"A quel punto" ricorda Maliki nell'intervista rilasciata stamane al quotidiano Asharq Al-Awsat "scossi la testa e dissi: 'Non sarà possibile rovesciare Assad nemmeno di qui a due anni'; io conosco bene la Siria e provai a spiegare agli Americani che, al contrario di dittatori come Saddam Hussein, che concentravano tutto il potere nelle mani di fedelissimi e sicofanti, gli Assad erano benvoluti dalla maggior parte della popolazione che si sentiva protetta e rispettata dal loro stile di governo, inoltre feci notare che la maggior parte dei cittadini sunniti era secolarizzata e non si sarebbe mai identificata con i fanatici wahabiti responsabili delle agitazioni".
Nel corso dell'intervista però Maliki fa un curioso distinguo quando ci tiene a sottolineare la differenza tra le azioni di Turchia e Qatar (che ritiene coinvolte nella sedizione terroristica in Siria dal vertice dei rispettivi governi in giù) e il caso dell'Arabia Saudita, dove invece ritiene che il sostegno ai terroristi in Siria sia, più che una politica governativa ufficiale, frutto delle iniziative 'indipendenti' di certi Prinicipi e certi Ministri che approfittano dello stato di minorità del Re Saoud, alle prese con una senilità invalidante.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.



