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mercoledì 1 gennaio 2014
Confisca immediata in Egitto per i beni di 572 leader dell'Ikhwan, da Mursi a Badieh, da Shater alla figlia!!
Nuove draconiane misure del Governo egiziano contro gli ex-capi dell'Ikhwan musulmana, organizzazione islamista messa ormai all'indice e al bando dopo il breve ma disastroso periodo in cui ha esercitato un polarizzante e fallimentare monopolio sul potere politico nel paese nordafricano in seguito alla deposizione di Mubarak.
Il portavoce del Ministero della Giustizia Abdelazim al-Ashri ha dichiarato che un comitato ministeriale ha compilato una comprensiva lista di beni mobili e immobili riconducibili a 572 dirigenti del gruppo che saranno confiscati seduta stante: tra le vittime del provvedimento vi saranno l'Ex-presidente Mursi, la sua famiglia, tutti i dirigenti provinciali dell'Ikhwan, tutti gli ex-membri dell'Ufficio di Guida Generale dell'associazione, la moglie di Khairat el-Shater e sua figlia.
E' l'ennesimo giro di vite del Governo che conferma come, al contrario di Mubarak, la nuova leadership del Cairo non abbia alcuna intenzione di tollerare la sopravvivenza della Fratellanza nemmeno come 'opposizione addomesticata', come fecero prima Sadat e poi il suo successore.
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martedì 10 dicembre 2013
Mohamed Badieh dalle stelle alle stalle, compare davanti ai giudici con altri 14 dirigenti dell'Ikhwan!
Passare nel giro di un anno da virtuale Padrone del paese a detenuto in fase di giudizio; tale é stata la brusca parabola del destino di Mohamed Badieh, leader supremo della Fratellanza Musulmana che ha scambiato i panni del 'kingmaker' e burattinaio del cosiddeto 'Presidente' Mohammed Morsi con quelli del galeotto portato a comparire di fronte al tribunale.
Arrestato lo scorso 20 agosto a Nasr City al culmine delle retate anti-Ikhwan che hanno sigillato il 'voltar pagina' rispetto al periodo di Caos settario e divisivo in cui la Fratellanza Musulmana aveva gettato il paese, Badieh é ieri apparso di fronte alla Corte che lo giudicherà per la morte di dozzine di manifestanti uccisi durante le proteste dei mesi precedenti alla deposizione di Mursi e del Governo da lui nominato.
Badieh ha cercato di imbastire una debole linea difensiva sul fatto del non riconoscere l'autorità del tribunale e sul fatto che nessuno abbia aperto un'inchiesta sulla morte in piazza di suo figlio.
Arrestato lo scorso 20 agosto a Nasr City al culmine delle retate anti-Ikhwan che hanno sigillato il 'voltar pagina' rispetto al periodo di Caos settario e divisivo in cui la Fratellanza Musulmana aveva gettato il paese, Badieh é ieri apparso di fronte alla Corte che lo giudicherà per la morte di dozzine di manifestanti uccisi durante le proteste dei mesi precedenti alla deposizione di Mursi e del Governo da lui nominato.
Badieh ha cercato di imbastire una debole linea difensiva sul fatto del non riconoscere l'autorità del tribunale e sul fatto che nessuno abbia aperto un'inchiesta sulla morte in piazza di suo figlio.
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mercoledì 18 settembre 2013
Anche il portavoce Gehad Haddad finisce nella rete delle autorità egiziane, confiscati tutti i beni della dirigenza dell'Ikhwan!
Non si arresta la campagna repressiva delle autorità egiziane nei confronti della Fratellanza Musulmana, che aveva cercato, dopo la deposizione dell'autocrate Hosni Mubarak di imporre il proprio predominio sulla scena politica egiziana secondo un approccio unilateralistico, settario e pesantemente subserviente ai desiderata del Qatar; nelle scorse ore la polizia cairota con un raid in un distretto popolare di Nasr City ha arrestato Gehad al-Haddad, già portavoce dei Fratelli Musulmani, insieme a lui é stato preso in custodia anche Hossam abu Bakr, messo dall'Ikhwan al governo di Qalubiya.
Ormai la dirigenza dell'Ikhwan é stata completamente disarticolata con oltre duemila arresti tra i suoi quadri medio-alti e il risultato si vede nella sempre minore capacità dell'organizzazione di suscitare manifestazioni popolari visto che i durissimi scontri avvenuti a luglio e ai primi di agosto non si sono più ripresentati mano mano che capi e sottocapi della Fratellanza cadevano nelle retate governative.
Intanto Mohamed Badieh, Khairat al-Shater, Rashad Bayoumi, Hazem Salah Ismail, Sawfat Higazi e altri nove dirigenti dell'Ikhwan si sono visti 'congelare' ogni proprietà in attesa del processo per istigazione alla violenza e cospirazione contro le istituzioni che dovrebbe iniziare tra poco.
Ormai la dirigenza dell'Ikhwan é stata completamente disarticolata con oltre duemila arresti tra i suoi quadri medio-alti e il risultato si vede nella sempre minore capacità dell'organizzazione di suscitare manifestazioni popolari visto che i durissimi scontri avvenuti a luglio e ai primi di agosto non si sono più ripresentati mano mano che capi e sottocapi della Fratellanza cadevano nelle retate governative.
Intanto Mohamed Badieh, Khairat al-Shater, Rashad Bayoumi, Hazem Salah Ismail, Sawfat Higazi e altri nove dirigenti dell'Ikhwan si sono visti 'congelare' ogni proprietà in attesa del processo per istigazione alla violenza e cospirazione contro le istituzioni che dovrebbe iniziare tra poco.
giovedì 29 agosto 2013
Altri sessanta 'quadri' della Fratellanza Musulmana finiscono nelle galere egiziane, due morti a Beni Suef!
