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lunedì 11 giugno 2018

Arabia Saudita e altre petromonarchie "offrono" 2 miliardi e mezzo di $ alla Giordania per incatenarla sempre di più ai loro folli piani!


QUANTA FRETTA! 
MA DOVE CORRI? 
DOOOO-VE VAI? 
SE CI ASCOLTI, PER UN MOMENTO CAAAAA-PI-RAI, 
LUI E' IL GATTO, E IO LA VOLPE, 
SIAMO IN SOCIE-TA'! 
DI NOOOOI, TI PUOOOOI FIDAAAAR!

Se mettessimo con Photoshop a reuccio Abdallah di Giordania un cappello giallo e un naso di legno, non faremmo niente di sbagliato!
(AGGIORNAMENTO: Ce li abbiamo messi! :D )

La foto (d'archivio, visto che Mohammed bin Salman é sempre uccel di bosco) ben sintetizza quel che é successo alla Mecca oggi, dove i gattoni e volponi sauditi, kuwaitiani ed emiratini hanno abbindolato il Pinocchio di Amman facendogli balenare davanti agli occhi tanti zecchini d'oro.

venerdì 18 agosto 2017

Confusione Mentale! Siti e social jihadisti sauditi pensano di essere vittime di un "complottone" american-turco-iraniano!

Per essere wahabiti, si sa, é necessario mancare di qualche rotella.

Ma per produrre una mappa come quella che presentiamo qui sopra (circolata negli ultimi giorni su siti jihadisti e su social network wahabiti presenti in Arabia Saudita) bisogna essere preda del marasma mentale più completo.

Credere che Stati Uniti d'America, Turchia e Iran siano 'partner' in un completto per smembrare l'Arabia Saudita vuol dire ignorare completamente l'attualità geopolitica.

La Turchia, una volta fedelissima alleata degli Usa ha raffreddato moltissimo le sue relazioni con Washington all'indomani del fallito golpe dell'estate scorsa.

domenica 28 settembre 2014

Ex-ufficiale saudita fonda movimento di resistenza mirato contro la dinastia dei Saoud!

Un ex ufficiale dell'Esercito saudita ha annunciato via web la formazione di un 'Movimento di Liberazione della Penisola Araba', che si prefigge lo scopo primario di detronizzare la Casa di Saoud e dare un nuovo assetto (che si presumerebbe democratico) allo Stato attualmente retto da una delle ultime monarchie assolute della terra.

Dakheel al-Qahtani, questo il nome dell'autore della dichiarazione, nel suo messaggio indica nella 'enorme corruzione' e nella 'subservienza a interessi stranieri' i principali motivi che rendono la Casa di Saoud inabile a continuare il suo regime che "lavora attivamente contro gli interessi del Popolo e del Paese".

Non é chiaro se la nuova organizzazione debba venire considerata un movimento nazionalista o religioso, visto che nel suo appello costitutivo non mancano slogan avvicinabili all'una o all'altra visione; in passato già si era parlato di un'organizzazione anti-saudita attiva nelle province occidentali del paese (l'Hijaz), ma ultimamente essa non ha più rilasciato dichiarazioni o intrapreso attività.

sabato 31 maggio 2014

Ecco come i sauditi, finanziatori di terroristi takfiri ed eretici wahabiti "curano" e "proteggono" le Santità della Mecca!!

Quello che vedete nella foto é uno spigolo della Kaaba, detta anche "Baytu l-Haram", il 'Sancta Sanctorum' dell'Islam, conservato al centro della Grande Moschea della Mecca, per poter vedere e toccare il quale milioni e milioni di fedeli si mobilitano in pellegrinaggio ogni anno.

Ebbene, si vede anche un gendarme saudita adagiato contro l'angolo di Sud-Est della Kaaba, detto "Della Pietra Nera" e riconoscibile in quanto il più vicino all'entrata (gli altri angoli sono detti "Angolo Yemenita" -SO-, "Angolo Siriano" -NO-, "Angolo Irakeno" -NE-). A parte il fatto di stare reclinato contro una struttura di incredibile santità come se fosse un carretto di gelati, il militare di Riyadh poggia anche un piede contro il suo basamento.

E non importa che il basamento sia solo un gradino di pietra rialzato aggiunto nel 1627 per proteggere la Kaaba da possibili inondazioni (piogge torrenziali nella cattiva stagione furono in passato rilevate anche alla Mecca); il solo fatto che nel mondo arabo per significare sdegno e schifo a qualcuno o qualcosa gli si tirino o gli si mostrino le scarpe é sufficiente a spiegare anche ai non-musulmani la profanità di tale gesto.

Questa é la maniera in cui i sovrani di Casa Saoud, che finanziano e foraggiano gruppi di estremisti religiosi al limite dell'eresia per il loro fanatismo 'curano' e 'proteggono' le Santità islamiche; già le loro "allegre" pratiche immobiliari che selvaggiamente distruggono le testimonianze archeologiche delle devozioni del passato hanno suscitato molte critiche nell'Umma; non dubitiamo che questa foto faccia sorgere ulteriore scandalo sul modo in cui i Saoud amministrino la Mecca e Medina.

mercoledì 13 giugno 2012

Gruppo musulmano di Resistenza promette di rovesciare Casa Saoud e liberare Medina e La Mecca!

