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venerdì 16 dicembre 2016

Cittadino siriano arrestato a Riyadh per tweet pro-Assad! Intanto Bernard Guetta vaniloquia a caso!

A Riyadh, nel reame assoluto di Arabia Saudita, massimo esportatore mondiale dell'eresia takfira wahabita e massimo finanziatore globale degli sgozzatori attivi in Irak, Siria, Libia e altri paesi del mondo il ristoratore siriano Samir Labdaibi é stato arrestato dalle forze di sicurezza reali.

Il suo crimine? Essersi congratulato con un tweet su internet con le forze armate del suo paese che hanno cacciato da Aleppo la feccia islamista.

martedì 7 aprile 2015

La 'bomba atomica' di Teheran é il suo modello di Democrazia Islamica; é questo che Tel Aviv e Riyadh temono!

In una riflessione particolarmente intuitiva e felice, l'analista politico Mark Glenn, fondatore tra l'altro del Movimento di Solicarietà "Crescent and Cross" (Croce e Mezzaluna), ha ipotizzato, nel corso di una sua intervista con l'emittente iraniana PRESSTV che il vero profondo motivo dell'inestinguibile e indomabile ostilità dell'Arabia Saudita e del regime sionista di Tel Aviv verso la Repubblica Islamica non sia la sua natura sciita o l'inesistente "minaccia all'esistenza" di alcunché, ma bensì il suo stesso modello di Democrazia Islamica.

domenica 16 novembre 2014

Passo avanti in Burkina Faso: il Colonnello Zida ristabilisce la Costituzione civile!!

Il Colonnello Zida, ex-Comandante della Guardia Presidenziale di Blaise Compaore, adesso Presidente ad interim, ha ristabilito la validità della Costituzione, che era stata sospesa dopo la cacciata dell'Ex-autocrate ora esule in Costa d'Avorio.

Zida in una dichiarazione ufficiale ha specificato che il ritorno in vigore della vecchia Costituzione serve: "A dare un segno concreto di transizione al di fuori dello Stato d'Emergenza".

Come già segnalato dal nostro articolo precedente dopo 27 anni di dittatura dal tradimento e dall'assassinio di Thomas Sankara, il Burkina Faso dovrebbe tornare alla Democrazia grazie a un Consiglio di Transizione (Parlamento provvisorio) di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari).

Il Consiglio di Transizione gestirà l'amministrazione corrente degli affari di Stato in attesa che un Parlamento eletto a novembre 2015 prenda pieni poteri. Il Governo però non sarà espresso dal Consiglio di Transizione (chiediamo scusa per aver incorrettamente sostenuto ciò nell'altro articolo, ma le agenzie in merito erano ambigue), ma sarà invece selezionato da un pannello di 23 membri, che selezionerà Premier a interim ed Esecutivo.

giovedì 13 novembre 2014

In israhell i coloni ebrei razzisti devastano moschee, in Siria il Governo protegge e restaura le sinagoghe storiche!!

Questa foto presenta una giustapposizione di due fatti reali e incontrovertibili che tutti i nostri fedeli e affezionati lettori dovrebbero tenere a mente e citare quando capitasse loro di incontrare qualche apologeta del regime razzista di Tel Aviv.

A sinistra possiamo osservare cosa succede alle moschee che finiscono in fiamme a opera dei coloni giudei illegali, fieri rappresentanti di quella che osa definirsi "L'unica democrazia in Medio Oriente!".

A destra invece, vediamo come nella torva Siria del 'crudele dittatore Assad' vengano trattate (leggasi: restaurate e protette) le sinagoghe parte del patrimonio culturale nazionale!


lunedì 10 novembre 2014

Tentativo di accordo in Burkina Faso tra Esercito e Società Civile per il passaggio dei poteri!!

Sembra che in Burkina Faso partiti politici, esercito e società civile stiano cercando un avvicinamento e un accordo per gestire la transizione dei poteri in senso democratico dopo la cacciata dell'autocrate Blaise Compaore e l'ascesa temporanea alla presidenza del Colonnello Zida, già comandante delle sue guardie del corpo.

Avantieri Zida aveva rifiutato le scadenze proposte dall'Unione Africana  ma nella giornata di ieri sarebbe stato firmato un protocollo d'intesa che prevederebbe la formazione di un Parlamento provvisiorio di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari) che reggerà la nazione prima delle elezioni libere che si terranno esattamente tra dodici mesi.

