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domenica 2 giugno 2013

"Per un parco Recep perse la cappa!" Il neo-ottomanesimo di Erdogan e Davutoglu naufraga tra le proteste di Piazza Taksim!

Da ormai diversi giorni si susseguono gli scontri a Istanbul, dapprima nella storica piazza Taksim, poi anche in altre zone della grande metropoli sul Bosforo, a causa della perdita di controllo di una serie di manifestazioni che, iniziate per protestare contro la demolizione di un parco pubblico per la creazione di uno shop center con parcheggio, si sono rapidamente trasformate in una violenta contestazione 'tout court' della premiership di Erdogan. Come un Primo Ministro come Erdogan sia potuto passare da una trionfale rielezione a maggioranza assoluta a questa grave impasse lo si può capire solamente seguendo la disastrosa sequela di iniziative servili e filo-imperialiste che ha preso negli ultimi due anni, accettando lo schieramento sul suo territorio di radar NATO 'anti-Iran', immischiandosi nella vicenda siriana sostenendo tagliagole e terroristi wahabiti, accettando una frettolosa 'conciliazione' con Israele per la questione della 'Mavi Marmara' dopo che la precedente intransigenza lo aveva reso il beniamino del Medio Oriente.
Queste iniziative fallimentari hanno sgretolato il sostegno amplissimo di cui godeva il partito 'AK' all'interno della società turca, facendo rifluire una parte del consenso popolare verso quei partiti che non avevano smesso di opporsi a Erdogan anche durante l'alta marea dei suoi successi elettorali. Un'altra volta si ha la prova provata che non si possa trattenere a lungo il favore dell'opinione pubblica quando ci si renda burattini e agenti prossimi degli interessi imperialisti e sionisti.

martedì 31 maggio 2011

Nell'anniversario del massacro compiuto dai sionisti Istanbul rende omaggio alla memoria delle vittime della "Freedom Flotilla"!


In una intensa e commovente conferenza stampa tenutasi sulla tolda della "Mavi Marmara", la nave passeggeri attaccata in alto mare dai commandos navali sionisti (che si sono quindi trasformati in pirati di fatto oltre che di nome), il Comitato organizzativo della "Freedom Flotilla 2 - Stay Human" ha celebrato l'anniversario della morte degli attivisti disarmati che, dopo l'arrembaggio sionista sono stati per la maggior parte uccisi da pallottole sparate alla nuca e alla schiena mentre, legati, giacevano con la faccia rivolta verso il ponte.


Vangelis Pissias, coordinatore greco della spedizione umanitaria, ha dichiarato che, nonostante la positiva riapertura di Rafah al traffico passeggeri, non vi sono ragioni per rallentare o interrompere gli sforzi umanitari verso la Striscia assediata, anzi, ora più che mai é il momento di insistere perché tutto il mondo veda l'iniquità e l'inutilità dello strangolamento sionista di Gaza.

Hussein Oruc, ufficiale dell'associazione umanitaria musulmana IHH ha dichiarato che la Freedom Flotilla 2, che salperà verso l'enclave palestinese il 20 giugno, porterà 700 tonnellate di cemento, altri materiali e attrezzi da costruzione, strumenti medici e didattici, persino giocattoli per i bambini di Gaza.

In serata oltre cinquantamila persone hanno riempito Piazza Taksim a Istanbul in un tripudio di bandiere palestinesi, turche, ma anche tunisine ed egiziane, a dimostrare come l'intensificarsi degli sforzi filopalestinesi e antisionisti é strettamente e intimamente collegato al risveglio politico, civile e religioso seguito alla "Primavera Araba" di inizio 2011 che promette cambiamenti e rovesciamenti ancora più grandi di quelli che finora hanno investito Tunisi e Il Cairo.



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