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mercoledì 12 novembre 2014
APPENA UPLOADATO! Ecco le immagini del drone Rq-170 MADE IN IRAN!!!!!
Ieri abbiamo dato la notizia del collaudo coronato da successo della copia del drone 'stealth' RQ-170 catturato dagli esperti di intercettazione radar e hackeraggio informatico della Repubblica Islamica dell'Iran. Oggi, appena caricato sulla piattaforma Youtube, proponiamo ai nostri affezionati lettori le immagini esclusive di questo 'Volo della Fenice'.Il fischio del jet 'affogato' nelle eleganti linee dell'ala volante senza pilota é passato da essere al servizio dell'oppressione imperialista globale ai più formidabili nemici di essa!
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Il drone iraniano replicato dall'RQ-170 Usa abbattuto ha volato per la prima volta!!
Ci sono voluti meno di tre anni agli ingegneri e ai tecnici della Repubblica Islamica per replicare fino al minimo dettaglio il drone 'invisibile' mandato da Obama a 'sbirciare' lo spazio aereo iraniano e puntualmente dirottato e fatto atterrare dagli esperti Hacker di Teheran.
Ovviamente così come l'intercettazione del drone é stata anche merito del radar russo AVTOBAZA possiamo pensare che la consulenza di esperti russi (e forse anche cinesi) sia stata utile agli specialisti iraniani, ma per uno stato che prima della Rivoluzione Islamica era totalmente dipendente dall'estero per tutti i suoi bisogni militari essere arrivati a poter replicare hardware così sofisticato come quello dell'RQ-170 é comunque un risultato esaltante.
Per stessa ammissione della CIA il cervello elettronico del drone conteneva informazioni delicatissime e sensibili che ovviamente sono state 'scaricate' e decodificate dagli informatici della Guardia Rivoluzionaria.
Ovviamente così come l'intercettazione del drone é stata anche merito del radar russo AVTOBAZA possiamo pensare che la consulenza di esperti russi (e forse anche cinesi) sia stata utile agli specialisti iraniani, ma per uno stato che prima della Rivoluzione Islamica era totalmente dipendente dall'estero per tutti i suoi bisogni militari essere arrivati a poter replicare hardware così sofisticato come quello dell'RQ-170 é comunque un risultato esaltante.
Per stessa ammissione della CIA il cervello elettronico del drone conteneva informazioni delicatissime e sensibili che ovviamente sono state 'scaricate' e decodificate dagli informatici della Guardia Rivoluzionaria.
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domenica 6 luglio 2014
Attacco alla catena logistica NATO in Afghanistan distrugge 400 autobotti di benzina!!
Nella lotta contro l'invasore occidentale i partigiani afghani sanno che uno dei punti deboli dell'idra NATO é costituito dalla logistica del carburante, "sangue rosa della guerra", necessario ad alimentare la policefala macchina dell'occupazione militare.
Circa 400 autocisterne sono state date alle fiamme in un parcheggio alla periferia di Kabul, in Afghanistan, causando la rabbia degli autisti che hanno bloccato la strada principale verso Kandahar per chiedere di venire risarciti.
Centinaia di camionisti hanno assistito impotenti all'incendio che distruggeva i loro mezzi, mentre alte colonne di fumo nero e tossico si alzavano dal parcheggio e i pompieri accorrevano coi loro mezzi, insufficienti per estinguere o anche solo controllare il fuoco.
I talebani hanno rivendicato l'attacco, tramite il portavoce Zabihullah Mujahid il quale ha chiarito che l'obiettivo fossero le autobotti destinate a rifornire di carburante le forze occupanti della Nato.
"Noi non potremmo dire se gli assalitori fossero talebani o no, perché indossavano uniformi, sparavano contro gli autisti e davano fuoco alle cisterne. Prendevano di mira chiunque volesse tornare al proprio mezzo", ha raccontato uno dei camionisti, il 35enne Juma Gul.
