Il Presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha visitato l'acciaieria WASCO (West Asia Steel Company) di Qom, celebrando il raggiungimento della capacità produttiva di 40mila tonnellate, conseguito ad appena sette anni dall'apertura dell'impianto.
Mentre in Italia speculatori, parassiti e traditori hanno sistematicamente distrutto il più grande settore dell'acciaio dell'Europa occidentale, costruito interamente con denaro pubblico e capace di produrre acciai speciali di qualità tale da fare l'invidia degli altoforni tedeschi, inglesi o sovietici, in Iran, dove esiste una classe dirigente attenta ai fondamentali e conscia delle priorità nazionali, il settore siderurgico viene potenziato con grandi impianti come quello che vedete nelle foto, che danno lavoro a migliaia e migliaia di operai e a dozzine e centinaia di ingegneri e tecnici.
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venerdì 31 agosto 2018
"Onoro la Forza che muove l'Acciaio!" La WASCO di Qom raggiunge le 40mila tonnellate di capacità produttiva sette anni dopo la sua fondazione!
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sabato 11 ottobre 2014
Il Vescovo Ortodosso di Tripoli e Monte Libano visita il santuario di Hadrat Masoumeh nella città santa di Qom!!
Questa bellissima foto mostra Giorgio Saliba, Vescovo Ortodosso di Tripoli Siriaca e del Monte Libano mentre rende omaggio al Santuario di Hadrat Masoumeh, nella città santa iranian di Qom.
La foto dimostra come il rispetto reciproco tra cristiani e musulmani sia una realtà viva e operante nei paesi dell'Asse della Resistenza, paesi, ricordiamolo, dove la tolleranza e la coesistenza sono all'ordine del giorno, mentre é nei regimi sunniti allineati col sionismo e con l'imperialismo che si pratica l'esatto contrario.
I gruppi terroristici foraggiati e sostenuti da questi regimi cercano di esportare il terrore e l'intolleranza altrove, ma la loro sorte é segnata al pari di quella dei loro padroni.
La foto dimostra come il rispetto reciproco tra cristiani e musulmani sia una realtà viva e operante nei paesi dell'Asse della Resistenza, paesi, ricordiamolo, dove la tolleranza e la coesistenza sono all'ordine del giorno, mentre é nei regimi sunniti allineati col sionismo e con l'imperialismo che si pratica l'esatto contrario.
I gruppi terroristici foraggiati e sostenuti da questi regimi cercano di esportare il terrore e l'intolleranza altrove, ma la loro sorte é segnata al pari di quella dei loro padroni.
giovedì 25 settembre 2014
Sua Eminenza l'Ayatollah Shirzai lancia un appello a favore dei Palestinesi di Gaza!!
L'intera comunità musulmana é OBBLIGATA ad aiutare la gente oppressa di Gaza; il che vuol dire aiutarla a guarire le ferite fisiche e psicologiche dell'ultima guerra contro i suoi persecutori, aiutarla a ricostruire le proprie case e le proprie vite, ma anche aiutarla a fare in modo che in futuro simili attacchi e simili persecuzioni non abbiano a ripetersi, aiutarla, cioé a dotarsi di strumenti e conoscenze sufficienti a garantire la difesa propria e delle proprie famiglie e comunità.
Questo, in nuce, il messaggio lanciato dall'Ayatollah Makarem Shirzai, saggio docente della Hawza (Accademia giurisprudenziale e religiosa sciita) della Città Sacra di Qom, in Iran, dove egli presiede ai corsi più avanzati di ricerca (Kharij Fiqh), che ai più dotati e pronti tra i loro frequentatori aprono la porta per diventare 'mujtahid'.
"La memoria di quanto é avvenuto a Gaza deve essere tenuta viva così che il volto mostruoso dell'imperialismo sionista non possa nascondersi o mascherarsi agli occhi del mondo e venire dimenticato; il cosiddetto 'sostegno internazionale' é vano e ridicolo perché non si basa su concetti solidi di Giustizia ma sull'illusione dei 'diritti umani' che sono uno zimbello tirato in ballo solo quando comodo ai paesi imperialisti: forse che l'Occidente in Afghanistan, in Irak, nella Palestina Occupata si comporta mai rispettando i 'diritti umani'?".
