Visualizzazione post con etichetta Khomeini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Khomeini. Mostra tutti i post
mercoledì 6 febbraio 2019
Ancora sulla Rivoluzione Islamica Iraniana: il Ritorno di Khomeini!
Un nuovo, necessario, video sulla Rivoluzione Islamica per il nostro sempre più affollato Canale Youtube, che dettaglia con maggiore precisione momenti, aneddoti e citazioni del rientro in Iran dell'Ayatollah Ruhollah Khomeini; momento culminante del processo che portò alla nascita della Repubblica Iraniana.
Etichette:
Air France,
Anniversario,
Khomeini,
Palaestina Felix,
Parigi,
Rivoluzione Islamica,
Shaphour Bakhtiar,
Suleiman Kahani,
Teheran,
Video,
Youtube
sabato 2 febbraio 2019
Quaranta Anni fa l'Iran iniziava il lungo e glorioso cammino della Rivoluzione Islamica!
Terzo video di inizio febbraio per il nostro trafficatissimo Canale Youtube:
quaranta anni fa l'Iran faceva una scelta storica che ne ha fatto un esempio per tutti gli Oppressi della Terra.
Una scelta di coraggio, dignità e sacrificio.
Una scelta che gli ha garantito aggressioni, attacchi, agguati, affronti, insulti e torrenti di sangue innocente.
Che tuttavia l'Iran ha sempre affrontato con estrema dignità, onorando i propri martiri e rispondendo a tempo e a modo opportuni.
QUESTO VIDEO E' PER TUTTI I MIEI AMICI IRANIANI.
ONORE A VOI! ONORE ALLA VOSTRA RIVOLUZIONE!!
quaranta anni fa l'Iran faceva una scelta storica che ne ha fatto un esempio per tutti gli Oppressi della Terra.
Una scelta di coraggio, dignità e sacrificio.
Una scelta che gli ha garantito aggressioni, attacchi, agguati, affronti, insulti e torrenti di sangue innocente.
Che tuttavia l'Iran ha sempre affrontato con estrema dignità, onorando i propri martiri e rispondendo a tempo e a modo opportuni.
ONORE A VOI! ONORE ALLA VOSTRA RIVOLUZIONE!!
Etichette:
Anniversario,
Guerra Iran-Irak,
Iran,
Khomeini,
Rivoluzione Islamica,
Saddam Hussein,
Teheran
venerdì 3 aprile 2015
IRANIAN GRAFFITI a Tikrit...i militi dell'IRGC irridono i murales lasciati dall'ISIS nella città liberata!
Tra le forze che hanno liberato definitivamente il centro di Tikrit da ogni residua presenza dei takfiri dell'ISIS, é bene ricordarlo, c'erano anche alcune dozzine di istruttori e consiglieri della Guardia Rivoluzionaria iraniana di cui Haji Qassem Soleimani é solo il più alto in grado e il più conosciuto.
lunedì 13 maggio 2013
E' in libreria il saggio di Ali Reza Jalali sulla Repubblica Islamica dell'Iran: tra politica interna ed internazionale!
Siamo lieti di segnalare al nostro pubblico questo saggio di Ali Reza Jalali, amico e collaboratore a più riprese di questo blog cui ha "prestato" più di una volta le sue acute riflessioni e osservazioni.
La casa editrice “Irfan Edizioni”ha pubblicato recentemente il libro “La Repubblica Islamica dell’Iran tra ordinamento interno e politica internazionale” del ricercatore Ali Reza Jalali, studioso di questioni mediorientali e iraniane. Il volume è introdotto da un saggio del direttore della rivista di geopolitica “Eurasia” Claudio Mutti. Il libro è suddiviso in due parti principali: inizialmente l’autore tratta il tema dell’ordinamento costituzionale iraniano, da una prospettiva storica e giuridica, concentrandosi sull’analisi e sull’evoluzione del concetto del “governo del giurisperito islamico”, teoria elaborata dalla guida della rivoluzione iraniana del 1979, l’Ayatollah Khomeini.