Il portavoce della polizia di Kabul, Hashmat Stanikzai, ha dichiarato che i camion sono stati incendiati nella tarda giornata di ieri e hanno continuato a bruciare sino a questa mattina. Non ha confermato la causa né fornito dettagli. Il ministero dell'Interno sta indagando in merito
Circa 400 autocisterne sono state date alle fiamme in un parcheggio alla periferia di Kabul, in Afghanistan, causando la rabbia degli autisti che hanno bloccato la strada principale verso Kandahar per chiedere di venire risarciti.
Centinaia di camionisti hanno assistito impotenti all'incendio che distruggeva i loro mezzi, mentre alte colonne di fumo nero e tossico si alzavano dal parcheggio e i pompieri accorrevano coi loro mezzi, insufficienti per estinguere o anche solo controllare il fuoco.
I talebani hanno rivendicato l'attacco, tramite il portavoce Zabihullah Mujahid il quale ha chiarito che l'obiettivo fossero le autobotti destinate a rifornire di carburante le forze occupanti della Nato.
"Noi non potremmo dire se gli assalitori fossero talebani o no, perché indossavano uniformi, sparavano contro gli autisti e davano fuoco alle cisterne. Prendevano di mira chiunque volesse tornare al proprio mezzo", ha raccontato uno dei camionisti, il 35enne Juma Gul.
Il portavoce della polizia di Kabul, Hashmat Stanikzai, ha dichiarato che i camion sono stati incendiati nella tarda giornata di ieri e hanno continuato a bruciare sino a questa mattina. Non ha confermato la causa né fornito dettagli. Il ministero dell'Interno sta indagando in merito
lunedì 12 maggio 2014
In meno di tre anni l'Iran ha carpito tutti i segreti di 'Sentinel' e può ora riprodurlo a suo piacimento!!
Clamoroso "slam" per l'industria aeronautica ed elettronica iraniana quello svelato ieri all'Expo del Comando Forze Aerospaziali dell'IRGC, la Guardia Rivoluzionaria Islamica, dove, davanti alla Guida Suprema Ayatollah Khamenei sono stati svelati il drone 'stealth' RQ-170 Sentinel, catturato nel dicembre 2011 dagli esperti di Guerra Elettronica iraniana e la prima delle sue copie conformi che potranno ora venire prodotte a volontà da Teheran visto che ogni componente dell'UAV americano é stato analizzato e retro-engineerato.
Forse parte di questo entusiasmante successo é anche dovuto agli 'aiuti' di tecnici russi e cinesi che subito dopo il colpo da maestro degli hacker dell'IRGC si sono mostrati ansiosissimi di partire per Teheran per analizzare il velivolo (dirottato e fatto atterrare in totali condizioni di sicurezza, recuperato quindi senza il minimo danno agli organi e ai sensori).
Ad ogni modo vista l'arrogante pretesa americana che il 'Sentinel' fosse 'troppo avanzato' perché gli esperti iraniani potessero valersene, é stata totalmente distrutta e smentita, come molta della supponenza yankee nel teatro mediorientale, essa semplicemente non ha retto alla prova dei fatti: laddove le grandi capacità scientifiche e tecniche di Teheran sono ormai supreme nella regione, nonostante tutti i complotti imperialisti, gli assassinii di tecnici e scienziati, le inique sanzioni e tutti i trucchi e gli stratagemmi messi in campo dalla CIA, dal Mossad e da altre agenzie ostili negli ultimi vent'anni.
Forse parte di questo entusiasmante successo é anche dovuto agli 'aiuti' di tecnici russi e cinesi che subito dopo il colpo da maestro degli hacker dell'IRGC si sono mostrati ansiosissimi di partire per Teheran per analizzare il velivolo (dirottato e fatto atterrare in totali condizioni di sicurezza, recuperato quindi senza il minimo danno agli organi e ai sensori).
