Salvador Allende e la democrazia socialista cilena vennero assassinati 41 anni fa nel Palazzo della Moneda.
I loro assassini erano generali fascisti che agivano per conto della CIA, della multinazionale dell'elettronica ITT e dell'ebreo Henry Kissinger.
Nonostante fossero dei fascisti i generali cileni erano molto amici del regime razzista di Tel Aviv e molti ricchi e influenti ebrei cileni divennero ministri e ambasciatori di quel regime infame.
Il Cile dei generali insieme ad altri lerci regimi sudamericani venduti a Washington e Tel Aviv diede asilo al peggio della (neo)fascisteria italica sotto la protezione di CIA e Mossad e la usò come manovalanza nell'Operazione Condor.
Il Cile dei generali sionisti e fascisti applicò le ricette dei 'Chicago Boys' e aumentò a dismisura il gap tra i super-ricchi e i lavoratori poveri, chiamando l'aumento del PIL e del reddito nelle fasce agiate "sviluppo economico".
Per questo PALAESTINA FELIX combatte il sionismo.
Per questo PALAESTINA FELIX combatte l'imperialismo Usa.
Per questo PALAESTINA FELIX (pur senza cadere nella trappola del 'facile' antifascismo caciarone e cialtrone da centro sociale) sarà sempre nemico di quei regimi che usano il militarismo e una patina di (finto) nazionalismo per mettersi al servizo di Usa e Israele (vedi Ucraina).
Per questo PALAESTINA FELIX ogni undici settembre onora il Presidente Allende e i martiri della democrazia socialista cilena e SOLTANTO loro!
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giovedì 11 settembre 2014
E' l'11 Settembre, ricordiamo il sacrificio di Salvador Allende assassinato dagli sgherri sionisti e fascisti al soldo di CIA e ITT!!
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martedì 22 febbraio 2011
Una connection Israele-Cile per spiare Iran e Venezuela, il Mossad assoldava i colonnelli di Pinochet!
Dal gran calderone di ovvietà e patacche che si chiama Wikileaks, può anche venir fuori, di tanto in tanto, qualche sporadico chicco di grano in mezzo a staia e staia di loglio...nella fattispecie un memorandum interno made in Usa dove si registra come Israele, facendo fruttare i suoi ottimi contatti nelle forze armate cilene (mai epurate degli ufficiali fedeli a Pinochet e colpevoli di innumerevoli crimini) avesse "cooptato" la collaborazione di diversi alti papaveri degli Stati Maggiori di Santiago, per spiare i rapporti di cooperazione tra Iran e Venezuela.
L'attaché militare israeliano, Colonnello Yoeli Orr (giubilato dal comando della Brigata Hermon dopo la debacle libanese del 2006 e spedito in Sudamerica), avrebbe contattato personalmente gli ufficiali cileni, tutti "veterani" delle campagne di tortura e persecuzione scatenate dal caudillio della Moneda e dai suoi più stretti collaboratori, strenui ammiratori e sostenitori di Israele, per "condividere informazioni e fornirsi addestramento reciproco, quando e dove possibile".
Evidentemente, a "causa" di un ventennio di democrazia, seppur imperfetta e priva del necessario "repulisti" dai cascami della dittatura militare, i boia in uniforme di Santiago avranno sentito il bisogno di una 'rinfrescata' delle loro tecniche di interrogatorio e tortura? Del resto rivolgersi a Israele per simili 'ripassi' non é certo qualcosa di anomalo, visto il ruolo principe che le forze armate dello Stato ebraico ebbero nel rifornire e armare la dittatura di Pinochet e nell'indirizzarla durante il periodo della cosiddetta "Operazione Condor", in cui tutti i regimi militari di destra filo-imperialisti e filo-sionisti si unirono per una caccia all'uomo internazionale contro oppositori politici di sinistra, leader guerriglieri e sindacali.
I rapporti tra Iran e Venezuela, paesi anti-imperialisti, forti esportatori di petrolio e idrocarburi, propugnatori dei diritti delle masse oppresse contro gli interessi di sfruttatori e colonialisti, sono sempre stati visti con viva preoccupazione da Tel Aviv, logico quindi che i capi dello spionaggio israeliano abbiano cercato di rinfrescare i loro contatti meno presentabili (di cui hanno grande dovizia) risalenti agli anni '70 e '80 per tentare di racimolare informazioni in merito.
