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domenica 28 aprile 2019

L'Esercito di Haftar sfonda ad Est, conquista Zatarnah e fa ricco bottino di armi e mezzi!

Aggiornamenti dalla Libia e stoccate alle menti confuse e annebbiate ha superato le 1200 visualizzazioni!
Il nostro Canale Youtube si dimostra sempre più frequentato, sempre più cliccato, degno emulo del successo di questo blog!

Del resto quando la materia prima è di PRIMA QUALITA', il successo non può tardare, anche se essa viene trattata da un artigiano del giornalismo molto umile e modesto, come il vostro affabilissimo Kahani.

Nuovo aggiornamento dalla Libia dove le unità della Libyan National Army hanno preso il controllo dell'abitato di Zatarnah e, poscia, hanno respinto un massiccio contrattacco dei miliziani islamisti di Al-Serraj, catturando anche tutte le armi e i veicoli da questi abbandonati sul campo.

martedì 23 aprile 2019

Aggiornamento dalla Libia, operazioni militari "in pausa" per il maltempo!

Secondo upload giornaliero sul nostro consultatissimo e trafficato Canale Youtube che ogni giorno ci riserva sempre nuove soddisfazioni!

Con tempeste di polvere e sabbia che rendono impossibile il decollo di aerei ed elicotteri e bloccano l'osservazione dei tiri di artiglieria LNA di Haftar e milizie islamiste che sostengono il GNA hanno fermato le operazioni militari mentre i rispettivi Governi attaccano bersagli diplomatici o lanciano annunci tramite i propri portavoce.

martedì 29 gennaio 2019

La Situazione libica: Haftar è in vantaggio, ma ha bisogno di un alleato affidabile

Nuovo lungo e dettagliato video, corredato da immagini accuratamente selezionate, per il nostro sempre più frequentato Canale Youtube.

Un ringraziamento a tutti coloro che nella giornata di ieri, hanno fatto lievitare il "minutaggio" delle visualizzazioni a OLTRE DUEMILA MINUTI!
"Suleiman Kahani" si avvia a diventare il più importante canale youtube italiano dedicato alle questioni mediorientali...e tutto grazie a voi!

Il video di oggi, dedicato alla delicata situazione libica, é il modo in cui il vostro sempre amabile ed affabilissimo Caporedattore vi vuole ricompensare!
Buona visione!

giovedì 6 settembre 2018

Saif Gheddafi non si é schierato per nessuna delle fazioni in lotta a Tripoli e dintorni, anzi, condanna senza mezzi termini la "sommossa"!


Totale smentita da parte del figlio del Colonnello Gheddafi, Saif al-Islam, delle voci che lo avrebbero voluto come parteggiante per questa o quell'altra parte del conflitto interno alla Tripolitania (formalmente sottoposta all' "autorità" del Governo Serraj, in realtà un Caos di milizie e signorotti della guerra).

sabato 27 gennaio 2018

In Libia le forze del Generale Haftar iniziano l'offensiva contro lo 'stato moncone' di Tripoli e il suo imbelle 'premier' Sarraj!

Ringraziamo calorosamente l'amico GUIDO BENNI per averci segnalato questa importantissima notizia,

L'esercito nazionale libico, sotto il comando di Khalifa Haftar, con l'appoggio di Egitto e Algeria, ha lanciato un'offensiva sulla capitale dello stato, Tripoli; dalla parte di Haftar, sono in guerra anche i sostenitori di Gheddafi.

domenica 16 ottobre 2016

La Tripolitania precipita nel caos con la ribellione delle milizie islamiste di Al-Ghwell contro il Governo Al-Serraj!

