Visualizzazione post con etichetta Centrale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Centrale. Mostra tutti i post

domenica 4 gennaio 2015

La vigilanza dell'IRGC sventa il tentativo sionista di assassinare un altro scienziato nucleare iraniano!

Il regime ebraico di occupazione della Palestina ha pianificato per due anni l'assassinio di un importante scienziato nucleare iraniano, ma la sorveglianza della Guardia Rivoluzionaria ha sventato il progetto, salvando la vita del ricercatore.

La rivelazione é stata fatta dal Colonnello Yaqoub Baqheri, dell'IRGC, nel corso di un'intervista all'agenzia FARS; prima l'argomento era top secret visto che erano in corso le indagini per risalire a tutti i livelli della cospirazione omicida sionista.

Mostafa Ahmadi Roshan, Daryoush Rezaeinejad, il Professor Majid Shahriari e il Professor Masoud Ali-Mohammadi sono stati assassinati dai sionisti con l'aiuto di criminali come l'MKO e i trafficanti di droga, usati come tramite, corrieri e agenti dagli assassini di Tel Aviv.

Ma Tel Aviv, nel disperato tentativo di rallentare i progressi nucleari iraniani, é anche ricorsa al cyber-terrorismo, venendo però contrastata e sconfitta anche in quel campo dall'abilità dei tecnici informatici di Teheran.

lunedì 2 dicembre 2013

Salehi: "OVVIAMENTE l'Iran costruirà una nuova centrale nucleare a Bushehr a partire dal 2014!"

Il Capo dell'Agenzia Atomica della Repubblica Islamica iraniana, Ali Akbar Salehi, ha confermato che é intenzione di Teheran di iniziare nel 2014 la costruzione di un secondo impianto nucleare a fianco di quello recentemente entrato in funzione nella città di Bushehr nel 2011 grazie alla cooperazione della Russia.

"L'accordo raggiunto a Ginevra poche settimane fa ci ha convinto che ormai il clima é positivo e costruttivo a sufficienza per permettere il rapido completamento di un nuovo impianto nucleare in loco, che potrà generare fino a 4000 MW di potenza, che uniti a 1000 già generati dalla centrale ora in funzione soddisferanno le nostre previsioni per un output ottimale dei siti di Bushehr attorno ai 5000 MW".

I piani energetici iraniani, prevedendo la totale indipendenza dai pure ricchissimi giacimenti di idrocarburi nazionali (in modo da poterne esporrtare con profitto fino all'ultima goccia) prevede 20000 MW provenienti dal comparto nucleare, una proiezione che per venire soddisfatta richiederà non meno di 15 centrali nucleari funzionanti, forse anche venti.

domenica 10 novembre 2013

Il Ministro della Salute palestinese avverte: "500K litri di gasolio al mese per far funzionare i generatori di ospedali e cliniche!"

Il Ministro della Salute Mofid Mukhalalati ha avvertito che, in conseguenza dello 'stop' imposto alla centrale elettrica di Gaza a causa della mancanza di carburante, "gravissimi problemi, potenzialmente letali" potrebbero presentarsi nel settore sanitario del territorio palestinesei strangolato dal regime sionista.

Soltanto per far funzionare i generatori a combustibile minimamente necessari al funzionamento delle apparecchiature d'emergenza il Ministero della Salute dovrebbe avere accesso ad almeno mezzo milione di litri di gasolio al mese (senza contare il problema delle emissioni atmosferiche di detti generatori).

Questo farebbe correre il rischio ai 476 pazienti dializzati di Gaza, ai 45 neonati prematuri ospiti delle incubatrici, agli operandi che necessitano del sangue conservato nelle cinque banche del plasma di trovarsi improvvisamente privati della capacità di sopravvivere, qualora l'output dei generatori d'emergenza non possa venire garantito.

Chissà se la commissione europea in visita si é resa conto di questa realtà?

mercoledì 1 maggio 2013

Assad celebra il Primo Maggio alla Centrale Elettrica di Tishreen: "Voi sventate i piani di quanti vorrebbero l'Oscurità sulla Siria!"

Per celebrare la Giornata Internazionale dei Lavoratori e contemporaneamente dimostrare la sicurezza e la fiducia che ripone nel proprio popolo fedele il Presidente siriano Bashir Assad si é recato alla Centrale elettrica di Tishreen, visitandola in tutte le sue parti, ricevendo l'omaggio dei lavoratori e discutendo con rappresentanze dei tecnici, degli operai, dei sindacati e della dirigenza dell'impianto.
Ancora una volta si é visto come al contrario di quanto racconti lo spudorato "panzanificio" occidentale la Siria resista come un solido blocco alle offese e agli attacchi dell'internazionale imperialista-qaedista, unita in una apparentemente blasfema alleanza che é solo conseguente quando si ricordi quali origini abbia la diffusione del wahabismo a livello internazionale, usato come arma dalla CIA fin dall'inizio degli anni '80.