Secondo il memorandum diplomatico la cooperazione Cileno-israeliana si starebbe attualmente sfilacciando, a causa della decisione del paese latinoamericano di riconoscere ufficialmente lo Stato palestinese nei confini indicati dalla Risoluzione ONU 242.
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venerdì 24 dicembre 2010
Videla condannato all'ergastolo! Un altro dittatore sudamericano molto amico di Israele!!
Una ottima notizia.
Jorge Videla é stato condannato all'ergastolo.
Nonostante tutto, nonostante i non luogo a procedere che sembravano avere "graziato" l'ex dittatore di Buenos Aires nel 1985, l'anno successivo alla caduta del regime militare che lui stesso aveva inaugurato col Golpe del '76, nonostante gli spalleggiamenti più o meno evidenti ricevuti dai presidenti Alfonsin e Menem nei primi anni di "normalizzazione" della società argentina emersa dagli orrori della repressione e della "Guerra Sucia", sporca, fatta di torture e di sparizioni, di bambini rubati e allevati dalle famiglie di coloro che ne avevano martirizzato i genitori, nonostante tutto questo, grazie anche alla dedizione al coraggio delle madri e delle nonne di scomparsi e rapiti, alla volontà del popolo argentino di fare giustizia, si é arrivati alla condanna, ergastolo, anche a trent'anni dai fatti, ergastolo, anche a un ottantunenne, ergastolo, perché certi crimini e certi orrori non vanno mai in prescrizione...ergastolo!
| Una mappa delle principali attività israeliane in sostegno di regimi militari e razzisti, clicca qui per visualizzare una versione commentata. |
Ma...come é possibile questo? Si chiederanno diversi, forse molti dei nostri lettori?
Dobbiamo sempre ricordare che: prima di tutto a Israele dell'Olocausto e delle sue vittime non potrebbe importare di meno, tranne quando si tratta di spremere risarcimenti allo Stato tedesco o alle banche svizzere, oppure a sviare l'attenzione del mondo occidentale di fronte ai suoi pogrom, alle sue invasioni e ai suoi massacri, pretendendo di costruirsi una "nobile ascendenza di sofferenti sopravvissuti a Buchenwald od Auschwitz" per evitare di pagare dazio di fronte alle assemblee e agli organismi internazionali per la propria inqualificabile condotta in politica interna ed estera.
Inoltre, allineato sulle posizioni di anticomunismo più estremo in ogni angolo del globo Israele trovava logico e naturale allearsi con colonnelli greci, dittatori sudamericani, razzisti afrikaner e persino neofascisti e neonazisti italiani...quello che importava era mettere i bastoni fra le ruote all'Urss la cui retorica della liberazione e dell'affrancamento delle masse oppresse, per quanto in gran parte -appunto- retorica, suonava tuttavia come stridore di unghie sulla lavagna per le orecchie sioniste, visto che in un sol colpo negava la legittimità a esistere dello Stato ebraico, costruito esattamente sulla spoliazione ed oppressione dei Palestinesi.
"Realpolitik" era la parola d'ordine, anche se voleva dire stringere la mano e battere pacche sulle spalle di gente che aveva aiutato i persecutori e gli sterminatori degli Ebrei di Praga, Varsavia, Stettino, Lodz, Leopoli, Kiev, Riga, Minsk.
La repressione argentina della Sporca Guerra fu aiutata da Israele, così come la ragnatela di quel vero e proprio "mercato comune" di attentati, rapimenti, assassini e intimidazioni che andava sotto il nome di "Operazione Condor" e che vide uomini delle polizie segrete di tutto il Sudamerica (Brasile, Bolivia, Colombia, Cile, Argentina ed altri ancora...) mettere in comune strutture, fondi, uomini e informazioni per meglio schiacciare i movimenti popolari di lotta e di Resistenza alla brutalità militare patrocinata da Washington e armata e addestrata da Tel Aviv.
