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lunedì 7 maggio 2018

"Mufti" terrorista abbattuto da ignoti attentatori nel villaggio di Umm Atabah: lotta intestina o commando siriani all'opera?

Ogni volta che veniamo a conoscenza dell'assassinio di un leader dei terroristi "barbouzes" sentiamo di dover festeggiare e questa volta non fa assolutamente eccezione.

Purtroppo non siamo riusciti a ottenere una foto precisa della carcassa del ciabattaro in questione, perciò avvertiamo che lo scatto che trovate in apertura dell'articolo proviene dal nostro repertorio.

Tanto le carogne takfire, specie quando sono stese con le ciabatte al sole, si somigliano un po' tutte.

martedì 9 dicembre 2014

Ex-mufti libico al soldo del Qatar (e dell'ISIS) incita contro il Governo legittimo dai microfoni di agenzia stampa turca!

Abbiamo spiegato più volte nei nostri articoli che la dolorosa guerra civile che sta travagliando la Libia non é altro che il frutto avvelenato delle mire espansionistiche Turche e Qatariote che hanno approfittato e 'dirottato' l'iniziale esplosione di malcontento anti-gheddafi per creare dal nulla una nuova 'primavera araba' che servisse unicamente i loro interessi a costo di precipitare il paese nordafricano (come é successo) nel caos e nel sangue.

Visto che adesso le milizie islamiste di Bengasi e di Misurata stanno lentamente perdendo la preminenza che avevano guadagnato (il capoluogo di cirenaica é quasi caduto sotto l'offensiva congiunta dell'Esercito governativo e del Signore della Guerra Haftar), mentre ora sono le posizioni islamiste al confine con la Tunisia a finire sotto il fuoco degli elicotteri, Ankara e Doha stanno mobilitando i loro pupazzi per correre ai ripari.

Tale burattino é l'Ex-mufti di Libia Sadeq al-Ghiryani il quale parlando ai microfoni dell'agenzia turca Anadolu ha lanciato appelli ai Libici all'estero di accorrere in patria per combattere quelle che con sprezzo del ridicolo ha chiamato 'forze controrivoluzionarie'.

Al-Ghiryani ovviamente non ha alcuna autorità per lanciare tale appello visto che il suo incarico di Mufti gli é stato tolto un mese fa dal Parlamento legittimo del paese, infuriato per le sue dichiarazioni pro-milizie, pagate con i dollari di casa Al-Thani.

Il messaggio é chiaro, Ghiryani ovviamente non sta chiamando a raccolta "I Libici" ma tutti gli estremisti indottrinati dai bigotti predicatori ikhwaniti da tutti i paesi dove purtroppo sono presenti moschee pagate dall'Emiro del Qatar; così si estende l'influenza della Fratellanza Musulmana e gli errori teologici e religiosi che fanno comodo ai servi arabi dell'imperialismo americano e sionista!

L'unica consolazione é che se qualche feccia ikhwanita risponderà al richiamo del pastore di porci Ghiryani  e si recherà in Libia almeno non andrà in Irak o in Siria con gli altri fantocci ikhwaniti foraggiati dal Qatar e dalla Turchia che compongono l'ISIS.

lunedì 3 novembre 2014

AGGIORNAMENTO! Le forze di sicurezza irakene catturano il 'mufti' dell'ISIS Husam Naj!

Husam Naj, che ha usurpato il titolo onorifico dei saggi sunniti (Mufti), mettendosi al servizio del bigottismo wahabita, decretando con 'fatwe' grottesche e autoreferenziali la demolizione di luoghi sacri, lo scempio di secoli di cultura ed arte, e l'uccisione di innocenti in tutta la Provincia di Ninive, é caduto in mano alle forze di sicurezza irakene.

L'arresto é avvenuto nel corso dell'avanzata verso Mosul delle truppe regolari di Bagdad e dei loro corpi ausiliari.

Adesso per Naj verrà il momento di pagare per tutti i suoi enormi crimini; la Giustizia umana e divina lo pretende perché non é possibile perdonare chi scempia il Divino messaggio del Profeta dell'Islam per i propri scopi (che poi son quelli di Washington, Ankara, Doha e Tel Aviv).

domenica 30 giugno 2013

L'Esercito Libanese restituisce al Mufti sunnita di Sidone la mosche di Bilal Rabban, profanata dalle milizie takfire di Assir!