Parlando ai lavoratori Assad ha dichiarato: "La vostra opera quotidiana sventa e vanifica i tentativi di quanti vorrebbero precipitare la Siria nell'oscurità, sia in maniera metaforica, sia in maniera pratica e concreta, visto che permettete ai vostri compatrioti e concittadini di godere dell'energia necessaria a condurre normalmente le loro vite e il loro lavoro".

sabato 30 marzo 2013

Sempre più filosionista, il Governo egiziano si scatena contro i tunnel che sostengono Gaza sequestrando tonnellate di carburante!

Altro che apertura del varco di confine di Rafah! Altro che allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana! Altro che distribuzione di metano e gasolio dal Cairo verso il ghetto palestinese assediato!! Oltre un anno dopo la presa del potere da parte dell'Ikhwan dei Fratelli Musulmani non si é registrato alcun cambiamento in positivo per le condizioni dell'enclave palestinese brutalmente assediata da Israele, anzi! Gli unici cambiamenti si sono avuti in una escalation degli attentati contro i "Tunnel della Vita" e i loro lavoratori che rischiando la pelle ogni giorno riforniscono Gaza di derrate drammaticamente necessarie!

Se bene o male il regime di Mubarak chiudeva un occhio, promettendo la costruzione di barriere che poi in realtà andava a rilento e non bloccavano mai veramente il flusso delle merce importanti, i Fratelli Musulmani di Mursi e soci ansiosi di presentare ottime credenziali filo-imperialiste e filo-sioniste a Washington e a Tel Aviv avranno chiuso oltre 200 passaggi sotterranei finora; il loro 'capolavoro' finora rappresentato dal sequestro di 70 tonnellate di gasolio e benzina avvenuto proprio l'altro giorno.

A Gaza il combustibile é necessario per far funzionare i generatori a combustibile che quasi ogni famiglia possiede per far fronte ai frequenti e prolungati black-out causati dallo shylockiano strangolamento economico imposto dal regime ebraico.

mercoledì 18 aprile 2012

Il Ministro della Difesa iraniano dichiara: "Il nostro Bavar-373 rende totalmente inutile l'acquisto degli S-300 russi!"


 Il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica dell'Iran, Brigadier Generale Ahmad Vahidi ha dichiarato che negli ultimi 5 anni la produzione di un sistema antiaereo totalmente nazionale in grado di prendere il posto delle batterie russe S-300 ha dato "risultati incredibilmente soddisfacenti" colmando quella che poteva diventare una preoccupante lacuna nello schermo antiaereo posto a protezione delle infrastrutture sensibili del paese, a partire da impianti e installazioni del programma nucleare.

Parlando a una cerimonia compresa nel programma di celebrazioni per la Giornata Nazionale delle Forze Armate a Teheran il Ministro Vahidi ha dichiarato che la produzione del sistema indigeno denominato "Bavar-373" (dal persiano per 'Fede, Credenza') é in corso e tutti i test finora effettuati hanno dato risultati più che positivi. Ulteriori ragguagli sulle capacità di questo sistema antiaereo verranno rivelati nei prossimi mesi.

Il Vicecomandante della Base di Difesa Aerea di Khatam al-Anbiya, Generale Shahrok Sharram aveva dichiarato nell'ottobre 2011 che, dopo il collasso delle trattative per la fornitura di batterie antiaeree russe S-300 l'Organizzazione delle Industrie della Difesa aveva lanciato, oltre a un progetto di potenziamento dei sistemi S-200 già in uso in tutto il paese un programma di sviluppo di un'alternativa nazionale basandosi sull'esperienza del personale formatosi in Russia per operare gli S-300, su alcuni esemplari dello stesso acquistati segretamente in Bielorussia e su piani e progetti acquisiti indipendentemente grazie agli sforzi dei servizi segreti.

Il risultato é stata la nascita di 'Bavar' che, integrato con gli stessi radar usati dagli S-300 (modelli 'Nebo' -foto sotto- e '64N6' -foto sopra- per la ricerca rispettivamente VHF e 3d), é in grado di fornire prestazioni identiche nel contrasto a incursori a bassa segnatura ('stealth'), missili da crociera e missili balistici ben superiori a quelle fornite dai 'Patriot 3' statunitensi o dai più volte annunciati e mai sperimentati modelli israeliani, ('Arrow', 'Magic Wand' e via discorrendo...) costantemente piagati da mancanza di fondi, test fallimentari e continui rinvii.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 31 marzo 2012

Ricerca del Congresso Usa rivela: "Impossibile per Israele rallentare il progresso atomico di Teheran con un attacco aereo!"

