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sabato 8 settembre 2012

L'Egitto decide: il varco di confine di Gaza rimarrà aperto sette giorni su sette, anche durante il venerdì!

Le autorità egiziane, preoccupate dal costante peggioramento delle condizioni di vita a Gaza a causa del perdurante assedio economico sionista stanno considerando sempre più da presso l'idea di aprire il transito attraverso il varco di Rafah a ogni genere di merce senza alcuna limitazione; intanto hanno deliberato di consentire il transito di passeggeri anche nella giornata di venerdì, finora giorno di chiusura del posto di confine.

Mohammed al-Brim, portavoce dei Comitati di Resistenza della Striscia ha salutato la decisione egiziana come "un importante passo contro l'ingiusto e oppressivo strangolamento economico imposto dai sionisti contro la popolazione palestinese". Il parlamentare palestinese Jamal al-Khoudri, Capo del Comitato popolare contro l'Assedio, ha a sua volta espresso la sua soddisfazione per la decisione.

Già ieri il varco di confine di Gaza per la prima volta da anni é rimasto aperto ventiquattrore su ventiquattro. Oltre che a pazienti bisognosi di cure ed esami in Egitto e a studenti e lavoratori che da Gaza si recano nel Sinai, Rafah viene attraversato ogni giorno anche da semplici cittadini che cercano di procurarsi in terra egiziana beni altrimenti introvabili nel ghetto litoraneo assediato.
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lunedì 18 giugno 2012

Hamas si congratula con Mursi per la vittoria presidenziale ma ripete: "Nessuna ingerenza nella politica interna egiziana!"

La notizia della vittoria di Mohammed Mursi dell'FJP al ballottaggio presidenziale egiziano si diffonde in tutto il Medio Oriente e il Mondo Arabo come un'onda che increspi a cerchi concentrici la superficie di uno stagno, suscitando via via commenti e reazioni; ovviamente, uno dei primi luoghi su cui si é concentrata l'attenzione di analisti e politologi é stata la Striscia di Gaza, dove non é certo un mistero come il locale Governo di Hamas guardasse con fiducia al risultato elettorale nella speranza che la salita di Mursi alla poltrona che fu di Mubarak significhi, una volta per tutte, apertura dei confini e termine dell'assedio sionista, cui il regime autocratico egiziano ha sempre cooperato e a cui nemmeno un anno di "interregno" post-rivoluzionario ha significato altro se non minime concessioni (come l'apertura di Rafah ai passeggeri).
Tuttavia se da una parte il portavoce Sami Abu Zuhri si é congratulato con il popolo egiziano per la sua costanza e perseveranza e per la vittoria del candidato dell'Ikhwan, salutandola come "una vittoria della Rivoluzione e una maniera per onorare le sue centinaia di martiri, recenti e lontani", dall'altra parte il più autorevole leader Salah al-Bardawi ha reiterato come sia intenzione di Hamas "non interferire" direttamente con la politica interna egiziana e che, fermo restando il profondo apprezzamento per il senso di fratellanza e solidarietà verso la Palestina e i Palestinesi che anima gli Egiziani, Hamas non vuole spingersi a indicare o ancor meno a suggerire in quali azioni politiche esso debba tradursi, accettando quelle che i leader liberamente eletti dell'Egitto decideranno di intraprendere in tal senso.

 Bardawi ha anche smentito per una volta di più gli assurdi addebiti secondo cui uomini delle Brigate Qassam si troverebbero nel Sinai egiziano per approntarvi basi logistiche, depositi di armi e altre strutture, definendo tali pretese: "Pure e semplici invezioni propagandistiche messe in giro dalla stampa sionista e filosionista per calunniare e mettere in cattiva luce Hamas e i suoi militanti".
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giovedì 29 marzo 2012

Attivisti irlandesi arrivano nella Striscia di Gaza: "Dobbiamo far capire all'Occidente ipocrita e distratto la gravità dell'emergenza umanitaria!"


Un gruppo di quindici attivisti irlandesi guidati dalla cantante di sean-nòs Treasa Ni Cheannabhain hanno finalmente raggiunto la Striscia di Gaza attraverso il varco di confine di Rafah dopo essere stati bloccati al confine per alcuni giorni dalla parte egiziana. Secondo quanto dichiarato ai microfoni di PressTV gli attivisti ritengono che, se la maggior parte della colpa per le gravi condizioni di emergenza in cui versa il ghetto palestinese sono ovviamente da addossare al regime ebraico dell'Apartheid, una dose di corresponsabilità va data all'Egitto che a un anno dalla cacciata del fantoccio filosionista Mubarak non ha ancora aperto alle merci il suo varco di confine.

