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mercoledì 23 agosto 2017

Come prevedibile, l'US Navy si attacca all'ipotesi "fantascientifica" per evitare di ammettere le sue pecche e lacune!

Ammettere i propri sbagli? MACCHE'!

Confessare le proprie mancanze? GIAMMAI!

Rimettere i cadetti di Marina su un veliero a lucidare gli ottoni, scrutare l'orizzonte, prendere in mano sestanti e compassi da carteggio, squadrette e carte nautiche? MA CHE SCHERZIAMO??

LA COLPA SE LE NAVI DELLA SETTIMA FLOTTA SBATTONO CONTRO PETROLIERE, PESCHERECCI E MERCANTILI E' DI CICCIOKIM, DEI CINESI E DI PUTY!!!

HA STATO LUI! COME SEMPRE!

La risposta dei vertici dell'US Navy al disastro di Singapore é degna di una fiera del ritardo mentale.

Il crollo di un impero può essere tragico, sanguinoso, ma anche eroico in un certo senso, ce lo hanno insegnato i Romani, gli Spagnoli, Napoleone, gli Asburgo...ora gli Americani ci mostrano che può anche essere ridicolo.

lunedì 18 luglio 2016

Drone stealth iraniano penetra lo spazio aereo del regime sionista ed evita tre missili prima di tornare alla base!

Nella giornata di ieri un velivolo senza pilota proveniente dalla Siria ha sorvolato i cieli della Palestina sottoposta a occupazione militare sionista.

Immediatamente le difese aeree di israhell si sono attivate, lanciando almeno due missili Patriot-3 (pagati coi soldi grassati annualmente ai contribuenti americani come "aiuto al Terzo Mondo" o a quelli tedeschi come "compenso per l'olocau$to"), ma l'apparecchio, dopo averli agilmente evitati ha proseguito nella sua ricognizione.

venerdì 1 maggio 2015

Votazione pubblica in Iran per decidere il nome ufficiale dei droni replicati dall'RQ-170 catturato a Obama!!

I nostri lettori appassionati e attenti sanno già tutto del drone jet 'invisibile' inviato da Obama sopra l'Iran che é stato hackerato, dirottato, fatto atterrare e catturato dagli esperti di difesa aerea elettronica della Repubblica Islamica e quindi studiato e replicato da tecnici e ingegneri di Teheran (con qualche aiuto russo e cinese).

Adesso che dopo test e analisi approfondite della copia Made in Iran hanno rivelato che essa é sotto tutti gli aspetti omologa e performante agli stessi livelli dell'originale tutto é pronto per la produzione in serie del modello, che, però, ha bisogno di un nome in codice persiano.

lunedì 1 dicembre 2014

Gli Hacker di Assad svelano le menzogne dei media imperialisti e dell'Osservatorio londinese del truffatore Abdelrahman!!

Una ulteriore puntualizzazione sulle gesta degli hacker siriani della Syrian Electronic Army, che sono riusciti a colpire duramente obiettivi del regime ebraico in tutto il cyberspazio, compromettendo server e siti-web asserviti a Tel Aviv e ai suoi progetti di destabilizzazione e balcanizzazione del Medio Oriente e del Mondo Arabo.

Quando la scorsa settimana abbiamo avuto ricevuto (in anticipo su altri outlet, come al solito grazie ai nostri contatti), la notizia che a Raqqa 60 terroristi dell'ISIS erano stati 'tostati' da una serie di dieci bombardamenti aerei in serie scatenati dall'aviazione di Assad, abbiamo dato subito la notizia.

Qualche ora dopo l'osservatorio 'siriano' di Coventry, dove vive l'ex-truffatore e galeotto siriano Rami Abdelrahman, lamentava con alti lai l'uccisione di 'sessanta civili' a Raqqa; noi, sapendo che sentina e cesso di menzogne sia quella fonte, nemmeno abbiamo sollevato il sopracciglio.

Oggi troviamo online il messaggio degli hacker siriani al cosiddetto 'osservatorio', che procediamo a mostrarvi e tradurvi: "PER FAVORE NON FINGETE CHE I MILITANTI ISIS SIANO CIVILI!".