Ma la cooperazione fra la dittatura argentina e Israele non si limitava all'intelligence e alla tortura, generali e ammiragli di Buenos Aires erano graditissimi ospiti di leader sionisti militari e civili e a loro volta li ospitavano, come quando, nel 1980, Yitzhak Rabin venne a rendere loro visita, proprio lui, Rabin il 'martire della pace', Rabin 'la colomba', andava in pellegrinaggio presso Videla, perché, ovviamente, c'erano buoni affari da portare a termine: nel 1977 Jimmy Carter aveva chiuso i rubinetti degli aiuti militari a un regime argentino ormai sempre meno presentabile sul piano internazionale, Israele si faceva avanti con armi buone quanto quelle 'yanqui' e molto ma molto meno pelo sullo stomaco per 'appena' trentamila desaparecidos e cose simili, che turbavano i benpensanti Stati uniti, ma non certo lo Stato ebraico.
Un vero e proprio diluvio di armi israeliane si riversò sugli increduli generali e ammiragli sudamericani: Mirage III e A-4 Skyhawk dismessi dall'IAF, missili Shafrir per equipaggiarli, battelli lanciamissili Dabur equipaggiati con missili antinave Gabriel, e la versione modificate del Mirage, il Nesher (che in Israele era diventato ridondante vista l'introduzione del suo successore, lo Kfir); tutto questo "ben di dio" militare venne messo alla prova contro la flotta di Madama Thatcher durante la Guerra delle Falklands/Malvinas, riuscendo per qualche tempo a tenere testa alle forze di una potenza europea, per quanto in declino come la Gran Bretagna.
Subita la sconfitta a opera di Albione, i messaggeri e procacciatori d'affari israeliani entrarono in frenesia: c'erano tutte le perdite della guerra da reintegrare e sostituire, e, resi ambiziosi dall'influenza che sapevano di avere, prospettavano grandi cose a venire: parlavano apertamente di rendere l'Argentina una "potenza sud atlantica", baluginavano possibili rivincite contro l'Inghilterra, ma la declinante popolarità dell'apparato militare presso una popolazione che era stata dapprima oppressa e terrorizzata, quindi trascinata in un'avventura bellica finita malissimo impedirono il realizzarsi di quei progetti sionisti in Argentina.
Ora, con l'ergastolo a Videla, quel capitolo molto fosco e deprimente nella storia del Paese fondato da Belgrano può dirsi finalmente chiuso, ma a tutti gli amici dell'Argentina, del Sudamerica e della Giustizia e della Democrazia, sta il compito di ricordare ciò che é stato e quanto Israele sia stato strumentale ed entusiasta nel sostenere e foraggiare una delle più infami dittature del continente.
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sabato 20 novembre 2010
Gli amichevoli rapporti di Israele coi dittatori: Sud America (1)
In tutta la sua storia Israele non é mai stato dalla parte della democrazia, al contrario, tutti i suoi più stretti alleati politici e strategici sono sempre invariabilmente classificabili come dittature di destra, più o meno estrema; questo potrebbe sembrare strano a chi presti orecchio alla favola dei poveri sionisti "perseguitati dal Fascismo" o "addirittura "scampati alle camere a gas" ma chi conosca veramente la genesi del movimento sionista, il suo emergere dal crogiuolo di nazionalismo esasperato da cui sono sorti tutti i fascismi europei non può che riconoscere nel movimento di Theodor Herzl tutti i crismi dell' "Fascismo eterno", da Umberto Eco definito "Ur-fascismo".
Gli aspetti identitari del movimento, la sua capacità di assorbire e utilizzare a suo beneficio metafore e iconografie religiose pur partendo da basi organizzative totalmente laiche e secolari, l'insistenza 'alla Cecil Rhodes' sull'occupazione e l'annessione di terra, persino la sua ossessione con l'avanguardismo pioneristico denotano una personalissima reinterpretazione del concetto del "Fardello dell'Uomo bianco"(sionista) che secondo Herzl doveva incaricarsi di "Respingere indietro l'Asia" (un concetto che sembra tolto dalle labbra di Himmler) e "Costituire un avamposto d'Europa in Oriente", una volta che la Palestina venne selezionata come obiettivo delle mire sioniste.
Che uno stato nato da tali presupposti ("insaporiti" da generose spolverate di razzismo 'fin de siecle' alla Gobineau e alla Chamberlain) non possa che interloquire fecondamente con altre dittature destrorse non deve quindi sorprendere nessuno: é una conseguenza puramente logica e naturale.
