Grazie per tutto quello che ci hai donato, Gabo, a partire dai tuoi capolavori, ma soprattutto per una Vita vissuta sempre con schiettezza, sincerità e "mettendoci la faccia", senza piaggerie, senza capriole, senza contorsionismi per compiacere i potenti di turno, anche quando le tue Idee sembravano condannate da una vulgata semplicista, arrogante e superficiale. Ci spiace solo che tu te ne sia andato prima di poter vedere la tua patria colombiana libera dal giogo imperialista e affiancata a Venezuela, Perù, Bolivia, Brasile e Argentina nella costruzione di un Mondo più giusto. Ma ovunque tu sia sentiremo su di noi e sulle nostre lotte presenti e future il tuo sguardo calmo e bonario. Arrivederci, Gabo, e grazie ancora di tutto.
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venerdì 18 aprile 2014
Doveroso tributo a Gabriel Garcia Marquez: Letterato, Comunista, Sostenitore degli Oppressi, Amico della Palestina
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giovedì 22 dicembre 2011
Accordo commerciale tra la Palestina e i più importanti paesi sudamericani!
Il Mercosur, blocco economico delle nazioni sudamericane, ha firmato uno storico accordo di libero scambio con la Palestina. Il responsabile degli Affari Esteri Riyad al-Maliki e i Ministri degli Esteri degli Stati membri del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno finalizzato l'accordo nella capitale uruguagia Montevideo.
"Speriamo che i nostri paesi possano contribuire a porre fine alle sofferenze del popolo palestinese", ha dichiarato il Presidente Jose Mujica, il cui ufficio é servito da location per la firma ufficiale, trasmessa in diretta televisiva. Tutti i paesi membri del Mercosur, compreso il Venezuela, attualmente in fase di unione al gruppo, hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato palestinese.
C'é voluto quasi un anno di trattative per limare e aggiustare ogni dettaglio dell'accordo, che si unisce a quelli simili già in vigore tra Palestina e Unione Europea, Palestina e Turchia, Palestina e Lega Araba. Il mercato del Mercosur, con i suoi 250 milioni di potenziali clienti, costituisce i 3/4 dell'attività economica sudamericana. Prima della storica firma soltanto l'Argentina aveva un accordo ufficiale di scambi con la Palestina.
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venerdì 14 gennaio 2011
Anche la Guyana riconosce l'indipendenza della Palestina
La Guyana é diventato il sesto paese latinoamericano a riconoscere l'indipendenza della Palestina. Annunciando l'importante decisione Carolyn Rodrigues-Birkett, Ministro degli Esteri di Georgetown, ha dichiarato: "E' speranza del popolo della Guyana che il crescente riconoscimento internazionale dello Stato palestinese contribuirà alla soluzione della questione israelo-palestinese e alla creazione di una Pace giusta e duratura nella regione".
La decisione della Guyana, si legge nello stesso comunicato: "...é coerente con la tradizione di solidarietà e sostegno del nostro paese nei confronti delle giuste e legittime aspirazioni dei popoli all'autodeterminazione e alla libertà, alla costruzione di una loro patria che sia libera, indipendente, pacifica e prospera".
La Guyana segue Brasile, Argentina, Bolivia, Uruguay ed Ecuador nell'immediato riconoscimento dell'indipendenza palestinese, e precede di alcune settimane l'annunciato riconoscimento da parte di altri paesi sudamericani: come i suoi vicini anche lo Stato creolo riconosce l'esistenza di uno Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est all'interno dei confini evidenziati dall'ONU nella risoluzione 242, precedente all'attacco a tradimento di Israele consumatosi nel giugno 1967.
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giovedì 30 dicembre 2010
Anche l'Inghilterra sul punto di elevare ad ambasciata la missione diplomatica palestinese?
Il Ministro degli Esteri britannico Bill Hague sarebbe pronto a elevare lo status dell'Ufficio rappresentativo palestinese a quello di ambasciata tout-court, a seguito dell'impasse ormai irreversibile in cui é evidentemente caduto ogni tentativo di accordo negoziale con Israele per la creazione di uno Stato autonomo in Palestina.