Sempre nella prima parte del libro, vengono analizzati i rapporti tra i poteri dello Stato in Iran, soprattutto tra potere legislativo ed esecutivo. La seconda parte del libro invece è di stampo geopolitico, sia a livello mediorientale, sia a livello globale. Per il primo punto Jalali sottolinea l’alleanza strategica tra Iran, Siria, resistenza libanese e palestinese, complesso denominato “asse della resistenza”; interessante notare come questa alleanza, non sia funzionale in chiave antisionista, ma anche come muro contro l’infiltrazione della NATO dal Vicino Oriente verso l’Asia centrale, vecchio progetto atlantista finalizzato all’accerchiamento della Russia e al ridimensionamento dei legami strategici tra i paesi petroliferi dell’area e la Cina.
I legami tra Iran e le due potenze eurasiatiche poi ricopre un’importanza strategica, in quante l’asse eurasiatico Cina-Iran-Russia, è fondamentale in funzione anti-NATO. Un’altra area del mondo interessata dall’influenza crescente dell’Iran è l’America Latina, soprattutto nel caso di paesi progressisti come Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e Cuba, senza dimenticare i rapporti con Brasile e Argentina, migliorati ultimamente. Il libro in questione, di cui consigliamo la lettura, ha la peculiarietà di analizzare il fenomeno iraniano al di là dei soliti pregiudizi della stampa e dei media occidentali, spesso influenzati dalle lobby vicine al sionismo internazionale.
L’Iran è un paese che, nonostante le trame dell’imperialismo, non solo non è isolato, ma è oggi a guida del principale movimento dei paesi in via di sviluppo, ovvero il “Movimento dei Paesi non Allineati”, ovvero circa 120 nazioni del mondo, che riconoscono l’Iran come paese guida di questo complesso di popoli, culture, religioni e ideologie.
La casa editrice “Irfan Edizioni”ha pubblicato recentemente il libro “La Repubblica Islamica dell’Iran tra ordinamento interno e politica internazionale” del ricercatore Ali Reza Jalali, studioso di questioni mediorientali e iraniane. Il volume è introdotto da un saggio del direttore della rivista di geopolitica “Eurasia” Claudio Mutti. Il libro è suddiviso in due parti principali: inizialmente l’autore tratta il tema dell’ordinamento costituzionale iraniano, da una prospettiva storica e giuridica, concentrandosi sull’analisi e sull’evoluzione del concetto del “governo del giurisperito islamico”, teoria elaborata dalla guida della rivoluzione iraniana del 1979, l’Ayatollah Khomeini.
Sempre nella prima parte del libro, vengono analizzati i rapporti tra i poteri dello Stato in Iran, soprattutto tra potere legislativo ed esecutivo. La seconda parte del libro invece è di stampo geopolitico, sia a livello mediorientale, sia a livello globale. Per il primo punto Jalali sottolinea l’alleanza strategica tra Iran, Siria, resistenza libanese e palestinese, complesso denominato “asse della resistenza”; interessante notare come questa alleanza, non sia funzionale in chiave antisionista, ma anche come muro contro l’infiltrazione della NATO dal Vicino Oriente verso l’Asia centrale, vecchio progetto atlantista finalizzato all’accerchiamento della Russia e al ridimensionamento dei legami strategici tra i paesi petroliferi dell’area e la Cina.
I legami tra Iran e le due potenze eurasiatiche poi ricopre un’importanza strategica, in quante l’asse eurasiatico Cina-Iran-Russia, è fondamentale in funzione anti-NATO. Un’altra area del mondo interessata dall’influenza crescente dell’Iran è l’America Latina, soprattutto nel caso di paesi progressisti come Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e Cuba, senza dimenticare i rapporti con Brasile e Argentina, migliorati ultimamente. Il libro in questione, di cui consigliamo la lettura, ha la peculiarietà di analizzare il fenomeno iraniano al di là dei soliti pregiudizi della stampa e dei media occidentali, spesso influenzati dalle lobby vicine al sionismo internazionale.
L’Iran è un paese che, nonostante le trame dell’imperialismo, non solo non è isolato, ma è oggi a guida del principale movimento dei paesi in via di sviluppo, ovvero il “Movimento dei Paesi non Allineati”, ovvero circa 120 nazioni del mondo, che riconoscono l’Iran come paese guida di questo complesso di popoli, culture, religioni e ideologie.