Il radar russo NEBO-SVU, specialmente studiato per intercettare gli aerei "stealth", é presente nell'arsenale difensivo iraniano da almeno due anni.
Una ricerca commissionata dal Congresso Usa ha evidenziato come "con ogni probabilità" un attacco, o persino una 'serie di attacchi' israeliani contro l'Iran non sarebbero in grado di ottenere 'alcun risultato durevole' contro il programma nucleare della Repubblica Islamica, infliggendogli danni che potrebbero essere già recuperati dopo appena sei mesi dal termine della campagna militare.

I ricercatori hanno comunicato alla loro committenza che, secondo un rapporto ottenuto dall'agenzia Bloomberg, "Gli impianti nucleari iraniani sono più protetti, più dispersi e più frammentati di quanto normalmente ritenuto dagli analisti militari occidentali e israeliani, presentando perciò un bersaglio straordinariamente sfuggente ed etereo".

Secondo il documento consegnato al Servizio di Ricerche del Congresso, "La consapevolezza della futilità di un simile 'gambit' militare é stata alla base per il costantemente diminuito tasso di entusiasmo verso l'ipotesi di un attacco all'Iran da parte dell'establisment militare israeliano, da settembre 2011 in avanti schieratosi sempre più apertamente contro l'idea di un 'blitz' nel Golfo Persico che, di fronte a incerte prospettive di successo presenta invece probabilissime se non sicure perdite difficilmente giustificabili o assorbibili, sia pure da parte di una potenza militare regionale come lo Stato ebraico".

Attacchi massicci e contemporanei contro Esfahan, Natanz e Arak, comporterebbero l'impiego del 25-30 per cento di tutti gli apparecchi di prima linea attualmente in servizio nell'aeronautica sionista, tra cui l'intera linea di volo del modello più avanzato, l'F-15 I (presente in 25 esemplari). Contro questi attaccanti si staglierebbe una cortina antiaerea di minacciose proporzioni recentemente rinforzata con l'acquisto di sistemi di disturbo e di 'guerra elettronica' che hanno permesso agli Iraniani di cogliere clamorosi e stupefacenti successi come nel recente caso del drone 'stealth' americano intercettato e catturato.

Michael Hayden, ex-Direttore della CIA, attualmente in forza all'NSA, dichiara senza mezzi termini che "Un attacco pesantemente vulnerante al programma nucleare di Teheran é del tutto fuori dalle capacità militari israeliane", di fronte a tale certezza le uniche tattiche possibili sarebbero quella di prevedere periodici "richiami" di un attacco iniziale oppure quella di colpire l'Iran in un'unica soluzione con armi nucleari.


Ovviamente la prima sarebbe disastrosa visto che scatenerebbe quasi automaticamente un conflitto allargato in Medio Oriente, mentre la seconda, stranamoresca opzione non garantirebbe comunque l'automatico raggiungimento dei risultati sperati visto che esistono molti dubbi sulla capacità dei vettori balistici israeliani (anche quando fossero lanciati dai sommergibili recentemente donati a Tel Aviv da Dama Merkel) di poter colpire con la precisione necessaria le sedi del programma atomico iraniano.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 25 marzo 2012

La Tunisia sostiene il diritto dell'Iran a sviluppare il proprio pacifico programma nucleare!


Il Ministro degli Esteri tunisino Rafik Abd-es-Salam ha dichiarato che, in quanto membro fondatore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e firmatario del Trattato di Nonproliferazione Nucleare la Repubblica Islamica dell'Iran ha tutti i diritti di sviluppare un proprio programma nucleare civile senza indebite pressioni o minacce da parte di paesi terzi.

Durante un incontro con Peymen Jebeli, nuovo ambasciatore iraniano a Tunisi il Ministro Abd-es-Salam ha asserito il sostegno del proprio paese al programma nucleare iraniano indicandone la natura strettamente pacifica e stigmatizzando invece la Comunità Internazionale per il fallimento nel suscitare attenzione e contromisure nei confronti di Israele, paese che notoriamente possiede un vasto arsenale atomico non registrato e non monitorato e che si sta impegnando, col decisivo sostegno di alcuni paesi occidentali come ad esempio la Germania, a rendere ancora più sfuggente e letale la propria minaccia nucleare.