Continua l'operazione di "decapitazione" della dirigenza dell'Ikhwan egiziana da parte delle autorità controllate dalla giunta militare del Generale Al-Sisi, dopo che il processo per direttissima ai tre più alti dirigenti della Fratellanza (originariamente annunciato per domenica scorsa) é stato posticipato per le richieste del collegio di difesa degli imputati altri sessanta dirigenti di medio livello dell'organizzazione islamista sono stati arrestati nel corso di mercoledì 28 agosto, tra di loro il 23enne figlio di Khairat al-Shater (vice di Mohammed Badieh) e un congiunto di Mohamed el-Beltagi.
Intanto perde sempre più intensità la protesta di piazza, adesso che l'Ikhwan non ha più capi a coordinarla e a dirigerla, nella giornata di ieri solamente due vittime si sono registrate nella cittadina di provincia di Beni Suef, dove una piccola folla si é scontrata con le forze dell'ordine che hanno risposto sparando.
Rispetto alle centinaia di vittime che si sono registrate soltanto poche settimane fa, quando il tumulto seguito alla rimozione dal potere del tentennante, inefficace e supremamente impopolare Presidente Mohammed Mursi, la sensazione che il processo di 'normalizzazione' sia prevalente nel paese si fa via via sempre più forte.
Intanto perde sempre più intensità la protesta di piazza, adesso che l'Ikhwan non ha più capi a coordinarla e a dirigerla, nella giornata di ieri solamente due vittime si sono registrate nella cittadina di provincia di Beni Suef, dove una piccola folla si é scontrata con le forze dell'ordine che hanno risposto sparando.
Rispetto alle centinaia di vittime che si sono registrate soltanto poche settimane fa, quando il tumulto seguito alla rimozione dal potere del tentennante, inefficace e supremamente impopolare Presidente Mohammed Mursi, la sensazione che il processo di 'normalizzazione' sia prevalente nel paese si fa via via sempre più forte.
domenica 25 agosto 2013
I tre massimi leader dell'Ikhwan egiziana entro oggi davanti al giudice con l'accusa di avere incitato gli scontri di piazza!
Mohamed Badieh, già leader supremo della Fratellanza Musulmana egiziana, non deve aver ancora ben capito quanto sia mutata la sua posizione in seguito allo scioglimento forzoso del Governo del PLG e della Presidenza Mursi da parte della giunta militare capeggiata dal Generale Al-Sisi e continua a comportarsi, questo Stamboliskij egiziano, come se rappresentasse ancora qualcosa.
In realtà egli non rappresenta altro che un movimento fallito che non ha saputo difendere il potere conquistato, dimostrandosi così inadatto a mantenerlo. Dopo il suo recente arresto avvenuto in un sobborgo del Cairo Badieh avrebbe rifiutato di rispondere all'interrogatorio dei magistrati, questionandone la legittimità, cosa che non ha per nulla impedito il proseguire delle procedure del suo processo, che dovrebbe vederlo comparire di fronte al giudice prima di oggi in serata.
Insieme a lui finiranno davanti al giudice Khairat al-Shater e Rashad Bayoumi, anch'essi arrestati nelle recenti retate di dirigenti dell'Ikhwan che hanno letteralmente decapitato i 'quadri' dell'organizzazione contribuendo tra l'altro a far fallire il venerdì di mobilitazione indetto per la giornata di avantieri.
In realtà egli non rappresenta altro che un movimento fallito che non ha saputo difendere il potere conquistato, dimostrandosi così inadatto a mantenerlo. Dopo il suo recente arresto avvenuto in un sobborgo del Cairo Badieh avrebbe rifiutato di rispondere all'interrogatorio dei magistrati, questionandone la legittimità, cosa che non ha per nulla impedito il proseguire delle procedure del suo processo, che dovrebbe vederlo comparire di fronte al giudice prima di oggi in serata.
Insieme a lui finiranno davanti al giudice Khairat al-Shater e Rashad Bayoumi, anch'essi arrestati nelle recenti retate di dirigenti dell'Ikhwan che hanno letteralmente decapitato i 'quadri' dell'organizzazione contribuendo tra l'altro a far fallire il venerdì di mobilitazione indetto per la giornata di avantieri.
sabato 24 agosto 2013
Altri 15 dirigenti dell'Ikhwan arrestati in Egitto, un morto in scontri di piazza con le forze dell'ordine!
Forze di sicurezza egiziane hanno arrestato altri quindici dirigenti della Fratellanza Musulmana, completando così la 'decapitazione' del movimento iniziata questa settimana a partire dai massimi gradi (sono stati arrestati tra gli altri il leader Mohamed Badieh e il suo vice, Khairat al-Shater).
Anche a questo motivo si può imputare, in parte, il 'flop' registrato dalle manifestazioni annunciate per la giornata di ieri dalla Fratellanza: quello che doveva essere, nelle intenzioni, "Il Venerdì dei Martiti" si é concluso senza eventi clamorosi, con appena una vittima in scontri di piazza a Tanta, cittadina nei dintorni del Cairo.
Sembra che finora siano oltre 2000 gli appartenenti all'Ikhwan finiti nelle carceri egiziane; la maggior parte di essi, appunto, erano leader e dirigenti di alto e medio grado. Intanto, dopo la sua scarcerazione l'Ex-presidente Hosni Mubarak é stato messo agli arresti domiciliari in attesa che venga richiamato di fronte ai tribunali che devono ripetere il processo per concorso in omicidio per le vittime di gennaio e febbraio 2011.