Il Parlamento esprimerà un Governo di 25 Ministri, che amministrerà la nazione senza prendere iniziative di riforma, demandate al prossimo Parlamento.

venerdì 10 ottobre 2014

Homs: costruite a tempo di record residenze popolari per i cittadini rimasti senza casa!!

Nelle zone di Siria tornate saldamente sotto il controllo governativo a tempo di record si intraprendono iniziative volte a riparare i danni fatti dai terroristi stranieri; la foto che vedete mostra come ad Homs, si siano costruiti, a tempo di record (non per questo trascurando i criteri di sicurezza e stabilità) nuovi agglomerati di edilizia popolare per ridare un tetto a quanti hanno avuto le case distrutte o danneggiate durante i combattimenti contro i miliziani wahabiti.

Ma la Siria "ovviamente" é un regime antidemocratico, una 'dittatura' come dicono i corifei prezzolati del Sionismo internazionale che scrivono sulla 'Repubblica', sulla 'Stampa', che belano e ragliano a reti unificate sui nostri "liberissimi" canali TV...

...intanto nella nostra avanzata democrazia pluto-liberista a totale controllo ebraico una delle città più belle d'Europa agonizza per la terza volta in quattro anni sotto il peso delle precipitazioni atmosferiche perché a colpi di fondi pubblici insufficienti (la spesa pubblica é spreco! privatizzare!!), sequestri di cantieri ordinati da magistrati presenzialisti e applauditi dalla canaglia eco-decrescista (le grandi opere sono male! bisogna preservare la Natura!), corsi, ricorsi, appelli e controappelli, non si riesce a fare un programma efficace di gestione degli alvei dei torrenti e di scolmatura delle acque.


martedì 20 agosto 2013

Il popolo Barheini avverte il tiranno Al-Khalifa: "Il tuo regime abusivo e illegale ha i giorni contati!"

Le localictà di Dair, Tubli, Kawarah e Ma'ameer si sono animate nella giornata di ieri con migliaia e migliaia di manifestanti determinati a far capire al corrotto tiranno Al-Khalifa che nessuna misura di repressione, non importa se sostenuta dai suoi senili sodali sauditi, dai rozzi mercenari wahabiti pachistani, non importa se passata sotto silenzio dagli insinceri mass-media occidentali, riuscirà mai ad estinguere l'anelito di libertà delle masse popolari che troppo a lungo hanno languito sotto il tallone di una dinastia aliena alla Storia e alla Cultura dell'Isola delle Perle, installata al potere per i calcoli imperialisti dell'Ammiragliato inglese.

Nella località di Buri si sono registrati pesanti scontri con massiccio uso di gas tossici  da parte delle forze del regime, che tuttavia non sono riuscite a domare la manifestazione, dovendosi in ultimo ritirare. Il fatto che le manifestazioni continuino ininterrotte da due anni senza che nessuna delle misure repressive della tirannide degli Al-Khalifa riesca a soffocarle dimostra la determinazione del popolo a cacciare gli usurpatori e instaurare un vero regime democratico.

Il partito Al-Wefaq, cardine della coalizione anti Al-Khalifa, ha comunicato che nel corso del mese di luglio sono state 200 le persone arrestate dalla sbirraglia di regime, tra essi persino diciannove bambini.

giovedì 1 agosto 2013

Jean Qahwaji: "L'Esercito é fedele ai valori democratici e di convivenza su cui si basa la Repubblica Libanese!"

Il Generale Qahwaji, Comandante in Capo dell'Armee Libanaise ha dichiarato in una intervista rilasciata ieri che la forza da lui diretta non ha alcuna fedeltà o preferenza politica se non quella, istituzionale, di difendere i valori di Democrazia e Convivenza pacifica su cui si basa il Libano odierno ed é pronta ad affrontare chiunque voglia mettere in pericolo tali valori e l'autonomia e l'indipendenza dello Stato a prescindere da qualunque altra considerazione.

Qahwaji ha avuto il suo comando dell'Esercito esteso per 24 mesi per effetto di un Decreto speciale del Ministro della Difesa ad interim Fayez Ghosn, per evitare che le forze armate si trovassero senza leader in un momento in cui, a causa della perdurante Crisi di Governo, non esiste un'autorità civile in grado di nominare prontamente un suo successore.

martedì 5 febbraio 2013

Ecco la "democrazia" usa! Nipote di Malcolm X rapito dall'Fbi alla sua partenza per l'Iran!