La mossa pianificata negli uffici di Whitehall seguirebbe non già i riconoscimenti incamerati dall'Autorità palestinese in Sudamerica, ma piuttosto il "piccolo riconoscimento" accordato alla Palestina da diversi paesi europei (ultimamente dal Portogallo); in seguito ad essa i titolari dell'ufficio rappresentativo diventerebbero diplomatici a tutti gli effetti, sarebbero coperti dalle garanzie e dalle convenzioni applicate ai loro colleghi, la Gran Bretagna, tuttavia, non riconoscerebbe l'esistenza di uno Stato palestinese sui confini antecedenti all'aggressione israeliana del 1967, come invece hanno fatto Brasile, Argentina, Uruguay ed Ecuador.
Mappa aggiornata dei vari gradi di riconoscimento della Palestina nel mondo, entro la primavera 2011 anche il Paraguay cesserà di essere marrone. |
Anche se meno coraggioso del passo intrapreso dai paesi latinoamericani anche questa decisione britannica potrebbe aiutare non poco la causa palestinese, soprattutto diffondendo nel campo sionista la certezza che, continuando con la strategia di aperto disprezzo delle trattative e continua minaccia militare ed appropriazione di terra nei confronti di Gaza da un lato e della Cisgiordania dall'altro Israele stia percorrendo a grandi passi il sentiero verso la quarantena diplomatica e il totale isolamento internazionale, che potrebbe preludere alla condanna dell'ONU e all'applicazione di sanzioni nei suoi confronti.
Proprio in questi giorni politici israeliani si sono affannati a cercare di saldare una vecchia frattura diplomatica con Londra, risalente all'omicidio a Dubai di Mahmoud al-Mabouh, il leader di Hamas trucidato da uno squadrone della morte del Mossad, che per entrare indisturbato negli Emirati Arabi si era servito di documenti britannici contraffatti, basati su passapaorti di cittadini ebrei con doppia nazionalità.
Ma, come si dice in Inghilterra, le scuse così frettolosamente presentate potrebbero essere "too little, too late".
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venerdì 24 dicembre 2010
Videla condannato all'ergastolo! Un altro dittatore sudamericano molto amico di Israele!!
Una ottima notizia.
Jorge Videla é stato condannato all'ergastolo.
Nonostante tutto, nonostante i non luogo a procedere che sembravano avere "graziato" l'ex dittatore di Buenos Aires nel 1985, l'anno successivo alla caduta del regime militare che lui stesso aveva inaugurato col Golpe del '76, nonostante gli spalleggiamenti più o meno evidenti ricevuti dai presidenti Alfonsin e Menem nei primi anni di "normalizzazione" della società argentina emersa dagli orrori della repressione e della "Guerra Sucia", sporca, fatta di torture e di sparizioni, di bambini rubati e allevati dalle famiglie di coloro che ne avevano martirizzato i genitori, nonostante tutto questo, grazie anche alla dedizione al coraggio delle madri e delle nonne di scomparsi e rapiti, alla volontà del popolo argentino di fare giustizia, si é arrivati alla condanna, ergastolo, anche a trent'anni dai fatti, ergastolo, anche a un ottantunenne, ergastolo, perché certi crimini e certi orrori non vanno mai in prescrizione...ergastolo!
Una mappa delle principali attività israeliane in sostegno di regimi militari e razzisti, clicca qui per visualizzare una versione commentata. |
Ma...come é possibile questo? Si chiederanno diversi, forse molti dei nostri lettori?
Dobbiamo sempre ricordare che: prima di tutto a Israele dell'Olocausto e delle sue vittime non potrebbe importare di meno, tranne quando si tratta di spremere risarcimenti allo Stato tedesco o alle banche svizzere, oppure a sviare l'attenzione del mondo occidentale di fronte ai suoi pogrom, alle sue invasioni e ai suoi massacri, pretendendo di costruirsi una "nobile ascendenza di sofferenti sopravvissuti a Buchenwald od Auschwitz" per evitare di pagare dazio di fronte alle assemblee e agli organismi internazionali per la propria inqualificabile condotta in politica interna ed estera.
Inoltre, allineato sulle posizioni di anticomunismo più estremo in ogni angolo del globo Israele trovava logico e naturale allearsi con colonnelli greci, dittatori sudamericani, razzisti afrikaner e persino neofascisti e neonazisti italiani...quello che importava era mettere i bastoni fra le ruote all'Urss la cui retorica della liberazione e dell'affrancamento delle masse oppresse, per quanto in gran parte -appunto- retorica, suonava tuttavia come stridore di unghie sulla lavagna per le orecchie sioniste, visto che in un sol colpo negava la legittimità a esistere dello Stato ebraico, costruito esattamente sulla spoliazione ed oppressione dei Palestinesi.