Gli Irlandesi hanno portato con loro una simbolica quantità di medicinali per patologie gravi, particolarmente rari nella Striscia assediata, come droghe per chemioterapia e farmaci contro le insufficienze renali. "E' importante che gli occidentali, gli europei si rendano conto di quali sono le vere condizioni della Striscia di Gaza, le cui tribolazioni sono eclissate da una congiura del silenzio dei media maggiori, tutti uniformemente controllati o subservienti agli interessi sionisti". La delegazione si é impegnata a preparare un reportage completo da Gaza e a diffonderlo il più possibile con tutti i mezzi di comunicazione disponibili e raggiungibili.

 A questo scopo gli ospiti sono stati accompagnati a visitare ospedali, cliniche, scuole, strutture sociali e di assistenza, ma anche le rovine degli attacchi e dei bombardamenti israeliani che hanno martirizzato la Striscia litoranea in questi ultimi anni, con il triste e sanguinoso apice nel brutale pogrom militare di 'Piombo Fuso', costato la vita a oltre 1500 abitanti civili di Gaza, tra esse moltissime donne e bambini.
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martedì 13 marzo 2012

E' tregua a Gaza! Dopo giorni di rappresaglie i sionisti devono ammettere l'ennesimo fallimento di 'Iron Dome'!


Alla fine i fatti sul campo hanno avuto un'altra volta la meglio sulle fanfaronate delle propaganda ebraica ripetute e amplificate dalla grancassa mediatica filosionista che vorrebbe assordare e ottundere le capacità di comprendonio e ragionamento di quanti si trovano esposti al suo micidiale fuoco di fila; eppure, ancora una volta, dopo giorni e giorni di bombardamenti vigliacchi da parte di aerei, elicotteri e robot-assassini, dopo dozzine di uomini, donne e bambini macellati tra la popolazione del ghetto palestinese, la risposta delle forze della Resistenza agli attacchi sionisti non é venuta meno, concretandosi in centinaia di razzi e proiettili di mortaio lanciati contro i legittimi obiettivi degli insediamenti militari e delle colonie di fanatici fondamentalisti armati che circondano la Striscia liberata, né le (presunte) miriabilie tecnologiche di 'Iron Dome' sono riuscite a bloccarla o a ridurne sensibilmente l'impatto...ancora una volta, quindi, a Tel Aviv non é rimasto che accettare l'offerta mediata dall'Egitto e ristabilire la trequa violata la settimana scorsa col proditorio attentato terroristico costato la vita allo Sceicco Al-Qaisi.

Ancora una volta si é mostrata in pieno la volontà dell'Egitto a sostenere le ragioni di Gaza e dei suoi abitanti: era stato infatti il Cairo a prendere per primo la parola intimando al regime ebraico di cessare i suoi attacchi aerei e a denunciarne il contegno opportunista e piratesco alla Comunità Internazionale; da parte loro le fazioni della Resistenza (Hamas, PRC, Jihad Islamica, PFLP...) hanno dichiarato in vari modi e tramite vari portavoce di essere d'accordo nel rispettare la nuova tregua fino a che Tel Aviv lo farà a sua volta. Le perdite inflitte dal terrorismo militare sionista sono state dolorose, ma in tutta Gaza si sente un'euforia, un'elettricità tutta particolare, che fa respirare un'aria nuova, come un presagio di vittoria, visto che molti valutano che non sia distante il momento in cui, ad attacchi a tradimento sionisti non saranno più solo le batterie di razzi e mortai delle milizie a rispondere, ma anche le armi di un contendente ben più potente e preparato.
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venerdì 9 marzo 2012

Vigliacchi come sempre gli assassini sionisti colpiscono dal cielo il Segretario Generale dei Comitati di Resistenza Popolare: creano un martire il cui esempio sarà seguito da migliaia di combattenti!

La redazione di  "Palaestina Felix" si stringe al cordoglio dei familiari dello Sceicco Zuhair Al-Qaisi e ai militanti dei Comitati Popolari di Resistenza e delle Brigate Salah ad-Din che lo hanno avuto come compagno di lotta e guida attraverso anni di sacrificio, impegno e duro lavoro per la Causa della Liberazione della Palestina.