Allineandosi alle dittature di destra gli israeliani inoltre aumentavano la loro utilità politica verso i loro sponsor statunitensi, i cui apparati spionistici e repressivi spesso avevano difficoltà a intervenire efficacemente in certe arene geopolitiche a causa dei troppo pressanti controlli esercitati da quei membri del Congresso che sembravano più ingenuamente voler restare attaccati a sorpassate idee di giustizia e Diritto, imponendo ai militari, alla CIA e alle agenzie collegate steccati e restrizioni che invece non impensierivano affatto i realpolitikanten di Tel Aviv.
In ogni lato e angolo del mondo, ovunque fosse stato necessario armare e sostenere dittature fasciste o fascistoidi a mantenere il potere contro la volontà e spesso l'aperta ribellione delle masse popolari e lavoratrici lì si poteva scorgere prima o poi la 'longa manus' israeliana, ora nel ruolo di mercante di armi, ora istruttore di know-how repressivo, a seconda delle necessità.
Una delle arene in cui gli israeliani furono sempre molto ricercati e apprezzati era certo il Sud America, laddove le multinazionali americane avevano sempre bisogno di elite saldamente inserite nei governi locali con cui trattare la vendita e l'usufrutto, ovviamente 'a prezzo di favore', di enormi riserve di materie prime minerali e derrate agricole esotiche (le stesse che ora, grazie all'opera di leader come Chavez, Correa, Morales, Lula, sono riuscite a finanziare il più grande restringimento del gap di ricchezza mai visto nel subcontinente).
Uno dei più fedeli e affezionati clienti di Israele é stato il Cile di Augusto Pinochet, il generale che rovesciò il presidente marxista Salvador Allende (democraticamente eletto) i cui sforzi di redistribuzione della ricchezza nazionale (fra cui la nazionalizzazione del rame cileno) avevano allarmato non poco gli alti papaveri della corporazione ITT. Pinochet già godeva di ferventi ammiratori nella comunità sionista cilena, quali l'ex-senatore di destra Angel Faivovich e il proprietario del quotidiano conservatore PEC Marcos Chamudes, per non menzionare poi Jose Beridichewsky Scher, il brigadiere che ordinò il bombardamento del palazzo presidenziale della Moneda come 'liberi tutti' del colpo di Stato militare dell'11 settembre 1973.
Altri ebrei sionisti vennero poi reclutati nell'esecutivo sostenuto dalle baionette della Junta: mentre i prigionieri politici dagli stadi venivano portati alle camere di tortura della DINA, dove elettrodi erano collegati ai genitali come da prescrizioni del Mossad israeliano (grande esperto di 'interrogatori') economisti friedmaniti come Sergio Melnick scavavano un abisso fra i redditi dei lavoratori e quelli della borghesia sfruttatrice e parassitaria complice della dittatura fino a generare le rivolte e gli scioperi del 1983, mentre il duo padre-figlio di Miguel Schweitzer Speisky e Miguel Schweitzer Walters occupava in periodi diversi le poltrone di Ministro della Giustizia (quindi direttamente coinvolto nelle sparizioni e nelle brutalità) e degli Esteri (per nascondere quelle stesse brutalità agli occhi del mondo) e Berdichewsky veniva inviato in Israele come ambasciatore.
Israele divenne un affidabile ed entusiasta esportatore d'armi verso Pinochet, il cui arsenale presto si trovò a traboccare di mezzi scartati dai depositi israeliani (giacché le corse agli armamenti sudamericane erano all'epoca meno stringenti di quelle mediorientali, anche articoli obsoleti od obsolescenti nel Sinai o sul Golan potevano risultare molto utili fra Cordigliere, Pampas e Sierras), veicolati a Santiago tramite gli ottimi contatti sionisti nel sottobosco dei trafficanti d'armi o addirittura prodotte in Cile su licenza e design israeliano.