Questo, in nuce, il messaggio lanciato dall'Ayatollah Makarem Shirzai, saggio docente della Hawza (Accademia giurisprudenziale e religiosa sciita) della Città Sacra di Qom, in Iran, dove egli presiede ai corsi più avanzati di ricerca (Kharij Fiqh), che ai più dotati e pronti tra i loro frequentatori aprono la porta per diventare 'mujtahid'.
"La memoria di quanto é avvenuto a Gaza deve essere tenuta viva così che il volto mostruoso dell'imperialismo sionista non possa nascondersi o mascherarsi agli occhi del mondo e venire dimenticato; il cosiddetto 'sostegno internazionale' é vano e ridicolo perché non si basa su concetti solidi di Giustizia ma sull'illusione dei 'diritti umani' che sono uno zimbello tirato in ballo solo quando comodo ai paesi imperialisti: forse che l'Occidente in Afghanistan, in Irak, nella Palestina Occupata si comporta mai rispettando i 'diritti umani'?".
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giovedì 7 agosto 2014
L'Iran, sollecitato da Nasrallah, chiude una stazione satellitare che incitava all'odio settario tra musulmani!!
Mente Arabia Saudita, Qatar e la maggior parte degli emirati petroliferi conservatori non perdono occasione di istigare e fomentare il bigottismo e l'odio verso gli sciiti, negli scorsi giorni il più grande stato sciita del Mondo (la Repubblica Islamica dell'Iran), su richiesta della figura religiosa sciita più famosa di tutto il mondo arabo (Hassan Nasrallah) ha chiuso con la forza le operazioni di un canale satellitare che coi suoi programmi diffondeva nel mondo sciita rozza e volgare propaganda anti-sunnita.
Secondo quanto rivelato dal quotidiano libanese 'Daily Star' é stata proprio la segnalazione arrivata dal leader di Hezbollah che ha fatto mobilitare gli Iraniani contro la rete televisiva che aveva uffici e strutture a Qom, Isfahan, Teheran e nella provincia del Khorasan.
Alcune decine di persone sono state arrestate con l'accusa di "istigazione al settarismo" e "diffusione di messaggi contrari allo spirito dell'Islam". Gli inquirenti iraniani hanno dichiarato che la loro inchiesta continuerà fino a scoprire chi e come ha finanziato questa impresa, che fomentando le faide e l'odio nel mondo islamico serviva gli interessi degli Imperialisti che vogliono vedere i musulmani deboli e divisi.
Secondo quanto rivelato dal quotidiano libanese 'Daily Star' é stata proprio la segnalazione arrivata dal leader di Hezbollah che ha fatto mobilitare gli Iraniani contro la rete televisiva che aveva uffici e strutture a Qom, Isfahan, Teheran e nella provincia del Khorasan.
Alcune decine di persone sono state arrestate con l'accusa di "istigazione al settarismo" e "diffusione di messaggi contrari allo spirito dell'Islam". Gli inquirenti iraniani hanno dichiarato che la loro inchiesta continuerà fino a scoprire chi e come ha finanziato questa impresa, che fomentando le faide e l'odio nel mondo islamico serviva gli interessi degli Imperialisti che vogliono vedere i musulmani deboli e divisi.
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lunedì 11 marzo 2013
Moqtada al-Sadr si trova a Beirut per incontri ad alto livello con i leader di Amal ed Hezbollah!
Abbiamo ricevuto notizia che nella giornata di oggi, lunedì 11 marzo, il leader religioso e politico irakeno Moqtada al-Sadr, figura fondamentale del panorama sciita nel paese mesopotamico, ha raggiunto Beirut accompagnato da un piccolo 'cadre' dei suoi più stretti collaboratori, tra cui si contano numerosi membri del blocco parlamentare sadrista.
