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giovedì 3 maggio 2018

Il Fronte Polisario nega qualunque collegamento con l'Iran, smentendo gli assurdi addebiti di Mohamed "Sensascipola"!

Il Fronte Polisario ha negato nella giornata di ieri l'esistenza di alcun legame militare con l'Iran o con qualunque altra potenza straniera nel Sahara Occidentale.

L'agenzia stampa "UNews" ha riportato le dichiarazioni apparse sul sito-web del Polisario "Hespress", dove il Portavoce Muhammad Haddad ha chiesto che il Governo marocchino mostri delle prove, anziché lanciare accuse generiche e infondate.

lunedì 5 novembre 2012

Dopo la denuncia di Al-Manar il Marocco ritratta: "Niente contro gli sciiti, vogliamo bloccare 'l'espansione iraniana'!"

Dopo la denuncia della scorsa settimana, pubblicata originariamente dall'emittente libanese Al-Manar e subito ripresa dalla redazione di "Palaestina Felix", il marocchino "Hespress" ha immediatemente cambiato i suoi titoli facendo figurare, dove prima in evidenza stava il termine 'espansione sciita', la dicitura 'espansione iraniana'.

Nonostante questo aggiustamento semantico la sostanza dei fatti non cambia: il Marocco é pur sempre intento a rifornire veterani della polizia segreta e dell'esercito al tiranno sunnita Al-Khalifa per meglio metterlo in grado di perseguitare e reprimere gli attivisti per la Democrazia e le riforme, che, incidentalmente, come la maggior parte della popolazione dell'isola, sono sciiti.

Il movimento di protesta bahreini non ha mai fatto mistero di essere ispirato all'esempio iraniano, laddove in Iran furono necessari mesi e mesi di dimostrazioni pacifiche e un grande tributo di sangue per cacciare lo Shah Reza Palhevi anche nella piccola isola del Golfo Persico si spera che le centinaia di vittime, le migliaia di prigionieri politici e di "desaparecidos" servano, infine, a causare l'abdicazione di Re Al-Khalifa, erede di una dinastia messa sul trono dagli Inglesi per tutelare i loro interessi nel Golfo.

Tuttavia l'Iran non sta sostenendo in alcun modo la protesta in Bahrein, se non con la solidarietà politica e umana, al contrario delle corrotte monarchie sunnite che come abbiamo visto inviano truppe, ufficiali e persino mercenari arruolati tra i wahabiti pachistani per cercare di soffocare nel sangue il movimento popolare per la Democrazia.
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sabato 3 novembre 2012

Il Marocco invia militari in Barhein per aiutare la repressione mentre l'opposizione chiede all'ONU: "Sanzioni contro Al-Khalifa!"

Secondo un comunicato uscito ieri sul sito-web marocchino "Hespress" il regime di Rabat, baluardo della reazione e della conservazione nel mondo arabo, scleroticamente calcificato sulle posizioni filoamericane (e segretamente allineato con i desideri di Tel Aviv) avrebbe deciso di inviare in Bahrein 'veterani delle forze armate e dei servizi di sicurezza' per aiutare il tiranno sunnita Al-Khalifa a reprimere i movimenti di protesta che chiedono la sua abdicazione e l'instaurazione della democrazia nell'isola, movimenti che sono costituiti a maggioranza da cittadini sciiti.
Il candore e la franchezza con cui i media marocchini riportano l'intenzione della monarchia di inviare boia ed aguzzini per tormentare, torturare e uccidere cittadini sciiti lascia allibiti ed é un eloquente segno di quanto fertile terreno la campagna anti-sciita con cui le potenze arroganti dell'imperialismo e del sionismo cercano da sempre di tenere diviso il mondo musulmano per poterlo meglio soggiogare trovi nelle menti corrotte di certi estremisti sunniti: wahabiti, salafiti, proto-qaedisti che i tiranni e i servi come il Re del Marocco, il Re Saudita e l'Emiro del Qatar sperano di potere usare come pedine contro l'Asse della Resistenza e la Repubblica Islamica.

Intanto ai microfoni dell'iraniana PRESSTV il rappresentante dell'Associazione dei Medici Bahreini Osama Alaradi ha ufficialmente chiesto all'ONU di mettere sotto accusa il tiranno di Manama Re Al-Khalifa e di sospendere la partecipazione del Bahrein ai lavori delle Nazioni Unite fino a che nell'isola si consumeranno violenze, omicidi, rapimenti, episodi di repressione e negazione dei Diritti Umani.
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