A meno di ventiquattr'ore dal martirio dell'ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov, non è esercizio ozioso cominciare a ragionare freddamente sulla dinamica di quanto accaduto, cercando, attraverso un giudizioso uso del Rasoio di Occam, di capire chi e perché possa avere ordito la trama dell'attentato.
Se é vero che un anno fa la tensione tra Turchia e Russia era alle stelle (subito dopo l'abbattimento del Su-24 da parte dell'aviazione di Erdogan) é anche vero che il fallito golpe di quest'estate ha ridistribuito le carte, rendendo la Turchia un possibile partner di dialogo per Mosca, come confermato dal fatto che tra poco si dovrebbe tenere un vertice "a tre" che la coinvolgerà con Russia e Iran a discutere principalmente del futuro della Siria.
Mosca, pur non eccedendo in manifestazioni di calore e amicizia, aveva (e dovrebbe ancora avere) tutta l'intenzione di proporre ai Turchi un progressivo disimpegno dalla Siria man mano che il Governo di Damasco tornerà in controllo del suo territorio (un passo fondamentale è stato fatto ad Aleppo proprio di recente), ricompensandoli con la posa del gasdotto 'South Stream' sul loro territorio e con i copiosi ritorni economici da essa derivanti.
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martedì 20 dicembre 2016
L'ombra dei servizi turchi deviati sull'assassinio dell'ambasciatore russo Karlov?
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Emergono dettagli inquietanti sull'attentato ad Andrei Karlov: una mossa dei servizi turchi pro-Usa?
L'ipotesi di una 'matrice erdoganiana' dell'attentato mortale di ieri contro l'ambasciatore russo Andrei Karlov regge sempre meno, per quanto schifo e disistima si possa avere verso il ducetto anatolico amico dell'ISIS.
Infatti l'attentato voleva chiaramente far fallire il prossimo vertice a tre Iran-Russia-Turchia durante il quale Mosca avrebbe tentato di separare definitivamente Ankara dalla coalizione filo-takfira internazionale facendole capire che una Siria pacifica e controllata da Assad è più nei suoi interessi piuttosto che ogni altra opzione, specie se accompaganta dal transito del gasdotto South Stream.
Infatti l'attentato voleva chiaramente far fallire il prossimo vertice a tre Iran-Russia-Turchia durante il quale Mosca avrebbe tentato di separare definitivamente Ankara dalla coalizione filo-takfira internazionale facendole capire che una Siria pacifica e controllata da Assad è più nei suoi interessi piuttosto che ogni altra opzione, specie se accompaganta dal transito del gasdotto South Stream.
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domenica 3 febbraio 2013
Eccezionale! Profugo della redazione di "Topolino" mette in bocca al minorato Ali Agca sciocca propaganda anti-iraniana!
A Milano esiste una piccola e povera 'casa editrice' chiamata "Chiarelettere" che da poco meno di otto anni si arrabatta a rimanere a galla nel morto e penoso panorama editoriale italiano offrendo a tutta una serie di sbalestrati "Demi-Kulturnji" (come li chiamerebbero i Russi) la possibilità di diventare 'autori'.
Immaginiamo lo squallore di questa 'realtà editoriale': un ufficetto in qualche casermone milanese, tra targhe ossidate di studi legali e tributari, un androne che sa di polvere e muffa, una 'redazione' dove attorno a vecchie scrivanie scheggiate ingombre di computer e stampanti semi-recenti si arrabattano povere 'segretarie di redazione' con le competenze appena di una dattilografa, magari arrivate a Milano da qualche paesone della Padania ma più probabilmente dal Centro o dal Sud Italia con in mano la laurea-breve in "Scienza delle Merendine"...ops...cioé, della 'comunicazione', che si dannano a farsi rinnovare il contrattino-pistola a sei mesi che sperano (invano) diventi 'intederminato', quando di determinato esiste solo il loro futuro di cassiere alla Standa.