'Nuff Said!!!!

mercoledì 12 novembre 2014

APPENA UPLOADATO! Ecco le immagini del drone Rq-170 MADE IN IRAN!!!!!

Ieri abbiamo dato la notizia del collaudo coronato da successo della copia del drone 'stealth' RQ-170 catturato dagli esperti di intercettazione radar e hackeraggio informatico della Repubblica Islamica dell'Iran. Oggi, appena caricato sulla piattaforma Youtube, proponiamo ai nostri affezionati lettori le immagini esclusive di questo 'Volo della Fenice'.Il fischio del jet 'affogato' nelle eleganti linee dell'ala volante senza pilota é passato da essere al servizio dell'oppressione imperialista globale ai più formidabili nemici di essa!

Il drone iraniano replicato dall'RQ-170 Usa abbattuto ha volato per la prima volta!!

Ci sono voluti meno di tre anni agli ingegneri e ai tecnici della Repubblica Islamica per replicare fino al minimo dettaglio il drone 'invisibile' mandato da Obama a 'sbirciare' lo spazio aereo iraniano e puntualmente dirottato e fatto atterrare dagli esperti Hacker di Teheran.

Ovviamente così come l'intercettazione del drone é stata anche merito del radar russo AVTOBAZA possiamo pensare che la consulenza di esperti russi (e forse anche cinesi)  sia stata utile agli specialisti iraniani, ma per uno stato che prima della Rivoluzione Islamica era totalmente dipendente dall'estero per tutti i suoi bisogni militari essere arrivati a poter replicare hardware così sofisticato come quello dell'RQ-170 é comunque un risultato esaltante.

Per stessa ammissione della CIA il cervello elettronico del drone conteneva informazioni delicatissime e sensibili che ovviamente sono state 'scaricate' e decodificate dagli informatici della Guardia Rivoluzionaria.


sabato 5 luglio 2014

Ecco il video della conferenza stampa di Abu Obeida per le Brigate Qassam: Tel Aviv sul punto di chiedere un cessate-il-fuoco?

Siamo in grado di presentare al nostro pubblico il filmato realizzato dai giornalisti di RussiaToday riguardo il messaggio delle Brigate Ezzedine al-Qassam nel quale il portavoce Abu Obeida ha diffidato la dirigenza sionista dal persistere sul sentiero delle provocazioni militari contro l'enclave paestinese della Striscia di Gaza.

Intanto su altri canali di informazione si é diffusa la voce che Tel Aviv e la dirigenza di Hamas potrebbero essere vicini a dichiarare un 'cessate il fuoco' per disinnescare la situazione tesa creatasi negli ultimi giorni, dopo che il Governo del regime ebraico ha scatenato pogrom e attacchi a 360 gradi contro la comunità palestnese in West Bank e nell'enclave costiera.

venerdì 4 luglio 2014

Abu Obeida mette in guarda israhell: "Mosse idiote contro Gaza scateneranno su di voi un torrente di fuoco!"

L'ala militare del Movimento di Resistenza Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, hanno emesso un comunicato chiaro e severo indirizzato alla dirigenza dell'entità sionista di occupazione mettendola in guardia dall'ordinare "gesti idioti" contro l'enclave palestinese di Gaza.
"Misure idiote da parte dei vostri dirigenti ci costringeranno a reagire massicciamente e a sommergere bersagli militari e civili nei territori da voi occupati con un torrente di fuoco".

Il messaggio recitato dal portavoce ufficiale delle Brigate, Abu Obeida é stato ripreso e trasmesso da tutti i media locali e regionali. Intanto come rappresaglia per gli attacchi aerei di ieri che hanno causato undici  feriti nella popolazione civile, ulteriori lanci di razzi e colpi di mortaio sono partiti in direzione degli insediamenti di Ashkelon e Sderot.

Quest'ultima, colpita pesantemente, continua a soffrire di abbassamenti di tensione e sporadici blackout.

Hacker palestinesi sono riusciti a penetrare nel profilo twitter dell'esercito sionazista lanciando un falso allarme riguardo una fuga radioattiva alla centrale atomica di Dimona, dove il regime ebraico costruisce le sue armi nucleari illegali.

lunedì 7 aprile 2014

ANONYMOUS colpisce e affonda la presenza internet sionista: centinaia di siti messi offline e interdetti!!