Etichette:
Ali Reza Jalali,
Cina,
Eurasia,
Giurisprudenza,
Imperialismo,
Irfan Edizioni,
Khomeini,
Repubblica Islamica,
Russia,
Velayat e-Fiqh
mercoledì 27 marzo 2013
Mursi Presidente-mollaccione, rinuncia ancora: troppa fatica confermare le elezioni politice, si rimandano di sei mesi!
"Questo é Sir Rodney, il mio cavaliere errante", pronunciava con albagìa il Re in una delle vignette di "Wizard of Id" pubblicata oltre quarant'anni fa, "Un tipo molto coraggioso?" replicava sognante la dama che con lui conversava; "No," la correggeva il Sovrano "Un tipo che fa molti ERRORI!". Confessiamo che, più osserviamo la meno che entusiasmante parabola politica di Mohammed Mursi e più sentiamo forte la tentazione di soprannominarlo "Il Presidente Errante", perché sembra masochisticamente felice di inanellare un errore politico dietro l'altro, da vero capocannoniere dell'autogoal.
Gli scenari post-rivoluzionari sono ambienti adatti ai Robespierre, ai Lenin, ai Khomeini...a individui carismatici e spregiudicati che sappiano prendere la giumenta infuriata della Storia e costringerla al morso e al passo che essi giudicano più appropriato, non ai L'vov, ai Kerenski, ai Carlo Alberto che col loro inane lambiccarsi e pencolare tra varie opzioni di comportamento finiscano per consumarsi nell'inazione più deleteria, eppure, Mursi, (per la cui parte politica non proviamo eccessivi trasporti o entusiasmi) si va dimostrando via via sempre più incapace di prendere decisioni coraggiose e definitive, cercando di accordarsi con un'opposizione che lo detesta e cedendo via via su terreni dove, per imporre la propria egemonia, dovrebbe impuntarsi e tenere duro.
Dopo avere stabilito di tenere nuove elezioni politiche "a rate" tra aprile e fine giugno é bastato il 'nyet' del Potere Giudiziario, unito a un po' di scontri di piazza, per fare recedere dal proposito "Mursi-Tentennatore", che prontamente ha spostato di sei mesi, il prossimo ottobre, la data delle consultazioni...se i giudici gliele lasceranno organizzare!
Un vero rivoluzionario avrebbe contestato la legittimità del verdetto, avrebbe denunciato la Magistratura come un bastione del vecchio regime, fatta di giudici istruiti e nominati 'ad hoc' dal dittatore Mubarak, avrebbe sciolto le corti d'imperio sostitutendole con Tribunali della Rivoluzione...ma Mursi l'Errante, lo abbiamo capito, non é di questa pasta...
Gli scenari post-rivoluzionari sono ambienti adatti ai Robespierre, ai Lenin, ai Khomeini...a individui carismatici e spregiudicati che sappiano prendere la giumenta infuriata della Storia e costringerla al morso e al passo che essi giudicano più appropriato, non ai L'vov, ai Kerenski, ai Carlo Alberto che col loro inane lambiccarsi e pencolare tra varie opzioni di comportamento finiscano per consumarsi nell'inazione più deleteria, eppure, Mursi, (per la cui parte politica non proviamo eccessivi trasporti o entusiasmi) si va dimostrando via via sempre più incapace di prendere decisioni coraggiose e definitive, cercando di accordarsi con un'opposizione che lo detesta e cedendo via via su terreni dove, per imporre la propria egemonia, dovrebbe impuntarsi e tenere duro.
Dopo avere stabilito di tenere nuove elezioni politiche "a rate" tra aprile e fine giugno é bastato il 'nyet' del Potere Giudiziario, unito a un po' di scontri di piazza, per fare recedere dal proposito "Mursi-Tentennatore", che prontamente ha spostato di sei mesi, il prossimo ottobre, la data delle consultazioni...se i giudici gliele lasceranno organizzare!
Un vero rivoluzionario avrebbe contestato la legittimità del verdetto, avrebbe denunciato la Magistratura come un bastione del vecchio regime, fatta di giudici istruiti e nominati 'ad hoc' dal dittatore Mubarak, avrebbe sciolto le corti d'imperio sostitutendole con Tribunali della Rivoluzione...ma Mursi l'Errante, lo abbiamo capito, non é di questa pasta...