Le milizie islamiste fedeli a Khalifa al-Ghwell, che nel corso della lotta contro il Parlamento libico in esilio interno a Tobruk si era proclamato "Premier" di un improbabile esecutivo tripolitano hanno ribaltato il tavolo che le vedeva cooperare con il nuovo "Primo Ministro" spalleggiato da ONU, Usa, Francia e (almeno nominalmente) Italia, Fayez al-Serraj lanciando tra venerdì e sabato un tentativo di ribellione armata. I jihadisti legati all'Ikhwan (la Fratellanza Musulmana sostenuta da Turchia e Qatar) hanno occupato per alcune ore alcuni ministeri a Tripoli, il Consiglio di Stato, diverse sedi amministrativi e una televisione, stabilendo poi il loro quartier generale all’Hotel Rixos. In un videomessaggio trasmesso dagli studi dell'emittente occupata i golpisti hanno detto di agire “Per la salvezza della Libia”.

Ieri mattina gli islamisti ikhwaniti controllavano un perimetro molto più ristretto, rimanendo trincerati attorno all’Hotel Rixos e pattugliando le strade circostanti con le loro "tecniche", gli ormai celebri pickup e fuoristrada dotati di mitragliere e cannoncini antiaerei, "ersatz" di veicoli militari più poderosi, troppo complessi da operare e mantenere nelle guerre a bassa intensità, avendo dovuto lasciare la sede del Consiglio di Stato e molti degli altri centri nevralgici inizialmente occupati.

sabato 7 maggio 2016

Le forze armate libiche affermano di avere conquistato il distretto di Al-Jufra!

Nuovo sviluppo della situazione militare in Libia dove le truppe del Governo di Tobruk sembrano essersi convinte che prima che l'UE imponga 'pastrocchi' diplomatici coi terroristi insediati a Tripoli l'unico mezzo per dimostrare chi comandi nel paese nordafricano sia quello di conquistare la maggior quantità di territorio e posizioni strategiche infliggendo a tagliagole dell'ISIS e altri takfiri le perdite più pesanti possibili.

sabato 4 aprile 2015

"Alle gegen Alle" in Tripolitania: le truppe di Haftar sempre più vicine alla capitale! Fajr Libya attaccata anche a Mitiga!

Continua in Libia lo "scontro a tre" tra truppe del Governo di Tobruk/Bayda, comandate dal Generale Haftar, miliziani islamisti di Fajr Libya (che controllano la capitale) e i più sfuggenti (e molto meno numerosi) adepti locali dell'ISIS, che complicano ulteriormente la situazione.

Due incidenti separati hanno visto la morte di cinque persone tra la cittadina di Aziziya, a 35 Km a Sud di Tripoli e l'aeroporto di Mitiga, ancora controllato dai miliziani islamisti.

mercoledì 1 aprile 2015

'Fajr Libya' nel caos, licenzia il 'premier' del suo pseudo-governo non riconosciuto da nessuno!

La congrega di milizie islamista sostenute da Turchia e Qatar conosciuta come 'Fajr Libya' che occupa più o meno stabilmente la porzione occidentale della Libia tra cui l'ex-capitale di Gheddafi, Tripoli, tiene in ostaggio l'assemblea legislativa temporanea (GNC) sorta dopo la deposizione del Rais sirtino e ha fatto nominare a essa un Governo-pupazzo (non riconosciuto a nessun livello internazionale) quando l'Esecutivo legittimo é fuggito a Est rifugiandosi tra Tobruk e Bayda.

A capo di questo inefficace e putativo 'governo' fino a ieri c'era Omar Hassi (foto sopra).

martedì 24 marzo 2015

Bombardamenti, scontri e vendette terroriste intorno a Tripoli: il Governo Libico tenta di riprendere la capitale!

L'Esercito Nazionale Libico al comando del Generale Haftar, Capo di SM del Governo legalmente riconosciuto attualmente basato a Tobruk ha mobilitato le sue forze in Tripolitania nel tentativo di infliggere colpi decisivi alla caotica e policefala ammucchiata di milizie islamista sostenute da Turchia e Qatar, nota come 'Fajr Libya'.

Le operazioni in Tripolitania hanno incluso attacchi aerei contro l'aeroporto di Mitiga, un 'raid' contro un arsenale a Tarhuna e l'abbattimento di uno dei pochissimi jet operativi dei miliziani che tentava di compiere un contro-bombardamento contro la base aerea di Zintan, controllata dai governativi.

giovedì 19 marzo 2015

I terroristi dell'ISIS e di Fajr Libya si ammazzano tra loro alle porte di Tripoli!!