Malcolm Shabazz, nipote dello storico leader di colore "Malcolm X", era sul punto di lasciare gli Stati Uniti per onorare l'invito ricevuto dalla Repubblica Islamica e intervenire al seminario di Teheran su Hollywood e propaganda quando, pur di non lasciarlo libero di compiere il viaggio previsto, agenti dell'FBI lo hanno rapito, rifiutandosi di rivelarne la posizione e la sorte.

La rassegna culturale iraniana, in corso a margine del trentunesimo Festival Cinematografico 'Fajr', ha radunato nella capitale persiana ospiti da tutto il mondo: critici letterari e cinematografici, "auteurs", produttori, attori e altri professionisti del settore. Malcolm Shabazz non era l'unico cittadino Usa invitato; l'ex-Senatore Mike Gravel ha raggiunto la Repubblica Islamica senza difficoltà.

 La famiglia di Malcolm X ha dichiarato di attendere il rilascio del proprio parente da un momento all'altro, visto che egli non ha commesso nessun crimine e non possa venire privato della libertà di viaggio e movimento.
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martedì 15 gennaio 2013

Dopo l'ennesimo martirio di un innocente le proteste scuotono di nuovo Manama! Scontri e cariche nel Bazaar!

Dopo la morte dell'ennesimo martire barheini per la Democrazia e il cambiamento, Haj Habib Ibrahim Abdullah, il cui stesso corteo funebre é stato attaccato dagli sgherri del tiranno sunnita Re Al-Khalifa, come da noi puntualmente riportato, la capitale dell' "Isola delle Perle" Manama é stata nuovamente teatro di proteste e scontri.

Questa volta la dimostrazione si é tenuta nella zona del mercato, dove tra vicoli, piazzette e traverse i dimostranti hanno avuto migliore gioco a incanalare le cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, respingendole più volte. Da Malkiya, intanto, arriva la notizia che il nipote di Haj Habib Ibrahim, rimasto a sua volta intossicato dalla stessa cortina soffocante che ha causato la morte del suo parente, si trova attualmente in "condizioni stazionarie".
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lunedì 14 gennaio 2013

Il Primo Ministro siriano Al-Halqi parte per una visita ufficiale a Teheran!

Una delegazione istituzionale siriana di altissimo livello, capeggiata dal Premiaer Wael al-Halqi e comprendente esponenti governativi, militari ed economici é in partenza per la capitale della Repubblica Islamica, dove verrà ricevuta martedì dai vertici dello Stato iraniano.

Annunciando la propria partenza per l'Iran Al-Halqi ha dichiarato tutta la propria stima per la maniera aperta, onesta e sincera con cui l'Iran ha sostenuto gli sforzi siriani per uscire dalla crisi artificialmente scatenata nel paese dalle azioni irresponsabili di certe potenze locali agli ordini di ben determinati interessi internazionali.

"Certi cosiddetti 'avvocati della Democrazia', scegliendo di continuare a sostenere gruppi stranieri armati attivi all'interno del paese, non fanno altro che dimostrare quanta differenza esista tra la loro rarefatta retorica fatta di 'Diritti' e simili altre vuote formule e la realtà nella quale loro sono i primi a fare uso di formazioni terroristiche e bande di predoni per portare avanti i loro interessi".

Al-Halqi ha dichiarato che, anche qualora i criminali terroristi ammontassero alla cifra di centomila persone, e anche qualora fossero tutti siriani (il che non é, vista la preponderanza nei loro ranghi di fanatici stranieri 'paracadutati' nel paese dal complotto imperialista) rappresenterebbero comunque un'infima minoranza rispetto ai 24 milioni di cittadini siriani leali al Governo.
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Il tiranno di Manama uccide un altro cittadino innocente con i gas asfissianti "Made in Usa!" Attaccato anche il corteo funebre!!

