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sabato 19 agosto 2017

Nuovi dettagli e particolari sull'elisbarco guidato la scorsa settimana da Souhail 'Tigre' Hassan in persona!

Alle prime ore dell'alba del 12 agosto, esattamente una settimana fa, il Generale Souhail Hassan ha guidato di persona uno squadrone di elicotteri carichi di paracadutisti in un arditissimo sbarco aereo notturno dietro le linee dell'ISIS sull'orlo della frontiera tra i governatorati di Homs e di Raqqah.

A differenza di quanto filtrato in precedenza dobbiamo rettificare un dettaglio: i parà in questione NON ERANO membri della 'Forza Tigre' ma appartenevano alla "Forza Speciale Avioportata", la "Forza Tigre" ha contribuito con le truppe di terra che una volta effettuato lo sbarco sono avanzate raggiungendo le Zone di Atterraggio e consolidando il risultato dell'eli-assalto.

Souhail Hassan ha insistito per guidare personalmente l'assalto essendo stato addestrato come Parà prima di entrare nell'Idarat al-Mukhabarat al-Jawiyya.

Gli elicotteri da trasporto Mi-8 usati nell'operazione sono stati modificati rimuovendone i portelloni per permettere lo sbarco dei paracadutisti nel più breve tempo possibile.

giovedì 22 giugno 2017

PILOTA EROE colpito col suo elicottero sopra Deir Ezzour riesce a riportarlo fino alla base di Qamishli dove atterra sano e salvo!

Ai nostri lettori proponiamo il ritratto fotografico dell'ufficiale Issa Ezzedine che, impegnato in una missione di rifornimento a favore degli eroi di Deir Ezzour al momento del decollo dall'Aeroporto della città sull'Eufrate veniva bersagliato da mitragliere dell'ISIS.

Nel tentativo di guadagnare quota il più rapidamente possibile il suo Mi-8 "Hip" (in parley NATO) incassava diversi colpi, tanto da far dubitare al pur freddo e coscienzioso pilota di riuscire a portare a buon fine il suo volo verso la base di Qamishli, da cui era partito.



sabato 1 agosto 2015

Gli elicotteri siriani bersagliano i terroristi asserragliati nel centro di Zabadani!

Dopo le loro sconfitte alla Moschea Barada e presso le loro ultime posizioni nella parte occidentale della cittadina ormai gli ultimi terroristi di Al-Nusra e Ahrar Sham rimasti nell'abitato di Zabadani sono asserragliati nel centro cittadino.

Per ammorbidire la loro resistenza nelle ultime ore dozzine di missioni di attacco sono state portate a termine dagli elicotteri Mi-8 e Mi-24 delle forze governative che con i loro armamenti pesanti (missili, razziere e mitragliere) costituiscono la piattaforma ideale per azioni chirurgiche contro le postazioni dei takfiri.

venerdì 30 maggio 2014

L'Esercito popolare del Donbass uccide 1200 sgherri di Kiev, distrugge 15 blindati e abbatte otto elicotteri!!

I banderisti di Kyiv, dopo i "ludi cartacei" con cui hanno finto di eleggere l'oligarca Poroshenko alla presidenza (in realtà, con tutti i suoi difetti, il legittimo Presidente Ucraino rimane sempre Yanukovitch) pensavano di essere pronti per scatenare le loro milizie di teppisti, drogati e mercenari occidentali e americani contro le province dell'Est che hanno dichiarato la loro indipendenza e si sono recentemente federate nella Repubblica di Novorossiya.

Non avevano fatto i conti, i criminali al soldo della NATO, di Washington e di Tel Aviv, con i miliziani dell'Esercito Popolare del Donbass che in pochi giorni di intensi scontri sono riusciti a infliggere pesantissime perdite agli aggressori tra cui almeno 1200 morti, quindici veicoli blindati e otto elicotteri colpiti e distrutti.

Il più bel bottino é stato fatto iei, giovedì 29 maggio, quando un Mi-8 ucraino é caduto vicino Slaviansk incendiandosi e uccidendo tutti gli occupanti (circa 12-14 persone) tra cui il Generale della Guardia Nazionale Serhiy Kulchytsky. Le forze armate ucraine e le milizie banderiste non saranno in grado di sopportare perdite simili ancora a lungo e dovranno presto rassegnarsi a lasciare la Novorossiya al suo destino di indipendenza e autonomia.

lunedì 17 marzo 2014

Arrivano a Bagdad i missili e le altre armi 'Made in Usa' che Obama lesinava ad Al-Maliki!