Ad ogni modo vista l'arrogante pretesa americana che il 'Sentinel' fosse 'troppo avanzato' perché gli esperti iraniani potessero valersene, é stata totalmente distrutta e smentita, come molta della supponenza yankee nel teatro mediorientale, essa semplicemente non ha retto alla prova dei fatti: laddove le grandi capacità scientifiche e tecniche di Teheran sono ormai supreme nella regione, nonostante tutti i complotti imperialisti, gli assassinii di tecnici e scienziati, le inique sanzioni e tutti i trucchi e gli stratagemmi messi in campo dalla CIA, dal Mossad e da altre agenzie ostili negli ultimi vent'anni.
giovedì 5 luglio 2012
Comandante dell'IRGC dichiara: "L'Iran é in grado di riprodurre molte delle tecnologie analizzate nel drone USA catturato a dicembre!"
Il Brigadier Generale Amirali Hajizadeh, Comandante della Divisione Aerospaziale del Corpo della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) ha dichiarato che, al termine di un intenso periodo di studio e analisi dell'hardware e del software del drone americano senza pilota RQ-170, catturato lo scorso dicembre grazie alla perizia nella guerra elettronica e nell'intercettazione degli esperti iraniani, la Repubblica Islamica é "già potenzialmente in grado di replicare parti significative della tecnologia catturata e mira quanto prima ad entrare in grado di costruire una copia precisa del velivolo in questione".
Naturalmente tecnici e scienziati di Teheran sono in realtà più interessati a potenziali applicazioni delle tecnologie decodificate e interpretate ad altri progetti per usi e applicazioni che vanno dal civile al militare, più che a replicare pedissequamente l'UAV di Obama, anche perché a differenza delle potenze arroganti dell'imperialismo occidentale la Repubblica Islamica ha molto poco bisogno di spiare paesi stranieri, vicini o lontani che possano essere.
Riguardo la natura delle scoperte effettuate tramite l'analisi delle tecnologie americane e la questione se parte o tutte possano essere state mostrate o cedute a tecnici cinesi e russi, Hajizadeh ha dichiarato che entrambe le tematiche sono coperte dal massimo grado di riserbo e sono state oggetto di lunghe e ponderate decisioni da parte dei massimi vertici politici e militari del paese.
Naturalmente tecnici e scienziati di Teheran sono in realtà più interessati a potenziali applicazioni delle tecnologie decodificate e interpretate ad altri progetti per usi e applicazioni che vanno dal civile al militare, più che a replicare pedissequamente l'UAV di Obama, anche perché a differenza delle potenze arroganti dell'imperialismo occidentale la Repubblica Islamica ha molto poco bisogno di spiare paesi stranieri, vicini o lontani che possano essere.
Riguardo la natura delle scoperte effettuate tramite l'analisi delle tecnologie americane e la questione se parte o tutte possano essere state mostrate o cedute a tecnici cinesi e russi, Hajizadeh ha dichiarato che entrambe le tematiche sono coperte dal massimo grado di riserbo e sono state oggetto di lunghe e ponderate decisioni da parte dei massimi vertici politici e militari del paese.
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mercoledì 25 aprile 2012
Insostituibile il ruolo dei tecnici della Guardia Rivoluzionaria iraniana nel decifrare i dati del drone Usa RQ-170!
L'autorevole e rispettato membro dei Majlis, nonché Segretario del Comitato per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera della Repubblica Islamica, Alaeddin Boroujerdi, ha dichiarato, riguardo alla rivelazione sulla decodifica di tutti i dati presenti nel drone americano RQ-170 catturato lo scorso dicembre, che il contributo degli specialisti elettronici della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) si é rivelato fondamentale al rapido e sicuro raggiungimento del risultato.
Boroujerdi ha aggiunto che la mossa mostra le capacità e la perizia degli esperti iraniani grazie alle quali, come rivelato, i segreti tecnologici del velivolo senza pilota 'made in Usa' stanno già trovando applicazione nella ricerca scientifica civile e militare di Teheran, così concludendo: "Col tempo, potremo valerci anche noi di velivoli senza pilota direttamente discendenti dall'RQ-170, ma ulteriormente raffinati e migliorati".