"Realpolitik" era la parola d'ordine, anche se voleva dire stringere la mano e battere pacche sulle spalle di gente che aveva aiutato i persecutori e gli sterminatori degli Ebrei di Praga, Varsavia, Stettino, Lodz, Leopoli, Kiev, Riga, Minsk.
La repressione argentina della Sporca Guerra fu aiutata da Israele, così come la ragnatela di quel vero e proprio "mercato comune" di attentati, rapimenti, assassini e intimidazioni che andava sotto il nome di "Operazione Condor" e che vide uomini delle polizie segrete di tutto il Sudamerica (Brasile, Bolivia, Colombia, Cile, Argentina ed altri ancora...) mettere in comune strutture, fondi, uomini e informazioni per meglio schiacciare i movimenti popolari di lotta e di Resistenza alla brutalità militare patrocinata da Washington e armata e addestrata da Tel Aviv.
Ma la cooperazione fra la dittatura argentina e Israele non si limitava all'intelligence e alla tortura, generali e ammiragli di Buenos Aires erano graditissimi ospiti di leader sionisti militari e civili e a loro volta li ospitavano, come quando, nel 1980, Yitzhak Rabin venne a rendere loro visita, proprio lui, Rabin il 'martire della pace', Rabin 'la colomba', andava in pellegrinaggio presso Videla, perché, ovviamente, c'erano buoni affari da portare a termine: nel 1977 Jimmy Carter aveva chiuso i rubinetti degli aiuti militari a un regime argentino ormai sempre meno presentabile sul piano internazionale, Israele si faceva avanti con armi buone quanto quelle 'yanqui' e molto ma molto meno pelo sullo stomaco per 'appena' trentamila desaparecidos e cose simili, che turbavano i benpensanti Stati uniti, ma non certo lo Stato ebraico.
Un vero e proprio diluvio di armi israeliane si riversò sugli increduli generali e ammiragli sudamericani: Mirage III e A-4 Skyhawk dismessi dall'IAF, missili Shafrir per equipaggiarli, battelli lanciamissili Dabur equipaggiati con missili antinave Gabriel, e la versione modificate del Mirage, il Nesher (che in Israele era diventato ridondante vista l'introduzione del suo successore, lo Kfir); tutto questo "ben di dio" militare venne messo alla prova contro la flotta di Madama Thatcher durante la Guerra delle Falklands/Malvinas, riuscendo per qualche tempo a tenere testa alle forze di una potenza europea, per quanto in declino come la Gran Bretagna.
Subita la sconfitta a opera di Albione, i messaggeri e procacciatori d'affari israeliani entrarono in frenesia: c'erano tutte le perdite della guerra da reintegrare e sostituire, e, resi ambiziosi dall'influenza che sapevano di avere, prospettavano grandi cose a venire: parlavano apertamente di rendere l'Argentina una "potenza sud atlantica", baluginavano possibili rivincite contro l'Inghilterra, ma la declinante popolarità dell'apparato militare presso una popolazione che era stata dapprima oppressa e terrorizzata, quindi trascinata in un'avventura bellica finita malissimo impedirono il realizzarsi di quei progetti sionisti in Argentina.
Ora, con l'ergastolo a Videla, quel capitolo molto fosco e deprimente nella storia del Paese fondato da Belgrano può dirsi finalmente chiuso, ma a tutti gli amici dell'Argentina, del Sudamerica e della Giustizia e della Democrazia, sta il compito di ricordare ciò che é stato e quanto Israele sia stato strumentale ed entusiasta nel sostenere e foraggiare una delle più infami dittature del continente.
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domenica 19 dicembre 2010
Cattive notizie per Israele...anche la Bolivia riconosce lo Stato palestinese!!
La Bolivia ha appena riconosciuto lo Stato palestinese sulla base dei confini riconosciuti dall'ONU nel 1967, divenendo così il quarto Stato sudamericano a compiere tale passo dopo Brasile, Argentina e Uruguay; il presidente Evo Morales ha rilasciato personalmente la notizia durante una conferenza di capi di Stato tenutasi in Brasile.
