L'intera comunità musulmana é OBBLIGATA ad aiutare la gente oppressa di Gaza; il che vuol dire aiutarla a guarire le ferite fisiche e psicologiche dell'ultima guerra contro i suoi persecutori, aiutarla a ricostruire le proprie case e le proprie vite, ma anche aiutarla a fare in modo che in futuro simili attacchi e simili persecuzioni non abbiano a ripetersi, aiutarla, cioé a dotarsi di strumenti e conoscenze sufficienti a garantire la difesa propria e delle proprie famiglie e comunità.
Questo, in nuce, il messaggio lanciato dall'Ayatollah Makarem Shirzai, saggio docente della Hawza (Accademia giurisprudenziale e religiosa sciita) della Città Sacra di Qom, in Iran, dove egli presiede ai corsi più avanzati di ricerca (Kharij Fiqh), che ai più dotati e pronti tra i loro frequentatori aprono la porta per diventare 'mujtahid'.
"La memoria di quanto é avvenuto a Gaza deve essere tenuta viva così che il volto mostruoso dell'imperialismo sionista non possa nascondersi o mascherarsi agli occhi del mondo e venire dimenticato; il cosiddetto 'sostegno internazionale' é vano e ridicolo perché non si basa su concetti solidi di Giustizia ma sull'illusione dei 'diritti umani' che sono uno zimbello tirato in ballo solo quando comodo ai paesi imperialisti: forse che l'Occidente in Afghanistan, in Irak, nella Palestina Occupata si comporta mai rispettando i 'diritti umani'?".
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giovedì 25 settembre 2014
Sua Eminenza l'Ayatollah Shirzai lancia un appello a favore dei Palestinesi di Gaza!!
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lunedì 13 maggio 2013
E' in libreria il saggio di Ali Reza Jalali sulla Repubblica Islamica dell'Iran: tra politica interna ed internazionale!
Siamo lieti di segnalare al nostro pubblico questo saggio di Ali Reza Jalali, amico e collaboratore a più riprese di questo blog cui ha "prestato" più di una volta le sue acute riflessioni e osservazioni.
La casa editrice “Irfan Edizioni”ha pubblicato recentemente il libro “La Repubblica Islamica dell’Iran tra ordinamento interno e politica internazionale” del ricercatore Ali Reza Jalali, studioso di questioni mediorientali e iraniane. Il volume è introdotto da un saggio del direttore della rivista di geopolitica “Eurasia” Claudio Mutti. Il libro è suddiviso in due parti principali: inizialmente l’autore tratta il tema dell’ordinamento costituzionale iraniano, da una prospettiva storica e giuridica, concentrandosi sull’analisi e sull’evoluzione del concetto del “governo del giurisperito islamico”, teoria elaborata dalla guida della rivoluzione iraniana del 1979, l’Ayatollah Khomeini.
Sempre nella prima parte del libro, vengono analizzati i rapporti tra i poteri dello Stato in Iran, soprattutto tra potere legislativo ed esecutivo. La seconda parte del libro invece è di stampo geopolitico, sia a livello mediorientale, sia a livello globale. Per il primo punto Jalali sottolinea l’alleanza strategica tra Iran, Siria, resistenza libanese e palestinese, complesso denominato “asse della resistenza”; interessante notare come questa alleanza, non sia funzionale in chiave antisionista, ma anche come muro contro l’infiltrazione della NATO dal Vicino Oriente verso l’Asia centrale, vecchio progetto atlantista finalizzato all’accerchiamento della Russia e al ridimensionamento dei legami strategici tra i paesi petroliferi dell’area e la Cina.
I legami tra Iran e le due potenze eurasiatiche poi ricopre un’importanza strategica, in quante l’asse eurasiatico Cina-Iran-Russia, è fondamentale in funzione anti-NATO. Un’altra area del mondo interessata dall’influenza crescente dell’Iran è l’America Latina, soprattutto nel caso di paesi progressisti come Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e Cuba, senza dimenticare i rapporti con Brasile e Argentina, migliorati ultimamente. Il libro in questione, di cui consigliamo la lettura, ha la peculiarietà di analizzare il fenomeno iraniano al di là dei soliti pregiudizi della stampa e dei media occidentali, spesso influenzati dalle lobby vicine al sionismo internazionale.
L’Iran è un paese che, nonostante le trame dell’imperialismo, non solo non è isolato, ma è oggi a guida del principale movimento dei paesi in via di sviluppo, ovvero il “Movimento dei Paesi non Allineati”, ovvero circa 120 nazioni del mondo, che riconoscono l’Iran come paese guida di questo complesso di popoli, culture, religioni e ideologie.
La casa editrice “Irfan Edizioni”ha pubblicato recentemente il libro “La Repubblica Islamica dell’Iran tra ordinamento interno e politica internazionale” del ricercatore Ali Reza Jalali, studioso di questioni mediorientali e iraniane. Il volume è introdotto da un saggio del direttore della rivista di geopolitica “Eurasia” Claudio Mutti. Il libro è suddiviso in due parti principali: inizialmente l’autore tratta il tema dell’ordinamento costituzionale iraniano, da una prospettiva storica e giuridica, concentrandosi sull’analisi e sull’evoluzione del concetto del “governo del giurisperito islamico”, teoria elaborata dalla guida della rivoluzione iraniana del 1979, l’Ayatollah Khomeini.
Sempre nella prima parte del libro, vengono analizzati i rapporti tra i poteri dello Stato in Iran, soprattutto tra potere legislativo ed esecutivo. La seconda parte del libro invece è di stampo geopolitico, sia a livello mediorientale, sia a livello globale. Per il primo punto Jalali sottolinea l’alleanza strategica tra Iran, Siria, resistenza libanese e palestinese, complesso denominato “asse della resistenza”; interessante notare come questa alleanza, non sia funzionale in chiave antisionista, ma anche come muro contro l’infiltrazione della NATO dal Vicino Oriente verso l’Asia centrale, vecchio progetto atlantista finalizzato all’accerchiamento della Russia e al ridimensionamento dei legami strategici tra i paesi petroliferi dell’area e la Cina.
I legami tra Iran e le due potenze eurasiatiche poi ricopre un’importanza strategica, in quante l’asse eurasiatico Cina-Iran-Russia, è fondamentale in funzione anti-NATO. Un’altra area del mondo interessata dall’influenza crescente dell’Iran è l’America Latina, soprattutto nel caso di paesi progressisti come Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e Cuba, senza dimenticare i rapporti con Brasile e Argentina, migliorati ultimamente. Il libro in questione, di cui consigliamo la lettura, ha la peculiarietà di analizzare il fenomeno iraniano al di là dei soliti pregiudizi della stampa e dei media occidentali, spesso influenzati dalle lobby vicine al sionismo internazionale.
L’Iran è un paese che, nonostante le trame dell’imperialismo, non solo non è isolato, ma è oggi a guida del principale movimento dei paesi in via di sviluppo, ovvero il “Movimento dei Paesi non Allineati”, ovvero circa 120 nazioni del mondo, che riconoscono l’Iran come paese guida di questo complesso di popoli, culture, religioni e ideologie.
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