In una ulteriore prova della degradazione e del Caos che imperano nella porzione di Libia sotto il controllo dei gruppi islamisti foraggiati da Turchia e Qatar, scontri a fuoco sono esplosi alle porte dell'Ex-capitale Tripoli, nel corso dei quali almeno una dozzina di islamisti di 'Fajr Libya' sono stati ammazzati.

Il coacervo di rissose milizie che vanno sotto la sigla 'Fajr Libya' ha emesso un roboante e retorico comunicato definendo i banditi caduti nel fuoco incrociato "eroi dell'esercito", come se le rapaci e violente milizie ciascuna fedele solo al suo capo del momento costituissero qualunque genere di forza armata regolare, o come se 'Fajr Libya' stessa avesse rango di Governo ufficialmente riconosciuto.

lunedì 23 febbraio 2015

Due bombe contro l'ambasciata iraniana a Tripoli; per fortuna solo danni materiali!!

In una ulteriore dimostrazione di come l'Ovest della Libia, un tempo sotto l'egida degli islamisti di Fajr Libya sostenuti da Qatar e Turchia, si stia sempre più velocemente disgregando in un caos di milizie, estremisti, violenza e attentati, la rappresentanza diplomatica iraniana nell'ex-capitale di Gheddafi é stata fatta segno di un duplice attentato esplosivo.

mercoledì 18 febbraio 2015

Il Presidente egiziano Al-Sisi chiede all'ONU di assumere posizione chiara sulla crisi libica!

Il Presidente egiziano Abdelfatah Al-Sisi, dimostrando ben più decisione e chiarezza di vedute dei nostri pavidi governanti, ha chiesto alle Nazioni Unite di assumere tramite i loro organi una posizione chiara sula crisi in corso in Libia. Sisi  ha espresso il suo invito dopo avere inviato i suoi jet militari a bombardare la cittadina di Derna, in Cirenaica.

martedì 17 febbraio 2015

IMMAGINI ESCLUSIVE dei bombardamenti congiunti di Haftar ed Al-Sisi contro le basi dell'ISIS a Derna!

Ecco uno degli scatti esclusivi che ci sono stati inviati a testimonianza dei "raid" parallelamente (ma di comune accordo) compiuti contro Derna dai jet a disposizione del 'Warlord' filo-governativo Generale Haftar e dall'Aviazione egiziana su espresso ordine del Presidente Al-Sisi, furente per l'uccisione di ventuno cittadini egiziani da parte dei miliziani wahabiti che si ispirano all'ISIS e che hanno preso il controllo del piccolo centro della Cirenaica.

sabato 13 dicembre 2014

Leader islamista di 'Fajr Libya' arrestato in Tunisia, cresce il sostegno tunisino all'operazione anti-milizie nel paese vicino!

All'inizio di questa settimana, con un'operazione segreta e ad alto rischio, un'unità scelta delle forze di sicurezza tunisine ha bloccato e arrestato un importante leader della coalizione di milizie islamiste 'Fajr Libya', sostenuta da Turchia e Qatar che ancora controlla la capitale Tripoli.
Le posizioni di Fajr Libya sul confine tunisino sono già state colpite dal cielo in quelli che possono ormai venire considerati i prodromi di una offensiva di terra verso la capitale, e subito Doha e Ankara hanno mobilitato i loro fantocci per lanciare accuse speciose e infondate.

E' noto che estremisti religiosi tunisini, come Abu Ayyad e altri membri del gruppo fuorilegge Ansar Sharia abbiano trovato rifugio in Libia approfittando del caos settario e dell'assenza di controllo delle autorità anche quando il Governo occupava la capitale. Adesso sembra che con la prospettiva di poter perdere la Tripolitania saranno i miliziani islamisti libici a poter tentare di stabilire basi e campi in territorio tunisino, evidentemente la presenza del comandante di Fajr Libya oltreconfine serviva anche a questo.


venerdì 5 dicembre 2014

Il Governo libico in esilio da Tripoli si dice 'pronto' a riconquistare la capitale del paese, in mano ai miliziani Fajr!