Ebbene, in questo ambiente di degrado intellettuale e morale, trova la sua tana ideale un tale Gianluigi Nuzzi, "giornalista" che con l'editore ha già pubblicato alcuni volumi di propaganda anticattolica spacciati per 'scottanti inchieste', si vede che deve essere anche massone, e per tali sforzi é persino ospite semi regolare degli show di Gad Lerner e ha persino trovato lui stesso una trasmissioncina da condurre su quell'emittente morta e inutile che é LA7.
Ora questo buffone che non ha nemmeno il senso del ridicolo da impedire che sulla sua biografia wikipediana si evidenzi come abbia iniziato la sua "carriera" scrivendo su TOPOLINO (pubblicazione certo adatta alle sue capacità redazionali, passate, presenti e future) ha messo insieme un tragicomico pamphlet in cui riesce a mettere in bocca al minorato psichico Ali Agca nientemente che la "rivelazione" (senza dubbio graditissima al suo 'amico' e compagno di sinedrio e loggia Gad Lerner) che "L'ATTENTATO AL PAPA LO HA ORDINATO KHOMEINI!!!".
Tutti coloro che sanno un minimo di politica anni '80 hanno ben presente che l'attentato al Papa é maturato nell'ambiente dell'ultranazionalismo turco infiltrato dalla GLADIO e dalla NATO e con cui Ali Agca aveva pesanti contatti. Pensare che subito dopo la Rivoluzione Islamica e nel corso dell'aggressione imperialista irakena contro Teheran Khomeini (uomo di fede rispettosissimo del Cristianesimo e dei suoi rappresentati) abbia POTUTO PENSARE di colpire Papa Woytila é una pura e semplice idiozia.
Per fortuna a tale vera e propria immondizia editoriale sta dando un preciso e necessario contrappeso la stessa ambasciata della Repubblica Islamica in Italia, che già da questi giorni sta conducendo una benvenuta campagna di evidenziazione e ristabilimento della Verità.
Immaginiamo lo squallore di questa 'realtà editoriale': un ufficetto in qualche casermone milanese, tra targhe ossidate di studi legali e tributari, un androne che sa di polvere e muffa, una 'redazione' dove attorno a vecchie scrivanie scheggiate ingombre di computer e stampanti semi-recenti si arrabattano povere 'segretarie di redazione' con le competenze appena di una dattilografa, magari arrivate a Milano da qualche paesone della Padania ma più probabilmente dal Centro o dal Sud Italia con in mano la laurea-breve in "Scienza delle Merendine"...ops...cioé, della 'comunicazione', che si dannano a farsi rinnovare il contrattino-pistola a sei mesi che sperano (invano) diventi 'intederminato', quando di determinato esiste solo il loro futuro di cassiere alla Standa.
Ebbene, in questo ambiente di degrado intellettuale e morale, trova la sua tana ideale un tale Gianluigi Nuzzi, "giornalista" che con l'editore ha già pubblicato alcuni volumi di propaganda anticattolica spacciati per 'scottanti inchieste', si vede che deve essere anche massone, e per tali sforzi é persino ospite semi regolare degli show di Gad Lerner e ha persino trovato lui stesso una trasmissioncina da condurre su quell'emittente morta e inutile che é LA7.
Ora questo buffone che non ha nemmeno il senso del ridicolo da impedire che sulla sua biografia wikipediana si evidenzi come abbia iniziato la sua "carriera" scrivendo su TOPOLINO (pubblicazione certo adatta alle sue capacità redazionali, passate, presenti e future) ha messo insieme un tragicomico pamphlet in cui riesce a mettere in bocca al minorato psichico Ali Agca nientemente che la "rivelazione" (senza dubbio graditissima al suo 'amico' e compagno di sinedrio e loggia Gad Lerner) che "L'ATTENTATO AL PAPA LO HA ORDINATO KHOMEINI!!!".