Uno dei più grandi successi dell'industria bellica israeliana in Cile fu il riarmamento della componente corazzata dell'esercito, che a inizio anni '80, dopo quasi 10 anni di dittatura, era ancora costituita dal carro leggero americano M24 Chaffee, reliquia della 2a Guerra Mondiale e dagli Sherman M51 migliorati e modificati da Israele (che in Medio Oriente avevano combattuto fin proprio all'anno del golpe cileno); per non venire surclassati dai T-55 e dai T-62 peruviani questi antiquati carri armati avevano bisogno di armamenti più potenti che Tel Aviv fornì sottoforma di cannoni ad altissima velocità dall'inusuale calibro di 60mm, sparanti proiettili subcalibro con punte penetranti in metalli ultradensi, che in seguito, vennero montati anche sulle blindate Mowag-Piranha a sei ed otto ruote.
Ancora adesso, con la maggior parte dei colonnelli e generali cileni provenienti dalle fila del regime (nessun processo di purga e de-pinochetizzazione é stato possibile nel Paese), Israele fornisce moltissime armi all'esercito di Santiago: SUV "AIR-Storm", lanciamissili anticarro SPIKE, obici Soltam M-71 e lanciarazzi multipli LAR-160
Dal 1975 in poi il Cile divenne crocevia dell' "Operazione Condor", tentativo di concertare le azioni di varie agenzie e polizie segrete sudamericane per poter perseguitare, assassinare, torturare profughi politici che erano fuggiti da un paese latino americano rimanendo sempre nel continente. La triste e sanguinosa campagna di rappresaglie, ispirata allo spietato ma inutile "Programma Phoenix" tentato dagli USA in Vietnam contro i sostenitori civili di guerriglieri e partigiani. Gli agenti del Mossad, già presenti in Cile fin dalle prime fasi della dittatura, non fecero mancare il loro appoggio anche a tale operazione, quasi con gusto...
Gli aspetti identitari del movimento, la sua capacità di assorbire e utilizzare a suo beneficio metafore e iconografie religiose pur partendo da basi organizzative totalmente laiche e secolari, l'insistenza 'alla Cecil Rhodes' sull'occupazione e l'annessione di terra, persino la sua ossessione con l'avanguardismo pioneristico denotano una personalissima reinterpretazione del concetto del "Fardello dell'Uomo bianco"(sionista) che secondo Herzl doveva incaricarsi di "Respingere indietro l'Asia" (un concetto che sembra tolto dalle labbra di Himmler) e "Costituire un avamposto d'Europa in Oriente", una volta che la Palestina venne selezionata come obiettivo delle mire sioniste.
Che uno stato nato da tali presupposti ("insaporiti" da generose spolverate di razzismo 'fin de siecle' alla Gobineau e alla Chamberlain) non possa che interloquire fecondamente con altre dittature destrorse non deve quindi sorprendere nessuno: é una conseguenza puramente logica e naturale.
Allineandosi alle dittature di destra gli israeliani inoltre aumentavano la loro utilità politica verso i loro sponsor statunitensi, i cui apparati spionistici e repressivi spesso avevano difficoltà a intervenire efficacemente in certe arene geopolitiche a causa dei troppo pressanti controlli esercitati da quei membri del Congresso che sembravano più ingenuamente voler restare attaccati a sorpassate idee di giustizia e Diritto, imponendo ai militari, alla CIA e alle agenzie collegate steccati e restrizioni che invece non impensierivano affatto i realpolitikanten di Tel Aviv.
In ogni lato e angolo del mondo, ovunque fosse stato necessario armare e sostenere dittature fasciste o fascistoidi a mantenere il potere contro la volontà e spesso l'aperta ribellione delle masse popolari e lavoratrici lì si poteva scorgere prima o poi la 'longa manus' israeliana, ora nel ruolo di mercante di armi, ora istruttore di know-how repressivo, a seconda delle necessità.
Una delle arene in cui gli israeliani furono sempre molto ricercati e apprezzati era certo il Sud America, laddove le multinazionali americane avevano sempre bisogno di elite saldamente inserite nei governi locali con cui trattare la vendita e l'usufrutto, ovviamente 'a prezzo di favore', di enormi riserve di materie prime minerali e derrate agricole esotiche (le stesse che ora, grazie all'opera di leader come Chavez, Correa, Morales, Lula, sono riuscite a finanziare il più grande restringimento del gap di ricchezza mai visto nel subcontinente).