Abd-es-Salam ha lodato i risultati ottenuti dalla Repubblica Islamica nel campo dell'economia, della scienza, della tecnologia, sottolineando come la nuova Tunisia post-Ben Ali sia ansiosa di estendere i legami tra i due paesi in questi e in numerosi altri campi. Da parte sua l'ambasciatore Jebeli si é congratulato col popolo tunisino per il recente primo anniversario della Rivoluzione e per essere riuscita a offrire al mondo lo spettacolo di una transizione dall'autoritarismo alla vera democrazia sorprendentemente rapida ed efficace. Jebeli ha anche confermato che Teheran é pronta a offrire tutto il suo know-how e la sua cooperazione in qualunque campo Tunisi desideri approfondire i rapporti bilaterali tra i due paesi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 12 marzo 2012

Cemento iraniano antisisma, rinforzato con quarzo e fibre, rende le installazioni nucleari resistenti alle più pesanti bombe Usa!


Mentre da parte sionista e americana continua imperterrita la propaganda bellicista riguardo all'eventualità di raid e bombardamenti contro il pacifico programma nucleare della Repubblica Islamica arriva da una fonte imprevista ma sicuramente attendibile un nuovo elemento che lancia l'ennesima ombra di dubbio sull'effettiva efficacia di attacchi aerei, per quanto ripetuti e profondi, contro le installazioni tecnologice di Teheran, soprattutto quelle sotterranee e fortificate.

Sul sito-web della 'Aggregate Research', branca tecnico-scientifica delle omonime 'Aggregate Industries' gruppo britannico dei materiali da costruzione é apparso un articolo valutativo che indica come in Iran, a causa della nota sismicità di alcune regioni del paese, sia prassi comune utilizzare un tipo di calcestruzzo del tutto particolare, frutto della ricerca nazionale sulla qualità e le proprietà dei materiali, rinforzato con polveri di quarzo e fibre, che lo rende di grado 'UHP' (Ultra-High Performance), più rigido rispetto alle sollecitazioni sussultorie e più elastico e in grado di trasmettere e disperdere energia rispetto a quelle ondulatorie.

Lo sviluppo di questo particolare tipo di cemento nazionale, a sua volta frutto delle sanzioni decretate contro la Repubblica Islamica dai paesi occidentali imperialisti, con ogni probabilità rende bunker e installazioni sotterranee iraniane molto più resistenti e imperive alle capacità deflagranti e penetrative anche delle più pesanti "bunker buster", né é il caso di dubitare che l'UHPC (Ultra High Performance Concrete) sia stato usato nelle installazioni nucleari, vista l'enorme diffusione del suo uso (anche le tubature dei collettori fognari sono realizzate in questo materiale in Iran) e la peculiare necessità di proteggere al massimo simili siti dagli effetti di sismi e terremoti.

Ancora una volta, le politiche inique e punitive dell'occidente arrogante contro l'Iran si sono trasformate in un boomerang, dando alla Repubblica Islamica un'arma in più per proteggersi contro i 'diktat' e le minacce di Washington e Tel Aviv.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 8 marzo 2012

Manifestazione a Gaza per indurre l'Egitto a rifornire la Striscia di carburante!


Dimostranti palestinesi hanno picchettato l'ambasciata egiziana a Gaza con bandiere e striscioni per invitare il Governo del Cairo a supplire alla penuria di carburante ed energia causata nel ghetto assediato dallo strangolamento economico sionista; la maggior parte degli astanti erano pazienti delle strutture sanitarie dell'enclave litoranea la cui salute dipende in qualche modo da terapie legate alla regolarità della fornitura elettrica, messa gravemente in forse dalla carenza di combustibile che ha forzato recentemente la chiusura dell'ultimo gruppo generatore della centrale elettrica della Striscia.

I palestinesi riunitisi a Gaza hanno espresso che, per una soluzione definitiva della questione l'intera Striscia venga connessa permanentemente alla rete elettrica egiziana, mentre, in un evento correlato, l'Autorità per l'Energia e le Risorse Naturali di Gaza ha comunicato al Governo del Cairo di avere completato le procedure tecniche per ricevere la promessa fornitura di combustibile diesel che dovrebbe perlomeno calmierare l'attuale emergenza. Un'area nei pressi di Rafah sarebbe stata approntata per ricevere quanto recentemente promesso dall'Egitto.

Ancora una volta, secondo le stesse parole del Portavoce dell'Authority Ahmed Abul Amrin, per la sopravvivenza del ghetto palestinese assediato si sono rivelati fondamentali i "Tunnel della Vita", arterie di contrabbando attraverso le quali lo stesso Governo di Hamas ha ammesso che una minima quantità di diesel, sufficiente a riattivare per poche ore al giorno almeno un generatore della centrale elettrica, é stata procurata, sia pure con gravi rischi e un alto prezzo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 3 marzo 2012

Haniyeh: "La penuria di energia a Gaza non modificherà di un millimetro la posizione di Hamas, del Governo, della Resistenza!"