Lo Sceicco, sopravvissuto a gennaio a un vigliacco attentato dinamitardo dei terroristi del Mossad, che lo aveva tuttavia colpito, privandolo dell'affetto di un figlio, era anche noto col nom de guerre di 'Abu Ibrahim' ed era stato eletto Segretario Generale dei Comitati Popolari lo scorso 14 settembre. Il Golia sionista, trincerato dietro i suoi aerei, i suoi elicotteri, i suoi robot-assassini senza pilota, pensa di poter fiaccare la volontà di Riscatto dei Palestinesi con questi assassinii da mafiosi, non sa quanto si sbaglia.

A fianco dello Sceicco, nell'auto codardamente presa di mira dal cielo, a condividere nell'olocausto definitivo il fato di testimone e martire di un popolo che non vuole morire c'era Ahmed al-Halani, già prigioniero politico rilasciato dalle galere sionaziste nello scorso autunno, in cambio della liberazione dell'Ebreo francese Schalit. Un popolo che produce individui capaci di passare anni se non decenni nelle caìne di Sion e, una volta liberati, riprendere DA SUBITO il cammino della lotta e del Jihad contro gli occupanti, tale popolo, signori miei che ve ne state accovacciati nelle sale di controllo di Tel Aviv, che vi rintanate nei consigli di amministrazione di Wall Street e nelle redazioni delle TV e dei giornali venduti a Sion, tale popolo non potrà MAI venire battuto e per ogni martire che creerete, cento nuovi combattenti sorgeranno a raccoglierne le armi e lo stendardo, fino a quando non sarete battuti.
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venerdì 2 marzo 2012

La Lega Araba lancia appello per la fine dell'assedio di Gaza e convenientemente 'dimentica' i proclami anti-Assad!


Il Segretariato Generale della Lega Araba, vista l'evoluzione favorevole al Presidente Assad degli eventi siriani ha preferito abbandonare il ruolo di istigatore di appelli e iniziative anti-Damasco e filo-terroriste/imperialiste e concentrarsi invece su un tema più condiviso all'interno dell'organizzazione interaraba, archiviando, forse definitivamente gli appelli a "interventi internazionali" e "cambi di regime" in Siria. Niente di più cementante e unificante, per l'occasione, di un appello per la fine dell'assedio sionista contro la Striscia di Gaza, che da cinque anni vive in stato di vera e propria emergenza sanitaria, alimentare ed energetica.

Un rapporto in merito del Segretario Nabil el-Arabi é stato presentato dal Vicesegretario Generale per gli Affari Palestinesi e dei Territori Arabi Occupati, Mohammed Sabih. "L'assedio della Striscia é illegale e costituisce una flagrante violazione della Legge Internazionale e delle Convenzioni di Ginevra; il regime sionista ha implementato un ritiro dalla Striscia spinto dalla costante resistenza popolare; quindi l'ha assediata per "punire" quella stessa popolazione che l'aveva costretto alla ritirata e all'evacuazione", si legge tra l'altro nelle pagine del rapporto.

Arabi ha anche dichiarato che le clausole dell'accordo raggiunto nel 2005 riguardo alle possibilità di attraversamento del confine tra Egitto e Striscia di Gaza sono da rivedere e aggiornare in considerazione della condotta dello Stato ebraico verso la Striscia e delle necessità umanitarie della sua popolazione. Nulla di nuovo sotto il sole rispetto a dozzine di altri appelli simili levati, finora inutilmente, contro l'assedio del ghetto di Gaza, speriamo comunque che la Lega Araba si occupi sempre più di questo argomento e sempre meno della Siria, dove il Governo di Assad sembra essere uscito vincitore contro il complotto imperialista/sionista/saudita.
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domenica 8 gennaio 2012

Taher al-Nunu: "Il Premier Haniyeh tornerà a Gaza dalla Tunisia; i paesi del Golfo verranno visitati in futuro"


Smentendo un convincimento ampiamente radicato all'interno della comunità dei media (a cui, per onestà di cronaca, ammettiamo di aver prestato fede anche noi di 'Palaestina Felix') il portavoce ufficiale di Hamas Taher al-Nunu ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri che, una volta esauriti i suoi impegni in Tunisia il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh farà direttamente ritorno nella Striscia di Gaza, senza prolungare il suo 'tour' diplomatico anche nel Golfo Persico.