Una fonte riferita proprio al blocco sadrista ha riferito alla Agenzia Nazionale Iraki News che Moqtada al-Sadr spenderà tutto il suo soggiorno nella capitale libanese in incontri con i leader di Amal, Hezbollah e altre formazioni politiche locali. Sembra, ma non é possibile confermarlo con certezza, che la maggior parte delle discussioni verteranno sulla situazione siriana e sui passi necessari da parte del blocco sadrista per accelerare una sua soluzione in linea con gli interessi politici e strategici dell'Asse della Resistenza.
E' la prima volta, dal rientro di Moqtada al-Sadr in Irak dopo il suo soggiorno di studio e perfezionamento teologico nella città sacra iraniana di Qom, che il leader sciita si imbarca in un viaggio 'diplomatico'.
Una fonte riferita proprio al blocco sadrista ha riferito alla Agenzia Nazionale Iraki News che Moqtada al-Sadr spenderà tutto il suo soggiorno nella capitale libanese in incontri con i leader di Amal, Hezbollah e altre formazioni politiche locali. Sembra, ma non é possibile confermarlo con certezza, che la maggior parte delle discussioni verteranno sulla situazione siriana e sui passi necessari da parte del blocco sadrista per accelerare una sua soluzione in linea con gli interessi politici e strategici dell'Asse della Resistenza.
E' la prima volta, dal rientro di Moqtada al-Sadr in Irak dopo il suo soggiorno di studio e perfezionamento teologico nella città sacra iraniana di Qom, che il leader sciita si imbarca in un viaggio 'diplomatico'.
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domenica 6 gennaio 2013
Enorme impianto di stoccaggio del gas naturale inaugurato nella provincia di Qom!
Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha inaugurato il primo impianto sotterraneo di stoccaggio del gas naturale; un raggiungimento notevole visto che esso é il primo a venire attivato non solamente in Iran, ma in tutto il Medio Oriente. Proprio questo fatto dovrebbe fare riflettere su quanto a lungo la regione abbia languito (e in molti casi ancora languisca) sotto il ricatto delle arroganti potenze imperialiste occidentali: sono almeno 70 anni che il Medio Oriente fornisce petrolio e gas alla macchina disumana dello "sviluppo" occidentale eppure bisogna arrivare al tredicesimo anno del ventunesimo secolo perché uno Stato (fortunatamente liberatosi del giogo imperialista 34 anni fa) possa dotarsi di una struttura tanto essenziale a una previdente e autonoma politica di conservazione ed esportazione delle proprie risorse naturali.
L'impianto inaugurato a Sarajeh, nella provincia di Qom, a sud di Teheran, é per ora capace di 1,5 miliardi di metri cubi di gas, ma una volta completati i lavori di espansione vedrà più che raddoppiate le sue capacità, riuscendo a contenere ben 3 miliardi e 300mila metri cubi di metano. Il Ministro delle Risorse Petrolifere Rostam Qasemi, tracciando il punto dello sviluppo dell'industria estrattiva iraniana a fine 2012 aveva ironicamente 'ringraziato' l'Occidente per la sua politica di sanzioni contro la Repubblica Islamica, grazie alle quali, infatti, ormai la quasi totalità delle infrastrutture petrolifere e metanifere iraniane sono servite da tecnologia sviluppata e prodotta autonomamente.
La Repubblica Islamica Iraniana possiede, dopo la Russia, le più grandi riserve di gas naturale accertate..
L'impianto inaugurato a Sarajeh, nella provincia di Qom, a sud di Teheran, é per ora capace di 1,5 miliardi di metri cubi di gas, ma una volta completati i lavori di espansione vedrà più che raddoppiate le sue capacità, riuscendo a contenere ben 3 miliardi e 300mila metri cubi di metano. Il Ministro delle Risorse Petrolifere Rostam Qasemi, tracciando il punto dello sviluppo dell'industria estrattiva iraniana a fine 2012 aveva ironicamente 'ringraziato' l'Occidente per la sua politica di sanzioni contro la Repubblica Islamica, grazie alle quali, infatti, ormai la quasi totalità delle infrastrutture petrolifere e metanifere iraniane sono servite da tecnologia sviluppata e prodotta autonomamente.