Per dimostrare anche agli Americani quanto in profondità siano arrivati i tecnici iraniani nel decifrare e interpretare i dati reperiti nel 'cervello elettronico' dell'apparecchio catturato le autorità della Repubblica Islamica hanno reso pubblico parte del 'roster' di servizio del drone, rivelando per esempio come verso la fine del 2010 esso sia stato per due volte rimandato negli Usa dall'Afghanistan per la correzione di problemi inerenti gli strumenti di navigazione.
Boroujerdi ha aggiunto che la mossa mostra le capacità e la perizia degli esperti iraniani grazie alle quali, come rivelato, i segreti tecnologici del velivolo senza pilota 'made in Usa' stanno già trovando applicazione nella ricerca scientifica civile e militare di Teheran, così concludendo: "Col tempo, potremo valerci anche noi di velivoli senza pilota direttamente discendenti dall'RQ-170, ma ulteriormente raffinati e migliorati".
Per dimostrare anche agli Americani quanto in profondità siano arrivati i tecnici iraniani nel decifrare e interpretare i dati reperiti nel 'cervello elettronico' dell'apparecchio catturato le autorità della Repubblica Islamica hanno reso pubblico parte del 'roster' di servizio del drone, rivelando per esempio come verso la fine del 2010 esso sia stato per due volte rimandato negli Usa dall'Afghanistan per la correzione di problemi inerenti gli strumenti di navigazione.
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lunedì 23 aprile 2012
La Repubblica Islamica annuncia: "Abbiamo iniziato a copiare tecnologie dal drone 'stealth' catturato agli Americani!"
Ingegneri e tecnici di Teheran, una volta completata la fase di studio e decifrazione di tutti i segreti del drone 'invisibile' RQ-170 dirottato e catturato lo scorso dicembre con una operazione di difesa aerea che ha lasciato esterrefatto il mondo e causato un gravissimo danno all'apparato tecnologico e spionistico dell'arroganza imperialista globale, hanno cominciato a copiare e riapplicare quanto scoperto e decodificato, ricevendo un notevole impulso nello sviluppo di nuove soluzioni alle necessità elettroniche e aeronautiche della Repubblica Islamica.
Il Brigadier Generale Amir Ali Hajizadeh, parlando a una cerimonia celebrativa della fondazione del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica ha dichiarato che, per fare capire ai nemici dell'Iran quanto profonda sia stata la loro comprensione dei segreti del drone era autorizzato a rivelare dei dettagli che l'avrebbero detta lunga alle orecchie interessate: "Nell'ottobre 2010, ad esempio, il drone fu spedito in California per la soluzione di problemi tecnici, dove venne riparato e sottoposto a test di volo, quindi riportato a Kandahar tre mesi dopo, nel novembre 2010, dove tuttavia venne nuovamente messo a terra da altri problemi tecnici. Venne quindi spedito a un aeroporto vicino Los Angeles nel dicembre 2010 per riparazioni ai sensori e nuovi testi in volo, superati i quali tornò a Kandahar nei primi mesi del 2011".
In passato i rappresentanti dell'intelligence americana erano stati costretti ad ammettere che quando venne dirottato e catturato dagli 'hacker' iraniani essi riuscirono a bloccare il congegno di sicurezza che doveva cancellare per intero la memoria del computer di bordo dell'RQ-170, che quindi cadde nelle mani di Teheran con tutti i suoi segreti, che a quanto parrebbe ora sono stati estrapolati, sviscerati, decifrati e copiati.