Il leader di Fatah Mahmud Abbas si é detto felice della decisione di Morales e ha auspicato uno sviluppo delle relazioni bilaterali boliviano-palestinesi anche nel futuro più immediato, augurandosi inoltre che molti altri paesi dell'area andina e sudamericana ne seguano l'esempio.
La notizia certamente non andrà giù né a Tel Aviv né a Washington visto che proprio negli scorsi giorni la lobby sionista si era mobilitata per chiedere a Obama, tramite un memorandum 'preventivo' emesso dal Senato, di iniziare "subito" una campagna diplomatica per dissuadere altre nazioni dal riconoscere uno Stato palestinese e, eventualmente, di usare il potere di veto all'ONU per sventare ogni risoluzione in tal senso.
La decisione di Evo Morales, il primo presidente indio della Bolivia, eletto su una piattaforma di socializzazione e distribuzione degli utili derivanti dalle materie prime di cui la nazione é ricca, é stata probabilmente influenzata dal coinvolgimento israeliano nel tentativo di Colpo di Stato sventato nel 2009 dalle forze di sicurezza boliviane, che circondarono e distrussero nell'aprile di quell'anno un team di mercenari che, in un hotel di Santa Cruz, progettavano l'assassinio di Morales e del suo vice Garcia.
A capo della squadra di killer c'era Eduardo Rosza Flores, di ascendenze ebreo-ungheresi, che aveva militato con gli ustasha croati nella guerra civile jugoslava e, dopo un periodo passato in Israele, era stato 'avvistato' in Albania, Irak e altre "zone calde" del globo; la classica pedina legata all'estrema destra internazionale che al Mossad fa comodo muovere laddove ci sia da avanzare gli interessi di Israele alle spese delle popolazioni sfruttare e oppresse.
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martedì 7 dicembre 2010
Il Sudamerica riconosce la Palestina come stato: Brasile, Argentina, Uruguay!
Il Segretario generale dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina Yasser Abed Rabbo ha comunicato lunedì mattina che, come previsto, il riconoscimento della Palestina come stato indipendente continua a prendere piede, non soltanto fra i paesi mediorientali e quelli in via di sviluppo ma, come già segnalato sulle pagine di Palaestina Felix, anche fra gli "sviluppati" stati occidentali e, ora, anche fra le nazioni "emergenti".
E' di questi giorni la notizia che, proprio agli sgoccioli del suo mandato, Ignacio Lula Da Silva, presidente ex-sindacalista in attesa di venire rilevato dal proprio successore eletto (la già eletta Dilma Rousseff), ha imposto forse per l'ultima volta la propria impronta alla politica estera del grande paese lusofono riconoscendo ufficialmente la Palestina come uno Stato sovrano e indipendente entro i confini internazionalmente stabiliti prima dell'aggressione sionista del 1967.
Ovviamente, non potendo, "essere da meno" dei vicini con cui si contendono il primato di "nazione più rappresentativa del Sudamerica", il riconoscimento ha messo in subbuglio la diplomazia di Buenos Aires che, con un iter speditissimo ed efficace, ha fatto sottoscrivere al Presidente Cristina Fernandez Kirchner un omologo riconoscimento diplomatico.
Certo, a chi osserva da vicino i rapporti fra Medio Oriente e Sudamerica non possono sfuggire le ironie nel considerare che, solo un paio di decenni fa, sia Brasile che Argentina, governate da "uomini forti" o giunte militari fascistoidi, erano ottimi amici e clienti dello Stato ebraico, presso cui si rifornivano di armamenti e da cui le varie polizie segrete apprendevano i più "raffinati" metodi di persecuzione e tortura da mettere in atto contro intellettuali, sindacalisti, guerriglieri e oppositori generici; adesso, finiti per sempre quei giorni e instaurate in ambo i paesi solide democrazie che coniugano libertà e diritti umani con una crescita economica che va dal soddisfacente (Argentina) al prodigioso (Brasile), i legami con il regime sionista si vanno rarefando e sfilacciando e si saldano e intensificano invece quelli col popolo Palestinese e le sue legittime aspirazioni all'indipendenza e all'autonomia.
Come già il Sudafrica dell'Apartheid anche la dittatura militare argentina manteneva "in forma" la sua flotta di caccia Mirage grazie ai ricambi, ai missili e alla tecnologia israeliana. |
L'Uruguay, stato della "pampa" incuneato fra Argentina e Brasile, aveva già riconosciuto la Palestina come Stato indipendente alcune settimane prima dei suoi vicini.
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