Le Brigate Abdul Qadir al-Husseini, gruppo armato di cui avevamo fedelmente riportato la formazione e della cui partecipazione ad azioni armate nel Golan Occupato avevamo reso fedele cronaca sono ormai una realtà affermata nel panorama delle organizzazioni armate palestinesi e, come tale, hanno preso parte alla lotta delle ultime settimane in difesa della Striscia di Gaza.
Parlando col cronista del quotidiano libanese Al-Akhbar il portavoce ufficiale dell'organizzazione, Abu al-Walid ha fatto il bilancio della situazione affermando che gli uomini della sua organizzazione finora hanno lanciato 783 razzi contro obiettivi nella Palestina Occupata del 1948, colpendo fino a 55 Km di distanza.
Inoltre le Brigate possono affermare di avere eliminato Avita Moshe Torjamin, sergente sionista figlio del comandante supremo delle truppe di Tel Aviv nel Fronte Sud; altri successi particolarmente soddisfacenti sono stati raggiunti costringendo i ministri sionisti Lieberman e Aharonovitch a correre nei rifugi durante le loro visite propagandistiche ad Ashkelon, puntualmente 'salutate' con massicci lanci di razzi dagli uomini delle Brigate.
In altre operazioni militari le Brigate Abdul Qadir sono riusciti ad abbattere otto militari sionisti e due coloni ebrei degli insediamenti illegali e a distruggere un bulldozer corazzato.
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giovedì 21 agosto 2014
Abu al-Walid: "Le Brigate Abdul-Qadir al-Husseini hanno dato un decisivo contributo alla lotta di Gaza!!"
sabato 18 maggio 2013
Il Generale Mayazeri commenta il primo attacco nel Golan: "La liberazione delle alture é possibile e auspicabile!"
Il Vicecomandante in capo delle forze armate della Repubblica Islamica Iraniana Massoud Jazayeri ha commentato la recente operazione portata a termine nel Golan occupato contro le postazioni d'osservazione dell'entità ebraica da militanti delle Brigate Al-Husayini e dal PFLP-GC affermando che, nonostante il lungo periodo di presenza sionista nella zona, una lotta popolare di liberazione, se condotta con accortezza, convinzione e soprattutto con costanza (le stesse caratteristiche che hanno permesso il trionfo della Resistenza nel Sud del Libano) ha "ottime" probabilità di forzare gli invasori fuori dal territorio illegittimamente acquisito nel 1967.
Una lotta popolare di liberazione nel Golan, portata avanti con la conoscenza e il sostegno di Damasco, segnerà uno sviluppo fondamentale per il ripristino della Legalità e del Diritto internazionale nell'area e per la costruzione di una pace giusta e duratura dove non sia tollerato, da parte israeliana, alcun arbitrio, alcun abuso, alcun ricorso alla fallace 'legge del più forte'.
I commenti di Jayazeri arrivano in un momento molto delicato per la soluzione dell'instabilità in Siria, con l'Esercito regolare impegnato a debellare le ultime roccaforti dei terroristi lungo i confini con Libano e Turchia e molto prossimi a riprendere il totale controllo di quelle con Giordania e Irak. Anche il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah ha dichiarato che il movimento libanese non lesinerà alcun sostegno e alcun aiuto ai patrioti siriani (ma anche palestinesi e, forse, libanesi e iraniani) che decideranno di darsi alla lotta popolare contro l'occupazione del Golan.
Una lotta popolare di liberazione nel Golan, portata avanti con la conoscenza e il sostegno di Damasco, segnerà uno sviluppo fondamentale per il ripristino della Legalità e del Diritto internazionale nell'area e per la costruzione di una pace giusta e duratura dove non sia tollerato, da parte israeliana, alcun arbitrio, alcun abuso, alcun ricorso alla fallace 'legge del più forte'.
I commenti di Jayazeri arrivano in un momento molto delicato per la soluzione dell'instabilità in Siria, con l'Esercito regolare impegnato a debellare le ultime roccaforti dei terroristi lungo i confini con Libano e Turchia e molto prossimi a riprendere il totale controllo di quelle con Giordania e Irak. Anche il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah ha dichiarato che il movimento libanese non lesinerà alcun sostegno e alcun aiuto ai patrioti siriani (ma anche palestinesi e, forse, libanesi e iraniani) che decideranno di darsi alla lotta popolare contro l'occupazione del Golan.
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giovedì 16 maggio 2013
E' iniziata la lotta popolare di liberazione del Golan siriano, con la cooperazione di PFLP-GC, Hezbollah e Iran!!!