Centinaia e centinaia di siti-web appartenenti a ministeri, enti e organizzazioni dell'entità sionista di occupazione della Palestina sono stati hackerati a partire da stamattina nell'ambito dell'ultima offensiva del collettivo informatico ANONYMOUS contro il regime ebraico: il sito del Ministero dell'Istruzione di Tel Aviv e l'Autorità Aeroportuale sono caduti vittime di questi assalti ."Chiediamo a tutti i nostri aderenti e simpatizzanti di scatenarsi per crackare, interdire, spammare e negare l'operatività a tutti i siti e i portali del cyberspazio 'israeliano', con ogni mezzo necessario" é il grido di battaglia al quale sono seguiti centinaia di atti dimostrativi che hanno letteralmente deragliato la presenza sionista nel WWW.

Non é la prima volta che Anonymous colpisce l'entità sionista e ogni successiva volta viene dimostrato che contro l'iniziativa spontanea e popolare tutta la vantata "perizia informatica" dei sionisti, che pretendono di essere all'avanguardia delle tecnologie elettroniche e telematiche, si riveli come l'ennesima rodomontata a Sei Punte. 

martedì 9 aprile 2013

E' il Siriano Maher Younis il "re degli hacker" dietro alcuni dei più brillanti successi della campagna cibernetica anti-israeliana!

Il giovane qui raffigurato, di nome Maher Younes e di nazionalità siriana, é stato identificato dai servizi segreti sionisti come il "Mastermind" di alcuni dei più audaci e spettacolari 'hackeraggi' che nel corso degli ultimi due giorni e mezzo hanno mandato in panne la maggior parte della presenza internettiana di siti e portali del regime ebraico di occupazione della Palestina, ivi compreso il saccheggio completo dei dati di 1500 caselle di email di agenti e funzionari del Mossad e lo stop prolungato inflitto alla Borsa di Tel Aviv costato danni per circa due miliardi di dollari Usa.

Younes si é trovato gratificato del titolo che per noi vale come un'onorificienza al valore, di "Nemico elettronico N°1 di Israele" e di una taglia sulla testa di ben 10 milioni di dollari; ma la maggior lode a lui tributata in questi giorni é stata quella di averlo paragonato (come pericolosità per Israhell) al martire Imad Mougnieh, leader del braccio armato di Hezbollah responsabile del "salto di qualità" dei seguaci di Nasrallah da semplice milizia di guerriglieri a forza armata altamente competente e specializzata.

Imad Mougnieh, lo ricordiamo, venne vigliaccamente assassinato dai sionisti, ma la sua eredità, i combattenti che ha addestrato e forgiato per anni, riuscirono a vendicarlo ampiamente nel corso della Guerra d'Estate del 2006, quando inflissero agli invasori del regime ebraico una amara e insindacabile sconfitta.


domenica 7 aprile 2013

MASSICCIO ATTACCO INFORMATICO IN CORSO CONTRO IL REGIME EBRAICO! DOZZINE DI SITI FUORI USO!!!!

"NIENTE E' SICURO" questo il messaggio, accompagnato da una traccia di musica elettronica ipnotica e straniante che si riceve cercando di collegarsi con il sito sionista http://www.taussig-law.co.il/ attualmente "a gambe all'aria" come dozzine di altri outlet telematici dell'occupazione grazie agli sforzi di migliaia di attivisti internazionali che hanno deciso di scatenare contro il regime ebraico uno dei più grandi "Attacchi DDOS" mai sperimentati finora.