Anche a questo motivo si può imputare, in parte, il 'flop' registrato dalle manifestazioni annunciate per la giornata di ieri dalla Fratellanza: quello che doveva essere, nelle intenzioni, "Il Venerdì dei Martiti" si é concluso senza eventi clamorosi, con appena una vittima in scontri di piazza a Tanta, cittadina nei dintorni del Cairo.
Sembra che finora siano oltre 2000 gli appartenenti all'Ikhwan finiti nelle carceri egiziane; la maggior parte di essi, appunto, erano leader e dirigenti di alto e medio grado. Intanto, dopo la sua scarcerazione l'Ex-presidente Hosni Mubarak é stato messo agli arresti domiciliari in attesa che venga richiamato di fronte ai tribunali che devono ripetere il processo per concorso in omicidio per le vittime di gennaio e febbraio 2011.
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venerdì 23 agosto 2013
Retata contro l'Ikhwan! I militari in Egitto arrestano Ahmed Aref e altri 75 esponenti della Fratellanza Musulmana!
Anche il portavoce dell'Ikhwan egiziana e i settantacinque altri dirigenti di medio e basso livello arrestati recentemente dalle autorità del Cairo vedranno il sole a scacchi per un bel po', non diversamente da Mohamed Badieh, Khairat al-Shater e agli altri cento dirigenti arrestati tra il 19 e il 20 agosto scorso.
Siti e bollettini-web vicini all'Ikhwan hanno in queste ore il loro bel daffare a smentire che le recenti retate abbiano fatto a pezzi la dirigenza della Fratellanza e messo in forse il proseguire delle proteste contro la deposizione di Mohamed Mursi, avvenuta ormai quasi due mesi fa, ma senza nessuno che dia ordini sembra che già le manifestazioni previste per oggi si siano svolte in un clima di incertezza e disagio.
Il Ministro degli Interni ad Interim, Mohamed Ibrahim, parlando alla stampa, ha dichiarato che oltre ad Ahmed Aref anche il dirigente Abdel Moneim sarebbe caduto recentemente in mano alle autorità.
Siti e bollettini-web vicini all'Ikhwan hanno in queste ore il loro bel daffare a smentire che le recenti retate abbiano fatto a pezzi la dirigenza della Fratellanza e messo in forse il proseguire delle proteste contro la deposizione di Mohamed Mursi, avvenuta ormai quasi due mesi fa, ma senza nessuno che dia ordini sembra che già le manifestazioni previste per oggi si siano svolte in un clima di incertezza e disagio.
Il Ministro degli Interni ad Interim, Mohamed Ibrahim, parlando alla stampa, ha dichiarato che oltre ad Ahmed Aref anche il dirigente Abdel Moneim sarebbe caduto recentemente in mano alle autorità.
mercoledì 21 agosto 2013
Hamas nega recisamente che il nuovo capo della Fratellanza Musulmana si trovi nella Striscia di Gaza!
Una fonte governativa da Gaza ha negato recisamente la possibilità che le voci incontrollate diffusesi ieri sera riguardo alla presenza nell'enclave palestinese di Mahmoud Ezzet, rappresentante dell'Ikhwan egiziana che dopo gli arresti di Badieh e Shater risulterebbe 'promosso' capo supremo dell'organizzazione.
La fonte ha contattato l'agenzia Al-Rai sostenendo che tali voci fanno parte di una campagna di vociferazioni scientemente mirata a voler coinvolgere Hamas nella lotta in atto tra i Generali egiziani e la Fratellanza Musulmana. In una linea simile devono essere viste anche precedenti accuse che volevano Hamas attivamente impegnato con l'Ikhwan nella repressione delle proteste anti-Mursi e in altri atti di violenza.
Il Governo palestinese ha ripetuto, inoltre, che tutto l'Egitto, a prescindere da affiliazioni politiche o partitiche, ha legami storici e culturali con la zona di Gaza e con la popolazione e la Causa palestinese e che non basteranno accuse preposterose e insincere a minare e guastare questo rapporto.
La fonte ha contattato l'agenzia Al-Rai sostenendo che tali voci fanno parte di una campagna di vociferazioni scientemente mirata a voler coinvolgere Hamas nella lotta in atto tra i Generali egiziani e la Fratellanza Musulmana. In una linea simile devono essere viste anche precedenti accuse che volevano Hamas attivamente impegnato con l'Ikhwan nella repressione delle proteste anti-Mursi e in altri atti di violenza.
Il Governo palestinese ha ripetuto, inoltre, che tutto l'Egitto, a prescindere da affiliazioni politiche o partitiche, ha legami storici e culturali con la zona di Gaza e con la popolazione e la Causa palestinese e che non basteranno accuse preposterose e insincere a minare e guastare questo rapporto.
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martedì 20 agosto 2013
Il Capo dell'Ikhwan egiziana arrestato a Nasr City dalle forze governative!
Solamente poche settimane fa Mohamed al-Badieh, capo incontrastato della Fratellanza Musulmana egiziana era a buon diritto considerato la vera 'Eminenza Grigia' del Cairo, dietro alla facciata inconsistente di Mohamed Mursi; adesso, a così poca distanza di tempo, Badieh viene ritratto scamiciato e con l'aria stralunata mentre viene condotto in prigione sedendo in mezzo a due membri di quel distaccamento di polizia che nelle prime ore della mattina lo ha arrestato in un appartamento di Nasr City, sobborgo della capitale egiziana.
Badieh verrà processato per direttissima tra cinque giorni insieme al suo vice Khairat el-Shater per il loro diretto coinvolgimento (tramite espliciti ordini dati ai loro seguaci) nell'uccisione di alcuni manifestanti del Movimento Tamarod che stavano picchettando la sede dei Fratelli Musulmani il 30 giugno. Dopo questi omicidi la folla, furente, diede l'assalto all'edificio, distruggendolo e dandolo alle fiamme.
