dal basket del fondo pensione svedese AP7 e vedendo liquidate le quote d'investimento sottoscritte dalla banca olandese ASN per "motivi di incompatibilità etica".

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giovedì 27 ottobre 2011

Vittoria della campagna di boicottaggio anti-apartheid! L'Arabia Saudita cancella il contratto con la Alstom per l'Alta Velocita!


La linea ferroviaria ad alta velocità La Mecca-Medina. che in futuro collegherà i due maggiori luoghi santi della fede musulmana non avrà nemmeno un bullone della francese Alstom, compagnia impegnata in diversi progetti su terra palestinese occupata e rubata dal regime sionista, lo ha deciso in queste ore la board di direzione della società ferroviaria di Riyadh, in risposta a mesi di sollecitazioni e pressioni da parte della campagna internazionale di Boicottaggio anti-Apartheid.

Questo grande successo del movimento BDS dimostra come chiunque si metta in affari col regime ebraico lo faccia a proprio rischio e pericolo e, nel caso avesse precedenti o parallele interessenze in progetti o contratti con paesi arabi e musulmani é molto probabile che li veda andare in fumo, con perdite finanziarie decisamente superiori ai guadagni realizzabili dai contratti con Tel Aviv.

L'alta velocità saudita verrà realizzata da un consorzio di aziende spagnole e locali; la campagna europea per il boicottaggio anti-sionista, denominata "Dignità" ha espresso la propria grande soddisfazione alla diffusione della notizia, sottolineando come questo successo spronerà dirigenti e attivisti a prodursi in sforzi ancora più grandi, con l'obiettivo di isolare sempre più il regime dell'Apartheid e causargli il massimo di danno economico.
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lunedì 10 ottobre 2011

Anche l'Iniziativa Europea contro il Muro chiede ai Sauditi di escludere Alstom dall'appalto Mecca-Medina!

Nel recente passato avevamo dato spazio all'appello dell'ex-Mufti di Gerusalemme che aveva invitato il sovrano saudita a escludere la compagnia francese Alstom dalla gara d'appalto per una linea ferroviara ad alta velocità che dovrà collegare i primi due luoghi sacri dell'Islam, le città sante di La Mecca e Medina; ragione dell'appello il coinvolgimento profondo della compagnia transalpina nei progetti di giudaizzazione forzata di Gerusalemme (terza città santa dei Musulmani) anche attraverso la costruzione della 'ferrovia leggera' che collega la città con gli insediamenti ebraici illegali (e solo con quelli).

Adesso un appello di identica natura arriva anche dal gruppo europeo per i Diritti umani EIRWS, European Initiative for the Removal of the Wall and Settlements, il cui Segretario Amin Abu Rashid (foto sopra) ha a sua volta accusato la Alstom "di aver direttamente contribuito con i suoi lavori a facilitare il disegno sionista di cambiare la realtà demografica di Gerusalemme, in diretto contrasto con le raccomandazioni del Diritto internazionale). Il regime ebraico infatti occupa Gerusalemme Est militarmente e le leggi internazionali proibiscono alle potenze occupanti di colonizzare o comunque alterare il makeup etnico delle zone occupate.

Abu Rashid ha messo in guardia la Corte di Saoud dal proseguire rapporti commerciali con la Alstom anche perché se lo facesse le compagnie concorrenti si vedrebbero a loro volta incoraggiate ad allacciare rapporti commerciali con l'occupazione sionista, in un momento in cui é anzi vitale intensificare la campagna di boicottaggio e disinvestimento in maniera da colpire l'Apartheid israeliano con particolare forza, visto il momento di stagnazione economica che sta costringendo diverse compagnie israeliane alla liquidazione o alla riduzione delle attività.
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domenica 2 ottobre 2011

Ex-Mufti di Gerusalemme chiede alla Casa reale saudita: "Non faccia affari con chi collabora con l'occupante sionista!"