Questo il messaggio che accompagna la maggior parte dei siti messi offline dall'attacco:

ABBIAMO ASCOLTATO COSA AVETE FATTO ALLA PALESTINA
ABBIAMO SENTITO LE GRIDA DI GAZA BOMBARDATA
ADESSO ATTACHIAMO NOI NON POTETE FARCI NULLA
COMBATTIAMO PER I NOSTRI DIRITTI E SIAMO LEGIONE
POTETE VINCERE USANDO IL VOSTRO ESERCITO
MA NEL CYBERSPAZIO LA VITTORIA E' NOSTRA
CHIUDIAMO I VOSTRI SITI, INTERCETTIAMO I VOSTRI MESSAGGI
DIFFONDIAMO I VOSTRI SEGRETI E POSSIAMO CANCELLARE IL VOSTRO REGIME
RICOARDATE
NOI NON PERDONIAMO
NOI NON DIMENTICHIAMO
ASPETTATECI
SIAMO OVUNQUE
SIAMO I VOSTRI DISTRUTTORI
Abbiamo notizia che 1500 caselle e-mail utlizzate da personale e agenti del Mossad sarebbero state 'hackerate' e il loro contenuto sarà reso pubblico nelle prossime ore: vi terremo informati sugli sviluppi della situazione.

martedì 27 novembre 2012

Nuovo "colpo da maestro" della Jihad Islamica nella guerra informatica: rivelati nomi e dati di centinaia di soldati sionazisti!

Dopo l'impressionante operazione condotta durante il vivo della recente "Guerra degli Otto Giorni" contro l'aggressione armata sionazista contro il ghetto assediato di Gaza (con la quale 5000 SMS di minaccia erano stati inviati ad altrettanti componenti dell'Esercito sionazista promettendo loro morte o cattura se si fossero azzardati ad attraversare il confine con la Striscia) il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha di nuovo impressionato alleati e avversari con un "leak" veramente corposo e inaspettato.
I "pirati informatici" al servizio dell'organizzazione di Resistenza palestinese (la formazione più fedele all'Iran, quindi beneficiaria di aiuto non soltanto bellico e materiale, ma anche tecnico e scientifico) sono riusciti infatti a entrare in possesso dei dati riservati di centinaia (forse migliaia) di militari sionazisti e, per dimostrare le loro capacità di penetrazione e 'hackeraggio' ne hanno rivelato una parte, ammontante a oltre cento nomi, indirizzi, abitudini personali e così via, causando un gravissimo imbarazzo a 'Tsahal'.

Alcuni di loro,  ovviamente, avevano reso facile il compito iscrivendosi a social network o pubblicando comunque in rete parte dei loro dati, ma altri, pure esposti a loro volta, erano stati molto più discreti. Ai microfoni di un intervistatore un militare sionazista appartenente a quest'ultima categoria si dice 'sorpreso' della quantità di dati pubblicati sul suo conto e 'stupito' di come la Jihad sia  riuscita a tracciarli e metterli in pubblico.
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giovedì 22 novembre 2012

La milizia della Jihad Islamica dichiara: "Lanciati contro Israele 620 razzi, pronti a riprendere il fuoco anche stasera!!"

Nel carosello di dichiarazioni e comunicati che stanno punteggiando queste prime 24 ore di tregua dopo il termine di quella che i dirigenti di Hamas e della Jihad Islamica sembrano avere già battezzato come "La Guerra degli Otto Giorni" una delle conferenze-stampa più attese era certamente quella delle Brigate Al-Quds, braccio armato della Jihad, che subito dopo le milizie Al-Qassam sono state il gruppo di Resistenza certo più attivo in questi giorni di battaglia.

Come da copione, col volto celato da mephisto neri imblasonati coi sigilli giallo oro della Jihad, armi e striscioni di slogan bene in vista, i portavoce della Jihad hanno dichiarato che quella conseguita a Gaza é stata "La Vittoria dei Martiri e del Popolo", che non hanno avuto timore a immolarsi né remore ad aumentare a dismisura il proprio fardello di sofferenze (dopo oltre cinque anni di shylockiano strangolamento economico e di stillicidio di attacchi omicidi) nella certezza di mandare un messaggio al regime ebraico, ai suoi sostenitori arabi e imperialisti, ai suoi alleati occidentali e anche a tutto il mondo degli oppressi che lottano e resistono in ogni angolo del Pianeta.