I prossimi giorni ci diranno se la 'decapitazione' dell'Ikhwan da parte del Governo sostenuto dai militari sarà sufficiente a pacificare la situazione in Egitto, ancora contraddistinta da un alto grado di instabilità.
Badieh verrà processato per direttissima tra cinque giorni insieme al suo vice Khairat el-Shater per il loro diretto coinvolgimento (tramite espliciti ordini dati ai loro seguaci) nell'uccisione di alcuni manifestanti del Movimento Tamarod che stavano picchettando la sede dei Fratelli Musulmani il 30 giugno. Dopo questi omicidi la folla, furente, diede l'assalto all'edificio, distruggendolo e dandolo alle fiamme.
I prossimi giorni ci diranno se la 'decapitazione' dell'Ikhwan da parte del Governo sostenuto dai militari sarà sufficiente a pacificare la situazione in Egitto, ancora contraddistinta da un alto grado di instabilità.
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domenica 27 maggio 2012
Al-Arian chiama a raccolta il popolo egiziano: "Difendi la Patria e la tua Rivoluzione, sbarra la strada all'uomo di Mubarak!"
Il portavoce della Fratellanza Musulmana in Egitto, Essam al-Arian, nel corso del week-end ha lanciato un appello al popolo egiziano affinché, con una mobilitazione unitaria che rivaleggi quella dei giorni di gennaio e febbraio che hanno portato alla caduta di Mubarak, possa difendere i frutti della Rivoluzione contro i tentativi di restaurazione e ritorno al passato che si concreterebbero con una vittoria dell'ex-Premier Ahmad Shafiq, arrivato al ballottaggio dietro a Mohammed Mursi con un risultato elettorale sorprendente dove non pochi osservatori vedono l'intervento del Consiglio supremo delle Forze armate guidato dal Maresciallo Tantawi.
"E' venuto il momento in cui tutti gli Egiziani che hanno sostenuto la cacciata del tiranno Mubarak uniscano di nuovo i loro sforzi per salvare la Nazione e la Rivoluzione", ha dichiarato Al-Arian ai microfoni dell'Associated Press, aggiungendo che, per scongiurare il rischio che Shafiq, visto come uomo della restaurazione, possa avere la meglio nel ballottaggio di metà giugno, la Fratellanza Musulmana si sarebbe già attivata per stringere accordi coi comitati elettorali e coi sostenitori dei candidati del primo turno, sembra, in particolare, con quelli di Aboul Fotouh, a sua volta ex-membro dell'Ikhwan, che ne era uscito per potersi presentare come indipendente quando sembrava che la Fratellanza non avrebbe presentato un suo contendente per la poltrona presidenziale.
Prima delle elezioni molti egiziani di sentimenti nazionalisti o progressisti dichiaravano di non vedere di buon occhio che l'Ikhwan, già partito di maggioranza relativa in Parlamento, controllasse anche la Presidenza ma ora, con l'alternativa di avere un ex-uomo di Mubarak sulla poltrona più alta dello Stato, molti di loro potrebbero essere disposti a cambiare idea.
"E' venuto il momento in cui tutti gli Egiziani che hanno sostenuto la cacciata del tiranno Mubarak uniscano di nuovo i loro sforzi per salvare la Nazione e la Rivoluzione", ha dichiarato Al-Arian ai microfoni dell'Associated Press, aggiungendo che, per scongiurare il rischio che Shafiq, visto come uomo della restaurazione, possa avere la meglio nel ballottaggio di metà giugno, la Fratellanza Musulmana si sarebbe già attivata per stringere accordi coi comitati elettorali e coi sostenitori dei candidati del primo turno, sembra, in particolare, con quelli di Aboul Fotouh, a sua volta ex-membro dell'Ikhwan, che ne era uscito per potersi presentare come indipendente quando sembrava che la Fratellanza non avrebbe presentato un suo contendente per la poltrona presidenziale.
Prima delle elezioni molti egiziani di sentimenti nazionalisti o progressisti dichiaravano di non vedere di buon occhio che l'Ikhwan, già partito di maggioranza relativa in Parlamento, controllasse anche la Presidenza ma ora, con l'alternativa di avere un ex-uomo di Mubarak sulla poltrona più alta dello Stato, molti di loro potrebbero essere disposti a cambiare idea.
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venerdì 25 maggio 2012
Come previsto, Mohammed Mursi della Fratellanza Musulmana sta vincendo le elezioni presidenziali!
In barba agli interessati e improvvisati sondaggisti che ancora pochi giorni fa davano "favoriti" nella corsa alla poltrona presidenziale che già fu di Mubarak delle non-entità politiche come Amr Moussa e Aboul Fotouh, tanto da renderli protagonisti del primo 'faccia a faccia' televisivo tra candidati trasmesso in prima serata da una emittente privata a poco più di mezza giornata dalla chiusura delle urne rimaste aperte il 23 e il 24 maggio i risultati quasi definitivi del conteggio dei voti stanno facendo giustizia di quegli avventati 'pronostici' confermando in pieno invece le previsioni che noi di Palaestina Felix non avevamo avuto remore a dichiarare: Mohammed Mursi, candidato dell'FJP e dell'Ikhwan, sta dominando in tutti i collegi.
Con 12mila e ottocento seggi verificati su 13mila e cento Mursi ha captato il 25 per cento dei consensi mentre Fotouh e Moussa si sono fermati al 20 e a poco meno del dodici rispettivamente. Sorprende invece la 'performance' dell'ex-Premier nominato da Mubarak Ahmad Shafiq, candidato gradito allo SCAF del Maresciallo Tantawi, sul cui inaspettato successo (22 per cento dei voti) grava il sospetto di pesanti interventi della giunta militare che controlla le Forze di sicurezza e la macchina elettorale.