Etichette:
Cairo,
Carlo Alberto,
Egitto,
Elezioni politiche,
Kerenski,
Khomeini,
L'vov,
Lenin,
Mohamed Mursi,
Mubarak,
Potere Giudiziario,
Rivoluzione,
Robespierre
domenica 3 febbraio 2013
Eccezionale! Profugo della redazione di "Topolino" mette in bocca al minorato Ali Agca sciocca propaganda anti-iraniana!
A Milano esiste una piccola e povera 'casa editrice' chiamata "Chiarelettere" che da poco meno di otto anni si arrabatta a rimanere a galla nel morto e penoso panorama editoriale italiano offrendo a tutta una serie di sbalestrati "Demi-Kulturnji" (come li chiamerebbero i Russi) la possibilità di diventare 'autori'.
Immaginiamo lo squallore di questa 'realtà editoriale': un ufficetto in qualche casermone milanese, tra targhe ossidate di studi legali e tributari, un androne che sa di polvere e muffa, una 'redazione' dove attorno a vecchie scrivanie scheggiate ingombre di computer e stampanti semi-recenti si arrabattano povere 'segretarie di redazione' con le competenze appena di una dattilografa, magari arrivate a Milano da qualche paesone della Padania ma più probabilmente dal Centro o dal Sud Italia con in mano la laurea-breve in "Scienza delle Merendine"...ops...cioé, della 'comunicazione', che si dannano a farsi rinnovare il contrattino-pistola a sei mesi che sperano (invano) diventi 'intederminato', quando di determinato esiste solo il loro futuro di cassiere alla Standa.
Ebbene, in questo ambiente di degrado intellettuale e morale, trova la sua tana ideale un tale Gianluigi Nuzzi, "giornalista" che con l'editore ha già pubblicato alcuni volumi di propaganda anticattolica spacciati per 'scottanti inchieste', si vede che deve essere anche massone, e per tali sforzi é persino ospite semi regolare degli show di Gad Lerner e ha persino trovato lui stesso una trasmissioncina da condurre su quell'emittente morta e inutile che é LA7.
Ora questo buffone che non ha nemmeno il senso del ridicolo da impedire che sulla sua biografia wikipediana si evidenzi come abbia iniziato la sua "carriera" scrivendo su TOPOLINO (pubblicazione certo adatta alle sue capacità redazionali, passate, presenti e future) ha messo insieme un tragicomico pamphlet in cui riesce a mettere in bocca al minorato psichico Ali Agca nientemente che la "rivelazione" (senza dubbio graditissima al suo 'amico' e compagno di sinedrio e loggia Gad Lerner) che "L'ATTENTATO AL PAPA LO HA ORDINATO KHOMEINI!!!".
Tutti coloro che sanno un minimo di politica anni '80 hanno ben presente che l'attentato al Papa é maturato nell'ambiente dell'ultranazionalismo turco infiltrato dalla GLADIO e dalla NATO e con cui Ali Agca aveva pesanti contatti. Pensare che subito dopo la Rivoluzione Islamica e nel corso dell'aggressione imperialista irakena contro Teheran Khomeini (uomo di fede rispettosissimo del Cristianesimo e dei suoi rappresentati) abbia POTUTO PENSARE di colpire Papa Woytila é una pura e semplice idiozia.
Per fortuna a tale vera e propria immondizia editoriale sta dando un preciso e necessario contrappeso la stessa ambasciata della Repubblica Islamica in Italia, che già da questi giorni sta conducendo una benvenuta campagna di evidenziazione e ristabilimento della Verità.
Immaginiamo lo squallore di questa 'realtà editoriale': un ufficetto in qualche casermone milanese, tra targhe ossidate di studi legali e tributari, un androne che sa di polvere e muffa, una 'redazione' dove attorno a vecchie scrivanie scheggiate ingombre di computer e stampanti semi-recenti si arrabattano povere 'segretarie di redazione' con le competenze appena di una dattilografa, magari arrivate a Milano da qualche paesone della Padania ma più probabilmente dal Centro o dal Sud Italia con in mano la laurea-breve in "Scienza delle Merendine"...ops...cioé, della 'comunicazione', che si dannano a farsi rinnovare il contrattino-pistola a sei mesi che sperano (invano) diventi 'intederminato', quando di determinato esiste solo il loro futuro di cassiere alla Standa.