Nessuna difesa é migliore dell'attacco; se la Siria e i suoi alleati dovessero rimanere armi in pugno ad aspettare ogni nuova ondata di terroristi takfiri che l'internazionale imperialista e sionista decidesse, con l'aiuto dei servi sciocchi turchi, sauditi e qatarioti, di inviare contro il Presidente Assad e il suo popolo, forse la lotta potrebbe durare ancora chissà quanto; per questo, traendo esempio dalla coraggiosa lotta di liberazione del Sud del Libano, il PFLP-GC in accordo con il Governo siriano e con i Battaglioni Al-Husseini, recentemente formatisi per filiazione dei 'Gruppi Ayman Judah' (già ex-Fatah) hanno iniziato le operazioni di contrasto e indebolimento dell'occupazione sionista del Golan, che dal 1967 rimane soggetto all'invasore sionista senza che tutta la buona volontà siriana in ambito regionale e internazionale sia riuscita a far accettare la necessità di una soluzione negoziale della questione (visto che a rigore del Diritto Internazionale Tel Aviv non ha alcun diritto su quella Striscia di terra).Come dimostra questo video eccezionale truppe dei Battaglioni Al-Husseini si sono infiltrate fin sulle pendici del Monte Hermon, nel Golan, sottoponendo a un intenso fuoco di razzi le posizioni d'osservazione dell'Esercito sionista. E' certo che l'operazione sia stata concertata e coordinata con esponenti di Hezbollah e delle Niruye-Qods iraniane, frangia internazionale della Guardia Rivoluzionaria di Teheran.
Attraverso questa azione, e altre decine, dozzine, centinaia di operazioni simili, sarà possibile portare alla rottura il sistema militare sionista di occupazione del Golan, proponendogli una sfida che non può accettare e meno che mai sperare di vincere, specialmente in questi periodi di chiari di luna economici, misure di austerità durissime e tagli persino alle spese militari. Il fronte della Resistenza arabo-palestinese, invece, é prontissimo, psicologicamente e praticamente, a investire nell'operazione tutto il sangue e il coraggio che sarà necessario spendere per ottenere la Vittoria finale.
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venerdì 1 giugno 2012
A Gaza sono in corso scissioni e riposizionamenti tra i gruppi armati una volta affiliati a Fatah!
Scrivendo sul quotidiano As-Sharq al-Awsat Kifah Zaboun ci informa dei recenti sviluppi del fermento che a Gaza e dintorni sta attraversando gli ambienti delle organizzazioni armate una volta affiliate al Movimento 'Fatah', dove le spinte verso una totale indipendenza da un'organizzazione che dal tempo della Seconda Intifada si é fatta notare solamente per servilismo, vigliaccheria e sottomissione ai 'Diktat' occidentali e sionisti procedono a prescindere dai deboli e contraddittori tentativi dei capi di Ramallah di ristabilire una legami con gruppi e fazioni che una volta rispondevano a loro, e il cui controllo essi vorrebbero riprendere in prospettiva di una rinnovata presenza ufficiale nella Striscia come conseguenza dell'aleatoria 'riconciliazione'.
Ma andiamo per ordine: a differenza di tutti gli altri gruppi della Resistenza palestinese Fatah non ha mai avuto un corpo univoco di azione armata, al contrario di tutte le organizzazioni coeve come il PFLP, che ha le Brigate Abu Ali Mustafa, il DFLP che ha le Brigate di Resistenza nazionale, il PFLP-GC, che si identifica 'totalmente' con la sua componente armata, la Jihad Islamica in Palestina che ha le Brigate Al-Quds, Hamas con le Brigate Qassam e i Comitati di Resistenza Popolare con le Brigate Salah ad-Din. Fatah invece ha sempre avuto un polverio di 'bracci armati' tra cui dilagavano il cronismo, il nepotismo e le lotte intestine per il prestigio e la rappresentatività.
La più recente e per un periodo la più potente di queste organizzazioni sono state le "Brigate dei Martiri di Al-Aqsa" che hanno però subito un crollo morale e materiale quando Fatah, obbedendo agli ordini di Washington e Tel Aviv, ha cercato di rovesciare con le armi il risultato delle elezioni democratiche del 2006, venendo sonoramente battuta da Hamas e cacciata da Gaza. Una frazione delle ex-Brigate Al-Aqsa si é quindi staccata, denunciando il tentato golpe e l'avventurismo di Ramallah e costituendo l'organizzazione Al-Ahrar (dotata del suo esclusivo braccio armato nei Battaglioni Al-Ansar), altri spezzoni si sono riposizionati presso altre organizzazioni minori: Gruppi Ayman Judah, Al-Mujahedin, Gruppo Imad Mughniyah, Gruppo Ahmad Abu-al-Rish e Brigata Jihad Al-Imarayn.