Cinquanta milioni di cittadini aventi diritto sono stati chiamati alle urne e, non avendo nessun candidato raggiunto la soglia del 50 per cento dei voti più uno a giugno si terrà un ballottaggio tra Mursi e Shafiq, dove, per scongiurare il rischio che un ex-uomo del regime si ritrovi sulla poltrona più alta dello stato anche l'elettorato non animato da sentimenti religiosi, ma comunque avverso a ogni 'comeback' di esponenti della vecchia nomenklatura, dovrà sostenere il candidato della Fratellanza Musulmana che a quel punto potrebbe controllare sia il Parlamento che la Presidenza.
Con 12mila e ottocento seggi verificati su 13mila e cento Mursi ha captato il 25 per cento dei consensi mentre Fotouh e Moussa si sono fermati al 20 e a poco meno del dodici rispettivamente. Sorprende invece la 'performance' dell'ex-Premier nominato da Mubarak Ahmad Shafiq, candidato gradito allo SCAF del Maresciallo Tantawi, sul cui inaspettato successo (22 per cento dei voti) grava il sospetto di pesanti interventi della giunta militare che controlla le Forze di sicurezza e la macchina elettorale.
Cinquanta milioni di cittadini aventi diritto sono stati chiamati alle urne e, non avendo nessun candidato raggiunto la soglia del 50 per cento dei voti più uno a giugno si terrà un ballottaggio tra Mursi e Shafiq, dove, per scongiurare il rischio che un ex-uomo del regime si ritrovi sulla poltrona più alta dello stato anche l'elettorato non animato da sentimenti religiosi, ma comunque avverso a ogni 'comeback' di esponenti della vecchia nomenklatura, dovrà sostenere il candidato della Fratellanza Musulmana che a quel punto potrebbe controllare sia il Parlamento che la Presidenza.
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mercoledì 23 maggio 2012
Si aprono in Egitto le urne da cui uscirà il nuovo Presidente: il primo eletto dal popolo!
Oltre cinquanta milioni di potenziali elettori sono chiamati oggi alle urne in Egitto, 15 mesi dopo la deposizione del tiranno Mubarak, nella prima elezione presidenziale democratica nella storia del Paese delle Piramidi. La campagna elettorale, per quanto breve (a causa delle sentenze che hanno squalificato diversi aspiranti candidati per i motivi più diversi, ora sensati, ora capziosi) é stata intensissima e i pronostici sono quanto mai vaghi e incerti visto che bisognerà verificare se la popolazione preferirà ribadire i risultati delle elezioni politiche (che videro la fortissima affermazione dell'FJP e dei musulmani ortodossi di Al-Nour) oppure optare per una 'separazione dei poteri', scegliendo un candidato di garanzia che controbilanci un Parlamento fortemente islamista.
Vi sono 13mila stazioni di voto nelle 27 province egiziane che saranno aperte per 12 ore dalle 8 antimeridiane a quelle serali, oggi e domani. I risultati, però, si conosceranno soltanto una settimana dopo e diversi gruppi egiziani e internazionali hanno già lanciato appelli alla vigilanza contro ogni rischio di manipolazione e broglio da parte della giunta militare di Tantawi, lo SCAF, per cui, a rigor di logica, queste elezioni dovrebbero segnare il canto del cigno, visto che con un Parlamento e un Presidente democraticamente eletti ogni funzione del 'Consiglio Supremo' diventerà ridonandante.
Tra la dozzina di candidati in lizza i più accreditati sono il capo dell'FJP, partito politico della Fratellanza Musulmana, Mohammed Mursi, che ha dominato le elezioni tra gli egiziani all'estero con il 40 per cento delle preferenze ed Aboul Fotouh, ex-membro dell'Ikwhan che aveva rassegnato le dimissioni per potersi candidare quando sembrava che la potente confraternita religiosa non avesse intenzione di presentare un proprio candidato. Più marginali rispetto a questi due appaiono i candidati Amr Moussa e Ahmed Shafiq, ambedue ex-Primi Ministri, i cui passati legami col regime di Mubarak sembrano precludere realistiche chances di successo.
Vi sono 13mila stazioni di voto nelle 27 province egiziane che saranno aperte per 12 ore dalle 8 antimeridiane a quelle serali, oggi e domani. I risultati, però, si conosceranno soltanto una settimana dopo e diversi gruppi egiziani e internazionali hanno già lanciato appelli alla vigilanza contro ogni rischio di manipolazione e broglio da parte della giunta militare di Tantawi, lo SCAF, per cui, a rigor di logica, queste elezioni dovrebbero segnare il canto del cigno, visto che con un Parlamento e un Presidente democraticamente eletti ogni funzione del 'Consiglio Supremo' diventerà ridonandante.
Tra la dozzina di candidati in lizza i più accreditati sono il capo dell'FJP, partito politico della Fratellanza Musulmana, Mohammed Mursi, che ha dominato le elezioni tra gli egiziani all'estero con il 40 per cento delle preferenze ed Aboul Fotouh, ex-membro dell'Ikwhan che aveva rassegnato le dimissioni per potersi candidare quando sembrava che la potente confraternita religiosa non avesse intenzione di presentare un proprio candidato. Più marginali rispetto a questi due appaiono i candidati Amr Moussa e Ahmed Shafiq, ambedue ex-Primi Ministri, i cui passati legami col regime di Mubarak sembrano precludere realistiche chances di successo.
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martedì 22 maggio 2012
Mohammed Mursi dell'FJP stacca tutti i concorrenti nel voto degli Egiziani all'estero: 40 per cento di consensi per lui!