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sabato 23 giugno 2012
Alto chierico sciita iraniano dichiara: "La caduta degli Al-Saoud e degli Al-Khalifa é prossima!"
In un sermone recitato nella giornata di ieri il Grande Ayatollah Hussein Nour Hamedani, istruttore di seminario nella città sacra di Qom, dove l'elite religiosa sciita si reca a perfezionare le proprie credenziali teologiche e giuresprudenziali (come negli scorsi anni ha fatto anche l'influente e popolare leader sciita irakeno Moqtada al-Sadr, prima di tornare definitivamente in patria), ha definito "Inevitabile e imminente" la caduta delle dinastie sunnite che attualmente regnano su Arabia Saudita e sul Barhein, la prima opprimendo e depredando delle ricchezze naturali una sostanziosa minoranza sciita stanziata sulla costa orientale della Penisola Arabica, la seconda tiranneggiando una popolazione che é in stragrande maggioranza sciita e che si vide imporre un sovrano dispotico e non desiderato dall'intrigante colonialismo inglese di inizio secolo, ansioso di procurarsi 'sovrani amici' e basi sicure da cui controllare il flusso del petrolio persiano necessario alle navi della Marina Britannica, passate dalla propulsione a carbone a quella a nafta.
Hamedani ha definito i sovrani Sauditi e Bahreini "cani al servizio dell'imperialismo Usa, ansiosi di mettere in pratica gli ordini della Casa Bianca" e ha stimolato i musulmani, di qualunque setta e tendenza, a non restare in silenzio e a mobilitarsi per cacciare dagli scranni del potere dirigenti così compromessi con i peggiori nemici della Umma islamica e delle popolazioni oppresse di tutto il mondo facendo inoltre notare che é "grazie agli atti estremisti sostenuti e finanziati da questi sovrani corrotti che una falsa e tendenziosa immagine dell'Islam si diffonde nel mondo".
Il Grande Ayatollah ha indicato nei movimenti del Risveglio Islamico che via via si sono diffusi in tutto il mondo musulmano e vanno aumentando sempre di più la loro intensità e la loro vastità la forza che porterà questi come già altri iniqui regimi della regione a crollare e condurrà i loro rappresentanti alla stessa, ignominiosa e illamentata fine dell'Ex-scià di Persia, scalzato dall'onda potente della Rivoluzione Islamica e mandato a morire in esilio. "Presto anche gli Al-Khalifa e gli Al-Saoud conosceranno il destino che fu di Pahlavi!".
Hamedani ha definito i sovrani Sauditi e Bahreini "cani al servizio dell'imperialismo Usa, ansiosi di mettere in pratica gli ordini della Casa Bianca" e ha stimolato i musulmani, di qualunque setta e tendenza, a non restare in silenzio e a mobilitarsi per cacciare dagli scranni del potere dirigenti così compromessi con i peggiori nemici della Umma islamica e delle popolazioni oppresse di tutto il mondo facendo inoltre notare che é "grazie agli atti estremisti sostenuti e finanziati da questi sovrani corrotti che una falsa e tendenziosa immagine dell'Islam si diffonde nel mondo".
Il Grande Ayatollah ha indicato nei movimenti del Risveglio Islamico che via via si sono diffusi in tutto il mondo musulmano e vanno aumentando sempre di più la loro intensità e la loro vastità la forza che porterà questi come già altri iniqui regimi della regione a crollare e condurrà i loro rappresentanti alla stessa, ignominiosa e illamentata fine dell'Ex-scià di Persia, scalzato dall'onda potente della Rivoluzione Islamica e mandato a morire in esilio. "Presto anche gli Al-Khalifa e gli Al-Saoud conosceranno il destino che fu di Pahlavi!".
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giovedì 9 febbraio 2012
Enorme manifestazione sadrista a Bagdad per celebrare la liberazione dell'Irak dagli occupanti americani e dai loro lacchè!
