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giovedì 9 agosto 2018

Mohammed bin Salman: l’uomo che ha fatto dello ‘spararsi in un piede’ un’arte!!

Mohammed bin Salman é il vero regnante saudita, considerando che suo padre, senile, non é lucido più a lungo di poche ore al giorno. Probabilmente é il Capo di Stato effettivo più giovane del pianeta ed essendo un monarca assoluto ha un potere senza pari, anche considerando le ricchezze di cui dispone.

Tuttavia, finora, nessuna sua iniziativa politica si é risolta in un successo, anzi, quasi tutte hanno fallito spettacolarmente.

martedì 27 dicembre 2011

Il razzista Barak insulta la Tanzania, mandando all'aria un po' della 'politica coloniale' di Tel Aviv!

Una delle cose che abbiamo imparato occupandoci di Israele é che i suoi governanti, essendo animati da sentimenti bassi, volgari e malvagi, sono anche tutti irrimediabilmente stupidi. E questo é logico e conseguente, visto che la malvagità geniale e brillante é un'invenzione fantasiosa della narrativa popolare: il 'villain' raffinato e intellettuale é mera 'fiction', in realtà i veri malvagi della vita reale sono persone grette e rozze Piero Pacciani, contadino analfabeta, in luogo del colto e suadente Hannibal Lecter, Adolf Eichmann, con il fisico e la cultura dell'impiegato postale, in luogo del bellissimo e ambiguo Helmut Berger della Caduta degli Dei.

Ennesima riprova del legame tra malvagità e stupidità ci é stato offerto recentemente dall'ennesima fantozziana "performance" di Ehud Barak, Ministro della Guerra del governicchio di Benji Netanyahu che, volendo 'redarguire' in suo collega degli Esteri Avi Lieberman per delle dichiarazioni secondo lui 'improvvide', che potevano a suo dire rovinare le relazioni internazionali di Israele, ne ha rilasciate di peggiori riuscendo (lui sì) a far scoppiare una crisi diplomatica con la Tanzania. Non male, per una giornata di lavoro!

Recentemente Avigdor Lieberman (foto sopra), Ministro degli Esteri del regime ebraico, aveva criticato i paesi europei (in particolar modo Francia, Germania e Inghilterra) per non essere sufficientemente sottomessi ai desideri israeliani (nonostante le lobby filosioniste siano talmente attive in quelle tre nazioni che ormai manca solo che mettano stelle a sei punte sulle bandiere nazionali per trasformarle del tutto in colonie di Tel Aviv), in particolare riguardo alle fregole belliciste nei confronti dell'Iran Lieberman 'accusava' Berlino, Parigi e Londra di non 'prendere la cosa abbastanza sul serio'.

A stretto giro arriva la contro-dichiarazione di Barak che dice: "Francia, Germania e Inghilterra non sono la Tanzania, la Mauritania o la Tripolitania; Israele deve mantenere buoni rapporti con questi importanti paesi europei e non irritarli con dichiarazioni provocatorie". Per la serie, peggio la toppa del buco. Kasbian Nuriel Chirich, console della Tanzania a Tel Aviv ha replicato: "A nome della Repubblica di Tanzania esprimo profonda delusione per le dichiarazioni del Ministro Barak che, volendo nominare delle 'nazioni poco importanti' ha pensato bene di includere nella lista il nome della mia patria, accostandolo, peraltro, a quello di una regione africana che non ha nemmeno dignità di stato indipendente".


La cosa ironica é che le parole di Barak hanno se non rovinato almeno di sicuro peggiorato i rapporti diplomatici con uno dei pochi paesi africani che riconoscono Israele (tanto da avere un consolato sul suo territorio) e che negli ultimi anni uno degli indirizzi della politica estera di Tel Aviv sia stato proprio quello di migliorare il proprio 'standing' diplomatico in Africa per garantirsi materie prime a prezzo di costo e stati-fantoccio da poter manovrare contro i paesi arabi e musulmani del Nordafrica (vedi Sud-Sudan e Kenya).


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martedì 29 novembre 2011

Centinaia di studenti iraniani strappano la bandiera britannica dall'ambasciata, in attesa dell'espulsione della missione!


In seguito all'approvazione da parte del Parlamento iraniano della misura di espulsione contro l'ambasciatore di Londra a Teheran e la riduzione di tutti i rapporti diplomatici tra il Regno Unito e la Repubblica Islamica a livello di semplice segretariato diplomatico una enorme folla di studenti si é radunata di fronte alla missione inglese, scandendo slogan contro l'imperialismo occidentale e contro l'inammissibile ingerenza inglese negli affari interni iraniani, esercitata per conto degli Stati Uniti e di Israele e arrivando poi a staccare e stracciare il vessillo britannico dalla facciata dell'edificio.