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh, parlando nel corso delle preghiere del venerdì, ha dichiarato che l'attuale crisi energetica di Gaza, provocata dal perdurante assedio sionazista, al contrario di quanto sperano i suoi fomentatori e i suoi architetti di Tel Aviv e Washington non modificherà "nemmeno di un millimetro" la posizione dell'Esecutivo, del Movimento Hamas e del fronte della Resistenza, che rimane fedele ai suoi obiettivi e ai suoi intenti e non é intenzionato a rilasciare alcuna concessione, 'riconoscimento' o altro nei confronti del campo dell'occupazione sionista.

"Vi sono partiti, forze, schieramenti che vorrebbero che il nostro Governo, il nostro Movimento, assumessero un'atteggiamento pacioso, rilassato, conciliatore e sottomesso, ma noi daremo uno schiaffo alle loro aspettative trovando una soluzione definitiva e radicale al problema dell'approvvigionamento energetico, che tuttavia conservi intatta la nostra dignità e i nostri intenti". Haniyeh ha lasciato intendere che sono a buon punto i contatti con diversi stati arabi, specialmente con l'Egitto, mediati da diverse personalità islamiche per fare in modo che Gaza riceva dall'esterno l'energia che non può più produrre autonomamente.

"E' bene che queste forze e questi partiti cessino di fare pressioni verso di noi perché deve essere loro chiaro una volta per tutte che né la penuria di corrente elettrica né nessun altro genere di penuria riusciranno a farci modificare atteggiamento e intenzioni". In conclusione Haniyeh ha dichiarato che spera quanto prima di vedere risolto il problema dell'elettricità a Gaza visto che é uno di quelli che ha causato più disagi e sofferenze alla popolazione civile, la quale tuttavia ha regito esemplarmente stringendosi attorno al Governo, alle forze di Hamas e agli altri rappresentanti del Fronte della Resistenza.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 28 febbraio 2012

Sono sessantotto gli ex-operai del reattore nucleare sionista malati di cancro!


Sessantotto ex-lavoratori della centrale nucleare "pirata" di Dimona, fucina atomica da cui il regime ebraico ha tratto il plutonio per il suo arsenale nucleare illegale, sono malati di cancro a causa della scadente qualità delle misure di sicurezza e hanno fatto causa al Governo chedendo un risarcimento di oltre 120 milioni di Shekel (poco meno di trenta milioni di Euro).

Un'ultima pattuglia di 24 pazienti, la cui malattia é stata diagnosticata recentemente, si é unita alla parte civile proprio questo lunedì, portando appunto a sessantotto il numero dei casi finora riscontrati. Il reattore nucleare di Dimona é un vecchio modello ricevuto dalla Francia durante gli anni cinquanta, assolutamente non al livello di sicurezza riscontrabile negli impianti di terza generazione.

Responsabili della centrale nucleare hanno contrastato le richieste degli ex-dipendenti, asserendo che i livelli di radiazione cui possono essere esposti i lavoratori della centrale non sono sufficienti a causare malattie. Il numero dei casi riscontrati, tuttavia, é molto superiore alla media statistica. Inoltre, nella zona attorno alla centrale, le mutazioni nella flora e nella fauna sono ben note, così come casi di sterilità e cancro nelle comunità più prossime al reattore.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 24 febbraio 2012

Lo scudo antiaereo della Repubblica Islamica é ormai "a prova di drone" grazie ai dati catturati di recente!


A poche ore dalla conclusione della vasta e impegnativa esercitazione antiaerea che ha avuto luogo nel Sud dell'Iran, circa nella zona attorno alla centrale nucleare di Bushehr, emergono rapporti secondo i quali nel corso delle manovre una particolare attenzione é stata riservata alla simulazione di infiltrazione, rilevamento, identificazione e contrasto (abbattimento o altro) di ipotetici velivoli senza pilota i cui parametri operativi sono stati accuratamente modellati e simulati sulla base dei dati accumulati dai tecnici e dagli ingegneri iraniani in questi ultimi mesi grazie agli esemplari di droni Usa e israeliani abbattuti o catturati.

Del resto, la recente (e preoccupata) dichiarazione da parte americana che l'RQ-170 'Bestia di Kandahar' che era stato dirottato e catturato dalle forze iraniane non aveva avuto modo di 'friggersi il cervello', cancellando la banca dati interna prima che potesse venire analizzata dagli esperti di Teheran (e dai loro colleghi russi e cinesi accorsi a frotte in Iran nei giorni immediatamente successivi) sottintendeva proprio questo: più e più dati sono disponibili all'Iran riguardo performance e tattiche dei droni occidentali e sempre meno speranze esistono che questi possano impunemente penetrarne e violarne lo spazio aereo, tantopiù 'segretamente' senza che radar e batterie antiaeree se ne avvedano e reagiscano di conseguenza.