Ebbene, in questo ambiente di degrado intellettuale e morale, trova la sua tana ideale un tale Gianluigi Nuzzi, "giornalista" che con l'editore ha già pubblicato alcuni volumi di propaganda anticattolica spacciati per 'scottanti inchieste', si vede che deve essere anche massone, e per tali sforzi é persino ospite semi regolare degli show di Gad Lerner e ha persino trovato lui stesso una trasmissioncina da condurre su quell'emittente morta e inutile che é LA7.
Ora questo buffone che non ha nemmeno il senso del ridicolo da impedire che sulla sua biografia wikipediana si evidenzi come abbia iniziato la sua "carriera" scrivendo su TOPOLINO (pubblicazione certo adatta alle sue capacità redazionali, passate, presenti e future) ha messo insieme un tragicomico pamphlet in cui riesce a mettere in bocca al minorato psichico Ali Agca nientemente che la "rivelazione" (senza dubbio graditissima al suo 'amico' e compagno di sinedrio e loggia Gad Lerner) che "L'ATTENTATO AL PAPA LO HA ORDINATO KHOMEINI!!!".
Tutti coloro che sanno un minimo di politica anni '80 hanno ben presente che l'attentato al Papa é maturato nell'ambiente dell'ultranazionalismo turco infiltrato dalla GLADIO e dalla NATO e con cui Ali Agca aveva pesanti contatti. Pensare che subito dopo la Rivoluzione Islamica e nel corso dell'aggressione imperialista irakena contro Teheran Khomeini (uomo di fede rispettosissimo del Cristianesimo e dei suoi rappresentati) abbia POTUTO PENSARE di colpire Papa Woytila é una pura e semplice idiozia.
Per fortuna a tale vera e propria immondizia editoriale sta dando un preciso e necessario contrappeso la stessa ambasciata della Repubblica Islamica in Italia, che già da questi giorni sta conducendo una benvenuta campagna di evidenziazione e ristabilimento della Verità.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Ali Agca,
Calunnie,
Chiarelettere,
Gad Lerner,
Gladio,
Khomeini,
Lupi Grigi,
Massoneria,
NATO,
Propaganda,
Repubblica Islamica
giovedì 18 ottobre 2012
Grande esercitazione a Teheran per quindicimila membri della milizia popolare Basij!
I Basij, la milizia volontaria che salvò la Repubblica Islamica dall'aggressione concertata degli alfieri dell'arroganza imperialista globale coalizzatisi nel sostenere Saddam Hussein e la sua guerra di aggressione contro Teheran, si mobiliteranno domani in massa per una colossale esercitazione che vedrà circa quindicimila di loro, sotto la guida e la supervisione dello Stato Maggiore della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) impegnati per tre giorni proprio nelle zone Orientali della capitale e nei distretti immediatamente circostanti.
La manovra, soprannominata "Ala Beit Ol Moqaddas", é stata decisa alcune settimane fa come prova di sdegno e determinazione di fronte alle vigliacche e blasfeme offese mosse contro il Profeta dell'Islam da parte del 'regista' Sam Bacile e dei suoi finanziatori sionisti, produttori di un film di propaganda islamofoba. Come gesto d'inizio dell'esercitazione i Basij si riuniranno in Piazza della Palestina per una dimostrazione. In seguito si impegneranno in esercizi di combattimento contro minacce convenzionali e contro la sedizione organizzata.
I Basij si sono distinti nel 2009 per il loro impegno nello sventare i tentativi di sobillazione voluto dalle potenze imperialiste che cercarono di sabotare con vili accuse propagandistiche il regolare corso delle elezioni presidenziali.
La manovra, soprannominata "Ala Beit Ol Moqaddas", é stata decisa alcune settimane fa come prova di sdegno e determinazione di fronte alle vigliacche e blasfeme offese mosse contro il Profeta dell'Islam da parte del 'regista' Sam Bacile e dei suoi finanziatori sionisti, produttori di un film di propaganda islamofoba. Come gesto d'inizio dell'esercitazione i Basij si riuniranno in Piazza della Palestina per una dimostrazione. In seguito si impegneranno in esercizi di combattimento contro minacce convenzionali e contro la sedizione organizzata.