La Jihad Islamica palestinese ha dichiarato di avere lanciato oltre 600 razzi e proiettili contro obiettivi sionisti e di avere collaudato anche missili antiaerei e anticarro nel caso che ai raid aerei fosse seguita un'invasione terreestre. La milizia palestinese assicura che il grosso del suo arsenale militare é ancora intatto e pronto all'uso "anche quando (Dio lo impedisca) le ostilità col regime ebraico dovessero riprendere oggi stesso". Il comunicato delle Brigate Al-Quds ha elaborato sull'accuratezza con cui gli obiettivi nella Palestina soggetta a occupazione siano stati attentamente individuati e circoscritti, fidando su tutte le fonti affidabili di intelligence e informazioni cui é stato possibile avere accesso in questi ultimi mesi e anni.

L'attenzione dell'organizzazione all'aspetto "liquido", informatico e tecnologico della guerra moderna si é vista anche con la grande operazione che ha visto gli hacker ai suoi ordini penetrare la rete di cellulari sionista e inviare SMS di sfida e minaccia a ben 5000 soldati di tsahal.
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venerdì 10 agosto 2012

Esperti informatici russi sventano "cyber-attentato" sionista contro il Libano!

Si chiamava "Gauss" ed era un virus informatico creato dagli hacker di Washington e Tel Aviv per sabotare i sistemi informatici di diverse importanti imprese e istituzioni libanesi, in particolare del settore bancario e finanziario come la Bank of Beirut, la BLOM, la Byblos Bank e il Credit Libanais.

Purtroppo per i loro creatori, che avevano immaginato di devastare quell'area dell'economia libanese con il 'parto' della loro immaginazione perversa, gli esperti dei Kaspersky Lab, famosa istituzione russa dell'IT Security, hanno individuato il 'baco' prima che potesse attivarsi e con un'operazione preventia a vasto raggio lo hanno sradicato in profondità prevenendo qualunque inconveniente.
Costin Raiu, esperto dei Kaspersky Lab, dichiara di "non aver mai visto un malware tanto raffinato, creato per selezionare solo certi tipi di sistema, nella fattispecie quelli degli istituti creditizi e finanziari"; se 'Gauss' fosse entrato in azione avrebbe potuto fare molti danni ma la vigilanza russa ha prevenuto che ciò accadesse.

Come già 'Flame' e 'Stuxnet' anche 'Gauss' mostra chiari segni di essere frutto di una cooperazione Us-raeliana; come 'Flame' e 'Stuxnet' é stato neutralizzato dalla superiore competenza informatica dell'Asse della Resistenza (e dei suoi alleati) prima che potesse fare vero danno, confermando una volta di più che ormai il dominio delle tecnologie elettroniche più avanzate non é più appannaggio esclusivo dell'occidente imperialista e corrotto.
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giovedì 5 luglio 2012

Comandante dell'IRGC dichiara: "L'Iran é in grado di riprodurre molte delle tecnologie analizzate nel drone USA catturato a dicembre!"

Il Brigadier Generale Amirali Hajizadeh, Comandante della Divisione Aerospaziale del Corpo della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) ha dichiarato che, al termine di un intenso periodo di studio e analisi dell'hardware e del software del drone americano senza pilota RQ-170, catturato lo scorso dicembre grazie alla perizia nella guerra elettronica e nell'intercettazione degli esperti iraniani, la Repubblica Islamica é "già potenzialmente in grado di replicare parti significative della tecnologia catturata e mira quanto prima ad entrare in grado di costruire una copia precisa del velivolo in questione".
Naturalmente tecnici e scienziati di Teheran sono in realtà più interessati a potenziali applicazioni delle tecnologie decodificate e interpretate ad altri progetti per usi e applicazioni che vanno dal civile al militare, più che a replicare pedissequamente l'UAV di Obama, anche perché a differenza delle potenze arroganti dell'imperialismo occidentale la Repubblica Islamica ha molto poco bisogno di spiare paesi stranieri, vicini o lontani che possano essere.

Riguardo la natura delle scoperte effettuate tramite l'analisi delle tecnologie americane e la questione se parte o tutte possano essere state mostrate o cedute a tecnici cinesi e russi, Hajizadeh ha dichiarato che entrambe le tematiche sono coperte dal massimo grado di riserbo e sono state oggetto di lunghe e ponderate decisioni da parte dei massimi vertici politici e militari del paese.
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mercoledì 25 aprile 2012

Insostituibile il ruolo dei tecnici della Guardia Rivoluzionaria iraniana nel decifrare i dati del drone Usa RQ-170!