L'annuncio é piuttosto singolare visto che l'intera missione diplomatica era stata preparata proprio a partire da un invito ricevuto dall'Emiro del Qatar, come da noi tempestivamente riportato. In seguito era stata intravista la possibilità, visto l'assenso delle autorità egiziane a consentire il transito ad Haniyeh e al suo seguto attraverso il varco di Rafah (idea semplicemente assurda solo un anno fa, con Hosni Mubarak ancora in sella), di espandere il 'tour' a tutti quei paesi (Sudan, Turchia, Tunisia etc...) che ultimamente avevano auspicato di poter ricevere il Primo Ministro del Governo palestinese legittimamente eletto.

Cosa ha spinto Hamas a richiamare a Gaza Haniyeh prima di poter completare l'itinerario prospettato? Forse si prospetta una crisi? Ci sono segnali di un imminente attacco dell'esercito sionista? Il campo é aperto a ipotesi e speculazioni; comunque una cosa é certa; la maniera veramente abile e carismatica con cui Haniyeh ha gestito le visite ufficiali (lui, che di diplomazia internazionale certo finora non poteva essere esperto) lo ha consacrato come uno statista di prima grandezza, un 'major player' dell'agone politico arabo e mediorientale, che tanto politici consumati come Erdogan e Bashir, quanto volenterosi "newcomer" come Marzouki e Jebali hanno piacere ed onore di avere al loro fianco.

Fidiamo, quando arriverà, che anche il 'tour' del Golfo Persico da parte del Premier palestinese sarà coronato da un identico successo.
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mercoledì 21 dicembre 2011

Al-Khudri: "L'emergenza umanitaria a Gaza impone misure drastiche per obbligare Tel Aviv a terminare l'assedio!"


Il Capo del Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza, membro del Consiglio Legislativo Palestinese Jamal al-Khudari ha chiesto che il regime ebraico venga "in una maniera o nell'altra" costretto a togliere dalla gola del ghetto di Gaza il cappio che ha tenuto stretto ormai quasi per sei anni, facendo appello alla comunità internazionale in un drammatico comunicato stampa emesso nella giornata di ieri.

"E' ormai maturo il tempo che l'infame, illegale assedio del regime dell'apartheid venga finalmente rimosso e si consenta l'afflusso di tutti i materiali e i beni necessari al sempre più urgente risanamento delle gravi ferite morali e materiali rimaste dall'attacco militare del 2008-2009, e di tutte quelle inflitte successivamente con un crescendo crudele di raid, bombardamenti e altre aggressioni".

Il parlamentare ha dichiarato che per poter decretare finita una volta per tutte la stagione dello strangolamento economico non basterà l'apertura di un varco tra Gaza e l'esterno (magari quello di Rafah, sotto controllo egiziano), ma tutti i passaggi e i posti di frontiera dovranno essere aperti alla massima libertà di transito e di commercio.

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venerdì 28 ottobre 2011

A Gaza arrivano aiuti dalla Russia, per far fronte alla tragica emergenza umanitaria causata dall'assedio sionazista!


Un convoglio di aiuti umanitari partito da Mosca é arrivato in queste ore nel ghetto palestinese di Gaza, tuttora sottoposto allo strangolamento economico da parte di Israele. Curiosamente, fino a che le forze della Resistenza di Hamas trattenevano il prigioniero di guerra Gilad Schalit il regime ebraico dichiarava che "l'assedio era necessario" per forzare i Palestinesi a liberare l'Ebreo francese che si era arruolato nelle forze di occupazione; adesso che Israele si é dovuto piegare alle condizioni di Hamas e rilasciare oltre mille detenuti politici per riavere indietro Schalit, l'assedio non si sa come mai continua.

La carovana solidale moscovita é la prima arrivata dalla Russia e, sotto lo slogan "Gaza, Mosca é con te", é stata accompagnata da Lilya Mukhamediarova, dirigente della Fondazione benefica 'Solidarietà', dal celebre giornalista Maxim Shevchenko (foto sopra) e da sua moglie Nadezhda Kevorkova. La Fondazione 'Solidarietà' ha raccolto donazioni attraverso tutto il mese del Ramadan, da musulmani, cristiani e agnostici e con esse ha acquistato ingenti quantità di medicinali, attrezzature mediche ed equipaggiamenti clinici presenti sulla lista delle penurie e delle carenze compilate dai medici di Gaza.