 
Il Governo libico internazionalmente riconosciuto, guidato dal Premier Abdullah al-Thani e attualmente 'esiliato' (pur nei confini nazionali) nella parte orientale del paese, proprio per bocca del Primo Ministro, afferma di avere ormai 'completato' i preparativi per un movimento offensivo verso la Tripolitania, mirato a sconfiggere le milizie islamiste di Fajr Libya e riprendere il controllo della capitale.

Considerando che pur con l'alleanza con il Warlord Generale Haftar e col sostegno dell'Egitto e probabilmente anche degli Emirati Arabi Uniti le forze leali ad Al-Thani e al suo esecutivo non sono riuscite in oltre due mesi a strappare ai militanti islamisti nemmeno Bengasi (il cui strategico porto ancora sfugge al controllo degli assedianti), chi scrive non sa dire quanto di vero ci sia dietro questa dichiarazione e quanto invece non sia solo una mossa diplomatica per invitare i misuratini di Fajr Libya a cercare un accordo.

Del resto, chi ha la forza militare di solito la usa e non c'é uso migliore possibile di scatenarla a sorpresa; non si ricordano episodi in cui Napoleone abbia mandato messaggi allo Zar e all'Imperatore d'Austria prima di Austerlitz dicendo: "Ehi, ho completato i preparativi per la Battaglia dei Tre Imperatori!".

Speriamo solo che sia possibile per la Libia uscire dal caos senza ulteriori distruzioni e stragi.

Ma ci crediamo poco.

domenica 9 novembre 2014

Milizia libica minaccia la 'secessione' della Cirenaica in caso di riconoscimento internazionale delle 'autorità' di Tripoli

Sprofonda sempre più nel caos la disastrata nazione libica; adesso ci si mettono anche le minacce 'secessioniste' dell'ennesimo Signore della Guerra (tale Ibrahim al-Jathran) che ha minacciato la costituzione della Cirenaica in Stato indipendente se la comunità internazionale dovesse voltare le spalle al Governo in esilio a Tobruk e riconoscere invece quello installato a Tripoli dai miliziani di Misurata.

Recentemente la Corte Costituzionale tripolina aveva 'sconfessato' l'esecutivo esule ma esso aveva rigettato la sua sentenza insinuando (non senza elementi di ragionevolezza) che le autorità restate nella vecchia capitale siano 'tenute in ostaggio' dalle milizie di Fajr Libya.

Francamente però non si capisce su che basi Al-Jathran possa dichiarare "L'indipendenza" della Cirenaica visto che la battaglia per il controllo di Bengasi é tuttora in corso.

martedì 27 dicembre 2011

Il razzista Barak insulta la Tanzania, mandando all'aria un po' della 'politica coloniale' di Tel Aviv!

Una delle cose che abbiamo imparato occupandoci di Israele é che i suoi governanti, essendo animati da sentimenti bassi, volgari e malvagi, sono anche tutti irrimediabilmente stupidi. E questo é logico e conseguente, visto che la malvagità geniale e brillante é un'invenzione fantasiosa della narrativa popolare: il 'villain' raffinato e intellettuale é mera 'fiction', in realtà i veri malvagi della vita reale sono persone grette e rozze Piero Pacciani, contadino analfabeta, in luogo del colto e suadente Hannibal Lecter, Adolf Eichmann, con il fisico e la cultura dell'impiegato postale, in luogo del bellissimo e ambiguo Helmut Berger della Caduta degli Dei.

Ennesima riprova del legame tra malvagità e stupidità ci é stato offerto recentemente dall'ennesima fantozziana "performance" di Ehud Barak, Ministro della Guerra del governicchio di Benji Netanyahu che, volendo 'redarguire' in suo collega degli Esteri Avi Lieberman per delle dichiarazioni secondo lui 'improvvide', che potevano a suo dire rovinare le relazioni internazionali di Israele, ne ha rilasciate di peggiori riuscendo (lui sì) a far scoppiare una crisi diplomatica con la Tanzania. Non male, per una giornata di lavoro!