I Basij si sono distinti nel 2009 per il loro impegno nello sventare i tentativi di sobillazione voluto dalle potenze imperialiste che cercarono di sabotare con vili accuse propagandistiche il regolare corso delle elezioni presidenziali.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Ala Beit Ol Moqaddas,
Basij,
Dimostrazione,
Islamofobia,
Khomeini,
Milizia,
Offese,
Rivoluzione Iraniana,
Saddam Hussein,
Sam Bacile,
Teheran
martedì 21 agosto 2012
Il padre del sedicenne ucciso in Barhein: "Mio figlio picchiato a morte mentre stringeva la bandiera della Palestina!"
Abbiamo dato la notizia dell'assassinio del sedicenne Bahreini Husam al-Haddad appena la abbiamo ricevuta: correttamente e in anticipo su altri outlet di informazione abbiamo indicato la causa della sua morte come dovuta al brutale pestaggio ricevuto da parte di scherani del tiranno sunnita Al-Khalifa. Adesso, grazie alle dichiarazioni di suo padre, scopriamo che a infierire sul ragazzino sono stati in otto (otto adulti contro un adolescente, che "eroi"!) individui scesi da una macchina con le insegne del Ministero dell'Interno.
Il padre di Husam afferma che suo figlio stava prendendo parte alle manifestazioni internazionali per la "Giornata di Gerusalemme" e sventolava sopra la testa una bandiera palestinese quando l'auto dei suoi aguzzini si é fermata e gli otto individui lo hanno circonado, iniziando a picchiarlo a morte.
Il fatto che il popolo Bahreini, martirizzato e torturato da oltre un anno e mezzo per la sua insistenza nel chiedere riforme democratiche e la cacciata del tiranno Al-Khalifa e della sua corte, trovi anche il tempo per rispondere all'appello lanciato nel 1979 dall'Ayatollah Khomeini e di solidarizzare coi fratelli palestinesi dimostra come a Manama come a Gaza come a Nablus e Gerusalemme la lotta degli oppressi sia sempre la stessa lotta e come, non importa con quali prezzi e quali sacrifici, sia destinata a concludersi con il loro trionfo come già successo a Teheran, in Libano, in Tunisia e in Egitto.
Il padre di Husam afferma che suo figlio stava prendendo parte alle manifestazioni internazionali per la "Giornata di Gerusalemme" e sventolava sopra la testa una bandiera palestinese quando l'auto dei suoi aguzzini si é fermata e gli otto individui lo hanno circonado, iniziando a picchiarlo a morte.
Il fatto che il popolo Bahreini, martirizzato e torturato da oltre un anno e mezzo per la sua insistenza nel chiedere riforme democratiche e la cacciata del tiranno Al-Khalifa e della sua corte, trovi anche il tempo per rispondere all'appello lanciato nel 1979 dall'Ayatollah Khomeini e di solidarizzare coi fratelli palestinesi dimostra come a Manama come a Gaza come a Nablus e Gerusalemme la lotta degli oppressi sia sempre la stessa lotta e come, non importa con quali prezzi e quali sacrifici, sia destinata a concludersi con il loro trionfo come già successo a Teheran, in Libano, in Tunisia e in Egitto.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Khalifa,
Bahrein,
Bandiera,
Giornata di Al-Quds,
Husam al-Haddad,
Khomeini,
Manama,
Palestina,
Risveglio Islamico
martedì 15 novembre 2011
Amr Moussa, candidato presidenziale egiziano dichiara: "Tra il Cairo e Teheran c'é un asse di intesa che va sviluppato sempre più!"
Amr Moussa, candidato alle prossime elezioni presidenziali egiziane ha dichiarato in una recente intervista che "L'Iran non é mai stato un nemico dell'Egitto e l'allontanamento diplomatico che é seguito alla Rivoluzione Islamica era solo dovuto agli interessi stranieri che avevano asservito il paese tra la fine dell'Era Sadat e quella di Mubarak; un periodo storico fortunatamente venuto a finire con la Rivoluzione di inizio anno".