Una moschea, lo sappiamo benissimo, dovrebbe essere un pio luogo di preghiera e contemplazione, in cui l'animo umano, attraverso il messaggio del Profeta dell'Islam, sappia elevarsi per avvicinarsi all'Assoluto; purtroppo, sotto l'influenza dell'eresia wahabita, spesso le moschee vengono meno al loro scopo primario e vengono sminuite, vilipese, trasformate in sentine di odio e meschinità, i loro sacri locali trasformati in nidi di vipere che tramano morte contro vittime innocenti.

E' stato il caso, recentemente, della moschea di Bilal ben Rabban, a Saida/Sidone, nella parte meridionale del Libano; all'apice degli scontri tra la milizia takfira del superficiale e ignorante 'predicatore' Ahmad al-Assir e le forze armate regolari (sostenute e consigliate ad 'advisor' di Hezbollah) l'Armee Libanaise non ha avuto scelta ed é stata obbligata a violarla con le armi e a portare la caccia ai terroristi fin nei suoi locali. Proprio la conquista della moschea, base principale del movimento takfiro in città, ha segnalato la disfatta del gruppo, mandando il suo capo a rifugiarsi nella più vicina ambasciata del Qatar.

Adesso, con una cerimonia ufficiale, l'Esercito del Paese dei Cedri ha restituito la Moschea al Mufti sunnita di Sidone, Sceicco (lui sì con titolo valido!) Salim Sousan il quale, accettandola ha dichiarato pubblicamente che essa verrà riconsacrata al 'Vero ruolo delle Moschee dell'Islam, quello di servire la pietà, la conoscenza e la tolleranza". Sousan ha già nominato lo Sceicco Mohammed Abu Zeid come nuovo imam di Bilal Rabban.

Ancora una volta si vede come sunniti e sciiti, in Libano e in Siria non abbiano niente che li metta in contrasto o peggio in lotta tra loro e che i superficiali e rozzi 'sceicchi' wahabiti sono una minoranza infima, istigata e foraggiata dall'esterno (dal Qatar e dall'Arabia Saudita) che senza i petrodollari degli Emiri reazionari non conterebbero nulla e non potrebbero attrarre alcun seguace.

sabato 20 aprile 2013

Il Mufti di Tunisia si pronuncia contro gli estremisti che reclutano mercenari: "Contro Assad nessuna 'Jihad'!"

Il Mufti di Tunisi Othman Battik, massima autorità religiosa per i Musulmani sunniti del paese nordafricano ha usato il pulpito della scorsa preghiera del venerdì per lanciare il suo "altolà" ai predicatori estremisti che negli ultimi tempi hanno fatto opera di proselitismo se non di vero e proprio reclutamento al fine di inviare giovani fanatizzati a rimpinguare le fila dei mercenari qaedisti wahabiti pagati dagli Emiri sauditi e qatarioti e sostenuti da Usa, NATO e Israele contro il Governo del Presidente Assad e il popolo siriano, specialmente le minoranze cristiane, druse, sciite e alawite.

"Andare in un paese musulmano per uccidere altri musulmani e altri aderenti alle Religioni del Libro, nel tentativo di rovesciare un Governo eletto e sostenuto dal popolo di quel paese, non può, sotto alcun aspetto o sotto alcuna giustificazione, venire considerato come un atto di Jihad", ha dichiarato il Mufti sottolineando inoltre come le voci riguardo ai 'permessi' di violentare o comunque forzare a rapporti sessuali donne siriane rilasciati da certi 'imam' wahabiti "Dimostrano tutta la corruzione e l'abiezione morale di questi individui".

Pur apprezzando moltissimo ogni presa di posizione da parte di autorità politiche o spirituali contro il wahabismo e contro il complotto imperialista antisiriano ci domandiamo come mai il venerabile Othman Battik abbia aspettato tanto a lungo a lanciare il suo interdetto religioso, visto che la Siria é sotto l'attacco delle bande estremiste ormai da due anni.

Vista la recente stringa di importanti vittorie conseguite dalle forze regolari fedeli al Governo e al Presidente Assad pensiamo (male, ma 'andreottianamente' convinti di 'azzeccarci') che come molti papi, vescovi, bonzi, rabbini e altri personaggi spirituali anche al Mufti di Tunisia piaccia puntare sui cavalli sicuri.

martedì 19 marzo 2013

Il vicesegretario di Hezbollah esprime solidarietà ai sunniti per il codardo attacco ai due sceicchi!

Il Vicesegretario del movimento libanese Hezbollah, Sceicco Naim Qassem, ha echeggiato le parole del vertice del suo partito e di quello dell'altra principale formazione sciita, Amal, nel condannare senza mezzi termini l'aggressione recentemente patita dai due religiosi sunniti del 'Dar el-Fatwa', Sceicchi Mazen Hariri e Ahmed Fakhran, sorpresi mentre attraversavano il quartiere di Khandaq al-Ghamiq da una torma di giovani drogati che li hanno aggrediti e percossi.