Alcune centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Bagdad, capitale dell'Irak, per celebrare, secondo l'invito dell'influente leader politico e religioso sciita, Moqtada al-Sadr, la liberazione del loro paese dall'occupazione imperialista americana. Alcune fonti sadriste hanno parlato di "oltre un milione" di dimostranti scesi in strada, ma cifre più prudenti del Ministero dell'Interno parlano di cinque-seicentomila.
Quel che é certo é che, dal suo debutto sulla scena politica mesopotamica, giudicato troppo giovane per farsi largo in un mondo dove l'età anagrafica fa da sostegno e corroborante alla perizia nella giuresprudenza islamica, quasi schiacciato dall'ingombrantissima figura del padre (a cui é intitolato l'enorme sobborgo sciita della capitale, -'Sadr City' appunto-, ayatollah fatto assassinare da Saddam Hussein che ne temeva il carisma e il seguito), Moqtada al-Sadr, complice anche il periodo di studi e perfezionamento nella città sacra iraniana di Qom, sia divenuto una figura di certa rilevanza nazionale e di un certo quale spessore anche a livello regionale.
Le sue aspirazioni di diventare il 'Nasrallah Irakeno' sono ancora lontane dal realizzarsi ma forse non più così velleitarie come potevano sembrare nel 2007.
Anche il movimento sadrista é cresciuto, strutturandosi e organizzandosi, riuscendo a mettere in piedi e a condurre a buona riuscita un happening pubblico che per certi versi ha fatto sfigurare certi eventi ufficiali sponsorizzati dal Governo, mettendo all'opera una macchina spettacolare che ha di gran lunga superato quella vista in azione lo scorso 19 gennaio a Najaf.
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sabato 23 luglio 2011
La Guardia Rivoluzionaria iraniana nega di avere abbattuto velivoli Usa su Qom: ma qual'é la verità?
Pochi giorni orsono si era diffusa la notizia, riportata dai maggiori outlet mediatici mediorientali e internazionali, che un drone UAV da ricognizione americano era stato intercettato e abbattuto dalle forze di difesa aerea del Corpo della Guardia Rivoluzionaria dell'Iran nel cielo sopra la città di Qom. Le prime analisi dell'incidente parlavano di un tentativo americano di registrare layout e attività attorno al sito nucleare di Fordoh, una delle installazioni regolarmente dichiarate dall'Iran come facenti parte del suo programma di sviluppo dell'energia atomica per uso civile.
Adesso, direttamente dall'ufficio stampa dell'IRGC, arriva una irrituale smentita, secondo la quale "la diffusione di erronee ipotesi su scontri aerei nei cieli sopra Qom si é generata a causa dell'abbattimento di un drone iraniano nell'ambito di normali preparativi per un'esercitazione aeronautica che dovrà tenersi nelle prossime settimane"; che dire, bastava che ci aggiungessero anche un 'pallone sonda' e tutto il copione della 'smentita dell'establisment' sarebbe stato rispettato.
In realtà, il comunicato stampa arriva troppo dopo l'incidente per poter essere del tutto credibile. Certo, l'Iran é in effetti uno dei più grandi costruttori di droni senza pilota della regione e dopo la fine delle esercitazioni missilistiche di qualche settimana fa ne erano state annunciate di nuove, che avrebbero coinvolto le forze aeree e di difesa aerea, ma, quel che sembra più probabile é che il drone abbattuto fosse effettivamente americano ma che, in una vera e propria dimostrazione di responsabilità e amore per la stabilità, le autorità iraniane abbiano preferito 'disinnescare' l'attenzione sull'incidente in modo da evitare a Washington un grave imbarazzo e quietare animi che altrimenti si sarebbero facilmente potuti incendiare.
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giovedì 21 luglio 2011
L'Iran abbatte un drone americano sopra la città sacra di Qom!
Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana ha annunciato di avere abbattuto un drone-spia statunitense che incrociava ad alta quota sopra la regione di Qom; la notizia, confermata dal membro del Comitato parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera Ali Aqazadeh Dafsari é stata ripresa anche dal sito-web javanoline.ir, secondo il quale l'UAV stava cercando di raccogliere informazioni sull'impianto nucleare di Fordoh.