Le dichiarazioni di Moussa, rilasciate al quotidiano elvetico in lingua tedesca 'Tages-Anzeiger' sono state pubblicate ieri e hanno spiegato a fondo come l'avvicinamento già avvenuto tra i due paesi sia destinato ad approfondirsi in futuro; già settimane addietro il capo della Giunta militare di Transizione, Feldmaresciallo Tantawi aveva lodato Teheran per la sua 'eccellente' posizione nel Mondo Musulmano. Moussa ha detto che, se diventasse il nuovo Presidente egiziano, sarebbe sua cura indirizzare i rapporti bilaterali cercando il massimo del mutuo vantaggio.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
lunedì 31 gennaio 2011
La Casa Bianca chiacchiera di 'democrazia' mentre gli arsenali dei tiranni sono pieni di armi "made in Usa"
Dalla sua torre sempre più tetra e pericolante al Dipartimento di Stato Madama Clinton, Ministro degli Esteri della Casa Bianca, che qualche post fa assimilammo con felice invenzione a una vera e propria "Strega dell'Ovest" di baumiana memoria si sta rodendo e struggendo sempre più, le sue 'scimmie volanti' le riportano notizie sempre più preoccupanti dalla satrapia egiziana, notizie che "Colei che deve essere obbedita", la lobby sionista che l'ha messa al suo posto attuale, non prenderà affatto bene.
Un po' preoccupati, a dire il vero, lo siamo anche noi, giacché negli atti e nelle dichiarazioni degli ultimi giorni di Dama Clinton leggiamo il segno di quanto ormai distaccata dalla realtà sia diventata l'amministrazione statunitense, o perlomeno (e dici poco) quella parte di essa che avrebbe il dovere di recepire gli umori e le vibrazioni della comunità internazionale e farsene veicolo verso il capo dell'Esecutivo.
La Clinton infatti invita il faraone in bilico Hosni Mubarak a intavolare un "dialogo costruttivo" con "l'opposizione" per "arrivare a una vera democrazia". Ma la Clinton la ha una televisione al Dipartimento di Stato? Un collegamento internet? Lo ha ancora capito che in Egitto é in atto una rivoluzione di popolo, senza rappresentanti o sponsor politici con cui Mubarak possa "dialogare"?
Lo ha ancora capito Dama Clinton che la rivoluzione egiziana é scoppiata per l'assenza di qualunque forma di democrazia (condizione a salvaguardia della quale Mubarak é stato lasciato sul 'trono' per oltre 30 anni) e che la democrazia di cui ama tanto parlare é davvero così tanto negli interessi degli Usa da far loro rifornire ogni tirannello levantino di tutto il necessario per reprimerla e prevenirla?
Tutti i proiettili di plastica con l'anima in metallo, tutti i candelotti di gas urticante e lacrimogeno, tutti i blindati equipaggiati di cannoni ad acqua sono infatti prodotti Usa, come indicano con fin troppa chiarezza gli involucri stampigliati, perché i desiderata strategici a stelle e strisce nella regione si sono sempre basati sull'assunto fondamentale di "tenere le masse fuori dalla stanza dei bottoni"; per questo gli Usa sono sempre stati nemici di tutti i paesi in cui i Governi sono espressione diretta o indiretta del popolo e invece amici dell'Israele dell'Apartheid, della Persia dello Shah, dell' Irak di Saddam, della Turchia dei generali, della Giordania della Casa di Hashem e dell'Arabia della Casa di Saoud.
Invece della Siria dei generali nazionalisti, dell'Egitto del populista Nasser, della Jahmahiryia libica, dell'Iran di Khomeini, Repubblica Islamica, sono sempre, sempre, sempre stati nemici. Così come si sono dichiarati pregiudizialmente e senza motivo alcuno ostili alla nuova Turchia di Erdogan e adesso si mostreranno ostili al Libano di Mikati.
Speriamo che abbiano occasione di mostrarsi ostili anche alla Tunisia e all'Egitto e forse anche allo Yemen e alla Giordania, non solo perché ci auguriamo che anche lì i popoli abbiano finalmente la meglio e possano partecipare di regimi realmente democratici ma soprattutto perché, più saranno i luoghi in cui Dama Clinton dovrà sguinzagliare le 'scimmie volanti' e meno perniciosa e deleteria influenza potrà esercitare su ciascuno.
Aumentando il numero dei bersagli la potenza e la penetratività dell'imperialismo americano si stempera e si diluisce.
Etichette:
Erdogan,
Gamal Nasser,
Hilary Clinton,
Khomeini,
Mubarak,
Reza Shah,
Saddam Hussein,
State Department,
Zia Ul Haq
Iscriviti a:
Post (Atom)