Il valore dei rifornimenti portati a Gaza é di circa 100.000 Euro (cinque milioni di rubli), notevole in senso assoluto, ma ancora troppo poco per poter rischiarare sensibilmente l'orizzonte di una situazione emergenziale che ogni settimana si fa sempre più drammatica. La Mukhamediarova ha notato che sono ancora 310 i medicinali che mancano gravemente dalle banche farmaceutiche di cliniche ed ospedali della Striscia e ha definito l'emergenza di Gaza come "Una sfida non solo ai musulmani, ma a tutti gli esseri umani, per mettere alla prova i nostri semtimenti di fratellanza, di giustizia, di empatia".
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martedì 26 luglio 2011

I parlamentari UE in visita a Gaza incontrano Jamal al-Khoudry


La delegazione di diciassette parlamentari europei che ha iniziato lo scorso week-end la sua visita della Striscia assediata di Gaza, sotto gli auspici del Consiglio per le Relazioni Europa-Palestina, si é incontrata ieri col parlamentare palestinese Jamal al-Khoudry. Durante il meeting Khoudry, eletto come indipendente durante le libere e democratiche consultazioni vinte da Hamas nel 2006, ha sottolineato l'importanza della visita dei delegati UE e la necessità che tale evento non resti isolato.

"Il popolo di Palestina ha disperato bisogno di tutto l'aiuto che può riuscire a trovare, in ogni organizzazione, forum, istituzione, ogni sostegno é importante per chi lotta per l'affermazione dei propri diritti". Il parlamentare ha poi indicato come la situazione umanitaria nell'enclave costiera, ormai sull'orlo della totale tragedia, richieda il prima possibile l'apertura incondizionata dei varchi commerciali, verso l'Egitto (Rafah), ma anche verso la Cisgiordania.

Al-Khoudry ha sottolineato come la riapertura del porto di Gaza e la riattivazione dell'aeroporto internazionale (livellato dai bombardamenti sionisti durante il brutale 'pogrom' militare di Piombo Fuso) dovranno poi costituire i passi successivi. I parlamentari europei si sono impegnati a esercitare pressioni presso i rispettivi governi e le istituzioni europee in tal senso.
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lunedì 25 luglio 2011

Inizia la visita a Gaza di una delegazione di parlamentari europei!


Il Consiglio per le Relazioni Europa-Palestina ha dichiarato che una delegazione di alto livello, composta di parlamentari dell'UE ha iniziato a visitare Gaza attraverso il varco di confine di Rafah.

La delegazione, entrata a Gaza in queste ore, mira ad alzare la consapevolezza sulla gravità della situazione umanitaria nella Striscia, sul ruolo dell'Egitto nell'affrontare l'emergenza tramite la gestione del traffico di Rafah e sulle implicazioni causate dal perdurare dell'assedio israeliano, secondo quanto riportato dall'Agenzia Stampa Ma'an.

La delegazione incontrerà anche personale ONU, autorità locali e visiterà le strutture accademiche e culturali dell'enclave costiera.

Il Direttore del Consiglio, Arafat Shoukry, ha dichiarato che la visita rappresenterà: "Una eccellente opportunità per gli esponenti europei di familiarizzare in prima persona con la situazione della Striscia, costruendo saldi legami con la popolazione palestinese".

Fino al 28 maggio scorso il varco di confine di Rafah era totalmente chiuso a qualunque genere di transito; adesso, per decisione del Governo ad interim al potere al Cairo, l'attraversamento, solo da parte di viaggiatori, é divenuto nuovamente possibile.

Tuttavia, se la misura ha favorito pazienti bisognosi di cure e terapie, studenti e pendolari, ha avuto invece molto poco impatto sulle condizioni economiche della Striscia.
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sabato 23 luglio 2011

La Fratellanza Musulmana: "Apriamo definitivamente il varco di Rafah per porre termine all'assedio di Gaza!"


