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lunedì 2 febbraio 2015

Madame Netanyahu, riciclatrice ossessiva di bottiglie di vetro per mettere le mani sui nichelini della cauzione!!

"Meni, ti sto mandando una bottiglia, mettila insieme alle altre". "Meni, vieni su a prendere le bottiglie". "Meni, ho delle bottiglie qua, passale a prendere". Queste frasi, ossessivamente ripetute per dozzine e dozzine di volte, punteggiavano la vita lavorativa di Meni Naftali, 'Governante' della sontuosa residenza della famiglia Netanyahu. L'autrice di tutti quei messaggi era la first-lady Sara, la quale, visto che nel regime ebraico di occupazione della Palestina vige ancora l'uso di 'riscattare' la cauzione delle bottiglie di vetro con qualche spicciolo, raccattava ossessivamente ogni esemplare che le capitava a tiro come la più determinata barbona della Bowery.

In Italia andato in disuso da un bel po', da quando le città si andarono popolando di inestetici 'campanoni' per la 'raccolta differenziata', che non é altro che un modo inefficiente e sprecone di fare quello che prima facevano gli stessi produttori delle bottiglie, interessati a riaverle indietro per utilizzarle ancora, la 'caccia alla bottiglia vuota era un passatempo giusto per i barboni e per i ragazzini ansiosi di procurarsi piccole somme da investire in gelati, chewing-gum, videogiochi e juke box.

martedì 28 febbraio 2012

Sono sessantotto gli ex-operai del reattore nucleare sionista malati di cancro!


Sessantotto ex-lavoratori della centrale nucleare "pirata" di Dimona, fucina atomica da cui il regime ebraico ha tratto il plutonio per il suo arsenale nucleare illegale, sono malati di cancro a causa della scadente qualità delle misure di sicurezza e hanno fatto causa al Governo chedendo un risarcimento di oltre 120 milioni di Shekel (poco meno di trenta milioni di Euro).

Un'ultima pattuglia di 24 pazienti, la cui malattia é stata diagnosticata recentemente, si é unita alla parte civile proprio questo lunedì, portando appunto a sessantotto il numero dei casi finora riscontrati. Il reattore nucleare di Dimona é un vecchio modello ricevuto dalla Francia durante gli anni cinquanta, assolutamente non al livello di sicurezza riscontrabile negli impianti di terza generazione.

Responsabili della centrale nucleare hanno contrastato le richieste degli ex-dipendenti, asserendo che i livelli di radiazione cui possono essere esposti i lavoratori della centrale non sono sufficienti a causare malattie. Il numero dei casi riscontrati, tuttavia, é molto superiore alla media statistica. Inoltre, nella zona attorno alla centrale, le mutazioni nella flora e nella fauna sono ben note, così come casi di sterilità e cancro nelle comunità più prossime al reattore.
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lunedì 27 dicembre 2010

Psicologo palestinese sporge denuncia contro Israele per la morte dei suoi tre figli, uccisi durante il "Pogrom" contro Gaza

Oltre quattrocento bambini e bambine palestinesi sono caduti sotto i colpi dell'eserctio sionista durante il brutale "pogrom" militare scatenato contro la Striscia di Gaza esattamente 728 giorni fa; molte altre centinaia furono quelli mutilati e feriti, condannati a una vita da disabili in un territorio tenuto sotto assedio dai tronfi generali delle forze armate più (im)morali del mondo, capaci di riempire i propri arsenali con le tasse pagate dai cittadini di un altro Stato, ma incapaci di prevalere su movimenti di popolo come Hezbollah in Libano e Hamas nella Striscia.




Il dottor Ezzedin Abu Elaish, cittadino di Gaza la cui casa venne centrata in pieno da un proiettile di cannone israeliano perse in un colpo solo il figlio ventenne Bissan e le due figlie Mayar, di quindici anni e Aya di 13. Incapace di prendersi la propria vendetta con le armi, avendo dedicato la vita ad attutire e alleviare le sofferenze altrui, il dottor Elaish, psicologo infantile con una vera e propria specializzazione su traumi e shock bellici nei giovani palestinesi, ha deciso di combattere la mostruosa, inumana ingiustizia inflittagli dallo Stato sionista con le armi della Ragione e del Diritto.

Nella giornata di ieri il medico ha infatto sporto una massiccia richiesta di compensazione per danni e sofferenze morali contro l'IDF, Tsahal, la forza militare che lo Stato ebraico scatena a piacimento contro obiettivi civili secondo gli espliciti dettami della Dottrina Dahiya, un protocollo operativo che lungi dall'evitare di coinvolgere strutture e personale non combattente le rende anzi obiettivo primario per "mettere in crisi" la struttura dei movimenti di Resistenza araba e palestinese.

"La tragedia che mi ha colpito rimarrà sempre con me, anche se otterrò ragione; ma sporgere la denuncia era necessario, per mostrare anche a Israele che esiste un Diritto superiore a quello della forza bruta". Might is not Right per il dottor Elaish e, insieme a tutti coloro che mantengono viva la fede nella Giustizia, noi di Palaestina Felix speriamo di poter vedere questo assunto confermato e rafforzato da una storica sentenza che metta i sionisti di fronte al peso e alla responsabilità per le loro azioni eccessive e prive di scrupoli, che hanno privato un genitore dell'affetto e del conforto dei suoi tre figli.