Recentemente Avigdor Lieberman (foto sopra), Ministro degli Esteri del regime ebraico, aveva criticato i paesi europei (in particolar modo Francia, Germania e Inghilterra) per non essere sufficientemente sottomessi ai desideri israeliani (nonostante le lobby filosioniste siano talmente attive in quelle tre nazioni che ormai manca solo che mettano stelle a sei punte sulle bandiere nazionali per trasformarle del tutto in colonie di Tel Aviv), in particolare riguardo alle fregole belliciste nei confronti dell'Iran Lieberman 'accusava' Berlino, Parigi e Londra di non 'prendere la cosa abbastanza sul serio'.

A stretto giro arriva la contro-dichiarazione di Barak che dice: "Francia, Germania e Inghilterra non sono la Tanzania, la Mauritania o la Tripolitania; Israele deve mantenere buoni rapporti con questi importanti paesi europei e non irritarli con dichiarazioni provocatorie". Per la serie, peggio la toppa del buco. Kasbian Nuriel Chirich, console della Tanzania a Tel Aviv ha replicato: "A nome della Repubblica di Tanzania esprimo profonda delusione per le dichiarazioni del Ministro Barak che, volendo nominare delle 'nazioni poco importanti' ha pensato bene di includere nella lista il nome della mia patria, accostandolo, peraltro, a quello di una regione africana che non ha nemmeno dignità di stato indipendente".


La cosa ironica é che le parole di Barak hanno se non rovinato almeno di sicuro peggiorato i rapporti diplomatici con uno dei pochi paesi africani che riconoscono Israele (tanto da avere un consolato sul suo territorio) e che negli ultimi anni uno degli indirizzi della politica estera di Tel Aviv sia stato proprio quello di migliorare il proprio 'standing' diplomatico in Africa per garantirsi materie prime a prezzo di costo e stati-fantoccio da poter manovrare contro i paesi arabi e musulmani del Nordafrica (vedi Sud-Sudan e Kenya).


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venerdì 4 novembre 2011

Oggi il Ministro degli Esteri iraniano visita Tripoli dopo essere stato a Bengasi!


Arrivato nel capoluogo della Cirenaica Bengasi durante la giornata di ieri il capo della Diplomazia di Teheran Ali Akbar Salehi ha incontrato il Segretario del Consiglio Nazionale di Transizione, Mustafa Abdul Jalil recandogli un messaggio di congratulazioni firmato dalla Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e dal Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad nel quale i due esprimono l'augurio che, deposto e ucciso Gheddafi, si sia aperta per la Libia una stagione nuova da vivere all'insegna della Democrazia illuminata e ispirata ai valori del Corano.

Salehi ha comunque messo in guardia i leader del CNT da qualunque tentativo straniero di deviare la Rivoluzione libica dai suoi obiettivi e dagli interessi del popolo, offrendo nel contempo l'esperienza e il sostegno (morale e materiale) della Repubblica Iraniana, che trentadue anni fa, alla cacciata dello Scià-fantoccio dell'Occidente si trovò ad affrontare, sola, molte delle stesse sfide e delle stesse problematiche che oggi la Libia del dopo Gheddafi si trova di fronte. Jalil, da parte sua, ha ringraziato Teheran per l'offerta e per quanto già fatto a favore del popolo libico, con l'invio di aiuti umanitari e con le cure prestate ai feriti e i mutilati della guerra civile.

In serata Salehi ha lasciato la Cirenaica alla volta della capitale Tripoli, dove nella giornata di oggi incontrerà il nuovo Primo Ministro libico, Abdel Rahim el-Qib, e inizierà a prendere accordi per l'invio in Libia dell'annunciata commissione di inchiesta per accertare il fato di Imam Mousa Sadr, il religioso sciita di origine iraniana che, nel 1978, scomparve durante una visita in Libia e che si sospetta fatto rapire e quindi uccidere per volontà di Gheddafi.
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