Il Brigadier Generale Amir Ali Hajizadeh, parlando a una cerimonia celebrativa della fondazione del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica ha dichiarato che, per fare capire ai nemici dell'Iran quanto profonda sia stata la loro comprensione dei segreti del drone era autorizzato a rivelare dei dettagli che l'avrebbero detta lunga alle orecchie interessate: "Nell'ottobre 2010, ad esempio, il drone fu spedito in California per la soluzione di problemi tecnici, dove venne riparato e sottoposto a test di volo, quindi riportato a Kandahar tre mesi dopo, nel novembre 2010, dove tuttavia venne nuovamente messo a terra da altri problemi tecnici. Venne quindi spedito a un aeroporto vicino Los Angeles nel dicembre 2010 per riparazioni ai sensori e nuovi testi in volo, superati i quali tornò a Kandahar nei primi mesi del 2011".
In passato i rappresentanti dell'intelligence americana erano stati costretti ad ammettere che quando venne dirottato e catturato dagli 'hacker' iraniani essi riuscirono a bloccare il congegno di sicurezza che doveva cancellare per intero la memoria del computer di bordo dell'RQ-170, che quindi cadde nelle mani di Teheran con tutti i suoi segreti, che a quanto parrebbe ora sono stati estrapolati, sviscerati, decifrati e copiati.
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sabato 11 febbraio 2012
Rapporto CIA rivela: "Il drone catturato dagli Iraniani é caduto in mano loro con tutta la banca-dati intatta!"
Un rapporto della CIA, pubblicato dopo molte settimane di indagine e analisi delle dinamiche e delle variabili intervenute nell' "affaire" del drone 'stealth' (o presunto tale) RQ-170 dirottato e catturato dalle forze di difesa aerea iraniane specializzate nel disturbo e nella guerra elettronica ritiene "praticamente certo" che l'UAV, essendo stato 'convinto' di essere tornato alla base NATO di Kandahar in Afghanistan e avendo messo in opera le procedure di atterraggio automatico in maniera totalmente autonoma non sia stato raggiunto dal comando di "cancellare" la propria banca dati interna, inviato dai controllori americani quando questi hanno verificato che l'aeromobile non rispondeva più ai loro comandi.
Questo vuol dire che i tecnici di Teheran (eventualmente affiancati dagli esperti russi e cinesi che sembra si siano precipitati letteralmente nella Repubblica Islamica una volta diffusasi la notizia della cattura del drone) avranno avuto o stanno avendo a disposizione una vera e propria "vena madre" di informazioni e dati da cui trarre importanti insegnamenti sulle operazioni di ricognizione segreta portate avanti dai servizi e dall'aviazione Usa, oltre a tutto l'armamentario avionico e sensorio del drone vero e proprio, considerato uno dei velivoli senza pilota più avanzati di tutto l'arsenale aereo a stelle e strisce.
"La CIA e lo Stato Maggiore dell'aviazione vogliono mettere in atto protocolli di sicurezza aggiuntiva per evitare o perlomeno ridurre le possibilità che un incidente del genere si ripeta in futuro ma, con un'idea approssimativa e imperfetta del metodo usato dagli Iraniani per riuscire a neutralizzare e overridare i controlli dell'RQ-170 tale intento è al momento attuale difficilissimo da implementare; ben differente sarebbe la situazione se l'UAV fosse stato recuperato o restituito: allora controllando l'hardware sarebbe possibile ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato alla sua perdita".
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domenica 11 dicembre 2011
Teheran annuncia: "Abbiamo tecnologia e conoscenze adatte a studiare il drone usa", poi reclama presso l'ambasciatore afghano.
Il deputato iraniano Seyyed Hossein Naqavi Hosseini, membro della Commissione parlamentare per la Politica estera e la Sicurezza nazionale ha dichiarato nella giornata di ieri ai microfoni dell'Agenzia FARS che gli Americani devono aspettarsi quanto prima che l'Iran riesca a carpire i segreti costruttivi del drone RQ-170 'Sentinel' intercettato e abbattuto con misure di 'guerra elettronica', nonché a downloadare e decifrare tutto il suo software, grazie alla 'efficienza e familiarità mostrata in questi ultimi anni dagli scienziati e dagli ingegneri iraniani nel manipolare e utilizzare ogni genere di avanzata tecnologia'.