"Almeno 100 missili AGM-114, più varie centinaia di migliaia di munizioni di ogni calibro" questo il 'package' in arrivo a Bagdad da un'amministazione USA ormai convinta che non sia più il caso di pitoccare sulle forniture militari all'Irak visto che: a) Russia e Iran si sono già dimostrate più che pronte a rispondere alle esigenze difensive di Bagdad b) col totale crollo della strategia del 'subappalto' alle monarchie sunnite della destabilizzazione dell'Asse della Resistenza a questo punto meglio assicurarsi che i takfiri sconfitti in Siria non si annidino in Irak, magari per riemergerne domani l'altro con propositi bellicosi.

Questo dietro-front a parte confermare che l'Amministrazione Obama non ha uno straccio di punto fisso nella sua politica estera e avanza come un imbecille (sine baculo) che non sa dove reggersi ed é prontissimo ora a intestardirsi su un teatro secondario arrivando addirittura a rispolverare linguaggi e atteggiamenti da Guerra Fredda e dopodomani magari a rimangiarsi tutto e agire in senso esattamente e diametralmente opposto, fortifica le nostre certezze che diversi 'top player' del Dipartimento di Stato diano ormai Assad per totale e definitivo vincitore della contesa siriana, motivo per il quale non é certo più il caso di sperare che ISIL-Al Nusra-Al Qaeda e altre simili formazioni piantino radici ai confini col regime baathista di Damasco.

sabato 22 febbraio 2014

Lavrov a Bagdad dichiara: "Le armi russe aiuteranno l'Irak ad affrontare la minaccia terrorista!"

Dopo essersi confrontato col Premier Nouri al-Maliki e con il collega Ministro degli Esteri Hoshyar Zebari il responsabile della diplomazia russa Sergei Lavrov ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa congiunta proprio con quest'ultimo che il processo di consegna delle armi russe recentemente acquistate dall'Irak verrà accelerato il più possibile.

Era praticamente sicuro che la visità-lampo di Lavrov a Bagdad fosse collegata con le recenti vaste operazioni militari intraprese dal Governo Maliki in Anbar e in chiave minore in Salahuddin, ma questa dichiarazione sgombra il campo da ogni possibile dubbio residuo.

La Russia, tradizionale fornitrice di armi di Bagdad, consegnerà soprattutto elicotteri d'attacco e da trasporto che renderanno facili ed efficaci le operazioni di spostamento di truppe scelte per la distruzione di covi terroristi e il sostegno aereo all'azione di queste ultime.



sabato 22 dicembre 2012

La canaglia in armi di Salva Kiir riesce ad abbattere un elicottero dell'ONU in ricognizione sul Sud Sudan!

A più riprese abbiamo denunciato il ridicolo "dittatore-cowboy" messo da Sion e da Washington a capo del Sud-Sudan come l'Idi Amin e il Bedel Bokassa del Ventunesimo Secolo: l'ennesimo rozzo e ignorante fantoccio dell'arroganza imperialista occidentale e atlantica. Fedele ai suoi epigoni Kiir ha elevato al rango di 'esercito regolare' i briganti, stupratori, ladroni e tagliagole con i quali spargeva il terrore nel Sudan Meridionale per poi lasciare che prefiche ipocrite e corifei imbecilli come le star di Hollywood gridassero alla 'repressione' quando il Governo centrale, giustamente, cercava di dare la caccia a questi masnadieri.
Ma i briganti e i ladroni, anche se rivestiti di nuove uniformi, rimangono sempre una soldataglia brutale e inaffidabile; lo ha imparato anche l'ONU quando, nella giornata di ieri, un suo elicottero é stato distrutto dalle truppe di Kiir mentre effettuava un normale volo di ricognizione sulla disastrata regione di Jonglei. La spiegazione, assurda e inaccettabile, arrivata da Juba é stata che i militari sud-sudanesi "Avevano scambiato l'elicottero ONU per un velivolo sudanese".

I veicoli dell'ONU sono SEMPRE in completa livrea bianca con le lettere UN in nero ben visibili sulla fiancata.

Nell'incidente hanno perso la vita quattro operatori umanitari ONU, tutti di nazionalità russa. La regione dello Jonglei, dopo essere stata teatro di sanguinosissimi scontri etnici tra pastori Murle e Lou Nuer ha visto poi anche combattimenti tra i sguaci di David Yau Yau (altro 'warlord' poi ribellatosi alla supremazia di Kiir) e l'esercito cosiddetto 'regolare'.
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