La Fratellanza Musulmana egiziana ha lanciato un appello al nuovo Ministro degli Esteri del Cairo di assumersi la piena responsabilità riguardo alla critica situazione umanitaria a Gaza e di trarne le conclusioni con l'immediata e definitiva apertura del varco di confine di Rafah, attualmente transitabile soltanto da viaggiatori e non da merci e rifornimenti. Il gruppo, uno dei motori della rivoluzione egiziana che ha cacciato Mubarak a inizio anno, ha raccomandato al Primo Ministro Sharaf di interessarsi personalmente affinché anche gli altri paesi arabi e musulmani sostengano sempre più la lotta del popolo palestinese.

Il documento, tuttavia, ammonisce di non aspettarsi chissà quali risultati dalla richiesta di riconoscimento dello Stato di Palestina che verrà richiesta il prossimo settembre visto che, come già sperimentato in passato, le Nazioni Unite, egemonizzate dall'influenza americana e occidentale, nonché dalla lobby internazionale filosionista, hanno sempre applicato "due pesi e due misure" nei confronti delle istanze e delle denunce a favore dei Palestinesi.

"Quelllo che serve veramente", spiegano in rappresentanti dell'Ikhwan, "é innanzitutto una salda riconciliazione del fronte politico interno palestinese, attualmente bloccata per la timidezza e l'ostinazione della fazione Fatah, e quindi una intensa campagna di sostegno araba e musulmana nei confronti della Palestina".
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sabato 16 luglio 2011

Aggiornamento: recuperato il corpo di uno dei sepolti vivi nei tunnel di Rafah, colpiti dalle bombe sioniste


E' con viva commozione che comunichiamo la notizia, ripresa da fonti mediche della Striscia di Gaza, che il corpo del giovane Mohammed Ibrahim al-Bayouk, 22enne, é stato riportato alla luce dalle profondità della terra che si era chiusa sopra di lui quando, mercoledì scorso, il piratesco attacco aereo sionista contro i "tunnel della vita" che consentono alla popolazione del ghetto palestinese assediato di non morire di fame troppo rapidamente, aveva fatto collassare il passaggio sotterraneo nel quale lavorava.

Adham Abu Salmiyya, portavoce delle unità di Pronto Soccorso di Gaza ha dichiarato che il corpo di Bayouk é stato recuperato dopo tre giorni di lavoro indefesso; rendiamo omaggio alla costanza e all'abnegazione degli uomini che lo hanno recuperato, alla loro "pietas" che consentirà alla famiglia Bayouk, gravissimamente colpita, di avere almeno la parziale consolazione di offrire al giovane defunto un funerale appropriato.

Con la morte di Bayouk sono tre gli abitanti della Striscia assassinati da Israele con gli attacchi militari degli ultimi 12 giorni, cui bisogna aggiungere 13 feriti, alcuni dei quali, molto gravi, potrebbero aggiungersi da un momento all'altro alla lista dei morti.
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giovedì 14 luglio 2011

Aggiornamento: é di cinque feriti e un disperso il bilancio dell'atto di pirateria aerea sionista contro i 'tunnel della vita' di Rafah!


Dell'ennesimo bombardamento israeliano contro obiettivi civili della Striscia di Gaza, vero e proprio atto di "pirateria aerea", abbiamo già parlato poche ore fa, ma, grazie all'agenzia di stampa "Palestine information center" possiamo aggiornare il bilancio di questa aggressione, riferendo di ben cinque feriti (alcuni molto gravi) e un disperso, quasi sicuramente sepolto vivo nel tunnel.

Solo la mente perversa degli Stranamore di Tel Aviv, i compilatori delle shylockiane 'tabelle della carestia', dove si contavano le calorie "concesse" a ogni abitante della Striscia assediata con uno zelo burocratico che avrebbe inorgoglito lo stesso Eichmann, potevano escogitare una serie di attacchi militari (aerei, di artiglieria, navali) tanto continui e mirati contro infrastrutture economiche e civili come quelli che ogni mese, senza tregua, trasformano sempre più la striscia di Gaza in un ghetto i cui abitanti si vogliono morti per fame e malattie.

Gaza non cederà, Gaza resisterà oggi come ha resistito ieri al barbaro pogrom di "Piombo Fuso"; ancora più urgente é il bisogno di organizzare nuove flottiglie, nuovi convogli di aiuto umanitario, nuovi sbarchi di dimostranti nella Palestina occupata dai sionisti, il popolo della Striscia é determinato e coraggioso, ma ha bisogno di tutto l'aiuto che può venire da coloro che non sono ancora avvelenati dalla propaganda sionista e dalle lusinghe della potente e pervicace lobby asservita a Tel Aviv.
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Israele bombarda i 'tunnel della vita' a Rafah nel tentativo di affamare ancor di più la Striscia di Gaza!