Sappiamo benissimo che nel mondo distorto della propaganda imperialista occidentali leader illuminati e amati dal loro popolo come il Presidente Bashir Assad vengono attaccati quotidianamente dai media venduti alla menzogne arroganti di Washington e Tel Aviv perché difendono l'Autonomia e l'Indipendenza dei loro paesi e dei loro cittadini, venendo accusati delle più incredibili enormità, mentre tiranni sanguinari come i sovrani sunniti Al-Saoud, Al-Thani e Al-Khalifa vengono 'coccolati' per la loro sottomissione e viene loro permesso di infierire col massimo dell'impunità contro i loro sudditi.
Nell'ennesimo caso denunciato da "Palaestina Felix" un dimostrante pacifico e disarmato che chiedeva la cacciata del sovrano corrotto e l'instaurazione della Democrazia a Manama, un giovane del villaggio di Malkiya di nome Haj Habib Ibrahim Abdullah é rimasto ucciso soffocato dai gas urticanti venduti a Re Al-Khalifa dal 'Nobel per la Pace' Barack Obama.
In una ulteriore dimostrazione di mostruosità le forze repressive del tiranno filo-occidentale si sono persino permesse di attaccare il corteo funebre della vittima, che naturalmente si é trasformato in una prova di abnegazione e disobbedienza civile da parte della popolazione, non intenzionata a lasciare che Haj Habib Ibrahim abbia sacrificato invano la sua vita, così come hanno fatto dozzine (ma più probabilmente centinaia) di attivisti per la democrazia uccisi con gas, pallottole, rapiti, torturati, scomparsi nelle galere della tirannide.
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lunedì 31 dicembre 2012

Il regime razzista israeliano deve rimangiarsi l'esclusione di Haneen Zoabi dalle prossime elezioni politiche!

Quando abbiamo definito "illegale" e "basata sul niente" la richiesta di esclusione della giovane e coraggiosa Haneen Zoabi dalle prossime elezioni che si terranno nel regime razzista ebraico sapevamo di avere ragione, come succede quasi sempre quando "Palaestina Felix" fa un'affermazione: perché le affermazioni di "Palaestina Felix" sono basate su consolidati precedenti ed espresse con il consenso di chiari esperti di Diritto, politica e relazioni internazionali.

Ancora una volta abbiamo il piacere di vederci confermati nel giusto verificando che la parlamentare del partito arabo Balad é stata reintegrata nelle liste elettorali e potrà quindi competere per un seggio al 'parlamento' del regime sionista. La decisione é stata espressa dalla Corte Suprema di Tel Aviv che non ha potuto non ammettere come l'esclusione cozzasse contro tutta una serie di assurdi legali e giuridici che la rendevano inconfermabile.
La battaglia per il reintegro della Zoabi é stata portata avanti con l'aiuto di Hassan Jabarin e Sawsan Zaher di Adalah, il Centro Legale per la Difesa dei Diritti dei Palestinesi nella porzione di Palestina occupata dal 1948. "Con questa vittoria, ha dichiarato Jabarin, tutti i tentativi di escludere candidati Palestinesi dalle elezioni politiche nel corso degli ultimi 15 anni sono stati affrontati e sventati!".
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venerdì 21 dicembre 2012

Il regime razzista ebraico vorrebbe impedire ad Haneen Zoabi di presentarsi alle elezioni: ecco la loro 'Democrazia'!!

La rappresentante palestinese allo pseudo-"parlamento" del regime ebraico dell'Apartheid Haneen Zoabi sarebbe stata interdetta dal presentarsi alle prossime elezioni politiche da una sentenza di una corte-canguro sionista per aver preso parte nel 2010 alla spedizione della FREEDOM FLOTILLA verso il ghetto assediato di Gaza, interrotta dal sanguinoso raid pirata delle forze navali di Tel Aviv.
Israhell che i corifei Marco Pesach, Roberto Saviano, Fiamma Frankenstein, Giulio Meotti, Fabio Scuto e altri imbrattacarte prezzolati dalla lobby sionista internazionale descrivono rapsodicamente come "l'unica democrazia del Medio Oriente" ha già provato in passato a eliminare ogni rappresentanza degli abitanti legittimi della terra che occupa illegalmente tramite sentenze-capestro emesse "ad minchiam" senza alcuna base o giustificazione giuridica.
Siamo certi che la Zoabi, che come si vede in queste foto é bene abituata a respingere i più sconci, violenti e vergognosi attacchi con una dignitosa scrollata di spalle saprà averla vinta ancora una volta contro il razzista, antidemocratico, segregazionista 'Moloch' che vorrebbe escluderla e zittirla per non dover sentire nella sua voce risuonare l'eco dei suoi soprusi, dei suoi crimini, delle sue ingiustizie.
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martedì 14 agosto 2012

Mentre Frau Merkel fa affari col corrotto Re Saoud la Svezia prende le distanze da Riyadh definendola: "Una dittatura!"