Dafsari (foto) ha lodato la prontezza della reazione dell'IRGC, facendo notare come le Guardie Rivoluzionarie siano ormai 'abituate' a contastare le ricognizioni americane; poche settimane fa l'Iran aveva concesso a un team di tecnici e specialisti russi di analizzare la carcassa di un altro UAV a stelle e strisce, abbattuto invece sopra il Golfo Persico.
Il portavoce del Ministero degli Esteri Ramin Mehmanparast ha dichiarato che la Repubblica Islamica sta installando nei suoi impianti nucleari una nuova generazione di centrifughe per la separazione degli isotopi di uranio. L'Iran, al contrario di Israele, é un firmatario del Trattato di Nonproliferazione Nucleare e permette agli esperti dell'IAEA di condurre periodiche ispezioni alle sue strutture nucleari civili. Gli incaricati dell'Ente per l'Energia Atomica Internazionale non hanno mai rilevato segni di un programma nucleare militare.
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lunedì 11 aprile 2011
Moqtada al Sadr: "Via le truppe americane rimaste e i 'contractor' stranieri dal territorio irakeno"
Il celebre e rispettato chierico irakeno Moqtada al-Sadr, da poco rientrato in patria dopo un periodo di studi e perfezionamento teologico nella città sacra iraniana di Qom, ha rilasciato, in coda a una massiccia manifestazione popolare tenutasi nella capitale Bagdad, una dichiarazione in cui invita, in maniera inequivocabilmente chiara, truppe ed agenti americani ancora presenti nel paese ad abbandonarlo il prima possibile.
Decine di migliaia di persone hanno preso parte, nelle strade della capitale a marce e manifestazioni per ricordare la caduta di Saddam Hussein, il cui 'regno' si sgretolò esattamente otto anni fa dopo poche settimane di campagna militare da parte della coalizione di invasori guidati e capeggiati dagli Stati Uniti d'America; nonostante l'attacco militare al paese ne abbia causato la caduta il rapporto fra i cittadini irakeni e quel che resta delle forze Usa sul loro territorio é tutto meno che idilliaco: la lunga storia di connivenza e sostegno della Casa Bianca al regime di Hussein nel corso degli anni '80, i dieci anni di embargo seguiti alla Guerra del Golfo del 1991, e soprattutto il caos e l'instabilità seguiti all'invasione del 2003 hanno contribuito a esasperare gli animi di una popolazione che, se all'alba degli anni '80 era indicata come un esempio di modernità, sviluppo e welfare nel mondo arabo é oggi materialmente, culturalmente e anche spiritualmente prostrata.
"Questo raduno, questa marcia, segna l'inizio di una nuova campagna anti-occupazione da parte di quella che con ogni probabilità é non solo la forza politica più influente del paese, ma soprattutto quella meglio posizionata per vedere il proprio prestigio e il proprio potere crescere e moltiplicarsi nel prossimo futuro", così Jane Arraf, corrispondente da Bagdad di Al-Jazeera, ha commentato l'evento. La reporter ha altresì ricordato come l'organizzazione armata ispirata e diretta dal leader religioso, il cosiddetto "Esercito del Mahdi" dal 2004 al 2007 condusse la più vigorosa e riuscita campagna di resistenza armata contro gli occupanti americani e i loro alleati europei e occidentali.
La resistenza armata venne interrotta non tanto come 'resa' di fronte al tanto propagandato (ma in realtà largamente inefficace) "surge" di truppe e armamenti ordinato da Bush come estrema misure 'elettorale' per permettere ai candidati repbblicani di asserire che l'occupazione della Mesopotamia si era risolta in un successo, ma piuttosto per la decisione di Al-Sadr di trasferirsi in iran per rafforzare le sue credenziali teologiche. In una società che tributa molto rispetto all'anzianità dei leader spirituali (considerandola sinonimo di esperienza, saggezza e pacatezza di giudizio) il 'giovane' Moqtada costituisce infatti un'anomalia piuttosto rilevante: buona parte della sua primitiva popolarità, infatti, derivava dall'essere figlio di Mohammad Mohammad Sadeq al-Sadr, grande Ayatollah irakeno e strenuo oppositore di Saddam Hussein e dei suoi eccessi; motivo per cui venne assassinato nel febbraio del 1999 insieme a due suoi figli (quindi fratelli di Muqtada) all'uscita della Moschea di Najaf.
