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mercoledì 1 gennaio 2014

Confisca immediata in Egitto per i beni di 572 leader dell'Ikhwan, da Mursi a Badieh, da Shater alla figlia!!


Nuove draconiane misure del Governo egiziano contro gli ex-capi dell'Ikhwan musulmana, organizzazione islamista messa ormai all'indice e al bando dopo il breve ma disastroso periodo in cui ha esercitato un polarizzante e fallimentare monopolio sul potere politico nel paese nordafricano in seguito alla deposizione di Mubarak.

Il portavoce del Ministero della Giustizia Abdelazim al-Ashri ha dichiarato che un comitato ministeriale ha compilato una comprensiva lista di beni mobili e immobili riconducibili a 572 dirigenti del gruppo che saranno confiscati seduta stante: tra le vittime del provvedimento vi saranno l'Ex-presidente Mursi, la sua famiglia, tutti i dirigenti provinciali dell'Ikhwan, tutti gli ex-membri dell'Ufficio di Guida Generale dell'associazione, la moglie di Khairat el-Shater e sua figlia.

E' l'ennesimo giro di vite del Governo che conferma come, al contrario di Mubarak, la nuova leadership del Cairo non abbia alcuna intenzione di tollerare la sopravvivenza della Fratellanza nemmeno come 'opposizione addomesticata', come fecero prima Sadat e poi il suo successore.

mercoledì 18 settembre 2013

Anche il portavoce Gehad Haddad finisce nella rete delle autorità egiziane, confiscati tutti i beni della dirigenza dell'Ikhwan!

Non si arresta la campagna repressiva delle autorità egiziane nei confronti della Fratellanza Musulmana, che aveva cercato, dopo la deposizione dell'autocrate Hosni Mubarak di imporre il proprio predominio sulla scena politica egiziana secondo un approccio unilateralistico, settario e pesantemente subserviente ai desiderata del Qatar; nelle scorse ore la polizia cairota con un raid in un distretto popolare di Nasr City ha arrestato Gehad al-Haddad, già portavoce dei Fratelli Musulmani, insieme a lui é stato preso in custodia anche Hossam abu Bakr, messo dall'Ikhwan al governo di Qalubiya.

Ormai la dirigenza dell'Ikhwan é stata completamente disarticolata con oltre duemila arresti tra i suoi quadri medio-alti e il risultato si vede nella sempre minore capacità dell'organizzazione di suscitare manifestazioni popolari visto che i durissimi scontri avvenuti a luglio e ai primi di agosto non si sono più ripresentati mano mano che capi e sottocapi della Fratellanza cadevano nelle retate governative.

Intanto Mohamed Badieh, Khairat al-Shater, Rashad Bayoumi, Hazem Salah Ismail, Sawfat Higazi e altri nove dirigenti dell'Ikhwan si sono visti 'congelare' ogni proprietà in attesa del processo per istigazione alla violenza e cospirazione contro le istituzioni che dovrebbe iniziare tra poco.