Delle tresche e delle vendite di armi tra la grassa salsicciaia Frau Merkel e i più brutali e impresentabili regimi sunniti del Golfo Persico abbiamo già parlato in passato, peccato che nella 'democratica' Europa lo sdegno delle popolazioni e la tormentosa memoria delle guerre e delle persecuzioni del passato non siano sufficienti a impedire questo genere di turpi commerci, che la volontà delle genti non sia in grado di prevalere sui desideri cupidi e immorali di poche dozzine di politicanti e affaristi corrotti.
Un esempio incoraggiante di rettitudine e civiltà viene però dalla Svezia, oltre il braccio di mare dell' Ostsee (come lo chiamano i Tedeschi) dalle labbra di Karin Enstrom, locale responsabile del Dicastero della Difesa. In una intervista all'agenzia stampa ufficiale di Stoccolma, la TT, la Enstrom ha dichiarato che: "Sebbene il Governo svedese non sia solito distribuire patenti di 'accettabilità politica' agli Stati esteri, nel caso dell'Arabia Saudita, di fronte all'alternativa di considerarla una Democrazia o una Dittatura, non ci é possibile ritenerla altro che appartenente alla seconda categoria".

Il giudizio della Enstrom, che ha definito il Regno dei Saoud come: "Una monarchia assoluta dove quotidianamente si commettono serie e offensive violazioni dei Diritti Umani" é ancor più significativo quando si consideri che ella milita nel Partito Moderato, formazione conservatrice che 'a intuito' si riterrebbe terreno meno fertile per tali obiezioni di carattere umanitario normalmente considerate patrimonio ideale di esponenti progressisti.
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venerdì 27 luglio 2012

L'opposizione politica saudita si prepara alla prima conferenza, probabilmente nella capitale libanese!


In una intervista recentemente rilasciata alla testata 'Always News' un esponente del crescente movimento di opposizione interna al corrotto autoritarismo di Casa Saoud ha rivelato che "presto" rappresentanti di tutti i movimenti e le correnti saudite terranno, in una località estera, la loro prima riunione ufficiale, per contarsi, confrontarsi e decidere strategie comuni per ottenere le riforme e il rinnovamento ormai non più posponibili nel quadro o di una democratizzazione interna che non escluda la dinastia regnante, se disposta a collaborare, o un suo rovesciamento e l'instaurazione della Democrazia.
Pur chiedendo di rimanere anonimo per motivi di sicurezza l'uomo ha dichiarato che la prima location per la conferenza era stata Londra ma quella scelta era stata da subito criticata perché passibile di far sembrare l'opposizione saudita uno dei molti fasulli 'movimenti' manipolati dai paesi occidentali come la cosiddetta (e falsa) 'opposizione siriana', quindi più probabilmente la conferenza si terra a Beirut, stato arabo facente parte dell'Asse della Resistenza e attualmente retto da un Governo radicalmente avverso agli interessi sauditi.
La conferenza dovrebbe vedere la partecipazione di personalità quali Saad al-Faqeeh, Madawi Rasheed, Hamzah Al- Hassan, Fuad Ibrahim (foto: dall'alto verso il basso) e altri ancora e insisterà sul Diritto del popolo saudita di determinare il proprio futuro senza affidarsi supinamente alle decisioni di una dinastia autoreferenziale e soggiacente ai diktat e agli interventi di potenze esterne regionali e internazionali come Israele e Stati Uniti d'America. La decisione di uscire allo scoperto e costituire un fronte unificato delle opposizioni sarebbe stata accelerata dall'esempio dei movimenti bahreini e yemenita nonché delle rivoluzioni egiziana e tunisina.

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lunedì 13 febbraio 2012

Prestano giuramento a Tripoli i membri della neonominata Commissione Elettorale Libica!


I membri della recentemente stabilita Commissione Elettorale Libica hanno prestato giuramento ieri durante una cerimonia tenutasi a Tripoli cui hanno preso parte dignitari del Governo and interim e la Segreteria al completo del Consiglio Nazionale di Transizione, guidata da Mustafa Abdel Jalil. La Commissione avrà il compito di mettere in piedi un processo elettorale che dovrà concludersi a giugno 2012 con consultazioni politiche nazionali per l'elezione di una Assemblea, la prima indipentendemente e democraticamente eletta nella storia del paese.