Aerei da guerra sionisti hanno nuovamente bombardato la Striscia di Gaza nella serata di ieri, rinnovando per la terza volta negli ultimi giorni la serie di attacchi con cui i generali di Tel Aviv tentano di rendere insopportabile la vita degli abitanti del ghetto palestinese assediato. Questa volta infatti sono stati i tunnel di Rafah a costituire l'obiettivo dei pirati aerei con la stella di David.

Attraverso i tunnel sotterranei che arrivano in Egitto gli abitanti di Gaza sono in grado di procurarsi medicinali, carburante, latte in polvere, persino bestiame, bilanciando in parte la carestia imposta dallo strangolamento economico sionista, naturale quindi che, dopo aver preso di mira officine e fabbriche adesso l'attenzione dell'aviazione israeliana si sia spostata verso questi veri e propri 'cordoni ombelicali' sotterranei, con l'intenzione di reciderli a colpi di bombe e missili.

Secondo quanto riportato dai corrispondenti dell'emittente iraniana PRESSTV non si riporterebbero feriti o morti in conseguenza del raid sionista anche se la preoccupazione per una ripetizione dell'attacco nelle prossime ore potrebbe gravemente compromettere l'attività dei tunnel, da cui dipende letteralmente la sopravvivenza di migliaia di persone.
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sabato 9 luglio 2011

Hanyieh chiede all'Egitto di aprire Rafah al transito delle merci per porre fine all'emergenza umanitaria di Gaza!


Il Primo Ministro palestinese Ismail Hanyieh, accogliendo con gratitudine la carovana di solidarietà medica recentemente entrata nel ghetto assediato di Gaza grazie agli sforzi dell'Unione Medici Arabi ha invitato ufficialmente le autorità del Cairo a rimuovere qualunque restrizione al traffico di merci attraverso il varco di Rafah, l'unico non sottosposto al controllo sionista, che tuttavia dalla caduta del tiranno Mubarak (che lo manteneva chiuso) é stato riaperto soltanto al traffico di passeggeri e non di beni.

"Non vi é alcun dubbio che qui a gaza siamo impegnati in una sfida triforme: militare, viste le continue aggressioni armate condotte da Israele contro le nostre strutture economiche e la nostra popolazione civile, economica, visto il perdurante stato di assedio col quale ci confrontiamo ormai da quattro anni e infine politica, visto che l'assedio é stato lanciato in primo luogo per completare l'aggressione contro il legittimo e democratico risultato della consultazione elettorale di cinque anni fa" ha dichiarato Hanyieh, aggiungendo che la battaglia scatenata contro la popolazione di Gaza si é risolta in una nuova sconfitta israeliana, vista la pazienza, la sopportazione e il coraggio degli abitanti della Striscia, che si sono stretti attorno ai loro rappresentanti e governanti invece di disaffezionarsi da essi come Tel Aviv sperava che avrebbero fatto.

"La completa riapertura di Rafah é questione vitale per noi, visto che, una volta ottenutala, l'assedio israeliano perderà completamente significato e, sgravato dalle preoccupazioni economiche, alimentari e sanitarie il Governo Palestinese potrà dedicarsi con più intensità e costanza alle altre gravi questioni che richiedono la sua attenzione".
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venerdì 8 luglio 2011

Partono alla volta di Gaza i volontari genovesi di "Music for Peace", per accompagnare le 14 tonnellate di aiuti alla Striscia assediata!


Sono partiti stamane alle ore 6 di mattina Stefano Rebora, Gianluca Bettinotti, Sonia Marucci e Valentina Gallo, i quattro attivisti genovesi dell'ONG 'Music for Peace' che, sbarcando al Cairo e quindi dirigendosi verso Rafah cercheranno di accompagnare a destinazione gli 8 container da sei metri carichi di 140 tonnellate di aiuti umanitari per la Striscia di Gaza, raccolti dall'organizzazione nel corso di un anno di intensa campagna di solidarietà.