Le dichiarazioni dei partiti sciiti sono state apprezzate dal capo del 'Dar el-Fatwa' il Gran Mufti sunnita Mohammed Qabbani, che ha correttamente individuato dietro l'increscioso episodio il tentativo di far lievitare la tensione settaria tra sunniti e sciiti. Il Gran Mufti recentemente ha preferito ritirarsi dall'amministrazione quotidiana dell'influente organizzazione sunnita che presiede, si dice per sottrarsi al 'pressing' di quelle figure che vorrebbero mobilitare anche gli strati non-estremisti della setta a favore dei terroristi wahabiti presenti in Siria.

Ovviamente, per screditare la politica moderata e di 'non-intervento' nelle faccende siriane propugnata da Qabbani niente "di meglio" (nell'ottica distorta degli amici dei terroristi) che riportare il Libano indietro di 30 anni al periodo delle rivalità etniche e religiose interne che contraddistinsero i periodi più bui della Guerra Civile del 1975-1990. "Non dobbiamo permettere a chi vuole manipolarci di raggiungere il proprio obiettivo" ha dichiarato il Gran Mufti Qabbani augurandosi che non solo i responsabili materiali dell'agguato ma chiunque vi sia dietro, vengano presto identificati e puniti.

lunedì 18 marzo 2013

Teppisti drogati attaccano sceicchi sunniti a Beirut durante un momento di delicata transizione politica!

I due sceicchi sunniti Mazen Hariri and Ahmed Fakhran stavano attraversando a piedi il quartiere di Khandaq al-Ghamiq quando sono stati circondati da una ventina di giovinastri evidentemente sotto l'effetto di sostanze psicotrope e insultati e strattonati; il grave incidente è capitato dopo un delicato annuncio da parte del capo dell'importante associazione sunnita "Dar el Fatwa", il Gran Mufti Mohammad Rashid Qabbani che ha comunicato la sua intenzione di ritirarsi dalle questioni di quotidiana amministrazione dell'organizzazione, in attesa che col prossimo 2014 il suo mandato venga a scadere. L'annuncio é stato interpretato da molti come un rifiuto del religioso di cedere alle pressioni provenienti da varie parti del campo politico-religioso sunnita che vorrebbero una maggiore mobilitazione della setta a favore dei mercenari terroristi attivi in Siria, che già cercano, con il sostegno di rozzi e ignoranti 'imam' autoproclamati (come lo 'Sceicco' Qassir) e di politici avventuristi e incoscienti (come Nadim Koteish, organizzatore della gazzarra dello scorso ottobre) di trasformare il "Paese dei Cedri" nel retrofronte del complotto imperialista anti-Assad.
Ovviamente gli assalitori dei due Sceicchi li hanno colpiti mentre attraversavano un rione a maggioranza sciita (Khandaq al-Ghamiq é roccaforte di Amal ed Hezbollah) ma non é affatto detto che essi stessi siano sciiti e si aspettano rivelazioni in merito dalle autorità di polizia che sembra siano riuscite a fermare alcuni degli aggressori. Amal ed Hezbollah, per conto loro, hanno subito condannato senza mezzi termini l'accaduto e hanno augurato che i responsabili vengano perseguiti con la massima durezza a prescindere da qualunque affiliazione politica o settaria.

Gli Sceicchi sono attualmente ricoverati con ferite superficiali nell'Ospedale Makassed nel quartiere di Tariq al-Jedideh. Il Ministro dell'Interno libanese Marwan Charbel ha dichiarato al canale tv 'Al-Jadeed' che a quanto pare gli aggressori fossero tutti sotto l'effetto dell'hashish quando hanno agito e che la ricerca non solo di quanti abbiano preso parte all'aggressione per poi fuggire, ma anche di eventuali istigatori e manipolatori del gruppo costituisce la priorità di tutte le forze di polizia e di sicurezza di Beirut e dintorni.

lunedì 11 marzo 2013

Il Supremo Consiglio dell'Iftaa sunnita invita tutti i Siriani a unirsi all'Esercito nella difesa della Patria!

Il Supremo Consiglio dell'Iftaa in Siria ha ufficialmente esteso un appello all'intero popolo affinché "Compia il suo dovere unendosi all'Esercito Arabo Siriano per difendere la Nazione, benedetta dal Paradiso e lodata dal Profeta, a fronteggiare la minaccia dell'aggressione straniera".