Uno dei più fedeli e affezionati clienti di Israele é stato il Cile di Augusto Pinochet, il generale che rovesciò il presidente marxista Salvador Allende (democraticamente eletto) i cui sforzi di redistribuzione della ricchezza nazionale (fra cui la nazionalizzazione del rame cileno) avevano allarmato non poco gli alti papaveri della corporazione ITT. Pinochet già godeva di ferventi ammiratori nella comunità sionista cilena, quali l'ex-senatore di destra Angel Faivovich e il proprietario del quotidiano conservatore PEC Marcos Chamudes, per non menzionare poi Jose Beridichewsky Scher, il brigadiere che ordinò il bombardamento del palazzo presidenziale della Moneda come 'liberi tutti' del colpo di Stato militare dell'11 settembre 1973.
Altri ebrei sionisti vennero poi reclutati nell'esecutivo sostenuto dalle baionette della Junta: mentre i prigionieri politici dagli stadi venivano portati alle camere di tortura della DINA, dove elettrodi erano collegati ai genitali come da prescrizioni del Mossad israeliano (grande esperto di 'interrogatori') economisti friedmaniti come Sergio Melnick scavavano un abisso fra i redditi dei lavoratori e quelli della borghesia sfruttatrice e parassitaria complice della dittatura fino a generare le rivolte e gli scioperi del 1983, mentre il duo padre-figlio di Miguel Schweitzer Speisky e Miguel Schweitzer Walters occupava in periodi diversi le poltrone di Ministro della Giustizia (quindi direttamente coinvolto nelle sparizioni e nelle brutalità) e degli Esteri (per nascondere quelle stesse brutalità agli occhi del mondo) e Berdichewsky veniva inviato in Israele come ambasciatore.
Israele divenne un affidabile ed entusiasta esportatore d'armi verso Pinochet, il cui arsenale presto si trovò a traboccare di mezzi scartati dai depositi israeliani (giacché le corse agli armamenti sudamericane erano all'epoca meno stringenti di quelle mediorientali, anche articoli obsoleti od obsolescenti nel Sinai o sul Golan potevano risultare molto utili fra Cordigliere, Pampas e Sierras), veicolati a Santiago tramite gli ottimi contatti sionisti nel sottobosco dei trafficanti d'armi o addirittura prodotte in Cile su licenza e design israeliano.
Uno dei più grandi successi dell'industria bellica israeliana in Cile fu il riarmamento della componente corazzata dell'esercito, che a inizio anni '80, dopo quasi 10 anni di dittatura, era ancora costituita dal carro leggero americano M24 Chaffee, reliquia della 2a Guerra Mondiale e dagli Sherman M51 migliorati e modificati da Israele (che in Medio Oriente avevano combattuto fin proprio all'anno del golpe cileno); per non venire surclassati dai T-55 e dai T-62 peruviani questi antiquati carri armati avevano bisogno di armamenti più potenti che Tel Aviv fornì sottoforma di cannoni ad altissima velocità dall'inusuale calibro di 60mm, sparanti proiettili subcalibro con punte penetranti in metalli ultradensi, che in seguito, vennero montati anche sulle blindate Mowag-Piranha a sei ed otto ruote.
Ancora adesso, con la maggior parte dei colonnelli e generali cileni provenienti dalle fila del regime (nessun processo di purga e de-pinochetizzazione é stato possibile nel Paese), Israele fornisce moltissime armi all'esercito di Santiago: SUV "AIR-Storm", lanciamissili anticarro SPIKE, obici Soltam M-71 e lanciarazzi multipli LAR-160
Dal 1975 in poi il Cile divenne crocevia dell' "Operazione Condor", tentativo di concertare le azioni di varie agenzie e polizie segrete sudamericane per poter perseguitare, assassinare, torturare profughi politici che erano fuggiti da un paese latino americano rimanendo sempre nel continente. La triste e sanguinosa campagna di rappresaglie, ispirata allo spietato ma inutile "Programma Phoenix" tentato dagli USA in Vietnam contro i sostenitori civili di guerriglieri e partigiani. Gli agenti del Mossad, già presenti in Cile fin dalle prime fasi della dittatura, non fecero mancare il loro appoggio anche a tale operazione, quasi con gusto...
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