L'autorevole e rispettato membro dei Majlis, nonché Segretario del Comitato per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera della Repubblica Islamica, Alaeddin Boroujerdi, ha dichiarato, riguardo alla rivelazione sulla decodifica di tutti i dati presenti nel drone americano RQ-170 catturato lo scorso dicembre, che il contributo degli specialisti elettronici della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) si é rivelato fondamentale al rapido e sicuro raggiungimento del risultato.
Boroujerdi ha aggiunto che la mossa mostra le capacità e la perizia degli esperti iraniani grazie alle quali, come rivelato, i segreti tecnologici del velivolo senza pilota 'made in Usa' stanno già trovando applicazione nella ricerca scientifica civile e militare di Teheran, così concludendo: "Col tempo, potremo valerci anche noi di velivoli senza pilota direttamente discendenti dall'RQ-170, ma ulteriormente raffinati e migliorati".

Per dimostrare anche agli Americani quanto in profondità siano arrivati i tecnici iraniani nel decifrare e interpretare i dati reperiti nel 'cervello elettronico' dell'apparecchio catturato le autorità della Repubblica Islamica hanno reso pubblico parte del 'roster' di servizio del drone, rivelando per esempio come verso la fine del 2010 esso sia stato per due volte rimandato negli Usa dall'Afghanistan per la correzione di problemi inerenti gli strumenti di navigazione.
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lunedì 23 aprile 2012

La Repubblica Islamica annuncia: "Abbiamo iniziato a copiare tecnologie dal drone 'stealth' catturato agli Americani!"

Ingegneri e tecnici di Teheran, una volta completata la fase di studio e decifrazione di tutti i segreti del drone 'invisibile' RQ-170 dirottato e catturato lo scorso dicembre con una operazione di difesa aerea che ha lasciato esterrefatto il mondo e causato un gravissimo danno all'apparato tecnologico e spionistico dell'arroganza imperialista globale, hanno cominciato a copiare e riapplicare quanto scoperto e decodificato, ricevendo un notevole impulso nello sviluppo di nuove soluzioni alle necessità elettroniche e aeronautiche della Repubblica Islamica.
Il Brigadier Generale Amir Ali Hajizadeh, parlando a una cerimonia celebrativa della fondazione del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica ha dichiarato che, per fare capire ai nemici dell'Iran quanto profonda sia stata la loro comprensione dei segreti del drone era autorizzato a rivelare dei dettagli che l'avrebbero detta lunga alle orecchie interessate: "Nell'ottobre 2010, ad esempio, il drone fu spedito in California per la soluzione di problemi tecnici, dove venne riparato e sottoposto a test di volo, quindi riportato a Kandahar tre mesi dopo, nel novembre 2010, dove tuttavia venne nuovamente messo a terra da altri problemi tecnici. Venne quindi spedito a un aeroporto vicino Los Angeles nel dicembre 2010 per riparazioni ai sensori e nuovi testi in volo, superati i quali tornò a Kandahar nei primi mesi del 2011".
In passato i rappresentanti dell'intelligence americana erano stati costretti ad ammettere che quando venne dirottato e catturato dagli 'hacker' iraniani essi riuscirono a bloccare il congegno di sicurezza che doveva cancellare per intero la memoria del computer di bordo dell'RQ-170, che quindi cadde nelle mani di Teheran con tutti i suoi segreti, che a quanto parrebbe ora sono stati estrapolati, sviscerati, decifrati e copiati.
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sabato 11 febbraio 2012

Rapporto CIA rivela: "Il drone catturato dagli Iraniani é caduto in mano loro con tutta la banca-dati intatta!"


Un rapporto della CIA, pubblicato dopo molte settimane di indagine e analisi delle dinamiche e delle variabili intervenute nell' "affaire" del drone 'stealth' (o presunto tale) RQ-170 dirottato e catturato dalle forze di difesa aerea iraniane specializzate nel disturbo e nella guerra elettronica ritiene "praticamente certo" che l'UAV, essendo stato 'convinto' di essere tornato alla base NATO di Kandahar in Afghanistan e avendo messo in opera le procedure di atterraggio automatico in maniera totalmente autonoma non sia stato raggiunto dal comando di "cancellare" la propria banca dati interna, inviato dai controllori americani quando questi hanno verificato che l'aeromobile non rispondeva più ai loro comandi.