L'attenzione al rilevamento e al contrasto elettronico, tuttavia, non si é risolta nell'oblio delle tecniche più tradizionali del contrasto antiaereo: artiglierie automatiche di medio e grosso calibro, squadre di motociclisti e fuoristrada equipaggiati di SAM spalleggiabili e altri sistemi missilistici mobili sono state intensamente spiegate e testate nel tentativo di costruire un 'filtro antiaereo' a maglie molto strette, che sia in grado di proteggere il paese sia da bombardieri che incrocino ad alta quota, (come i B-2), sia da cacciabombardieri modello F-16 ed F-18, che da missili da crociera volanti a basse e bassissime altitudini.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 23 febbraio 2012

Nuovi modelli di radar iraniani testati con successo nella recente esercitazione antiaerea nel Sud del paese!


Si conclude oggi l'esercitazione antiaerea dell'Esercito iraniano, denominata convenzionalmente 'Tharallah', che negli ultimi quattro giorni ha interessato 190mila Km quadrati nel Sud dell'Iran; zona al centro della quale si trova la centrale nucleare di Bushehr, da tempo operativa e che contribuisce 1000 MW al giorno alla rete elettrica della Repubblica Islamica.

In particolare, durante la manovra, sono stati testati e valutati numerosi sistemi radari di produzione iraniana: dalle copie dei 'Kasta' russi ai 'Nebo', fino ai nuovi modelli 'Kashef' e 'Matla' al-Fajr', che si sono rivelati estremamente efficaci nel trasmettere puntuali e dettagliate informazioni ai loro controllori riguardo a numero, quota, rotta d'ingresso e atteggiamento operativo dei velivoli dell'aviazione che nell'esercizio giocavano il ruolo dell'aggressore.

La Repubblica Islamica iraniana mantiene un saldo e attento controllo sopra il suo spazio aereo, come dimostrano incidenti recenti e meno recenti nei quali é riuscita a individuare, abbattere o persino a 'dirottare' ciberneticamente velivoli da ricognizione senza pilota inviati a spiarla da potenze ostili; Stati Uniti e Israele in primis.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 22 febbraio 2012

Salehi: "La Repubblica Islamica sta preparandosi autonomamente ad arricchire l'uranio al 20 per cento!"


Il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha dichiarato che la Repubblica Islamica é attualmente impegnata a dotarsi delle risorse e delle apparecchiature necessarie per portare il proprio controllo del ciclo dell'uranio completamente al livello del 20 per cento di arricchimento, incontrando un apprezzabile successo nello sforzo nonostante i tentativi delle arroganze potenze imperialiste istigate da Usa e Israele che vorrebbero frenare, sviare o distruggere i progressi di Teheran in questo delicato campo delle tecnologie avanzate.

Salehi nel suo intervento ha articolato che, essendo la capacità di arricchire l'uranio a tale livello considerata esclusivo appannaggio delle 'potenze nucleari conclamate' il Governo iraniano si aspetta una reazione ammirata e stupita da parte dell'Occidente. La decisione di spingere i propri sforzi nucleari in questo senso é venuta dalle difficoltà di ottenere, ai sensi del Trattato di Nonproliferazione Nucleare una fornitura di uranio arricchito al 20 per cento dalla IAEA, come sarebbe prerogativa di Teheran. A quel punto, di fronte alle neghittosità di una Agenzia Atomica evidentemente vittima dei 'diktat' americani e sionisti la Repubblica Islamica ha pensato bene che "Chi fa da sé fa per tre".

L'Iran aveva già mostrato la sua capacità di compiere significati passi avanti in totale autonomia nel suo programma nucleare lo scorso 15 febbraio, quando elementi di combustibile di totale produzione iraniana sono stati inseriti per la prima volta nel reattore nucleare sperimentale di Teheran, sotto il controllo attento di ispettori e inviati dell'Agenzia Atomica. Ovviamente rifornire di combustibile iraniano le strutture previste dall'ambizioso piano di sviluppo nucleare della Repubblica Islamica sarà un obiettivo realizzabile solo con un grande sforzo scientifico, tecnico e industriale.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

"Fiat Lux!" L'Egitto garantisce alla Striscia di Gaza la fornitura di 22 Megawatt di elettricità a partire dalla prossima settimana!