Spiazzando tutti gli interessati e improvvisati "sondaggisti" che alla vigilia delle elezioni presidenziali egiziane davano come favoriti candidati come Amr Moussa o Aboul Fotouh é stato invece il capo del Partito di Libertà e Giustizia Mohammed Mursi a uscire premiato dalle urne degli elettori all'estero, garantendosi il voto del 40 per cento degli Egiziani che si sono recati presso consolati e ambasciate per poter votare con qualche giorno d'anticipo rispetto ai connazionali residenti in patria per cui i seggi elettorali si apriranno domani e rimarranno accessibili fino al 24 maggio.
Dietro Mursi si sono piazzati Fotouh (a sinistra in foto), molto distanziato con il 27 per cento dei consensi, e l'outsider Hamdeen Sabbahi con il 15. Amr Moussa (a destra) é riuscito a malapena superare la soglia del 10 per cento e ciò la dice lunga sulle reali chances dell'ex-Premier di Mubarak di garantirsi la poltrona che fu già del suo Padrone; il popolo egiziano ha sofferto 30 anni sotto il 'faraone' filo-usa e filo-israeliano e certo sbarrerà la strada della presidenza al suo ex "visir". risultato simile a quello deludente di Moussa lo ha ottenuto un altro ex-sicofante di Mubarak, Ahmad Shafiq.
Mursi, accogliendo con soddisfazione i risultati del voto all'Estero si é augurato che esso venga echeggiato dalle scelte degli egiziani residenti e ha messo in guardia gli apparati politici e militari ancora permeati di dignitari e uomini dell'ex-regime dal cadere nella tentazione di 'aggiustare' i risultati elettorali, avvertendo che il popolo egiziano é pronto a 'tagliare ogni mano' che pretenda di alterare il responso delle urne.
Dietro Mursi si sono piazzati Fotouh (a sinistra in foto), molto distanziato con il 27 per cento dei consensi, e l'outsider Hamdeen Sabbahi con il 15. Amr Moussa (a destra) é riuscito a malapena superare la soglia del 10 per cento e ciò la dice lunga sulle reali chances dell'ex-Premier di Mubarak di garantirsi la poltrona che fu già del suo Padrone; il popolo egiziano ha sofferto 30 anni sotto il 'faraone' filo-usa e filo-israeliano e certo sbarrerà la strada della presidenza al suo ex "visir". risultato simile a quello deludente di Moussa lo ha ottenuto un altro ex-sicofante di Mubarak, Ahmad Shafiq.
Mursi, accogliendo con soddisfazione i risultati del voto all'Estero si é augurato che esso venga echeggiato dalle scelte degli egiziani residenti e ha messo in guardia gli apparati politici e militari ancora permeati di dignitari e uomini dell'ex-regime dal cadere nella tentazione di 'aggiustare' i risultati elettorali, avvertendo che il popolo egiziano é pronto a 'tagliare ogni mano' che pretenda di alterare il responso delle urne.
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venerdì 18 maggio 2012
A una settimana dal voto prende forza la campagna elettorale di Mohammed Mursi, candidato Presidente dell'FJP!
Con una iniziativa di sicuro impatto popolare e mediatico centinaia di migliaia di sostenitori del candidato presidente Mohammed Mursi, capo del Partito di Libertà e Giustizia, emanazione politica della potentissima Fratellanza Musulmana hanno formato catene umane attraverso tutta la capitale egiziana, ciascuno reggendo un cartello colorato, molti indossando t-shirt e berretti con l'effige del candidato.
Nonostante alcuni commentatori politicamente motivati lo vogliano vedere 'staccato' da candidati poco carismatici come Fotouh (che non ha trovato di meglio che attaccare il Trattato di Pace del 1979 per garantirsi un po' di visibilità) o pesantemente compromessi col passato regime di Mubarak come Amr Moussa (che fu premier per un lungo mandato nel corso degli anni '80) essi trascurano il potere di pervasione che l'Ikhwan gode all'interno del tessuto connettivo della società egiziana e quanto questo potrà rivelarsi decisivo particolarmente nel caso di un ballottaggio (che, dopo la prima tornata elettorale del 23 e 24 maggio dovrebbe tenersi tra il 16 e il 17 giugno se come appare quasi certo nessun candidato raggiungerà subito il 50 per cento più un voto di preferenze).
Nonostante alcuni commentatori politicamente motivati lo vogliano vedere 'staccato' da candidati poco carismatici come Fotouh (che non ha trovato di meglio che attaccare il Trattato di Pace del 1979 per garantirsi un po' di visibilità) o pesantemente compromessi col passato regime di Mubarak come Amr Moussa (che fu premier per un lungo mandato nel corso degli anni '80) essi trascurano il potere di pervasione che l'Ikhwan gode all'interno del tessuto connettivo della società egiziana e quanto questo potrà rivelarsi decisivo particolarmente nel caso di un ballottaggio (che, dopo la prima tornata elettorale del 23 e 24 maggio dovrebbe tenersi tra il 16 e il 17 giugno se come appare quasi certo nessun candidato raggiungerà subito il 50 per cento più un voto di preferenze).
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venerdì 11 maggio 2012
Amr Moussa e Aboul Fotouh attaccano duramente Israele nel loro "faccia a faccia" elettorale, trasmesso in diretta TV!
Due importanti candidati alle prossime elezioni presidenziali egiziane, l'ex Segretario della Lega Araba Amr Moussa e l'ex dignitario dell'Ikhwan musulmana Aboul Fotouh hanno espresso severe e ficcanti critiche al regime ebraico di occupazione della Palestina nel corso del loro seguitissimo "faccia a faccia" televisivo andato in onda nella giornata di ieri.