Questo vuol dire che i tecnici di Teheran (eventualmente affiancati dagli esperti russi e cinesi che sembra si siano precipitati letteralmente nella Repubblica Islamica una volta diffusasi la notizia della cattura del drone) avranno avuto o stanno avendo a disposizione una vera e propria "vena madre" di informazioni e dati da cui trarre importanti insegnamenti sulle operazioni di ricognizione segreta portate avanti dai servizi e dall'aviazione Usa, oltre a tutto l'armamentario avionico e sensorio del drone vero e proprio, considerato uno dei velivoli senza pilota più avanzati di tutto l'arsenale aereo a stelle e strisce.

"La CIA e lo Stato Maggiore dell'aviazione vogliono mettere in atto protocolli di sicurezza aggiuntiva per evitare o perlomeno ridurre le possibilità che un incidente del genere si ripeta in futuro ma, con un'idea approssimativa e imperfetta del metodo usato dagli Iraniani per riuscire a neutralizzare e overridare i controlli dell'RQ-170 tale intento è al momento attuale difficilissimo da implementare; ben differente sarebbe la situazione se l'UAV fosse stato recuperato o restituito: allora controllando l'hardware sarebbe possibile ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato alla sua perdita".

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mercoledì 18 gennaio 2012

"La cyber-guerra contro il regime sionista, nuovo volto della Resistenza palestinese!" Colpiti numerosi siti dell'occupazione


Il portavoce del Movimento musulmano di Resistenza Hamas, Sami Abu Zuhri, ha definito gli attacchi cibernetici portati da hacker arabi e palestinesi contro la borsa sionista, il portale della compagnia di bandiera El Al e tre delle maggiori banche del regime di occupazione ebraico come "Nuovi sfolgoranti esempi della perizia tecnica della nostra gioventù, che non tralascia alcuna via, alcun sentiero per arrivare a colpire i nemici della Causa nazionale palestinese".

Gli attacchi contro le estensioni cibernetiche del regime dell'apartheid sono sempre più comuni e di recente avevano coinvolto il portale dei vigili del fuoco sionisti e diversi provider di servizi di credito elettronico, di cui erano stati rivelati e messi a disposizione del pubblico migliaia di conti con un danno finanziario enorme. Quest'ultimo attacco era stato rivendicato da "Ox Omar", 'nom de guerre' di un hacker definitosi 'saudita'.

In passato il più massiccio e vulnerante attacco elettronico contro interessi israeliani aveva colpito il sito-web della Banca d'Israele.

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sabato 14 gennaio 2012

Hacker palestinesi attaccano con successo il sito-web dei servizi antincendio del regime ebraico!


Rispondendo prontamente all'invito lanciato negli scorsi giorni da Hamas che aveva dichiarato "cyberguerra a oltranza" contro tutte le manifestazioni internettiane dell'entità sionista di Occupazione anonimi hacker palestinesi della Striscia di Gaza (almeno a quanto da loro stessi dichiarato) hanno attaccato il sito-web dei servizi anti-incendio e di emergenza di Israele.

A prescindere da quale pagina si cercasse di caricare il visitatore, come risultato dell'attacco informatico, si vedeva reindirizzato su una foto del Viceministro degli Esteri Danny Ayalon che ben presto veniva riempita di impronte di scarpa e corredata dalla scritta animata: "Morte a Israele". Danny Ayalon sembra un bersaglio favorito dagli hacker arabi: qualche giorno fa incursori informatici sauditi avevano fatto 'collassare' il suo sito personale.

Il motivo é presto detto: in un accesso di sindrome da "internet tough guy" il Viceministro sionista aveva promesso "rappresaglie fisiche" contro coloro che sarebbero stati 'scoperti' ad attaccare elettronicamente Israle. In cambio di questa inane sparata il vice di Lieberman si é guadagnato l'antipatia di tutta la comunità di corsari informatici palestinesi e arabi.
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