Hosseini ha dichiarato che lui, come molti altri suoi colleghi nel Parlamento, nel Governo e nelle Forze Armate, si aspetta che il drone 'stealth' per quanto abbia dimostrato di non essere poi così "invisibile" come lo propagandavano i suoi costruttori della Lockheed, riservi molte gradite e utili sorprese, che potranno essere di grande aiuto all'industria iraniana dell'elettronica, dell'aeronautica e della difesa.
Intanto, in una notizia correlata, l'Agenzia Mehr News ha annunciato che un reclamo ufficiale é stato presentato alla sede diplomatica afghana, direttamente all'attenzione dell'ambasciatore Obeidollah Abid. Teheran biasima il Governo afghano per aver permesso che il suo territorio facesse da base ad operazioni di spionaggio straniere mirate a indebolire la sicurezza della Repubblica Islamica e forse a preparare un futuro attacco armato contro di essa (é noto che gli RQ-170 Usa partano dalla base aerea di Kandahar, in Afghanistan), venendo meno agli impegni al buon vicinato e alla franchezza e onestà che l'Iran ha sempre mostrato nei confronti di Kabul.
A stretto giro l'ambasciatore afghano ha replicato che riferirà quanto prima il messaggio al suo Ministero degli Esteri, esprimendo 'dolore e rammarico' per il danno cagionato alle buone relazioni tra i due paesi.
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sabato 10 dicembre 2011
Tra Mosca e Pechino é guerra al rialzo per accaparrarsi qualche pezzo del drone Usa abbattuto in Iran!
Una vera e propria "asta" con tanti rilanci e tanti argomenti a favore dell'uno o dell'altro concorrente é in corso in questi giorni e in queste ore, vi partecipano la 'R' e la 'C' di "BRIC" (la sigla che indica i quattro più importanti paesi emergenti: Brasile, Russia, India e Cina), vale a dire i governi di Mosca e Pechino.
Oggetto delle brame di entrambi, manco a dirlo, il sofisticato drone senza pilota 'stealth', l'RQ-170 della Lockheed, intercettato e catturato dagli iraniani mentre incrociava nei loro cieli a 225 chilometri di distanza dal confine con l'Afghanistan.
L'Iran ha già annunciato che sottoporrà la 'Bestia di Kandahar' (come era stato soprannominato l'UAV al momento del suo schieramento in Afghanistan, appunto, presso la base di Kandahar) a una accurata e minuziosa 'vivisezione', ma Russi e Cinesi sperano di poter convincere gli Iraniani o a farli cooperare nell'impresa o a passare loro qualche pezzo per avere una seconda opinione.
Tutti e due hanno ottimi argomenti a loro disposizione, vediamo quali: innanzitutto ambedue hanno il potere di veto all'ONU, quindi in cambio potrebbero promettere di "silurare" qualunque risoluzione anti-iraniana proposta da Usa, Inghilterra, Israele o altri paesi, il che sarebbe un enorme benefit per Teheran. La Cina é importatrice di gas e petrolio, favorirla rispetto alla Russia potrebbe portare tanti nuovi contratti, la Russia invece é esportatrice di gas, ma proprio per questo potrebbe promettere all'Iran di ridurre le sue esportazioni per far salire il prezzo, consentendo così maggiori guadagni alla Repubblica Islamica.
La Russia, a fine ottobre, ha venduto a Teheran il sistema elettronico "Avtobaza"(foto) che alcuni pensano sia alla base dell'intercettazione e dell'abbattimento del drone americano, in considerazione di questo e del fatto che il programma nucleare iraniano sia stato sempre sostenuto da Mosca, forse gli Iraniani potrebbero scegliere di favorire i Russi, ma i cinesi potrebbero "rilanciare" con la proposta di tecnologie aeronautiche, di cui l'Iran ha molto bisogno o con qualche altra "fiche" da lanciare sul tavolo all'improvviso.