L'ex Gran Mufti di Gerusalemme Ekrima Sabri ha lanciato un appello alla Casa regnante saudita invitandola a usare "strumenti di pressione economica" per difendere Gerusalemme, terzo luogo sacro dell'Islam, minacciata dalla pulizia etnica della 'giudeizzazione forzata', argomentando che, in quanto custode delle prime due città sante musulmane (La Mecca e Medina) la Casa di Saoud dovrebbe sentire un 'imperativo morale' a difendere anche Al-Quds.

Il religioso ha invitato il sovrano saudita e i suoi parenti a bocciare le offerte per appalti multimiliardari di linee ferroviarie ad alta velocità proposte dalla francese Alstom, partner di Israele in numerosi progetti anche nelle colonie illegali e nei territori occupati.

Il fondo-pensione svedese AP7 ha recentemente inserito la compagnia sulla sua 'lista di proscrizione' per la mancanza di "garanzie etiche"; l'iniziativa ribadisce l'importanza del boicottaggio delle compagnie che si abbassano a cooperare con regimi disumani e razzisti, specialmente in questo periodo di recessione economica, dove anche un modesto disinvestimento può causare contraccolpi enormi (vedi il fallimento dell'Agrexco).

Il Movimento BDS si é dato appuntamento a Beirut lo scorso mercoledì per lanciare una campagna coordinata contro la Alstom.
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mercoledì 1 dicembre 2010

Boicotta, disinvesti, sanziona! Veolia abbandona progetto in Israele!!


Veolia, il colosso transalpino dell'Ingegneria, ha ritirato la propria partecipazione al progetto di una metropolitana leggera/people mover che dovrebbe collegare la parte israeliana di Gerusalemme con le colonie illegali di ultranazionalisti ebrei, costruite su terra rubata ai Palestinesi, attraversando la parte Est della città, arbitrariamente occupata dai sionisti dopo la guerra del 1967.

Yoni Yitzhak, portavoce per Israele della compagnia francese, ha comunicato in uno stringato press-release che la dirigenza del gruppo ha deciso di vendere la propria quota di partecipazione al progetto alla compagnia di autobus e corriere Egged, una firm israeliana cui mancano l'esperienza e il know-how di un gruppo come Veolia.

Portavoce della compagnia maggioritaria dell'impresa, l'israeliana Dan, hanno annunciato che quereleranno la Veolia per infrazione di obblighi contrattuali, reclamando un'opzione prioritaria per la quota lasciata dai Francesi. Lo scorno e la rabbia degli israliani sono evidenti nelle loro dichiarazioni: "E' tutta colpa dei gruppi di pressione filoarabi e filopalestinesi!" dice Eitan Fixman, portavoce della Dan, sbracciandosi con i reporter stranieri, "Queste associazioni hanno fatto pressioni su Veolia fin dal 2009 e, come risultato, la ditta francese sta staccando la spina a tutte le sue partecipazioni che coinvolgano a qualsiasi livello territori occupati come Gerusalemme Est e gli insediamenti".

Ma questo non é che un risultato parziale per gli attivisti della campagna BDS, che mira a costringere Israele a cessare le sue politiche di annessione di terre occupate e Apartheid contro i Palestinesi attraverso boicottaggi, pressioni sugli investitori e infine l'applicazione di vere e proprie sanzioni internazionali; infatti portavoce del BDSMovement hanno dichiarato che il ritiro delle compagnie internazionali (anche Alstom sembra sul punto di vendere la sua quota a un consorzio israeliano) indica come l'isolamento internazionale di Israele cominci a diventare realtà e che, tramite la continua pressione su altri investitori, questo vero e proprio 'embargo del know-how' cominci a incidere sensibilmente sull'economia dello Stato sionista.

Oltre che in Francia ed Europa la compagnia per "deragliare" Veolia ed Alstom fuori dalla metropolitana leggera di Gerusalemme ha avuto contributi importanti anche negli Stati arabi, alcuni dei quali hanno minacciato di far saltare contratti ben più lucrosi se le compagnie occidentali non si fossero ritirate dal progetto.