Un gruppo di Resistenza chiamato "Fratelli Fedeli per la Liberazione dell'Hiyaz" ha annunciato la propria costituzione in Arabia Saudita, proclamando nel contempo i propri obiettivi programmatici che vertono attorno all'estromissione di Casa Saoud e dei suoi manutengoli dal controllo dei luoghi sacri islamici Makkah (La Mecca) e Medina. L'Hiyaz é la costiera occidentale della penisola araba e non é mai stata sotto il controllo dei Saoud fino al 1925 quando essi la usurparono al suo Re legittimo Hussein ben Ali.
La costituzione di un gruppo di Resistenza al corrotto potere di Casa Saoud nell'Ovest del paese dimostra quanto profondo sia il disincanto e il malcontento per le politiche di Re Abdallah e parenti non soltanto nelle province sciite del Golfo Persico (oramai da mesi e mesi in stato di agitazione e, secondo alcuni osservatori, mature ormai per l'aperta ribellione contro Riyadh) ma anche in altre zone del Paese.
Secondo il messaggio recapitato dai 'Fratelli Fedeli' all'agenzia 'Arabi Press' molla per la formazione del gruppo sarebbe stata la volontà di "porre il popolo nella posizione di decidere il proprio fato e rappresentare le proprie istanze in un regime sinceramente islamico". Il gruppo quindi denuncia la pretesa di legittimazione religiosa di Casa Saoud in quanto custode dei luoghi sacri dell'Umma, uno dei baluardi della politca egemonica di Abdallah e dei suoi precedenti.
  Il gruppo richiama l'attenzione sulla necessità di una autentica alternanza al potere anche in Arabia Saudita e sul dovere dell'Autorità di favorire la diffusione della ricchezza petrolifera attraverso la società. Casa Saoud nel messaggio viene definita come "Pinnacolo di ipocrisia nel mondo islamico e occupante illegale di Makkah e Medina". Bisogna risalire indietro nel tempo nel 1979 per trovare un tentativo di sottrarre i luoghi santi dell'Islam al controllo della casata saudita, allora portato avanti armi alla mano da un gruppo di millenaristi musulmani guidati da Juahiman ben Mohammad ben Saif al Otaibi.
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sabato 5 novembre 2011

Re Saoud gioca a fare il generoso con alcuni ex-prigionieri palestinesi; quando lo farà con la Palestina nel suo complesso?


Il regime ebraico dell'Apartheid non cessa di vessare gli eroi che sono emersi dalle sue buie e crudeli galere grazie alla grande vittoria di Hamas nemmeno dopo averli rilasciati, é quanto si evince dalla notizia, filtrata nei giorni scorsi, che le autorità dell'occupazione sionista avrebbero respinto senza addurre giustificazione alcuna le richieste di transito di alcuni ex-prigionieri che, per festeggiare la loro ritrovata libertà, erano stati invitati a prendere parte all'Haji, il rituale pellegrinaggio ai luoghi santi dell'Islam: la Mecca e Medina.

Tuttavia, gli aspiranti pellegrini, che stavano modestamente viaggiando su una corriera e si sono visti respingere al varco di confine del Ponte Hussein verso la Giordania, non hanno dovuto rinunciare alla prospettiva di prendere parte all'importante rito religioso che culmina proprio oggi, nella giorno della vigilia dell'Eid al-Adha, visto che, come in un racconto delle Mille e Una Notte per esplicito ordine di Re Abdullah el-Saoud uno dei jet privati della flotta reale saudita é stato inviato nei territori occupati per raccoglierli e condurli direttamente alla Mecca.

I gesti di 'pietas' sono sempre ammirevoli e commendevoli (lo sono di più quando rimangono segreti e non ricevono coverage mediatico, ma vabbé...) quello che speriamo, che ci auguriamo sempre é che l'ultimo regnante assoluto della Terra, oltre che giocare a fare il 'buon califfo' con alcuni Palestinesi presi individualmente acquisti finalmente la consapevolezza che un sostegno coerente e deciso alla Causa palestinese nel suo insieme renderebbe questi piccoli 'beau gestes' non necessari, visto che, senza l'occupazione e l'oppressione sionista i pellegrini di Palestina non avrebbero bisogno di jet reali che li vadano a prendere. Chissà, forse, se tale epifania non toccherà la coscienza di Re Saoud magari rischiarerà quella del suo successore...

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giovedì 27 ottobre 2011

Vittoria della campagna di boicottaggio anti-apartheid! L'Arabia Saudita cancella il contratto con la Alstom per l'Alta Velocita!