"Israele é un nemico, un'entità stabilita su territorio occupato che minaccia molto da vicino la stabilità e la pace del nostro Stato e del suo popolo" ha dichiarato Aboul Fotouh, che ha rinunciato al suo incarico nella Fratellanza Musulmana per potersi candidare quando ancora sembrava che la potente organizzazione religiosa e civile non volesse presentare un proprio concorrente alla compezione presidenziale (decisione poi ribaltata con la candidatura di Khairat al-Shater e la sua sostituzione con Mohammed Mursi quando il businessman Shater fu bocciato dalla commissione elettorale).
Amr Moussa, già Premier per un decennio sotto Mubarak e poi Segretario della Lega Araba ha replicato: "La maggior parte degli egiziani vede Israele come una minaccia e un nemico, non vogliono avervi rapporti e non ripongono fiducia in nessun accordo stretto in passato con quell'entità, che sospettano sia stato rispettato solo fin quando il loro paese veniva governato da autocrati sottomessi agli Usa -e quindi sotto controllo sionista-". Fotouh e il candidato della Fratellanza Moursi sono i più accreditati contendenti per la poltrona presidenziale, le chance di Moussa sono infatti inficiate dal suo passato di "uomo del regime".
"Israele é un nemico, un'entità stabilita su territorio occupato che minaccia molto da vicino la stabilità e la pace del nostro Stato e del suo popolo" ha dichiarato Aboul Fotouh, che ha rinunciato al suo incarico nella Fratellanza Musulmana per potersi candidare quando ancora sembrava che la potente organizzazione religiosa e civile non volesse presentare un proprio concorrente alla compezione presidenziale (decisione poi ribaltata con la candidatura di Khairat al-Shater e la sua sostituzione con Mohammed Mursi quando il businessman Shater fu bocciato dalla commissione elettorale).
Amr Moussa, già Premier per un decennio sotto Mubarak e poi Segretario della Lega Araba ha replicato: "La maggior parte degli egiziani vede Israele come una minaccia e un nemico, non vogliono avervi rapporti e non ripongono fiducia in nessun accordo stretto in passato con quell'entità, che sospettano sia stato rispettato solo fin quando il loro paese veniva governato da autocrati sottomessi agli Usa -e quindi sotto controllo sionista-". Fotouh e il candidato della Fratellanza Moursi sono i più accreditati contendenti per la poltrona presidenziale, le chance di Moussa sono infatti inficiate dal suo passato di "uomo del regime".
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mercoledì 18 aprile 2012
La Commissione Elettorale egiziana rifiuta tutti gli appelli dei candidati esclusi dalle presidenziali!
Come era immaginabile la Suprema Commissione Elettorale egiziana ha respinto le richieste di appello alla sua precedente decisione di togliere dalla competizione elettorale presidenziale dieci candidati, tra i quali, oltre all'ex 'Zar' dei servizi segreti di Mubarak, Omar Suleiman, figuravano però anche i candidati dei die più importanti partiti presenti in parlamento, l'FJP della Fratellanza Musulmana e l'Al-Nour degli islamisti più ortodossi.
Sembra così finita ancora prima di cominciare la corsa alla presidenza di Khairat al-Shater ed Hazem Abu Ismail rispettivamente esclusi il primo per tecnicismi riguardo alla grazia ricevuta per la detenzione inflittagli dal regime di Mubarak (detenzione non per un reato comune, ma per un reato politico -finanziamento della Fratellanza Musulmana- che a logica dovrebbe andare in prescrizione una volta caduta la dittatura) e il secondo per non essere riuscito a provare che sua madre non avesse la doppia cittadinanza (statunitense oltre che egiziana).
Motivazioni labili, meri pretesti trovati dai membri della Commissione (nominata dai Generali dello SCAF, Tantawi e soci) per "pilotare" la competizione elettorale, la Fratellanza Musulmana d'Egitto ha già annunciato che in luogo di Al-Shater il suo nuovo candidato presidente dovrebbe essere Mohammed Mursi, esponente del Partito di Libertà e Giustizia.
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domenica 15 aprile 2012
I Generali dello SCAF escludono dalle elezioni presidenziali i candidati dei partiti di maggioranza! Che 'democrazia' é?
Il quotidiano-web Ahram Online e l'agenzia stampa MENA hanno annunciato che la Suprema Commissione Elettorale Presidenziale ha escluso dalla prossima competizione per la poltrona che fu dell'autocrate Mubarak tanto il candidato dei musulmani ortodossi Hazem Salah abu Ismail quanto il candidato dell'Ikhwan Khairat el-Shater, insieme a loro sono stati dichiarati ineleggibili una manciata di candidati minori oltre a Omar Suleiman, ex-capo dello spionaggio di regime già escluso dalla corsa presidenziale da un provvedimento parlamentare recentemente approvato.
La Commissione Suprema é un organo nominato dallo SCAF, quindi in ultima analisi un'estensione del volere dei Generali legati al vecchio regime, non deve stupire che, tra gli altri essa abbia squalificato anche Omar Suleiman visto che la sua candidatura aveva creato molto scandalo, certo, egli non avrebbe avuto possibilità di vincere, ma il solo fatto di permettergli di partecipare alla competizione poteva innescare un nuovo clima di protesta che i militari vogliono a tutti i costi evitare.
Il candidato islamista ortodosso Abu Ismail é stato escluso per via del fatto che sua madre, oltre alla cittadinanza egiziana, avrebbe avuto anche quella Usa. Numerosi tentativi del candidato e del suo comitato elettorale di dimostrare il contrario non sono riusciti a persuadere la Commissione. Mentre Khairat Shater, da moltissimi consdierato già il prossimo Presidente egiziano, é stato escluso per via della condanna a sette anni di reclusione ricevuta dal regime di Mubarak; secondo la commissione la grazia ricevuta da Shater da parte degli stessi generali dello SCAF (é stato infatti liberato dopo la caduta del regime di Mubarak) riguardava solo la detenzione e non l'interdizione dai pubblici uffici.