Tutti coloro che sanno un minimo di politica anni '80 hanno ben presente che l'attentato al Papa é maturato nell'ambiente dell'ultranazionalismo turco infiltrato dalla GLADIO e dalla NATO e con cui Ali Agca aveva pesanti contatti. Pensare che subito dopo la Rivoluzione Islamica e nel corso dell'aggressione imperialista irakena contro Teheran Khomeini (uomo di fede rispettosissimo del Cristianesimo e dei suoi rappresentati) abbia POTUTO PENSARE di colpire Papa Woytila é una pura e semplice idiozia.
Per fortuna a tale vera e propria immondizia editoriale sta dando un preciso e necessario contrappeso la stessa ambasciata della Repubblica Islamica in Italia, che già da questi giorni sta conducendo una benvenuta campagna di evidenziazione e ristabilimento della Verità.
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venerdì 6 aprile 2012
Erdogan fa processare due vecchi generali golpisti: che bisogno ce n'é se la Turchia attuale si comporta esattamente come quella dei militari?
Il Generale Kenan Evren ha 94 anni, e il Maresciallo dell'Aviazione Tahsin Sahinkaya ne ha 86, solo negli ormai rari processi ai nazisti si vedono persone altrettanto senescenti condotte al banco degli imputati quanto quelle che oggi sono state accusate di "Atti contro la Forza dello Stato" in una corte di Ankara; se si considera che ai due si imputano atti e decisioni che portarono al plotone di esecuzione dozzine di attivisti politici e condannarono alla galera e alla tortura quasi mezzo milione di persone (di cui diverse centinaia morirono in carcere o in seguito alle conseguenze delle angherie subite) si può anche capire come per questo genere di crimini non vi possa e non vi debba essere prescrizione alcuna.
Tuttavia é bizzarro che questi due criminali in uniforme, addestrati alla scuola golpista di 'Gladio' e di 'Stay Behind' di tradizione CIA e NATO, parte del complesso di militari fascistoidi a cui i "democratici" angloamericani affidavano tra gli anni '50 e '70 la 'sicurezza del Fianco Sud' (tanto fra quei popoli scuri e olivastri di iberici, italici, greci e turchi la 'Democrazia' dei rosei WASP color porcellino era un lusso inutile), siano chiamati a rispondere dei loro gravi e innegabili crimini proprio quando la Turchia di Erdogan dopo anni spesi a proporsi come l'alternativa musulmana alla politica imperialista degli occidentali in Medio Oriente si "cala le braghe" diventando per l'ennesima volta vassalla di Usa e Israele contro la Siria di Assad e accettando di impiantare il radar NATO anti-iraniano sul suo suolo.
Forse, gattopardescamente, Erdogan é riuscito veramente a "cambiare tutto perché non cambi nulla"; in questo caso, potrebbe anche rimettere i due vetusti generali nell'ospizio da cui li ha fatti prelevare, giacché senza una credibile inversione di tendenza là dove conta davvero questo processo si riduce a una esercitazione superficiale, cosmetica ed esteriore, che anziché fare giustizia offende la memoria delle vittime del golpe del 1980, che hanno dato la vita sognando una Turchia autonoma, forte, indipendente e padrona del proprio destino e delle proprie scelte.
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venerdì 6 gennaio 2012
Verrà processato per "Associazione a Delinquere" il Generale Basbug, ex-Capo Supremo delle Forze Armate turche!
Un tribunale turco ha dato "luce verde" alla richiesta di prosecuzione nei confronti del Generale Ilker Basbug, Ex-Capo supremo delle Forze Armate, accusato di associazione a delinquere finalizzata al Colpo di Stato. Basburg é stato imprigionato nel corso dell'inchiesta contro la rete "Ergenekon/Gladio" che nel 2003 avrebbe cercato di scatenare un golpe contro il primo Governo di Recep Erdogan, non dissimile dai Colpi di Stato del 1960, 1971 e 1980 che videro i Generali al soldo degli Usa e della NATO interferire coi normali processi democratici della nazione.
Circa 200 ufficiali superiori delle tre armi sono stati arrestati o interrogati riguardo alle varie fasi del complotto che comprendeva attacchi alle moschee e alle sedi del partito di ispirazione religiosa AKP, nonché un progressivo innalzamento delle tensioni con la Grecia; al culmine del clima di terrore interno e con la prospettiva di un confronto violento contro Atene l'Esercito avrebbe dichiarato "necessario" il proprio intervento, arrivando a sfiduciare le autorità civili e a prendere in mano le redini del paese.