La linea ferroviaria ad alta velocità La Mecca-Medina. che in futuro collegherà i due maggiori luoghi santi della fede musulmana non avrà nemmeno un bullone della francese Alstom, compagnia impegnata in diversi progetti su terra palestinese occupata e rubata dal regime sionista, lo ha deciso in queste ore la board di direzione della società ferroviaria di Riyadh, in risposta a mesi di sollecitazioni e pressioni da parte della campagna internazionale di Boicottaggio anti-Apartheid.

Questo grande successo del movimento BDS dimostra come chiunque si metta in affari col regime ebraico lo faccia a proprio rischio e pericolo e, nel caso avesse precedenti o parallele interessenze in progetti o contratti con paesi arabi e musulmani é molto probabile che li veda andare in fumo, con perdite finanziarie decisamente superiori ai guadagni realizzabili dai contratti con Tel Aviv.

L'alta velocità saudita verrà realizzata da un consorzio di aziende spagnole e locali; la campagna europea per il boicottaggio anti-sionista, denominata "Dignità" ha espresso la propria grande soddisfazione alla diffusione della notizia, sottolineando come questo successo spronerà dirigenti e attivisti a prodursi in sforzi ancora più grandi, con l'obiettivo di isolare sempre più il regime dell'Apartheid e causargli il massimo di danno economico.
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domenica 16 ottobre 2011

Hanyieh: "Oggi abbiamo liberato mille fratelli e sorelle, domani libereremo Gerusalemme e la Santa Al-Aqsa!"


Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha dichiarato che i suoi sentimenti di gioia per il rilascio dei prigionieri politici dalle carceri sioniste non saranno completi fino a quando anche quelli che per ora non é stato possibile far rilasciare non saranno finalmente liberi.

Haniyeh ha rilasciato queste dichiarazioni nel sermone del venerdì che é servito anche da augurio di buon viaggio ai pellegrini cui é stato permesso di lasciare la Striscia di Gaza per recarsi alla Mecca: "La nostra gioia e la nostra Vittoria non saranno complete fino a quando non saranno liberi ogni metro della nostra terra e ogni singolo detenuto politico. Oggi liberiamo mille fratelli, domani libereremo gli altri, insieme ad Al-Quds e alla Santa Moschea di Al-Aqsa".

Il Premier ha descritto l'accordo come un ottimo compromesso che, facendo rilasciare tutte le donne, molti ergastolani e altri detenuti con pene molto lunghe rafforzerà l'unità e la coesione del popolo palestinese, sia esso a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme o nei territori occupati del '48, tutti i Palestinesi celebreranno il rilascio, una vittoria ottenuta con la dedizione, la determinazione e la capacità di lottare e soffrire".
Haniyeh ritratto durante il suo 'Haji' alla Mecca.
Haniyeh ha raccomandato ai pellegrini di portare un messaggio a tutta l'Umma musulmana: "Ci sono migliaia e migliaia di altri detenuti nelle carceri dell'occupazione, la Palestina stessa langue occupata, Gerusalemme, terzo luogo santo della Fede, é assediata e offesa ogni giorno; il vostro messaggio all'Umma deve essere quello di correre in aiuto a Gaza, ad Al-Quds, non dimenticare la Palestina e i suoi profughi".
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lunedì 10 ottobre 2011

Anche l'Iniziativa Europea contro il Muro chiede ai Sauditi di escludere Alstom dall'appalto Mecca-Medina!

Nel recente passato avevamo dato spazio all'appello dell'ex-Mufti di Gerusalemme che aveva invitato il sovrano saudita a escludere la compagnia francese Alstom dalla gara d'appalto per una linea ferroviara ad alta velocità che dovrà collegare i primi due luoghi sacri dell'Islam, le città sante di La Mecca e Medina; ragione dell'appello il coinvolgimento profondo della compagnia transalpina nei progetti di giudaizzazione forzata di Gerusalemme (terza città santa dei Musulmani) anche attraverso la costruzione della 'ferrovia leggera' che collega la città con gli insediamenti ebraici illegali (e solo con quelli).

Adesso un appello di identica natura arriva anche dal gruppo europeo per i Diritti umani EIRWS, European Initiative for the Removal of the Wall and Settlements, il cui Segretario Amin Abu Rashid (foto sopra) ha a sua volta accusato la Alstom "di aver direttamente contribuito con i suoi lavori a facilitare il disegno sionista di cambiare la realtà demografica di Gerusalemme, in diretto contrasto con le raccomandazioni del Diritto internazionale). Il regime ebraico infatti occupa Gerusalemme Est militarmente e le leggi internazionali proibiscono alle potenze occupanti di colonizzare o comunque alterare il makeup etnico delle zone occupate.

Abu Rashid ha messo in guardia la Corte di Saoud dal proseguire rapporti commerciali con la Alstom anche perché se lo facesse le compagnie concorrenti si vedrebbero a loro volta incoraggiate ad allacciare rapporti commerciali con l'occupazione sionista, in un momento in cui é anzi vitale intensificare la campagna di boicottaggio e disinvestimento in maniera da colpire l'Apartheid israeliano con particolare forza, visto il momento di stagnazione economica che sta costringendo diverse compagnie israeliane alla liquidazione o alla riduzione delle attività.
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