Decine di migliaia di persone hanno preso parte, nelle strade della capitale a marce e manifestazioni per ricordare la caduta di Saddam Hussein, il cui 'regno' si sgretolò esattamente otto anni fa dopo poche settimane di campagna militare da parte della coalizione di invasori guidati e capeggiati dagli Stati Uniti d'America; nonostante l'attacco militare al paese ne abbia causato la caduta il rapporto fra i cittadini irakeni e quel che resta delle forze Usa sul loro territorio é tutto meno che idilliaco: la lunga storia di connivenza e sostegno della Casa Bianca al regime di Hussein nel corso degli anni '80, i dieci anni di embargo seguiti alla Guerra del Golfo del 1991, e soprattutto il caos e l'instabilità seguiti all'invasione del 2003 hanno contribuito a esasperare gli animi di una popolazione che, se all'alba degli anni '80 era indicata come un esempio di modernità, sviluppo e welfare nel mondo arabo é oggi materialmente, culturalmente e anche spiritualmente prostrata.
"Questo raduno, questa marcia, segna l'inizio di una nuova campagna anti-occupazione da parte di quella che con ogni probabilità é non solo la forza politica più influente del paese, ma soprattutto quella meglio posizionata per vedere il proprio prestigio e il proprio potere crescere e moltiplicarsi nel prossimo futuro", così Jane Arraf, corrispondente da Bagdad di Al-Jazeera, ha commentato l'evento. La reporter ha altresì ricordato come l'organizzazione armata ispirata e diretta dal leader religioso, il cosiddetto "Esercito del Mahdi" dal 2004 al 2007 condusse la più vigorosa e riuscita campagna di resistenza armata contro gli occupanti americani e i loro alleati europei e occidentali.
La resistenza armata venne interrotta non tanto come 'resa' di fronte al tanto propagandato (ma in realtà largamente inefficace) "surge" di truppe e armamenti ordinato da Bush come estrema misure 'elettorale' per permettere ai candidati repbblicani di asserire che l'occupazione della Mesopotamia si era risolta in un successo, ma piuttosto per la decisione di Al-Sadr di trasferirsi in iran per rafforzare le sue credenziali teologiche. In una società che tributa molto rispetto all'anzianità dei leader spirituali (considerandola sinonimo di esperienza, saggezza e pacatezza di giudizio) il 'giovane' Moqtada costituisce infatti un'anomalia piuttosto rilevante: buona parte della sua primitiva popolarità, infatti, derivava dall'essere figlio di Mohammad Mohammad Sadeq al-Sadr, grande Ayatollah irakeno e strenuo oppositore di Saddam Hussein e dei suoi eccessi; motivo per cui venne assassinato nel febbraio del 1999 insieme a due suoi figli (quindi fratelli di Muqtada) all'uscita della Moschea di Najaf.
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domenica 9 gennaio 2011
Il primo discorso pubblico di Moqtada al-Sadr invita tutti gli iracheni a "rifiutare" l'occupazione straniera
Il leader sciita Moqtada al-Sadr, nel corso delle prime giornate dal suo ritorno definitivo dall'Iran (dove ha speso quattro anni studiando nella città sacra di Qom), ha chiamato il popolo iracheno alla Resistenza contro gli ultimi cascami della presenza militare americana nel paese, chiedendo non solo ai suoi seguaci, ma anche ai sunniti e ai membri di altre sette di "respingere" la stessa idea di una presenza straniera nella loro patria.