Gli esclusi hanno ora 48 ore per presentare ricorso; la Fratellanza Musulmana in Egitto ha già dichiarato che in caso di necessità sostituirà la candidatura di Shater con quella del Capo del Partito di Libertà e Giustizia, Mohamed Mursi.
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giovedì 12 aprile 2012
Il Parlamento egiziano sbarra la strada elettorale agli ex-sgherri di Mubarak: 'silurata' la candidatura di Omar Suleiman!
Con un voto a maggioranza schiacciante il Parlamento del Cairo (dove il partito della Fratellanza Musulmana ha il 47 per cento dei seggi) ha escluso dalla prossima competizione elettorale presidenziale le figure intimamente legate all'apparato dell'ex-dittatore Hosni Mubarak.
I deputati hanno approvato una proposta che esclude categoricamente dal diritto elettorale passivo "tutte le figure che avessero incarichi ufficiali durante il passato regime".
La legge comprende l'ex-Berja di Mubarak, Omar Suleiman, la cui annunciata candidatura aveva fatto gridare allo scandalo e anche l'Ex-premier Ahmed Shafiq.
Finora si erano registrate 23 candidature per le prossime elezioni presidenziali che si dovrebbero tenere tra il 23 e il 24 maggio venturi.
L'ultima in ordine di tempo é stata proprio quella del candidato dell'Ikwhan, Khairat al-Shater, arrivata dopo che il movimento aveva ravvisato come nessuno degli altri aspiranti presidenti avesse caratteristiche desiderabili per ricevere l'appoggio della potente organizzazione.
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lunedì 9 aprile 2012
Il candidato dell'Ikwhan annuncia agli Egiziani: "Primo e massimo obiettivo della mia campagna presidenziale é rendere la Shariah legge del paese!"
Khairat al-Shater, candidato della Fratellanza Musulmana alle Elezioni presidenziali che si terranno di qui a poco (il voto sarà il 23 e il 24 maggio 2012) ha dichiarato alla Agence France Presse che il "Primo e massimo obiettivo" della sua candidatura é quello di implementare la legge coranica nel paese; a quel fine egli avrebbe intenzione di valersi dell'appoggio di un consiglio di saggi musulmani che offrano avviso e consiglio al Parlamento su come meglio arrivare a tale traguardo che instaurerebbe definitivamente la Democrazia Islamica nel paese dopo oltre trenta anni di autocrazia laicista filo-occidentale.
Shater, che durante il regime di Mubarak é stato anche imprigionato, ha promesso di spingere per "riforme profonde" nel Ministero dell'Interno onde rimuovere gli elementi legati al dittatore attualmente imprigionato, molti dei quali responsabili di torture e uccisioni, anche durante la rivoluzione di Piazza Tahrir. Shater non ha parlato di misure simili verso l'Esercito, pure rifiuta anche solo il suggerimento che l'Ikwhan e i militari si siano 'accordati' per una transizione pacifica dei poteri a patto che questi ultimi non vengano perseguiti per il loro ruolo durante gli anni passati.
Shater, 61 anni, ha inaugurato la scorsa settimana il Quartier Generale della sua campagna elettorale, raggiungendolo tra due ali di folla plaudente e festante che celebrava, con la speranza della sua elezione, di vedere calare definitivamente il sipario sull'Egitto 'addomesticato' dai trattati con Israele e intossicato dagli "aiuti" americani.
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domenica 1 aprile 2012
Sarà Khairat al-Shater il candidato della Fratellanza Musulmana per la presidenza dell'Egitto!
Esattamente come avevamo annunciato, c'é voluta giusto una settimana per sciogliere la questione della candidatura alle elezioni presidenziali egiziane che stava impegnando in un serrato dibattito i vertici dell'Ikhwan, la potente e influente Fratellanza Musulmana, e dell'FJP, partito politico da essa espresso e detentore di una maggioranza quasi assoluta (il 47 per cento dei deputati) tra i banchi del Parlamento eletto lo scorso autunno.
Il nodo gordiano é stato tagliato e, di fronte alla carenza di candidati con "un background islamico sufficientemente profondo e convincente" su cui fare convergere il capitale di seguito (e voti) a disposizione, e visto il pericolo che figure legate al vecchio regime (come l'ex 'Berja' di Mubarak, Omar Suleiman) é stato infine deciso di presentare un candidato della Fratellanza che partecipi alla competizione elettorale: il Vicesegretario dell'Ikhwan Khairat al-Shater.
Shater, sessantuno anni, professore di ingegneria e titolare di un'azienda nota e di successo, ha dichiarato che si impegnerà al massimo per cercare di risultare vittorioso alle elezioni e che, per meglio concentrarsi su questa difficile sfida, rassegnerà con effetto immediato le sue dimissioni da tutte le cariche all'interno della Fratellanza.
Il nodo gordiano é stato tagliato e, di fronte alla carenza di candidati con "un background islamico sufficientemente profondo e convincente" su cui fare convergere il capitale di seguito (e voti) a disposizione, e visto il pericolo che figure legate al vecchio regime (come l'ex 'Berja' di Mubarak, Omar Suleiman) é stato infine deciso di presentare un candidato della Fratellanza che partecipi alla competizione elettorale: il Vicesegretario dell'Ikhwan Khairat al-Shater.
Shater, sessantuno anni, professore di ingegneria e titolare di un'azienda nota e di successo, ha dichiarato che si impegnerà al massimo per cercare di risultare vittorioso alle elezioni e che, per meglio concentrarsi su questa difficile sfida, rassegnerà con effetto immediato le sue dimissioni da tutte le cariche all'interno della Fratellanza.
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