Adesso però un ufficiale dei Gruppi Ayman Judah si sarebbe definitivamente 'stufato' di Fatah e, fondato un suo gruppo armato, detto "Battaglioni Abdul-Qadir al-Husseini" (dal nome di un eroe della guerra del 1948) starebbe conducendo una aggressiva "campagna acquisti" presso tutte le altre organizzazioni, sembrerebbe con l'aiuto di consiglieri di Hezbollah e del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana. Delle attività di Hezbollah e Iraniani a Gaza si parla spesso e quasi sempre a sproposito. Subito dopo il fallito golpe anti-Hamas del 2007 si diceva che l'organizzazione libanese e la Repubblica Islamica avessero forti legami con Hamas; poi si é passati a dire che Hezbollah si fosse spostato più vicino ai Comitati di Resistenza Popolare mentre la Guardia Iraniana avrebbe sostenuto più volentieri la Jihad Islamica. Adesso sembra che ambedue stiano sponsorizzando la nascita di una ancor più nuova organizzazione armata palestinese.
Non sappiamo quanto credito dare a questa voce, pur stimando la serietà giornalistica di Zaboun e quella di As-Sharq al-Awsat, aspettiamo di vedere se il prossimo futuro riserverà nuovi aggiornamenti e sviluppi sui 'Battaglioni Al-Husseini' e sul loro leader o se il tutto si rivelerà una effimera bolla di sapone che ha riempito qualche colonna prima di svanire nel nulla.
Ma andiamo per ordine: a differenza di tutti gli altri gruppi della Resistenza palestinese Fatah non ha mai avuto un corpo univoco di azione armata, al contrario di tutte le organizzazioni coeve come il PFLP, che ha le Brigate Abu Ali Mustafa, il DFLP che ha le Brigate di Resistenza nazionale, il PFLP-GC, che si identifica 'totalmente' con la sua componente armata, la Jihad Islamica in Palestina che ha le Brigate Al-Quds, Hamas con le Brigate Qassam e i Comitati di Resistenza Popolare con le Brigate Salah ad-Din. Fatah invece ha sempre avuto un polverio di 'bracci armati' tra cui dilagavano il cronismo, il nepotismo e le lotte intestine per il prestigio e la rappresentatività.
La più recente e per un periodo la più potente di queste organizzazioni sono state le "Brigate dei Martiri di Al-Aqsa" che hanno però subito un crollo morale e materiale quando Fatah, obbedendo agli ordini di Washington e Tel Aviv, ha cercato di rovesciare con le armi il risultato delle elezioni democratiche del 2006, venendo sonoramente battuta da Hamas e cacciata da Gaza. Una frazione delle ex-Brigate Al-Aqsa si é quindi staccata, denunciando il tentato golpe e l'avventurismo di Ramallah e costituendo l'organizzazione Al-Ahrar (dotata del suo esclusivo braccio armato nei Battaglioni Al-Ansar), altri spezzoni si sono riposizionati presso altre organizzazioni minori: Gruppi Ayman Judah, Al-Mujahedin, Gruppo Imad Mughniyah, Gruppo Ahmad Abu-al-Rish e Brigata Jihad Al-Imarayn.
Adesso però un ufficiale dei Gruppi Ayman Judah si sarebbe definitivamente 'stufato' di Fatah e, fondato un suo gruppo armato, detto "Battaglioni Abdul-Qadir al-Husseini" (dal nome di un eroe della guerra del 1948) starebbe conducendo una aggressiva "campagna acquisti" presso tutte le altre organizzazioni, sembrerebbe con l'aiuto di consiglieri di Hezbollah e del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana. Delle attività di Hezbollah e Iraniani a Gaza si parla spesso e quasi sempre a sproposito. Subito dopo il fallito golpe anti-Hamas del 2007 si diceva che l'organizzazione libanese e la Repubblica Islamica avessero forti legami con Hamas; poi si é passati a dire che Hezbollah si fosse spostato più vicino ai Comitati di Resistenza Popolare mentre la Guardia Iraniana avrebbe sostenuto più volentieri la Jihad Islamica. Adesso sembra che ambedue stiano sponsorizzando la nascita di una ancor più nuova organizzazione armata palestinese.
Non sappiamo quanto credito dare a questa voce, pur stimando la serietà giornalistica di Zaboun e quella di As-Sharq al-Awsat, aspettiamo di vedere se il prossimo futuro riserverà nuovi aggiornamenti e sviluppi sui 'Battaglioni Al-Husseini' e sul loro leader o se il tutto si rivelerà una effimera bolla di sapone che ha riempito qualche colonna prima di svanire nel nulla.
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