Per essere ormai una nazione europea di secondo piano, piagata da gravissimi problemi economici e sociali come confermato dai disordini e dai saccheggi che hanno attraversato tutte le maggiori città inglesi alla fine dell'estate scorsa la Gran Bretagna mantiene un attivismo totalmente fuori luogo nel cercare di mettersi al servizio di Usa e stato sionista in senso anti-iraniano, la richiesta di sospendere i rapporti diplomatici ed espellere l'ambasciatore è infatti in discussione non per la recente (vergognosa) partecipazione di Londra alla cagnara anti-iraniana riguardante il legittimo e trasparente programma nucleare di Teheran, ma fin dal 2009, quando Londra si impegnò in prima linea nel cercare di fomentare sedizione e scontri in Iran a seguito del tentativo di contestazione dei risultati elettorali presidenziali che videro la riconferma a larga maggioranza di Mahmoud Ahmadinejad.

La richiesta, approvata all'unanimità anche dal Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, é finalmente operativa, presto Dominic Chilcott dovrà far le valige e tornarsene in Inghilterra a riferire a Cameron e Clegg come i tentativi di delegittimare e destabilizzare la Repubblica Islamica non passino né inosservati, né tantomeno impuniti.
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sabato 6 agosto 2011

La Turchia si "sfila" dalle esercitazioni N.a.t.o. che coinvolgono il regime sionista!


Lo Stato Maggiore della Marina Turca, il cui Comandante in Capo é stato recentemente collocato al suo posto dal nuovo Governo di Recep Erdogan dopo le dimissioni "di massa" dei vecchi 'generalissimi' ancora legati alla massoneria atlantica, fascistoide, filoamericana e filoisraeliana (ampiamente coinvolta negli scandali 'Gladio' ed 'Ergenekon'), ha comunicato nelle scorse ore che la flotta di Ankara "non prenderà alcuna parte" alle esercitazioni congiunte "Sirena Fidata", che vedranno unità navali Usa e Israeliane coinvolte in diversi giorni di 'giochi di guerra'.

Il quotidiano "Zaman" ha citato fonti ufficiali dei Ministeri degli Esteri e della Difesa che spiegavano come per decisione delle più alte cariche dello Stato (Il Premier Erdogan e il Presidente della Repubblica Gul, ambedue espressione del partito AK, vincitore delle elezioni di giugno con maggioranza assoluta) é stato dato lo "stop" a ogni attività che possa vedere la Turchia coinvolta insieme a funzionari o rappresentanti dello Stato Ebraico, responsabile l'anno scorso del massacro di nove cittadini turchi durante l'arrembaggio in acque internazionale della nave di aiuto umanitario "Mavi Marmara", armata e pilotata dall'ONG IHH.

Sono ormai diversi anni che le forze armate turche hanno interrotto ogni esercitazione congiunta con Israele; in passato rivoltante 'liet motiv' della subservienza della casta militare ai 'diktat' e ai desiderata del regime dell'Apartheid di Tel Aviv. La Turchia ha a tutti gli effetti interrotto ogni rapporto diplomatico con lo Stato ebraico e ha cancellato dozzine di accordi tecnologici e commerciali, causando a Israele danni per centinaia di milioni di Euro.
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mercoledì 20 luglio 2011

Erdogan: "Visiterò la Striscia di Gaza il prima possibile!"


Recep Erdogan, Primo Ministro della Turchia, recentemente confermato al potere con un Governo 'monocolore' dopo la vittoria riportata con maggioranza assoluta alle elezioni di giugno ha espresso la propria intenzione di visitare "quanto prima" la Striscia di Gaza, per riaffermare la dedizione del proprio esecutivo e del proprio paese alla causa dell'aiuto nei confronti dei cittadini palestinesi provati e angariati dal perdurante assedio sionista, che ha trasformato l'intera enclave costiera in un vero e proprio ghetto a cielo aperto.

Secondo quanto riportato dall'Agenzia France Presse "Il Ministero degli Esteri (guidato da Ahmet Davutoglu, strettissimo collaboratore di Erdogan e autore delle linee-guide che dovrebbero rendere la Turchia uno stato 'chiave' degli scenari politici e diplomatici mediorientali e centroasiatici nei prossimi vent'anni) sta analizzando le varie opzioni, é mio forte desiderio visitare Gaza e sono intenzionato a farlo il prima possibile, forse subito dopo la programmata visita di Stato in Egitto".
Una delle 'tabelle della fame' con cui gli Eichmann sionisti mantengono serrato il cappio della carestia sulla popolazione di Gaza.
Erdogan ha rinnovato la richiesta a Israele affinché "abolisca il prima possibile l'inumano e illegale strangolamento economico di Gaza, in particolare permettendo l'ingresso nella Striscia dei materiali di costruzione necessari a sanare le ferite infrastrutturali e abitative ancora aperte a due anni dal termine della disumana aggressione militare di "Piombo Fuso", che ha fatto oltre 1500 morti tra la popolazione civile, lasciando inoltre migliaia di senzatetto. In una notizia correlata Ozdem Sanberk, membro turco del pannello di inchiesta ONU sui fatti della "Mavi Marmara" ha dichiarato le scuse ufficiali del regime israeliano e il pagamento di pieni risarcimenti alle famiglie di tutte le vittime dell'avventurismo militare sionista sono l'unica via per mettere la parola "fine" alla crisi diplomatica tra i due paesi, che hanno interrotto le loro relazioni all'indomani della strage di attivisti umanitari compiuta a sangue freddo dai commando navali di Tel Aviv.
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