Othman Abu Bakr Qagiji (foto sopra) presiederà tale corpo e ha dichiarato che "Con l'aiuto di Dio esso supervisionerà i meccanismi e i processi elettorali che porteranno alla formazione di un Congresso come enunciato nella dichiarazione costituzionale". Dopo la cerimonia il Segretario Jalil si é detto "sicuro" che le elezioni libiche si terrano regolarmente e soddisferanno i più alti ed esigenti standard di democrazia, invitando gli organi internazionali e le ONG a osservarle e monitorarle con loro missioni e osservatori.

"I Libici sono capaci di prendere il loro futuro in mano con le loro scelte responsabili e sono certo che inizieranno a dimostrarlo proprio con questa occasione". Finora il paese é stato guidato dal CNT, che ha dichiarato la ribellione contro Gheddafi circa un anno fa e ha condotto lo sforzo bellico contro il dittatore e i suoi fedeli fino alla vittoria, nominando poi un Governo termporaneo tuttora in carica.
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mercoledì 11 gennaio 2012

Nuova apparizione pubblica del Presidente Assad nella Piazza degli Ummayadi a Damasco!


"Voglio essere con voi, al vostro fianco, per assorbire la carica e il sostegno necessario ad affrontare tutto quello che sta venendo lanciato e scatenato contro il nostro paese e contro di voi, per poterlo contrastare e sconfiggere!"



Con queste parole appassionate e appassionanti, anche se pronunciate con l'usuale self-control da consumato giocatore di 'backgammon' il Presidente siriano Bashir al-Assad si é rivolto alla cittadinanza riunitasi presso la Piazza degli Ummayadi nella capitale Damasco, spiegando che il costante e caloroso sostegno di cui riceve costantemente prova attraverso le immagini di grandi manifestazioni a sostegno della sua persona e della propria leadership gli è necessario più che mai in questa fase critica di lotta contro il complotto sionista, imperialista e saudita contro la nazione siriana.

La first lady Asima e i due figli, protetti da un imponente schieramento di guardie del corpo, hanno accompagnato il Presidente nella sua uscita pubblica. Al contrario della moglie e dei rampolli Assad non aveva quasi protezione e si é lasciato avvicinare e congratulare da passanti e astanti, a più riprese, a dimostrare che, anche con i recenti episodi terroristici che hanno colpito anche la capitale, lui si fida sempre e comunque del suo popolo.
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Ecco al lavoro la "democrazia" del regime ebraico: il Ministro razzista Liberman vuol sciogliere i partiti dell'etnia Palestinese!


Una delle molte ipocrite piaggerie che venivano ripetute dai corifei dell'Hasbara ogniqualvolta un loro interlocutore si peritava di far notare la natura razzista e discriminatoria dell'occupazione sionista in terra di Palestina é sempre stata: "Ma come? Israele é L'UNICA DEMOCRAZIA del Medio Oriente!". A parte che se il solo fatto di effettuare una chiamata di correo a scadenze temporali più o meno equidistanti per far marcare crocette su dei pezzi di carta a una certa quota di popolazione fosse il solo requisito di "Democrazia" lo sarebbero anche gli Usa della bipartisanship elitaria, cosa che non crediamo affatto, (e, a quel punto, lo sarebbero stati anche l'Egitto di Mubarak e la Bulgaria di Zhivkov), tale affermazione (via via meno frequentemente ripetuta mano a mano che i paesi toccati dalla Primavera Araba si sono avviati sul cammino di libere e veramente democratiche elezioni una volta liberati dai tiranni filo-Usa e filo-sionisti) ha mostrato definitivamente la corda nel corso dell'ultima sessione della Knesset, il Parlamento del regime ebraico di occupazione.

Durante questa, infatti, il partito ultranazionalista e razzista guidato dall'attuale Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha sottoposto un progetto di legge che, se approvato, impedirebbe per sempre l'entrata in Parlamento di rappresentanti della "razza inferiore", l'etnia Palestinese costituita dai sopravvissuti e discendenti (all'interno dei confini dell'Occupazione) dei superstiti della Nakba, l'Olocausto inflitto ai legittimi abitanti della regione da invasori e terroristi ebrei a cavallo del 1948 e negli anni immediatamente precedenti e successivi.