Il Consiglio si é appellato ai Siriani affinché continuino negli sforzi fin qui prodotti per sostenere Esercito e Forze Armate, direttamente e indirettamente aggiungendo "Il legittimo diritto alla Difesa deve essere esercitato a favore di una Siria unita e indipendente e grava sulle spalle di tutti i figlie e le figlie della patria e su tutti gli amici e alleati di questa che si riconoscono nella giustizia internazionale".

L'Iftaa raccomanda a chi possa e non lo abbia ancora fatto di unirsi quanto prima alle forze armate per poter difendere gli innocenti che già a lungo sono stati presi di mira dagli aggressori della Patria, evidenziando come il servizio militare costituisca una responsabilità nazionale ma anche umanitaria con la quale si preserva la libertà della nazione siriana, la sua Storia, la sua Cultura e il suo onore.

Simili appelli anche da altissime autorità sunnite dimostrano che il tentativo imperialista e sionista di trasformare l'attacco alla Siria in un conflitto settario sia totalmente fallito, in che si spiega anche la perdurante popolarità del Presidente Assad.

venerdì 10 febbraio 2012

Il Presidente Ahmadinejad incontra il leader religioso siriano Hassoun e dichiara: "La Repubblica Islamica vi sarà a fianco nei momenti di difficoltà!"



Il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha confermato che le potenze arroganti dell'Occidente imperialista, Usa e alleati, vogliono provare a indebolire i movimenti di Resistenza del Medio Oriente, in primo luogo quelli di ispirazione islamica e musulmana, per questo hanno scatenato i loro agenti contro la Siria, nel tentativo di 'recuperare' in qualche modo le posizioni che hanno perso con la caduta di Ben Ali, Mubarak, Gheddafi e che sentono in pericolo con il continuare delle manifestazioni in Arabia Saudita, Giordania e Bahrein.

Il Presidente ha elaborato questi concetti nel corso del suo recente incontro col Gran Muftì siriano Sceicco Ahmed Badreddine Hassoun; affermando inoltre che "Lo scopo principale di questa campagna di ingerenza e aggressione dell'Occidente e dei suoi servi arabi contro Damasco é poi in ultima analisi il tentativo di proteggere il regime sionista, ora che l'Egitto ha eletto democraticamente un Parlamento ostile a Tel Aviv e che ha ogni intenzione di lasciar decadere i cosiddetti 'Accordi di Camp David' o di rivederli profondamente".

Tuttavia Ahmadinejad ha anche dichiarato che il vantaggio non é in mano all'Occidente, che agisce in maniera frettolosa e confusionaria, mentre il pallino della situazione rimane ai popoli, ai movimenti e agli Stati allineati con la Resistenza, i quali, mantenendo la loro unità potranno affrontare con successo questa e altre minacce. In risposta il Muftì Hassoun ha lodato le politiche e le posizioni della Repubblica Islamica e ha salutato nell'Iran un simbolo da imitare di unità e solidarietà col mondo islamico tutto, al di là di steccati settari e nazionali.

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domenica 2 ottobre 2011

Ex-Mufti di Gerusalemme chiede alla Casa reale saudita: "Non faccia affari con chi collabora con l'occupante sionista!"


L'ex Gran Mufti di Gerusalemme Ekrima Sabri ha lanciato un appello alla Casa regnante saudita invitandola a usare "strumenti di pressione economica" per difendere Gerusalemme, terzo luogo sacro dell'Islam, minacciata dalla pulizia etnica della 'giudeizzazione forzata', argomentando che, in quanto custode delle prime due città sante musulmane (La Mecca e Medina) la Casa di Saoud dovrebbe sentire un 'imperativo morale' a difendere anche Al-Quds.

Il religioso ha invitato il sovrano saudita e i suoi parenti a bocciare le offerte per appalti multimiliardari di linee ferroviarie ad alta velocità proposte dalla francese Alstom, partner di Israele in numerosi progetti anche nelle colonie illegali e nei territori occupati.

Il fondo-pensione svedese AP7 ha recentemente inserito la compagnia sulla sua 'lista di proscrizione' per la mancanza di "garanzie etiche"; l'iniziativa ribadisce l'importanza del boicottaggio delle compagnie che si abbassano a cooperare con regimi disumani e razzisti, specialmente in questo periodo di recessione economica, dove anche un modesto disinvestimento può causare contraccolpi enormi (vedi il fallimento dell'Agrexco).

Il Movimento BDS si é dato appuntamento a Beirut lo scorso mercoledì per lanciare una campagna coordinata contro la Alstom.
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