I container sono piedi di materassi per gli ospedali, barelle, sedie a rotelle, frigoriferi ospedalieri, coperte, alimenti non deperibili, stampelle, medicinali, ma anche kit didattici e persino biciclette e tricicli, perché nel più grande gulag a cielo aperto del mondo persino il gioco e lo svago dei bambini sono diritti negati dalla crudeltà degli Shylock sionisti.

Gli aiuti sono stati imballati e caricati su una nave nei giorni scorsi, ora tocca ai loro 'accompagnatori' viaggiare verso l'Egitto, dove li attende una situazione tutt'altro che ideale: le proteste popolari contro la timida e indecisa condotta della giunta militare di transizione sono infatti ancora in corso e, nella situazione volatile, potrebbero presentarsi seri e gravi ostacoli alla prosecuzione della missione umanitaria.

Tuttavia, forti dell'esperienza fatta in anni di sforzi e impegno a favore dei più deboli, siamo sicuri che Rebora e compagni difficilmente getteranno la spugna, invitiamo quindi tutti i lettori a seguire i loro report sulla pagina facebook dell'associazione in attesa di poter trasmettere notizie positive sul proseguio della loro spedizione.
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lunedì 4 luglio 2011

Zuhri: "Nelle prossime settimane vi saranno miglioramenti alle condizioni di transito a Rafah"


Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha dichiarato nella giornata di ieri che le autorità egiziane hanno promesso un rapido miglioramento delle condizioni di transito attraverso il riaperto varco di confine di Rafah prima della fine di agosto.

La promessa ha avuto luogo durante un incontro con i direttori degli apparati di sicurezza egiziani e palestinesi; Zuhri ha dichiarato "Siamo coscienti delle difficoltà sperimentate dalla popolazione di Gaza nell'attraversamento del confine, pure, non cessiamo di ringraziare l'Egitto per quanto fatto finora, soprattutto contando che ci sono Governi che soccombono alle pressioni sioniste, mentre Il Cairo é riuscito a mantenere quanto promesso e a progettare nuovi impegni a favore di Gaza e della Palestina".

Passando a parlare del processo di riconciliazione con Fatah, Zuhri ha sostenuto che Hamas "é solamente ansioso" di implementarne tutti gli articoli ma le difficoltà sperimentate in questo ultimo periodo sono da attribuirsi alle pressioni esercitate sull'Anp e sulla sua leadership ricattabile dal Regime dell'Apartheid.
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mercoledì 1 giugno 2011

Ismail Hanyieh inaugura al Porto di Gaza un monumento alla memoria dei caduti della "Mavi Marmara"!


Il Primo Ministro Ismail Hanyieh ha inaugurato nella giornata di oggi un monumento commemorativo nel Porto di Gaza in onore delle vittime della Freedom Flotilla, il convoglio internazionale di aiuti umanitari che esattamente un anno fa vide la propria ammiraglia (la motonave 'Mavi Marmara') abbordata piratescamente in acque internazionali dai 'commando' israeliani che, dopo avere aggredito e immobilizzato gli attivisti che portavano cibo, farmaci, apparati medicali e materiali didattici alla Striscia di Gaza ne uccisero una decina con colpi sparati alla schiena e alla nuca.

La cerimonia si é svolta solennemente tra il garrire dei vessilli di tutte le nazioni che hanno preso parte al nobile sforzo umanitario soffocato nel sangue dal brutale Regime dell'Apartheid tra cui era annoverato anche il tricolore italiano grazie alla presenza tra gli attivisti diretti verso l'enclave assediata di Gaza anche del volontario e attivista Vittorio Arrigoni, che poco più di un mese fa é arrivato a dare la stessa vita per la Causa che aveva deciso di sostenere e portare avanti.
Haniyeh ha dato voce al convincimento di tutti i Palestinesi e dei loro sostenitori che ritengono impossibile arrivare all'affermazione dei loro innegabili e inalienabili Diritti attraverso una via diversa da quella della Lotta e della Resistenza; tramite questo sentiero aspro, impervio e troppo spesso sanguinoso, ha articolato Hanyieh e con il sostegno della Comunità musulmana internazionale, del Mondo Arabo e di tutti quegli uomini di buona volontà che riconoscono le ragioni storiche della Palestina e dei Palestinesi sarà possibile affermare e far riconoscere lo Stato palestinese e far rientrare entro i suoi confini tutti i profughi del 1948, del 1967 e i loro discendenti.

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