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lunedì 25 aprile 2011
"Grande Fuga" dalla galera NATO di Kandahar, la Resistenza afghana augura "Buon 25 aprile" agli occupanti e ai loro lacché!
In un exploit che rivaleggia con le più spettacolari sceneggiature degli 'Stalag Movies' tanto cari alla Hollywood degli anni '60 circa 540 partigiani afghani (106 comandanti e per il resto semplici combattenti) sono riusciti a evadere dalla galera di Kandahar, grazie a un tunnel di 320 metri che ha garantito loro la fuoriuscita a distanza di sicurezza dalle garitte e dai riflettori dei guardiani delle truppe NATO e dei loro 'ascari' locali, i miliziani collaborazionisti dello screditato e imbelle Governo di Hamid Karzai, l'ex-dipendente della UNOCAL creato "federale di Kabul" dagli occupanti occidentali.
Fonti vicine alla resistenza afghana hanno confermato che dietro alla grandiosa operazione di fuga vi é stato uno sforzo collettivo di diverse organizzazioni, che hanno messo da parte rivalità claniche e tribali per conseguire un obiettivo rispetto al quale anche la fuga di massa di tre anni fa sfigura fin quasi a scomparire: infatti questa volta il tunnel di fuga non é stato scavato 'da dentro a fuori', seguendo la procedura familiare a tutti gli amanti del genere, ma dall'esterno all'interno della prigione, richiedeno perciò una sicurezza di calcolo e una millimetrica precisione nelle operazioni.
Dopo essere riusciti a raggiungere il punto convenuto gli scavatori si sono fatti riconoscere dai prigionieri, un ristretto numero dei quali era stato precedentemente messo al corrente dell'operazione e, nel giro di quattro ore e mezza, dalle undici di sera fin quasi alle quattro di mattina, i mujaheddeen sono riusciti a evacuare oltre cinquecento prigionieri; man mano che questi raggiungevano l'estremità del condotto staffette di moto e fuoristrada procedendo con la massima celerità li prendevano in carico e li portavano verso località sicure.
I guardiani della prigione e i loro supervisori occidentali non si sono accorti della fuga di massa fino alle ore sette, quando l'appello antimeridiano ha mostrato, in tutta la sua drammatica evidenza, la mancanza di un enorme numero di carcerati.
Ci chiediamo cosa scriverà in merito l'ottimo Massimo Fini, secondo il quale la fuga in moto del Mullah Omar da Kabul, al tempo della resa della città di fronte ai Signori della Guerra foraggiati dagli invasori Nato aveva gli accenni 'epici e avventurosi' delle imprese di Lawrence d'Arabia, rappresentando l'ultimo 'geste' veramente romantico di cui il cronista avesse memoria.
Fonti vicine alla resistenza afghana hanno confermato che dietro alla grandiosa operazione di fuga vi é stato uno sforzo collettivo di diverse organizzazioni, che hanno messo da parte rivalità claniche e tribali per conseguire un obiettivo rispetto al quale anche la fuga di massa di tre anni fa sfigura fin quasi a scomparire: infatti questa volta il tunnel di fuga non é stato scavato 'da dentro a fuori', seguendo la procedura familiare a tutti gli amanti del genere, ma dall'esterno all'interno della prigione, richiedeno perciò una sicurezza di calcolo e una millimetrica precisione nelle operazioni.
| La galera di Kandahar |
I guardiani della prigione e i loro supervisori occidentali non si sono accorti della fuga di massa fino alle ore sette, quando l'appello antimeridiano ha mostrato, in tutta la sua drammatica evidenza, la mancanza di un enorme numero di carcerati.
| Ufficiali della NATO costernati alla scoperta dell'accaduto...cioé...quasi... |
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