Nel discorso tenuto a Najaf, lo stesso giorno del suo rientro in patria, al-Sadr ha definito gli Stati uniti, ma anche la Gran Bretagna e Israele, come "nemico comune" del popolo iracheno tutto, riscuotendo il plauso incondizionato del pubblico, costituito per la maggior parte da residenti del quartiere di al-Hanana. "Resisteremo agli occupanti, con ogni mezzo, culturale, civile, politico e anche militare" ha detto Moqtada "Non tutti possono portare un'arma, le armi sono destinate a coloro che hanno il diritto di portarle, ma siamo un popolo e lotteremo uniti"; nel corso della sua concione, però, il leader si é espresso duramente contro quei gruppi e quegli individui che prendono di mira civili e colpiscono nel mucchio.
Il Blocco Sadrista, parte dell'Alleanza nazionale irachena, é stato ricompensato per il suo lusinghiero successo elettorale con ben sette ministeri: dell'Edilizia, delle Risorse idriche, del Turismo e dell'Archeologia, dello Sviluppo, del Lavoro e del Welfare, più un Ministero senza portafoglio.
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mercoledì 5 gennaio 2011
Moqtada al-Sadr torna definitivamente in Irak, accoglienza entusiasta a Najaf
Sayyed Moqtada al-Sadr é rientrato dall'Iran questo pomeriggio in patria, dove ha ricevuto una trionfale accoglienza dai suoi seguaci e sostenitori riunitisi per l'occasione a Najaf; la comunità sciita irakena, la cui importanza é ormai in costante ascesa in tutti i settori della vita pubblica (politica, sociale ed economica) dopo gli anni di costrizione dovuti alla preminenza degli elementi sunniti legati al clan di Saddam Hussein prima e ai fantocci dell'occupazione militare angloamericana poi ha celebrato il rientro del giovane leader religioso con tutto l'entusiasmo del caso.
Era l'una, ora italiana (le tre a Bagdad), quando Moqtada al-Sadr, figlio del Grande Ayatollah Mohammed Sadeq al-Sadr, rispettato teologo sciita a sua volta, capo del "blocco sadrista" che é blocco principale dell'Alleanza nazionale irachena (159 seggi su 325) e che controlla gli strategici ministeri dell'Edilizia, delle Risorse idriche, del Turismo e dell'Archeologia, dello Sviluppo, del Lavoro e del Welfare (più un Ministero senza portafoglio), capo di una milizia che vuole ripetere in Mesopotamia la vittoriosa Resistenza di Hezbollah, definito dalla scrittrice e commentatrice anti-imperialista Naomi Klein come "Il più grande e pericoloso ostacolo per i piani statunitensi di dominio dell'Irak", al-Sadr sembra avere tutte le carte in regola per dominare il palcoscenico politico iracheno per molti decenni a venire.
Moqtada, infatti, é riuscito a volgere a proprio vantaggio l'elemento della giovane età che, all'indomani dell'invasione e dell'occupazione del suo paese sembrava dovergli precludere le luci della ribalta (nell'Islam sciita infatti é molto raro per un aspirante leader vedere premiate le sue ambizioni se ha meno di 50 anni), a tutto vantaggio dell'anziano e canuto Ayatollah Ali Sistani.
Ora, nell'ottavo anno di occupazione straniera, molti iracheni ritengono che la linea attendista e moderata di Sistani sia perdente e poco dignitosa e che al contrario l'insurrezione dell'Esercito del Mahdi (la milizia Sadrista) abbia segnato il punto di svolta e di riscossa dell'onore nazionale, non soltanto per la maggioranza sciita, ma per tutti gli iracheni. Rafforzato nelle sue credenziali religiose da quattro anni di studio nella città sacra di Qom, al-Sadr ha potuto incontrare Ali Sistani in serata per quello che molti interpreteranno come un virtuale "passaggio delle consegne", dal leader di ieri a quello di domani ed oltre.
| Il santuario di al-Musumeh, a Qom, dove Moqtada ha vissuto e ha studiato dal 2007 ad oggi. |
Ora Moqtada, già insignito del titolo di "Hujjat al-Islam", (Segno dell'Islam), solo un grado al di sotto di quello di Ayatollah, sembra in grado di riuscire nello scopo che le pallottole dei sicari preclusero al padre.
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