Altri 400 sospettati non militari (avvocati, accademici, giornalisti), tutti riconducibili a posizioni ultranazionaliste, laiciste e militariste sono stati messi sotto accusa. Il processo di "repulisti" della casta militare, con la nomina di ufficiali fedeli alla Costituzione e leali servitori dello Stato e dei suoi rappresentanti eletti é uno dei passi fondamentali per la trasformazione della Turchia da una 'semi democrazia' sotto tutela militare a uno Stato di Diritto.
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martedì 20 settembre 2011
Bomba ad Ankara, due i morti. Ergenekon/Gladio colpisce ancora? Ci sono i militari dietro l'attentato nella capitale?
Ombre lunghe ed inquietanti si stendono sulla Turchia, ombre che in Italia conosciamo molto bene, proiettate da generali e colonnelli "deviati", da servizi segreti più in sintonia con Washington e Tel Aviv che con l'interesse del popolo e della nazione che dovrebbero servire, ombre di attentati 'interni', di terrore seminato ad arte, di strategia della tensione.
![]() |
| I generali Hasan Igsiz, Nusret Tasdeler, Ismail Hakki Pekin, coinvolti in trame per un colpo di stato anti-Erdogan |
Una brutta notizia, specialmente perché, con il Governo Erdogan impegnato nella dura resa dei conti diplomatica con Israele, l'attentato di oggi segnala che Netanyahu e Lieberman possono forse contare su una "quinta colonna" gallonata più che disposta a versare il sangue dei propri compatrioti che a dare dispiaceri a burattinai della NATO e del sionismo internazionale. Chi come lo scrivente ricorda le inconfessabili alleanze tra fascisti dei NAR e Mossad israeliano ha ben presente quali devastanti e terrificanti conseguenze possono sortire da queste apparentemente assurde "unholy alliances".
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sabato 6 agosto 2011
La Turchia si "sfila" dalle esercitazioni N.a.t.o. che coinvolgono il regime sionista!
Lo Stato Maggiore della Marina Turca, il cui Comandante in Capo é stato recentemente collocato al suo posto dal nuovo Governo di Recep Erdogan dopo le dimissioni "di massa" dei vecchi 'generalissimi' ancora legati alla massoneria atlantica, fascistoide, filoamericana e filoisraeliana (ampiamente coinvolta negli scandali 'Gladio' ed 'Ergenekon'), ha comunicato nelle scorse ore che la flotta di Ankara "non prenderà alcuna parte" alle esercitazioni congiunte "Sirena Fidata", che vedranno unità navali Usa e Israeliane coinvolte in diversi giorni di 'giochi di guerra'.
Il quotidiano "Zaman" ha citato fonti ufficiali dei Ministeri degli Esteri e della Difesa che spiegavano come per decisione delle più alte cariche dello Stato (Il Premier Erdogan e il Presidente della Repubblica Gul, ambedue espressione del partito AK, vincitore delle elezioni di giugno con maggioranza assoluta) é stato dato lo "stop" a ogni attività che possa vedere la Turchia coinvolta insieme a funzionari o rappresentanti dello Stato Ebraico, responsabile l'anno scorso del massacro di nove cittadini turchi durante l'arrembaggio in acque internazionale della nave di aiuto umanitario "Mavi Marmara", armata e pilotata dall'ONG IHH.
Sono ormai diversi anni che le forze armate turche hanno interrotto ogni esercitazione congiunta con Israele; in passato rivoltante 'liet motiv' della subservienza della casta militare ai 'diktat' e ai desiderata del regime dell'Apartheid di Tel Aviv. La Turchia ha a tutti gli effetti interrotto ogni rapporto diplomatico con lo Stato ebraico e ha cancellato dozzine di accordi tecnologici e commerciali, causando a Israele danni per centinaia di milioni di Euro.
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