Un grande successo ha coronato la missione egiziana del Premier palestinese Ismail Hanyieh, che, dopo aver incontrato tutte le massime cariche dello Stato e i rappresentanti della Camera recentemente eletta ha dichiarato che il problema della penuria energetica nella Striscia di Gaza verrà presto risolto "radicalmente", grazie "all'attivazione di alcuni meccanismi su cui abbiamo avuto assenso e rassicurazione da parte del Cairo".

Oltre alle figure istituzionali e politiche Haniyeh si é anche intrattenuto a lungo a parlare con il Presidente della Banca Islamica per lo Sviluppo nel corso di una lunga e approfondita conversazione telefonica, totalmente incentrata sui bisogni e le condizioni del ghetto costiero assediato da quasi cinque anni dal blocco economico israeliano. Anche il portavoce del Governo palestinese Tahir al-Nunu ha affermato che vi sono stati 'segnali molto positivi' durante i recenti colloqui per risolvere la situazione di Gaza.

Intanto, in attesa di iniziative più radicali e durature, il Ministro dell'Energia Elettrica egiziano Hassan Younis ha dichiarato ieri che il suo paese fornirà a Gaza 22 MW di elettricità al giorno a partire dalla prossima settimana, cominciando così ad alleviare i disagi causati dal fermo pressoché totale dell'unica centrale termoelettrica attiva nella Striscia, rimasta recentemente senza carburante. Non vi sono invece notizie definitive sul preteso tentativo di Omar Khattana (membro di Fatah e responsabile dell'Autorità energetica per la Cisgiordania) di 'sabotare' la trasferta egiziana degli ex-dipendenti dell'Authority in modo da tentare di impedire che Hamas potesse avocare a sé la soluzione della crisi elettrica di Gaza.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Esercitazione antiaerea dell'Esercito Iraniano intorno alla centrale nucleare di Bushehr!


L'Esercito iraniano sta tenendo vaste esercitazioni attraverso una vasta area nel Sud del paese, con l'obiettivo di migliorare la responsività delle difese antiaeree della Repubblica Islamica contro differenti generi di minaccia. Il "via" alla manovra é stato dato dalla base aerea di Khatam al-Anbiya, da cui ha avuto inizio la quattro giorni di manovre denominanta convenzionalmente "Tharallah". Non é un caso che più o meno al centro dei 190000 Km quadrati teatro dell'esercizio si trovi la centrale nucleare di Bushehr.

L'esercitazione prevede quattro fasi successive, durante le quali l'Esercito testerà e valuterà il tasso di efficienza operativa dei suoi missili terra-aria, dei suoi equipaggiamenti radar, delle sue artiglierie antiaeree e, infine, anche dei propri caccia intercettori. La quarta fase, ovviamente, vedrà la cooperazione dell'IRIAF anche dalla parte dei 'difensori', mentre nelle tre fasi precedenti i colleghi dell'aviazione si limiteranno a giocare il ruolo degli ipotetici aggressori impegnati in una campagna aerea contro l'Iran.

Sia le forze armate regolari che il corpo della Guardia Rivoluzionaria si sono impegnate recentemente in intense serie di esercitazioni per dimostrare la prontezza e la responsività delle difese iraniane a fronte della campagna propagandistica e intimidatoria condotta contro Teheran da parte delle potenze arroganti imperialiste e sioniste, nell'ambito della quale più volte si é ventilata l'ipotesi di un attacco aereo contro i siti del programma nucleare nazionale.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 20 febbraio 2012

Il Premier palestinese Haniyeh diretto in Egitto per colloqui sulla crisi energetica di Gaza!


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh, tornato da poco dalla sua seconda serie di visite diplomatiche ufficiali, che lo hanno portato a visitare i paesi arabi del Golfo Persico e l'Iran avrebbe mobilitato il suo staff per preparare una nuova trasferta, questa volta verso il Cairo, per discutere della gravissima penuria di elettricità nella Striscia di Gaza che rischia di causare "serie conseguenze dal punto di vista economico, umanitario e sanitario".

La notizia é stata riportata dal suo consigliere politico Yusuf Rezeq nella giornata di ieri e ripresa poi dall'agenzia stampa "Palestine Information Center". Secondo le parole di Rezeq per avere successo la missione diplomatica egiziana deve includere colloqui con tutte le espressioni della società politica: i vertici del Parlamento recentemente eletto, ma anche i leader del Consiglio Supremo delle Forze Armate.

"Speriamo, a beneficio di tutti gli abitanti di Gaza vessati dall'inumano assedio sionista, che la visita porti a risultati rapidi e determinanti, che consentano una normalizzazione della situazione energetica ed elettrica", ha concluso il consigliere di Haniyeh. A domande dei cronisti presenti alla conferenza Rezeq ha dichiarato che, più avanti nel futuro, il Premier Haniyeh prenderà in considerazione una terza tratta di visite diplomatiche verso paesi come Indonesia, Malesia, Pakistan e Bangladesh.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 16 febbraio 2012

Persino il 'bushevico' Bolton lo ammette: "Col controllo iraniano sul ciclo dell'uranio inutili persino i bombardamenti degli impianti!"