I nativi Palestinesi che ancora oggi rappresentano un abitante di 'Israele' ogni tre-quattro sono considerati a tutti gli effetti "Cittadini di Serie B" dall'entità occupante: hanno diversi documenti, ricevono una miserrima frazione della spesa pubblica riservata agli Ebrei (per sanità, educazione, previdenza sociale), sono confinati in bantustan e comunità-ghetto, non possono servire nei Ministeri governativi in qualunque funzione, non possono comprare casa e terreni al di fuori delle loro comunità isolate, non possono contrarre matrimonio con Palestinesi della diaspora, abitanti dei territori occupati o cittadini di altri Stati arabi e portare a vivere lo sposo/la sposa con loro nel Regime dell'Occupazione. Ultimamente é stato loro persino proibito di manifestare pubblicamente in occasione dell'anniversario della Nakba.

(La 'democrazia' israeliana al lavoro - Ecco cosa accade quando la deputata palestinese Haneen Zoabi tenta di prendere la parola per riferire alla Knesset riguardo l'illegalità dell'assedio verso Gaza)

Adesso, se il disegno di legge andrà in porto, anche l'ultima "foglia di fico" sulla presunta 'democrazia' israeliana andrà in cenere: la proposta razzista vuole infatti vietare l'eleggibilità, cioé il diritto elettorale passivo, a quanti non abbiano prestato servizio nelle forze militari sioniste e, visto che ai nativi Palestinesi é fatto divieto di portare armi e ricevere istruzione militare, l'esclusione totale dal Parlamento su base rigidamente etnica e razziale sarebbe quindi completa e assoluta. I partiti di Sinistra Balad e Taal potrebbero forse sopravvivere con candidati esclusivamente ebrei (anche se in parte eletti da Palestinesi nativi), ma la Lista Unita Araba, il cui gruppo dirigente é totalmente palestinese verrebbe praticamente distrutta come formazione politica.

Che bella la "democrazia" di Israhell!
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martedì 10 gennaio 2012

Assad all'Università di Damasco:"Vinceremo ogni complotto rimanendo uniti: Popolo, Governo, Forze Armate, Lavoratori!"


Il Presidente siriano Bashir Assad ha lanciato un chiaro e forte avvertimento nel corso dell'orazione pronunciata oggi all'Ateneo di Damasco, durante la quale ha fatto il punto sulla situazione interna e sui passi che restano da compiere per poter completare il processo di riforma dello Stato e poter decretare ufficialmente la sconfitta dei gruppi di provocatori terroristi che da marzo tentano senza alcun successo di minare la stabilità del paese e dei suoi apparati.

"La battaglia che ci oppone ai terroristi al servizio degli stranieri coinvolge la comunità nazionale nel suo insieme, non soltanto il Governo e le Forze Armate e di Sicurezza: anche i lavoratori, i cittadini, gli studenti, tutte le parti del corpo sociale sono chiamate, ognuna secondo le sue possibilità e capacità, ad affrontare questa grave minaccia con tutti i mezzi legali e costituzionali...chi uccide vigliaccamente, chi mette bombe per colpire i civili non potrà mai cantare vittoria in questo paese!".

Assad ha dichiarato che una volta completata la nuova Costituzione verrà sottoposta all'approvazione popolare per mezzo di un Referendum che potrebbe probabilmente avere luogo nella prima settimana di marzo; in seguito al risultato si prenderanno decisioni riguardo alla chiamata alle urne per le elezioni politiche, ovviamente esse saranno tanto più vicine se la Costituzione venisse approvata subito.

Assad ha fatto una appropriata e profonda ironia sulle critiche lanciate al suo Governo in nome della 'Democrazia' da parte di alcune corrotte monarchie petrolifere del Golfo Persico, facendo notare che, mentre la Siria é stata una Democrazia parlamentare almeno dal 1917 certi regni, come l'Arabia Saudita, sono ancora retti secondo canoni di assolutismo più adatti al sedicesimo e diciassettesimo secolo piuttosto che al mondo moderno del 2012. Tuttavia gli esponenti di queste monarchie retrograde si sentono giustificati a prendere la parola contro la Siria, perché spalleggiati dalla fanfara mediatica che suona al tempo dettato da Usa e Israele.
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