"Teheran sarà potenza nucleare!", questa, pronunciata con tutta la stizza e il rimorso che ci si aspetta da un sostenitore 'di tre cotte' dei sogni imperiali "Neocon", (trasformatisi poi in amari incubi nei sobborghi di Sadr City e Fallujah) e membro 'di sei cotte' della lobby filosionista che tiene in mano la politica Usa, é la amara conclusione tratta da John Bolton in coda al commento rilasciato alla notizia che l'Iran ha iniziato a inserire elementi nucleari di propria produzione nel reattore sperimentale della capitale e, con la messa in linea di nuove migliaia di centrifughe a esafluoruro ha praticamente in mano tutto il ciclo dell'arricchimento del carburante nucleare, a prescindere da accordi, forniture, contratti e altre simili pastoie.

L'Iran ha a disposizione giacimenti di uranio a Saghand, e a Gachin, nei pressi di Bandar Abbas, da cui stime di esperti cinesi hanno previsto che si possano estrarre, rispettivamente, 20 e 50 tonnellate di materiale per anno, più che a sufficienza per mantenere operativo un programma nucleare anche ambizioso come quello della Repubblica Islamica che vuole saggiamente risparmiare petrolio e gas per la lucrosa esportazione e risolvere con un mix di energia atomica e fonti rinnovabili le richieste del mercato interno.

Bolton, alfiere dell'intervento militare sempre e comunque, fa quasi tenerezza mentre, sconsolato, scuote la testa e, a spalle incurvate, muove la bocca sotto i candidi e folti baffoni da tricheco per pronunciare la seguente frase: "Anche se l'Iran venisse attaccato domani dubito che una campagna di bombardamenti possa riuscire a rompere il suo controllo del ciclo dell'uranio; sono conoscenze che, una volta acquisite, sono molto facili da replicare e conservare, il che é molto sfortunato". 'Sfortunato', aggiungiamo noi, per un imperialista fan di Israele, che, a fronte dei grandi passi in avanti fatti dalla Repubblica Islamica nel campo delle tecnologie più avanzate non potrà più raccontare la storiella dei 'musulmani arretrati'.

Cosa che ci farà estremamente piacere!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Rybakov: "Inutili le sanzioni contro l'Iran, l'unica strada percorribile é quella di un serio negoziato!"



Il Viceministro russo per gli Esteri Sergei Rybakov ha dichiarato che, esattamente come previsto, le 'sanzioni' decretate da Usa e Occidente contro l'Iran "stanno avendo esattamente zero effetti" vista la mancata adesione dei paesi asiatici e sudamericani, persino di quelli, come Giappone e Sudkorea, tradizionalmente schierati su posizioni subservienti agli interessi Usa. Sono ormai finiti da molto i tempi in cui bastava l'interruzione dei traffici con Usa ed Europa occidentale a decretare la crisi e la povertà per un paese del Sud del Mondo, nel Ventunesimo Secolo, asiatico e multipolare, il commercio con l'Occidente imperialista ha molte e persino più vantaggiose alternative.

"L'approccio sanzionatorio é inutile e arrogante, quello che serve é un serio atteggiamento al tavolo della trattativa", ha dichiarato Rybakov, reiterando la posizione di Mosca che ritiene Teheran un fedele sottoscrittore del Tnp (al contrario dello 'stato-canaglia' israeliano, che detiene un arsenale atomico fuori da ogni controllo, la Repubblica Islamica si é impegnata a sviluppare l'atomo solo per le sue applicazioni civili). In una recente lettera inviata all'UE il Segretario del Supremo Consiglio Iraniano per la Sicurezza Nazionale, Saeed Jalili ha annunciato la volontà iraniana di sedersi nuovamente al tavolo negiziale con i rappresentanti del 5+1, i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania.

Ovviamente, Jalili ha anticipato che nessuno deve aspettarsi che l'Iran rinunci supinamente al suo diritto di sviluppo di un programma nucleare civile. Annunciando subito dopo la conclusione delle cerimonie per il 33esimo anniversario della Rivoluzione Islamica i progressi del programma nucleare nazionale le autorità iraniane hanno fatto inserire nel reattore nucleare sperimentale di Teheran i primi elementi di combustibile prodotti interamente nel paese, e hanno annunciato che 3000 nuove centrifughe a esafluoruro per l'arricchimento dell'uranio sono sul punto di venire attivate, aggiungendosi alle 9000 già in funzione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.